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MARQUEZ DAVANTI A CRUTCHLOW E IANNONE,LA YAMAHA SOFFRE: 8° LORENZO, 9° ROSSI

Losail. Non c’è niente da fare. Quando Marc Marquez si mette in testa un’idea, non c’è nessuno che può fargliela cambiare. Lui va dritto per la sua strada, non si volta mai indietro a guardare se qualcuno gli si mette sulle code per strappare qualche “aiutino”.

Questa estrema sicurezza nei propri mezzi, cioè dalla sua Honda delle meraviglie, gli deriva da uno spettacolare stato di forma, una classe infinita e la capacità di trovare le soluzioni migliori giro dopo giro.

Prendete ad esempio le due prove libere del pomeriggio e della sera: miglior tempo nelle prime, con tanto di record della pista che cancella Casey Stoner 2008, e poi la zampata definitiva sotto i riflettori, quando ha limato ancora di qualche decimo il suo tempo, stampando un fantastico 1’54”822 al quale, questa volta, sorpresa delle sorprese, ha saputo replicare solamente… un’altra Honda.

Ma non quella di Dani Pedrosa (che ha chiuso 5°, a 202 millesimi da Marquez), bensì quel diavolo d’inglese volante di Cal Crutchlow, leader del team condotto da Lucio Cecchinello che a fine prove aveva un sorriso grande così per l’impresa del suo pupillo (96 millesimi dal bicampione del mondo), arrivata al momento giusto. Non dimentichiamo che Lucio ha dei seri problemi con il suo sponsor principale, il fondo inglese CWM finito nel mirino del fisco inglese.

Sul podio virtuale, alla fine delle prime 3 prove libere c’è anche la Ducati di un bravissimo Andrea Iannone capace anche lui come Crutchlow di andare sotto l’1’55”. Nel finale Andrea ha montato anche le famose “ali” del quale non andava proprio fiero. Fatto è che, per dimostrare che non le ama e non le gradisce, Andrea ha pensato bene di stendersi alla seconda curva del circuito e di mandare in infermerie moto e ali, mentre lui, illeso, è tornato sconsolato ai box.

Gli ultimi 4 minuti è stato tutto un fiorire di caschi rossi e gialli che ha tenuto i tifosi con il fiato sospeso sino all’ultimo. Come detto, bravissimo Crutchlow, ma anche un magnifico Aleix Espargarò che ha riportato la Suzuki nelle zone alte (4° tempo) e davanti a campioni del calibro di Pedrosa e Dovizioso.

Andrea, a dir la verità, ha pure provato per la prima volta la gomma supersoft ma i tempi non sono arrivati, segno che forse tutto questo vantaggio le coperture Bridgestone non lo danno e bene hanno fatto i tecnici a continuare a trovare gli assetti giusti evitando di usare coperture che, a volte, non danno i risultati sperati.

Che le Ducati siano in gran spolvero lo dicono il numero di moto (3) nelle prime 10 posizioni, quelle che danno accesso direttamente alla Q2 evitando le forche della Q1: in settima posizione troviamo infatti la Ducati 2014 di Yonny Hernandez che pareggia il conto con le Honda e si lascia alle spalle le Yamaha.

Già, le Yamaha. Sin dal primo giorno di test, Lorenzo e Rossi non hanno fatto altro che trovare dei problemi. Hanno migliorato giorno dopo giorno, ma non si sono mai messi in competizione con gli altri, anche se il distacco tra i primi 10 non va oltre il mezzo secondo. Ma è proprio questa la differenza che mette in crisi la casa di Iwata e che ieri ha fatto storcere il naso a Valentino che vede con terrore allontanarsi le prime posizioni.

Capitolo a parte meritano le cadute: ieri hanno assaggiato l’asfalto Iannone, Baz, De Angelis e Marco Melandri tutti nella stessa maledetta curva 2. Marco Melandri, poi, in una giornata è caduto due volte, nel pomeriggio e in serata.

Si è prontamente rialzato, ha aperto la visiera e i suoi occhi erano tutti un programma: rabbia, frustrazione, morale sotto gli stivali e, forse, una voglia matta di lasciar perdere tutto. Fare esperienza in pista per far progredire l’Aprilia, può essere una buona idea, ma se i tempi non arrivano e per di più ti stendi per terra, tutto si complica e il tuo progetto va a farsi benedire. (Enrico Biondi)

I TEMPI DI VENERDI’, SABATO I PRIMI 10 DIRETTAMENTE IN QUALIFICA

 

 

Team

Moto

Velocità

Tempo

Gap

1.Marc MARQUEZ

Repsol Honda Team

Honda

345.0

1'54.822

 

2.Cal CRUTCHLOW

CWM LCR Honda

Honda

339.7

1'54.918

0.096

3.Andrea IANNONE

Ducati Team

Ducati

345.0

1'54.992

0.170

4.Aleix ESPARGARO

Team SUZUKI ECSTAR

Suzuki

331.1

1'54.994

0.172

5.Dani PEDROSA

Repsol Honda Team

Honda

345.4

1'55.024

0.202

6.Andrea DOVIZIOSO

Ducati Team

Ducati

344.1

1'55.044

0.222

7.Yonny HERNANDEZ

Pramac Racing

Ducati

344.2

1'55.102

0.280

8.Jorge LORENZO

Movistar Yamaha MotoGP

Yamaha

335.2

1'55.108

0.286

9.Valentino ROSSI

Movistar Yamaha MotoGP

Yamaha

336.8

1'55.192

0.370

10.Pol ESPARGARO

Monster Yamaha Tech 3

Yamaha

340.2

1'55.328

0.506

11.Hector BARBERA

Avintia Racing

Ducati

342.9

1'55.396

0.574

12.Scott REDDING

EG 0,0 Marc VDS

Honda

341.6

1'55.447

0.625

13.Maverick VIÑALES

Team SUZUKI ECSTAR

Suzuki

333.1

1'55.676

0.854

14.Stefan BRADL

Athinà Forward Racing

Yamaha Forward

335.5

1'55.694

0.872

15.Danilo PETRUCCI

Pramac Racing

Ducati

341.6

1'55.777

0.955

16.Nicky HAYDEN

Aspar MotoGP Team

Honda

330.8

1'55.789

0.967

17.Mike DI MEGLIO

Avintia Racing

Ducati

341.3

1'55.866

1.044

18.Bradley SMITH

Monster Yamaha Tech 3

Yamaha

339.9

1'55.905

1.083

19.Eugene LAVERTY

Aspar MotoGP Team

Honda

331.6

1'55.913

1.091

20.Karel ABRAHAM

AB Motoracing

Honda

332.3

1'56.080

1.258

21.Jack MILLER

CWM LCR Honda

Honda

331.1

1'56.162

1.340

22.Loris BAZ

Athinà Forward Racing

Yamaha Forward

332.3

1'57.072

2.250

23.Alvaro BAUTISTA

Aprilia Racing Gresini

Aprilia

329.8

1'57.107

2.285

24.Alex DE ANGELIS

Octo IodaRacing Team

ART

323.5

1'57.509

2.687

25.Marco MELANDRI

Aprilia Racing Gresini

Aprilia

329.9

1'59.339

4.517

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