UNICO, UTILE…IL SUO NOME E’ QUADRO QOODER

Milano. Due o tre ruote a qualcuno non bastano e cosi Quadro, azienda con sede nei pressi di Lugano, si è inventata Qooder , veicolo a quattro ruote come un’ automobile, ma che si guida come uno scooter accontentando probabilmente motociclisti ed automobilisti.
A prima vista può sembrare uno scooterone, poi ci si accorge che oltre alle due ruote anteriori ne ha anche due posteriori e si può rimanere sconcertati o per lo meno incuriositi. Ci si chiede come farà a curvare un veicolo siffatto e la risposta è semplice, come una moto, ci si sposta col peso del corpo verso l’interno della curva ed un ingegnoso sistema basculante inclina la moto di conseguenza garantendo percorrenze di curva precise e sicure anche su fondo bagnato o sconnesso. Non si cade. Proprio in questa caratteristica sta forse il vero valore aggiunto del Qooder , per chi arriva dall’auto e vuole un mezzo più agile della stessa ma più stabile e sicuro di una moto.
Facile salire e scendere perché il Qooder rimane verticale sulle quattro ruote anche da fermo previo azionamento dell’apposita leva rossa dietro lo scudo e del freno sulla destra della sella.
Per i motociclisti la guida è quella di uno scooterone, con qualche adattamento. Bisogna infatti abituarsi a vincere una certa inerzia del veicolo ad inclinarsi anticipando ed accentuando il movimento col corpo, poi non ci sono problemi.
Molto apprezzata da tutti sarà la comodità offerta dalla sella ampia e ben imbottita, anche per il passeggero, che appoggerà i piedi su due semplici pedane estraibili, mentre chi è alla guida non avrà grande agio di muovere i piedi a causa della pedana anteriore limitata dal largo tunnel centrale e dal freno a pedale.
In città si può apprezzare la discreta agilità del Qooder nonostante il suo peso in ordine di marcia di circa 280 Kg. Al semaforo c’ è la possibilità di non mettere i piedi a terra semplicemente tenendo i freni azionati così da mantenere verticale il veicolo. Le dimensioni e gli ingombri sono circa quelli di un grosso scooter e quindi non mettono in difficoltà, salvo forse nelle manovre a motore spento dove il peso si fa sentire. Sarebbe utile la retromarcia.
Comodo e silenzioso Qooder fila via al semaforo con una piacevole progressione ed un bel borbottio sordo della marmitta. Non è un fulmine perché il motore di 399 cc. e 32,5 cv fatica un poco nello spunto da fermo ma una volta partito poi da soddisfazione. Le due cinghie di trasmissione, una per ruota, contribuiscono alla silenziosità complessiva.
Fuori città, in tangenziale, non ci sarebbe dispiaciuta un po più di potenza e velocità. Soprattutto abbiamo sentito, l’esigenza di una maggiore protettività , per altro offerta optional da parabrezza regolabile, paramani e paragambe. Disponibili anche un bauletto, consigliabile dato che sotto la sella ci sta un solo casco integrale, e gomme invernali.
Il sistema frenante integrale si aziona con la leva sinistra al manubrio o con il pedale, che agiscono contemporaneamente sui quattro freni a disco forati , mentre la leva destra agisce soltanto su quelli anteriori. La frenata è estremamente efficace, anche in assenza di ABS, ulteriormente migliorabile con la possibilità di montare gomme invernali, utili in territori montani e comunque in condizioni meteo avverse.
Quattordici litri di benzina nel serbatoio ed un consumo che si aggira intorno ai 20 km/Litro permettono un’autonomia più che sufficiente prima di essere costretti a fare il pieno, peraltro agevole per via del bocchettone sotto alla sella posteriore che si alza da sola azionando la chiave nel blocchetto d’accensione.
Indubbiamente Qooder è un veicolo multiuso particolarmente adatto a tutti quei percorsi dove il fondo stradale sconnesso mette a rischio l’equilibrio già precario delle moto e dove il suo limitato ingombro è un grande vantaggio come nel traffico e nei parcheggi. Da non trascurare anche la possibilità di entrare nelle zone a traffico limitato e di guidarlo con la patente B.
Il prezzo lo colloca nella fascia alta degli scooter, 11,490 euro, più che giustificati dall’unicità del veicolo.(Ugo Dallò)