BSA GOLD STAR 650, fascino antico e tecnologia attuale: matrimonio riuscito (video)

Malaga. Tornerà sul mercato italiano, presumibilmente dopo l’estate, il prestigioso marchio inglese BSA con una replica della gloriosa Gold Star 350/500 degli anni ’50. Di proprietà dell’indiana Mahindra , BSA si avvale della rete distributiva europea di Peugeot Motorcycles e debutta sul mercato italiano con la monocilindrica Gold Star declinata nella cilindrata 650 cc. e dotata di raffreddamento ad acqua. Il radiatore ed il catalizzatore, necessari per ottenere l’omologazione Euro 5, stonano un po' su una classica degli anni sessanta, ma si notano poco.
A colpo d’occhio la moto si può definire una bella replica, che non presenta svarioni stilistici evidenti e riporta ai giorni nostri lo stile inglese tanto apprezzato fino all’avvento delle moto giapponesi, tecnologicamente e stilisticamente molto più avanzate.
BSA Gold Star potrebbe sembrare semplicemente una moto da esibire al bar ed invece, come diremo più avanti, presenta delle qualità apprezzabili anche da chi di strada ne fa molta. Il telaio è un classico doppia culla in tubi d’acciaio, che si avvale di forcella da 41 mm. e doppi ammortizzatori regolabili su 5 posizioni. I freni controllati da ABS sono Brembo, flottante con disco da 295 mm. anteriormente e da 255 mm. posteriormente. Ruote a raggi da 18” ant. e da 17” post., gommate Pirelli Phantom Sportcom
Un bel manubrio correttamente dimensionato, pedane turistiche e sella bassa ( 780 mm. ) consentono una posizione di guida comoda, per macinare chilometri. La strumentazione si presenta con due elementi circolari, tachimetro e contagiri ( con lancetta che sale da destra come gli Smith, d'altronde sappiamo che gli inglesi amano fare diverso! ). Al centro un piccolo display incastonato nel faro con spie e livello carburante. Il tutto non facilmente leggibile a causa del posizionamento piatto degli strumenti. Discutibile esteticamente ma utile la presenza sul manubrio di una scatoletta di plastica contenente due prese, USB e USB C. Sul telaio è posizionata una presa di corrente per accessori.
Bellissimo il serbatoio a goccia cromato, che contiene 12 litri di benzina per un consumo dichiarato di 25km/litro. Nota un po' stonata invece, ma comprensibile per ridurre i costi e per la leggerezza ( la moto pesa 213 Kg.) i parafanghi di generose dimensioni in plastica, ben verniciata o cromata, a seconda della versione di Gold Star.
Ed ora in sella! Partiamo ed attraversando Malaga nel traffico apprezziamo la maneggevolezza ed il ridotto raggio di sterzo della Gold Star e non di meno la morbidezza di leve freno e frizione e del preciso cambio a cinque marce, con la prima corta.
Una volta imboccata la strada veloce e ricca di curve in un saliscendi continuo fra le montagne cominciamo a divertirci. Il motore sale di giri regolare senza picchi di potenza fino ai 7000 giri ( potenza massima di 45 CV. a 6500). La coppia robusta non invoglia a tirare il collo al motore e non sentiamo la necessità di maggiore potenza.
Una volta impostata la curva manteniamo il motore in tiro e seguiamo la traiettoria, se arriviamo lunghi la moto perdona, nonostante la morbidezza della forcella ( non regolabile ) ed il potente freno che agisce efficacemente dopo la metà dell’escursione della leva.
Secondo noi la Gold Star da le migliori soddisfazioni nel turismo a medio raggio, senza velleità sportive. E’ una comoda passista e conviene, per apprezzarla appieno, lasciarsi portare al ritmo antico del grosso “ mono “, godendosi il paesaggio.
Disponibile in cinque colori, La BSA Gold Star parte da un prezzo di 7499 Euro per la verde, 7799 Euro per la nera, rossa, argento e 7999 Euro per quella tutta cromata. (Ugo Dallò)
Video:
In sella alla BSA Gold Star