PIOVE, NIENTE TEST, DUCATI INCASSA IL SI’ DI MARQUEZ: “I REGOLAMENTI? VANNO BENE COSI’”

Losail. Nel deserto non piove quasi mai. Quasi. Ma in Qatar, quelle tre o quattro volte che capita, è roba che lascia il segno. Soprattutto nella MotoGp. Successe già una volta, nel 2009, è fu una specie d’inferno con l’acqua a catinelle che entrò nei box, inzuppò tutto e tutti e con i piloti in griglia bloccati appena un minuto prima che si accendessero i semafori. In quella occasione il Gp si disputò il giorno dopo, un lunedì, e pare che la decisione di correre costò cifre allucinanti a tutti i team che dovettero pagare una notte in più in hotel, spostare i voli e preparare in fretta e furia le casse che presero il volo con 24 ore di ritardo.
Una cosa del genere è capitata anche lunedì pomeriggio, quando un diluvio d’acqua ha allagato il circuito mettendo praticamente fine con un giorno d’anticipo ai test. E questo per due motivi: il primo è che i tecnici Bridgestone non avevano previsto di portare nel deserto gomme da bagnato (come dar loro torto?). Il secondo è che quando si corre di notte, la luce dei riflettori crea pericolosi riflessi sulla pista, tali da poter ingannare i piloti e quindi essere molto pericolosi.
E così, in un’atmosfera quasi surreale, sotto un cielo color piombo, i piloti bighellonavano lungo la pista aspettando un miracolo che non è arrivato.
Tutti a casa, quindi, con un po’ di rammarico soprattutto per i team minori che speravano di poter fare qualche passo avanti, per l’Aprilia che tra tutti è quella che di chilometri dovrebbe farne tantissimi per raccogliere dati importanti e vedere di lasciare al più presto le ultime posizioni in griglia e, perché no?, anche per la Yamaha che di problemi ne ha sicuramente pochi, ma una “aggiustatina” ai tempi Rossi e Lorenzo, avrebbero voluto darla di sicuro.
Chi invece torna a casa soddisfatta è prima di tutto la Honda, che si ritrova tra le mani una vera e propria macchina da guerra, la RC213V, che tanti per fare un paragone con la Formula 1, sembra proprio una Mercedes… a due ruote. Perfetta in ogni punto, stabile, compatta, veloce, in grado di inanellare giri su giri a ritmi incredibili.
Ma attenzione: come la Honda, in fatto di prestazioni, c’è la grande sorpresa di questi test: la Ducati delle meraviglie, quella voluta, creata e costruita dall’ingegnere Gigi Dall’Igna neppure lontana parente della Gp 14 che ha ammutolito un bel po’ di gente, (“autorevoli” commentatori tv compresi), stupito tecnici e meccanici di Honda e Yamaha e fatto sobbalzare mezza Borgo Panigale che da anni sognava di rivedere tra i big le rosse affidate a Dovizioso e Iannone, che hanno fatti dimenticare in un sol colpo le imprese di Stoner e Capirossi e le delusioni di un certo signor Rossi.
La Gp15 ha entusiasmato tutti, per battere il record della pista si è messa anche un paio di ali, due alettoni a metà carena che incollano la moto ancor di più al terreno. Una “furbata” voluta da Dall’Igna che si è affrettato a dire che “sono alettoni sperimentali, non è detto che li useremo in gara. Anzi, forse proprio no”.
Mentre il cielo buttava acqua a più non posso, Dovizioso e Iannone si sono godute queste ore di relax, raccogliendo i complimenti di tutto il paddock (Marquez e Rossi in testa, i primi a riconoscere finalmente i grandi progressi delle rosse) e facendo il punto della situazione:
“I tempi vanno interpretati, lo ripeto sempre. Ma questa volta sono molto più ottimista che in passato – spiega il Dovi –. L’anno scorso sapevo che alcuni crono non rispecchiavano la realtà dei fatti, ora è diverso. Non so se siano completamente reali ma quello lo potrà dire solo il weekend di gara. Fa piacere che gli altri ci tengano d’occhio ma conosco gli avversari e so quello che sono capaci di fare. Marquez è stato veloce e anche Lorenzo è molto rapido, Valentino sembra un passo indietro ma in gara, tranquilli, ci sarà pure lui. E poi ci sono Pedrosa e Iannone. Partiamo per combattere, so che non sarà facile ma sono anche sicuro che potremo dire la nostra. Il lavoro che adesso stiamo facendo è simile a quello di Honda e Yamaha: si lavora sulle rifiniture con l’obiettivo di provare a vincere o comunque salire sul podio. Peccato per la giornata persa, volevamo completare un long run, mi spiace. Ci sono ancora molte cose da capire, ma non si va forte su una pista per caso. Il risultato? Non mi aspettavo una cosa del genere del genere ma abbiamo sofferto tanto per arrivare fin qui”.
Iannone è la vera sorpresa di Losail: primo ad abbattere il record di Stoner, si è visto superare nel finale da Dovizioso e Marquez, ma i tempi dicono che è lì ad un passo: “Mi dispiace solo per pioggia di oggi, sarebbe stata una giornata importante. In questi giorni abbiamo lavorato in ottica di gara ma oggi avevamo la seconda moto con qualcosa di diverso e la simulazione gara da fare. Comunque sono contento di com’è andato questo test”.
Quanto agli pneumatici usati dalla Ducati, i piloti da due giorni dicono che le coperture usate sono quelle dure e non le morbide che sono rimaste sui camion. Qualche furbetto del quartierino ha tentato di mettere in dubbio le affermazioni dei due, ma poi si sono dovuto ricredere e sui social ha fatto una rapida marcia indietro.
E sui regolamenti tanto criticati da Valerossi, a mettere le cose in chiaro una volta per tutte ci ha pensato Dall’Igna: ”Mi sembrano critiche assolutamente inutili: c’è un regolamento e noi lo stiamo rispettando. Anzi, ci eravamo già adattati al primo regolamento, quello Open, ma poi abbiamo accettato dei compromessi venendo incontro a chi ci stava criticando. Abbiamo dei vantaggi ma li perderemo quando dimostreremo con i risultati di avere raggiunto un certo livello di competitività”.
Valentino e la Yamaha tutta si mettano quindi l’animo in pace. Tanto più che su questo punto sembrano isolati, se è vero che ieri sera Marquez ha detto la sua in proposito, mettendosi di traverso e non appoggiando affatto il collego di Tavullia:” “Io la penso così: c’è un regolamento preciso e sono stati dati loro certi vantaggi perché potessero diventare competitivi. Quando lo saranno li perderanno. Certo, quando te li trovi davanti un po’ di rabbia la provi, ma credo vada bene così”. E adesso, per favore, chiudiamola lì. (Enrico Biondi)