CAPOLAVORO DI MARC MARQUEZ, 2° DOVIZIOSO POI LORENZO, ROSSI IN SECONDA FILA
Austin. Chi partirà domani dalla pole position del GP delle Americhe, seconda prova della MotoGp? Risposta facile: Sua Maestà Marc Marquez. Ma è il modo in cui l’ha ottenuta che ci fatto capire che un pilota come lui non solo è un campione ma, consentiteci, è in assoluto il degno erede di Valentino Rossi. Bravo in moto e soprattutto bravo a correre ai box dopo il fattaccio che gli era capitato a 2’35” dalla fine del turno decisivo per la pole.
E’ successo tutto in un attimo: Marquez arriva sparato sul rettilineo e, improvvisamente, il motore si spegne, borbotta, scoppietta e si ammutolisce di colpo. Lui non si perde d’animo, attraversa la pista, salta direttamente nella pite lane e si mette a correre come un matto per andare a recuperare la seconda moto che i meccanici gli mettono in moto al volo.
Il tempo è poco, c’è da fare un giro e poi lanciarsi, sempre che si possa passare sul traguardo senza prendere bandiera. Lui ci riesce per soli 5”, e compie un capolavoro incredibile: per lui le curve si raddrizzano, la Honda 2 vola su ogni cordolo, si scompone, ma lo spagnolo non chiude mai il gas, quando frena la gomma posteriore si alza per 10 cm (!) , prende le buche lasciate dalla Formula 1 e colora di rosso ogni passaggio. Dovizioso che gli era alle spalle e che chiuderà al secondo posto alla fine ha detto semplicemente: “Quello è un matto! Ha fatto cose incredibili…Da paura”.
Sul traguardo Marquez cancella tutti i record da lui stesso detenuti sinora su questa pista: 2’02”135, in pratica 638 millesimi meno del tempo 2014. E lui stesso a spiegare il fattaccio:
“Stava andando tutto bene quando, improvvisamente, sul display si è acceso la spia del Warning. Per non rompere nulla ho spento il motore e sono corso a prendere l’altra. Ho fatto una bella cosa, lo so, e sono stato anche fortunato perché non ho preso la bandiera. Ma quando si guida la moto più bella del mondo, succede anche questo e sapete perché qui vado forte? Perché mi diverto!”.
E gli altri? Dopo Dovizioso un ottimo Lorenzo a chiudere la prima fila, guarito dalla bronchite che ieri lo aveva messo ko.
Ad aprire la seconda un buon Valentino Rossi, seguito da Crutchlow e Redding mentre un po’ di delusione per Andrea Iannone che non va oltre il 7° posto, ma bravo a tenersi dietro i fratelli Espargaro e Smith. Bene anche Petrucci, entrato nella Top Ten, che chiude 11° davanti a Vinales. Se questo è lìantipasto, chissà cosa ci aspetta domani in gara. Ricordiamo a tutti gli appassionati che la gara di MotoGp prenderà il via alle ore 21.
In mattinata risorge Lorenzo
Non piove ma il tempo non promette nulla di buono e soprattutto fa un freddo boia e l’umidità, come ha detto più di un pilota, ti invoglierebbe a restare a letto in albergo. Posto che una cosa sono i sogni e un’altra è la realta dei fatti, quando alle 10 scatta l’ora delle terze prove libere, quelle decisive per stabilire chi saranno i primi 10 (più due ripescati in Fp4) a contendersi la pole position per la gara di domani, tutti i piloti si sbattono in pista, compreso Lorenzo per il quale sono stati sciolti i dubbi dopo il violento attacco di bronchite che si porta dietro da un paio di giorni.
Nella notte non c’è stata febbre e gli antibiotici hano fatto il loro effetto. Magari non sarà al massimo, ma Lorenzo deve ad ogni costo recuperare un posto tra i primi 10 per evitare un turno supplementare.
E i fuochi d’artificio si vedono subito: dietro al solito Marquez, che stampa tempi incrdedibili, troviamo nell’ordine Iannone, A. Espargarò, Redding, Rossi, Lorenzo (tornato 6°), Dovizioso, Crutchlow, Smith e Pol Espargarò.
Una considerazione: si migliorano tutti ma il migliore di tutti è Lorenzo, che risale la classifica (dopo 7’ è 4°) poi Crutchlow, Iannone e Smith lo ricacciano indietro, ma sempre tra i 10.
Alla mezz’ora qualche commissario espone la bandiera di acqua in pista ma dura poco. Fatto è che mentre Iannone va come il vento seguito da Lorenzo, Redding e A: Espargarò, c’è Dovizioso che esce dai 10 per colpa di Bradl, ma Andrea è ai box per montare la gomma supersoft.
A -17’ la Suzuki di Aleix Espargarò balza al comando con 285 millesimi su Marquez con Crutchlow e Iannone più indietro, quindi Smith Lorenzo e un Rossi mai in bagarre fino ad ora con evidenti problemi alla sua Yamaha. Sorprende Petrucci, nono davanti a Bradl, mentre Dovizioso rientra im pista a -13’ per tentare il tutto per tutto.
E difatti dopo un giro di lancvio il Dovi si piazza al 4° posto, in regime di sicurezza, seguito da Vinales che sale 5° e inguaia sia Lorenzo 8° e Rossi 9°, per niente felice della situazione al punto che finisce anche lungo “bruciando” una gomma da tempo.
A -6’ dalla fine si scatena l’inferno: i fratelli Espargarò volano, Marquez torna primo, con Smith 2° Rossi 5° Redding 6° Dovizioso 9° e Iannone fuori. Lorenzo si riprende e con un giro magnifico torna 3° dietro a Crutchlow e davanti a Rossi.
Lo schermo è tutto un albero di Natale fino a quando non scende in pista Sua Maestà Marc Marquez che mette tutti d’accordo: 2’03”302. Pirotecnico. I 10 che vanno ditrettamente in Q2 per la pole sono Marquez, Crutchlow, cioè due Honda, poi le Yamaha di Lorenzo e Rossi (con lo stesso tempo al millesimo!), quindi Smith, i fratelli Pol e Aleix Espargarò, Dovizioso, Redding ed uno stratosferico Petrucci. Chi sarà costretto a un turno in più per salire tra i 12 che si disputeranno la pole è incredibilmente Andrea Iannone, 11° a 3 decimi da Petrucci. Box chiusi immediatamente a gran lavoro sulle moto per portare le Ducati più avanti possibile.
Q1
Quindici i piloti in lotta per due posti nella top ten. Non ci sono sorprese nei 15’ a disposizione. Iannone già al primi giro utile spara un tempo di 2’03”697 stellare che praticamente lo mette al sicuro da qualsiasi sorpresa. Da notare che Andrea ha montato una gomma posteriore media che sa sfruttare a meraviglia. La lotta quindi si riduce a chi prenderà la seconda poltrona: un affare tra Barberà, Vinales e Hernandez. Vince la sfida Vinales che si piazza al secondo posto mentre Barberà Bradl e Hernandez sono out.
Domenica
Il meteo dice che ci si dovrà aspettare il diluvio, ma visto come sono andate le cose oggi, l’unica cosa che resta da fare domattina ai tecnici è quello di aprire la finestra della camera d’albergo, guardare il cielo, magari allungare una mano per vedere se piove. (Enrico Biondi)
|
Pilota |
Team |
Moto |
Km/h |
Tempo |
Gap |
|
Repsol Honda Team |
Honda |
342.6 |
2'02.135 |
||
|
Ducati Team |
Ducati |
339.0 |
2'02.474 |
0.339 |
|
|
Yamaha MotoGP |
Yamaha |
333.6 |
2'02.540 |
0.405 |
|
|
Yamaha MotoGP |
Yamaha |
335.9 |
2'02.573 |
0.438 |
|
|
CWM LCR Honda |
Honda |
337.3 |
2'02.613 |
0.478 |
|
|
EG 0,0 Marc VDS |
Honda |
334.7 |
2'02.674 |
0.539 |
|
|
Ducati Team |
Ducati |
338.0 |
2'02.792 |
0.657 |
|
|
Team SUZUKI |
Suzuki |
324.9 |
2'02.869 |
0.734 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
338.0 |
2'03.161 |
1.026 |
|
|
Yamaha Tech 3 |
Yamaha |
338.3 |
2'03.440 |
1.305 |
|
|
Pramac Racing |
Ducati |
334.4 |
2'03.741 |
1.606 |
|
|
Team SUZUKI |
Suzuki |
328.1 |
2'03.754 |
1.619 |
|
|
|
|
|
|
|
|
Avintia Racing |
Ducati |
340.4 |
2'03.926 |
0.282 |
|
|
Athinà Forward Racing |
Forward |
330.5 |
2'04.275 |
0.631 |
|
|
Pramac Racing |
Ducati |
339.1 |
2'04.313 |
0.669 |
|
|
Avintia Racing |
Ducati |
336.8 |
2'04.392 |
0.748 |
|
|
Aspar MotoGP Team |
Honda |
332.4 |
2'04.875 |
1.231 |
|
|
Repsol Honda Team |
Honda |
339.7 |
2'05.086 |
1.442 |
|
|
CWM LCR Honda |
Honda |
333.1 |
2'05.156 |
1.512 |
|
|
Athinà Forward Racing |
Forward |
324.9 |
2'05.214 |
1.570 |
|
|
AB Motoracing |
Honda |
330.6 |
2'05.261 |
1.617 |
|
|
Aspar MotoGP Team |
Honda |
327.2 |
2'05.569 |
1.925 |
|
|
Aprilia Racing Team |
Aprilia |
330.2 |
2'05.595 |
1.951 |
|
|
Octo IodaRacing Team |
ART |
321.7 |
2'06.145 |
2.501 |
|
|
Aprilia Racing Team |
Aprilia |
328.2 |
2'07.267 |
3.623 |