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Zero Motorcycles guida la via verso l’evoluzione elettrica delle “due ruote”

Noord-Scharwoude. Il mondo dell’automotive sta vivendo da tempo un processo di evoluzione tecnologica  con l’obiettivo di dire addio ai propulsori tradizionali per  arrivare a un utilizzo sempre più diffuso di propulsori elettrici al 100%. L’evoluzione  è già in atto da tempo nelle quattro ruote sia sulla spinta delle nuove ,e sempre più severe, normative in tema di inquinamento   sia  della esigenza di proporre  nuovi concetti di mobilità urbana e extraurbana.  Così  i listini delle Case  si vanno arricchendo  di  nuovi modelli  cin propulsori ibridi o full electric, una rivoluzione  che oggi sembra oramai inarrestabile.

Per quanto riguarda le due ruote, moto e scooter,   invece il passaggio da motori termici a elettrici si sta rivelando  molto più lento  anche se sono già sul mercato alcuni modelli e diversi Costruttori hanno già ufficializzato,  con le prime immagini, che per i bikers  a breve si prospetta il cambiamento epocale.

Antesignana,  certo tra le prime ad aver  intrapreso la strada dell’innovazione  guardando al futuro  è stata, ed è, la Zero Motorcycles, azienda californiana con base a Santa Cruz, che ha mosso i primi passi nel 2006  fino a diventare in pochi anni un'azienda motociclistica di fama internazionale produttrice  di moto  elettriche ad alte prestazioni, leggere, efficaci e veloci. Ogni modello è progettato per trarre i maggiori vantaggi dal gruppo motopropulsore elettrico Z-Force  e monta un telaio in alluminio rigido  di derivazione aereonautica e sviluppato per contenere il peso.La crescita di Zero è stata lenta  ma anno dopo anno si sono aperti tutti i mercati nelle Americhe, poi in Asia e in Africa e sei anni orsono l’Europa con base in Olanda.

Responsabile del mercato Europa, per la precisione Vice President and Managing Director di Zero Motorcycles EMEA , è un ingegnere italiano Umberto Uccelli, laurea al Politecnico di Milano,un passato in BMW, Ducati, MV, Proton. Indiscutibile  la sua conoscenza dell'industria motociclistica, la passione per le competizioni sportive e la sua visione pionieristica, In una recente dichiarazione ha detto:“Mi entusiasma l'opportunità di poter mettere a disposizione la mia esperienza nell'industria motociclistica tradizionale per contribuire allo sviluppo dell'industria motociclistica del futuro”

Ing. Uccelli  ci racconta come Zero si sta muovendo?

In questi anni  abbiamo soprattutto badato a creare solide basi per poter dare sempre più forza al nostro marchio ed allora l’impegno in Europa  è stato rivolto alla creazione  della rete di vendita  che poteva contare  su una gamma prodotto in  continua evoluzione  grazie a miglioramenti sostanziali. La precedenza è andata ai Paesi tradizionalmente più motociclistici  come la Spagna e ovviamente l’Italia che però è ancora molto indietro nel recepire l’innovazione  ma abbiamo molto fiducia sulla sua “disponibiità” tanto da aver recentemente nominato anche un nuovo  country manager e rafforzato l’impegno a livello comunicazione. Ovviamente pesa  ancora il problema infrastrutture ma ovunque  ci si sta muovendo per fare sì che l’elettrico sia una normalità. Zero  da parte sua si è impegnata molto anche a livello design ed ora le moto sono molto più europee. Il nostro obiettivo è produrre  moto di elevate prestazioni che sappiano suscitare emozioni  nella guida  con l’imperativo di offrire sempre un prodotto di grande qualità che per Zero è imprenscindibile.

Una gamma di moto?

Vorrei prima sottolineare ancora che nella progettazione Zero  mira a ottenere il migliore equilibrio tra prestazioni, autonomia, peso e prezzo per costruire le migliori moto elettriche disponibili sul mercato e che Zero è l'unica azienda che commercializza una gamma completa di moto elettriche ed è  leader del settore. Nell’alto di gamma  c’è la SR/S,  il suo  look  è incentrato sulla carenatura aerodinamica, sedendosi, si scopre una posizione di guida eretta e rilassata, che è davvero comoda come sembra e la SR/F, una moto tutta muscoli, può raggiungere i 200 km/h. , e cervello,  è la prima moto realmente "smart" al mondo: tramite un’app  creata da Zero  sul cruscotto convergono tutte le informazioni relative alla guida, allo stato della moto e alla posizione Nella gamma classica c’è la FXS:  ha il suo meglio nella una tenuta di strada precisa e nell’accelerazione che permettono di sfrecciare sia nel traffico della città sia sull’asfalto dei circuiti di velocità e soprattutto la FX, definirla una enduro  è un diminutivo, è stata pensata  per avventurarsi nei percorsi  collinari e sui sentieri di montagna. In sintesi un divertimento allo stato puro.

Perché comprare una Zero?

Semplice viste le premesse:  per i tempi di ricarica molto ridotti ( nel caso della SR/S  sono sufficienti 80 minuti), per l’autonomia  che  supera i 250 chilometri ( la percorrenza media giornaliera di un biker è di 16 chilometri) e per il prezzo che nel caso dei modelli Zero è apparentemente, ma solo apparentemente, più elevato di un pari modello  termico ma  basta fare bene i conti ed esaminare i costi di utilizzo (i costi di manutenzioni sono quasi nulli) e di gestione per rendersi conto che  una Zero è più risparmiosa di una simile moto  che elettrica non è.

A cosa è dovuto il  successo commerciale ?

 Sicuramente alla struttura industriale  si deve il fatto che il progetto originale si è trasformato in un successo commerciale coniugando nel modo migliore un mix tra competenze motociclistiche  con la tecnologia all'avanguardia grazie a un gruppo di ingegneri altamente qualificati, provenienti dall'industria motociclistica e delle tecnologie avanzate.

Attualmente sono tre le piattaforme operative: produzione moto, polizia e power train.  Della prima abbiamo già parlato, mentre interessante è il discorso relativo alla polizia o più in generale le forze dell’ordine.  A queste Zero  propone una gamma di moto elettriche per con opzioni personalizzabili per rispondere alle esigenze di  azioni di pattugliamento. Le moto destinate alle forze di polizia offrono dei vantaggi unici rispetto ai veicoli a combustione interna. Il gruppo propulsore 100% elettrico è pressoché silenzioso, esente da emissioni, produce un calore minimo quindi non identificabile da rilevatori a distanza. La piattaforma power train invece realizza propulsori conformi alle esigenze richieste  dai clienti. In Italia è il caso dei quad della Polaris,  o dei kart prodotti dalla Birel che grazie all’elettrico possono girare anche in location al chiuso.  Poi c’è il caso della italo-svizzera Qooder che già due anni orsono ha presentato tutta la sua nuova gamma di scooter a tre e quattroruote, una vera primizia poi però per vicende aziendali la produzione si è fermata, vedremo cosa intende fare l nuovo management. (Franco Liistro)

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