MARQUEZ SUL TRONO, LE DUCATI IANNONE VOLANO, ROSSI SOLO 6°, MELANDRI...AFFONDA CON L'APRILIA

Sepang. “When the going gets tough, the toughs get going!". Detta così, questa celebre frase di John Belushi tratta dallo spassosissimo film “Animal House” potrebbe non dirvi nulla. Ma se facciamo la traduzione e scriviamo “Quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare”, allora la cosa cambia aspetto ed assume tutto un altro significato.
Ed è proprio quello che è successo oggi a Sepang, durante la seconda giornata di test della MotoGp. Se lunedì si andava piano, causa anche il mezzo diluvio abbattutosi sulla pista malese, oggi tutti (tranne uno) hanno cominciato a far scendere i tempi in modo impressionante.
E la tabella finale dice che il migliore ieri è stato ancora una volta Marc Marquez che, una volta sistemati i problemi ai freni che ieri lo avevano attardato, ha iniziato sin dalle prime battute della giornata a sparare tempi intorno ai 2’00 per poi scendere a metà mattinata sull’1’59”8 che la dice lunga sulle potenzialità della sua nuova moto.
Alle sue spalle un Jorge Lorenzo finalmente ritrovato: ieri era contento del nuovo cambio seamless ma non dei tempi , oggi invece al termine delle prove era tutto un sorriso, perché anche questi ultimi sono arrivati: 1’59”8 pure lui ma a soli 58 millesimi di distacco dal rivale spagnolo. Non male davvero.
Ma sono altre due moto che ieri hanno stupito tecnici e giornalisti. Le Ducati e la Suzuki. Andrea Iannone è finito 3°, virtualmente sul podio, a soli 250 millesimi da Marquez, scavalcando proprio nei minuti finali Andrea Dovizioso, 4° a 0,406. Segno inequivocabile che questa Gp15 made in Dall’Igna, non è solo bella, compatta e rivoluzionaria, ma vuol dire che sotto quella carena c’è anche un gran bel motore, un telaio eccellente e tanta di quell’elettronica sofisticata che permette agli uomini di Borgo Panigale di guardare al futuro con ottimismo.
Se pensiamo che lo scorso anno, di questi tempi, le Ducati erano nel limbo, nei guai fino al collo per capire come fare per stare con i primi, oggi vedere le rosse così performanti non può che far spuntare sorrisi grossi così a tutto il team.
La seconda novità arriva proprio dai bolidi di Hamamatsu, con Aleix Espargarò capace di chiudere la giornata a poco più di mezzo secondo da Marquez mentre continua velocissimamente l’apprendistato di Vinales, oggi 12° a 8 decimi. Non vorremmo sbilanciarci troppo, ma l’impressione è che la Suzuki quest’anno c’è e si farà sentire e non farà più la bella statuina in mezzo ai circuiti. I giapponesi hanno lavorato e stanno lavorando bene e forse il merito è anche di Davide Brivio che in tutta la sua carriera ha sempre avuto bene fisso in testa una parola: organizzazione. Se c’è quella, le cose cominciano a marciare per il verso giusto. Senza di quella si fallisce drammaticamente.
All’inizio abbiamo scritto che i piloti oggi si sono migliorati. Tutti tranne uno, Valentino Rossi. A meno che non si voglia dire che limare di pochi centesimi il tempo di ieri si possa dire di avere fatto dei passi avanti. No, sia lui, sia Pedrosa(attardato in mattinata e ripresosi nel pomeriggio) sono rimasti ai margini senza riuscire mai a girare costantemente sotto i 2’01 come i loro colleghi. Se i tempi hanno un senso (e molte volte non lo hanno, speriamo) diciamo che Valentino è sempre allo stesso punto di prima, con quel maledetto mezzo secondo di svantaggio dai tempi del primi, che si chiami Marquez o si chiami Lorenzo.
Le noti dolentissime, purtroppo, arrivano sempre e soltanto dall’Aprilia, al punto che è lecito cominciare a porsi delle domande: era proprio il caso di forzare il rientro della MotoGp con un anno d’anticipo? E marco Melandri è stata la scelta giusta? Vederlo laggiù, all’ultimo posto, solo soletto e con un muso lungo così, capace di biascicare una frase che ti lascia senza fiato quando manca poco all’inizio del mondiale (“ancora non so che cosa mi serve per andare veloce”), fa male. Ieri sia lui che Bautista non si sono migliorati. Coraggio.(Enrico Biondi)
|
Pilota |
Team |
Giro veloce |
Gap |
Giri |
|
MARQUEZ, Marc |
Repsol Honda Team |
1:59.844 |
22 / 63 |
|
|
LORENZO, Jorge |
Movistar Yamaha MotoGP |
1:59.902 |
0.058 |
30 / 71 |
|
IANNONE, Andrea |
Ducati Team |
2:00.098 |
0.254 |
55 / 58 |
|
DOVIZIOSO, Andrea |
Ducati Team |
2:00.250 |
0.406 |
21 / 58 |
|
PEDROSA, Dani |
Repsol Honda Team |
2:00.275 |
0.431 |
36 / 57 |
|
ROSSI, Valentino |
Movistar Yamaha MotoGP |
2:00.308 |
0.464 |
19 / 61 |
|
SMITH, Bradley |
Monster Yamaha Tech 3 |
2:00.329 |
0.485 |
49 / 50 |
|
CRUTCHLOW, Cal |
CWM LCR Honda |
2:00.333 |
0.489 |
61 / 61 |
|
ESPARGARO, Aleix |
Team Suzuki MotoGP |
2:00.409 |
0.565 |
18 / 57 |
|
ESPARGARO, Pol |
Monster Yamaha Tech 3 |
2:00.689 |
0.845 |
8 / 44 |
|
PETRUCCI, Danilo |
Pramac Racing |
2:00.713 |
0.869 |
22 / 57 |
|
VIÑALES, Maverick |
Team Suzuki MotoGP |
2:00.731 |
0.887 |
42 / 61 |
|
REDDING, Scott |
Estrella Galicia 0.0 Marc VDS |
2:00.762 |
0.918 |
53 / 57 |
|
BARBERA, Hector |
Avintia Racing |
2:00.847 |
1.003 |
21 / 53 |
|
HERNANDEZ, Yonny |
Pramac Racing |
2:01.012 |
1.168 |
28 / 46 |
|
BRADL, Stefan |
Forward Racing Team |
2:01.131 |
1.287 |
13 / 58 |
|
HAYDEN, Nicky |
Drive M7 Aspar |
2:01.633 |
1.789 |
17 / 57 |
|
PIRRO, Michele |
Ducati Test Team |
2:01.897 |
2.053 |
16 / 41 |
|
LAVERTY, Eugene |
Drive M7 Aspar |
2:01.944 |
2.100 |
54 / 56 |
|
ABRAHAM, Karel |
AB Motoracing |
2:01.945 |
2.101 |
21 / 40 |
|
MILLER, Jack |
CWM LCR Honda |
2:01.968 |
2.124 |
65 / 65 |
|
DI MEGLIO, Mike |
Avintia Racing |
2:02.006 |
2.162 |
41 / 42 |
|
BAUTISTA, Alvaro |
Aprilia Racing Team Gresini |
2:02.221 |
2.377 |
25 / 40 |
|
BAZ, Loris |
Forward Racing Team |
2:02.426 |
2.582 |
7 / 37 |
|
DE ANGELIS, Alex |
Octo Ioda Racing Team |
2:03.499 |
3.655 |
44 / 51 |
|
NAKASUGA, Katsuyuki |
Yamaha Factory Test Team |
2:03.755 |
3.911 |
43 / 45 |
|
MELANDRI, Marco |
Aprilia Racing Team Gresini |
2:04.313 |
4.469 |
49 / 49 |