09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

GIACOMO VIGANO’ VINCE LA RIEVOCAZIONE STORICA DEL MOTOGIRO 2016

Terni. Si è conclusa sabato pomeriggio a Terni, dopo quasi 2000 chilometri, la venticinquesima Rievocazione Storica del Motogiro d’Italia, la manifestazione di moto d’epoca, partita dalla stessa città il 19 giugno e organizzata dal Moto Club Terni L. Liberati – P.Pileri, in collaborazione con la Federazione Motociclistica Italiana.

Al termine di sette tappe, con frazioni lunghe anche 400 chilometri, durante i quali i concorrenti e l’intera carovana ha attraversato tutto il nord est della penisola, con tappe a Ferrara, Trieste, Bled in Slovenia, Rovigo e Arezzo, sostando in alcune delle piazze considerate universalmente fra le più belle del mondo, come quella dell’Unità d’Italia a Trieste o piazza Grande ad Arezzo, la vittoria finale nella classe più prestigiosa, la Rievocazione Storica, è andata al lombardo Giacomo Viganò in sella a una Morini 175 GT del 1956. Nelle altre tre categorie in cui la gran fondo motociclistica era divisa, si sono imposti il bolognese Silvano Fabbri su Morini Corsaro 125 che ha vinto la Vintage, il tedesco Michael Cassel in sella a una stupenda Benelli 6 cilindri del 1973 che si è aggiudicato la Classic e l’umbro di Foligno Marco Tomassini che con la sua BMW, ha dominato la categoria Turismo.

Ci sono volute quindici edizioni a Viganò per salire sul gradino più alto del podio di questa manifestazione che richiama direttamente il Motogiro agonistico degli anni cinquanta, quando alla gara di velocità prendevano parte anche 500 piloti ed era un eccezionale veicolo di promozione per le maggiori aziende motociclistiche del mondo, anche se viste le cilindrate con cui si correva, la stragrande maggioranza dei mezzi era di produzione italiana.

Il settantenne ex crossista di Ceriano Laghetto, ha compiuto veramente un impresa di altri tempi, infatti ha percorso più di metà gara con il cambio rotto, ha utilizzato solo la terza e la quarta e, se per i lungi tratti della pianura padana, questo non è stato un problema lo è invece diventato sui tornanti delle Alpi e soprattutto negli storici valichi degli Appennini in occasione delle ultime due frazioni.

Al giro di boa a Bled, al comando della Rievocazione Storica c’era l’esperto romano Massimo D’Alessio con la Morini 175 Tresette Sprint, ma poi è incappato in due giornate no, sbagliando continuamente prove speciali e così al comando è passato Vigano, che però ha dovuto fare i conti con i problemi al cambio della sua moto, come già descritto.

Decisiva quindi l’ultima tappa da Arezzo a Terni e proprio nella prima speciale cronometra svoltasi in salita, nella splendida Piazza Grande della città vasariana, l’handicap patito dalla moto di Viganò si è fatto sentire pesantemente incappando in numerose penalità che hanno permesso a D’Alessio di rifarsi sotto e giocarsi il tutto per tutto nella speciale conclusiva svoltasi della bella cittadina di Ferentillo a venti chilometri da Terni. Qui il romano ha nuovamente “litigato” con il cronometro, mentre Viganò è stato perfetto e così si è aggiudicato la vittoria finale.

Una vittoria che gli è comunque costata molto, perché ha perso una scommessa fatta con i suoi amici e, al momento delle premiazioni, un concorrente, improvvisatosi barbiere, gli ha tagliato i suoi amati baffi, cosa che conservava gelosamente da bel mezzo secolo. Terzo, ma vicinissimo a D’Alessio si è classificato l’altro lombardo Paolo Mattioli ancora su Morini Tressette dopo un lungo testa a testa con l’olandese, più volte vincitore della gara, Eric Willemse su Guzzi Lodola 175 del 1956. Quinto in sella a una splendida e conservatissima MV Agusta CSTL del 1955 il lombardo Marco Bonanomi.

Sempre in questa categoria una speciale nota la merita la statunitense Robin Webster una signora ultrasessantenne ma con lo spirito da ventenne che è partita dalle isole Hawaii, ha raggiunto Terni con un altro gruppo di americani del Colorado e della Florida, ha comprato una Morini 175 GT da un collezionista ed è partita per questa avventura dove alla fine è arrivata decima, precedendo anche diversi specialisti di gran fondo storiche.

Detto della categoria più prestigiosa, vediamo come è andata nelle altre, dove Silvano Fabbri, unico insieme a D’Alessio ad aver partecipato a tutte le 25 edizioni della Rievocazione Storica, non ha praticamente avuto rivali, vincendo cinque tappe su sei. L’unica che gli è sfuggita è andata al francese Anthony Tessier che ha gareggiato con la Lambretta 225 TT, con la quale vinse la categoria scooter del Motogirro di regolarità del 1967 e, che alla fine, ha chiuso al posto d’onore, precedendo il turco Ahmet Orhun con una BMW di mezzo secolo esatto.

Dominio tedesco nella Classic, riservata alle moto di cilindrata media, costruite fra la metà degli anni sessanta e la metà degli anni settanta, infatti dietro a Cassel che ha vinto tutte le tappe, si sono classificati i connazionali Stephan Herman e Tom Bolgher, entrambi su Honda 400.

Infine nella classe Turismo che ha visto una venticinquina di partecipanti, incontrastato dominio del chirurgo plastico umbro Marco Tomassini, grande esperto di gare di regolarità con ogni tipo di moto. che ha preceduto l’ex ingegnere minerario anch’egli grande affezionato del Motogiro, Marino Lino su LML Star 4T. Più staccato il ternano Luciano Liberati su BMW, nipote di Libero, primo pilota italiano a vincere un mondiale della classe 500 e al quale è intitolato il sodalizio ternano. Anche in questa categoria una menzione particolare per la tedesca Brigitte Benner che con la sua Suzuki è giunta quinta, ma è stata in lotta per il podio fino l’ultima prova.

A questa edizione del Motogiro si erano iscritti 102 piloti, ne sono partiti 86 e 62 sono entrati nelle classifiche finali. Ovviamente la lunghezza di alcune tappe e in particolare le ultime tre svoltesi anche con temperature molto elevate, hanno influito notevolmente sulla classe Epoca, che, nonostante i prodigarsi dei meccanici, non sono riusciti a permettere a mezzi di oltre sessanta anni, di arrivare alla fine della manifestazione. Unanimi i consensi espressi dai partecipanti per la scelta dei percorsi, delle sedi di tappa e per l’elevata ospitalità e il calore con il quale venivano accolti, sia lungo il tracciato che nelle sedi di tappa. Unica nota stonata la freddezza e un mancato senso di ospitalità ricevuto a Bled, dove l’organizzazione locale, pur profumatamente pagata, non è stata all’altezza di garantire il livello qualitativo richiesto, pur essendo in una città notoriamente turistica.

In occasione dell’ultima tappa, terminata la speciale di Ferentillo, una folta delegazione di partecipanti, guidati dal presidente del sodalizio ternano Massimo Mansueti, si è recata al piccolo cimitero della cittadina umbra per rendere omaggio all’ex presidente del Moto Club Terni e ideatore della manifestazione, Paolo Rossi, deceduto lo scorso anno proprio al via della gara. Sulla sua tomba, all’interno della cappella di famiglia, è stata deposta la maglia commemorativa della venticinquesima edizione del Motogiro. Alla cerimonia erano presenti la moglie Luciana e la figlia Stefania che poi, in occasione delle premiazioni, ha salutato tutti i partecipanti. Alla serata finale ha partecipato anche l’ultimo vincitore del Motogiro agonistico del 1957, Remo Venturi, che quasi alla soglia dei novanta anni, ha ricordato con grande lucidità e colorita simpatia, i tempi epici delle competizioni e il suo rapporto con il conte Agusta quando correva e mieteva successi con la MV, moto imbattibile in quegli anni. (Celso Pallassini)