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Michelotto Gruppo 4 Tributo: la cultura ingegneristica e sportiva celebra cinquant’anni di storia con un tributo a Michelotto.

Padova. Nel cuore della città di Padova, tra i chiostri di Palazzo Moroni, è stata presentata la Michelotto Gruppo 4 Tributo. L’iniziativa celebra la figura di Giuliano Michelotto e l’azienda da lui fondata: Michelotto Group, che riveste anche il ruolo di firma tecnica e industriale responsabile della progettazione, dello sviluppo e della costruzione della vettura.

La scelta di presentare la vettura a Padova è nata dal desiderio di tutto il team, di rendere omaggio alla città veneta e alle persone che, nel corso degli anni, hanno contribuito alla storia di Michelotto e ai suoi successi sui circuiti di tutto il mondo: oltre 700 esemplari da competizione progettati e costruiti, per un totale di 1.495 vittorie, tra cui 85 campionati nazionali, 216 titoli internazionali e 44 campionati mondiali.

Il progetto prende vita in occasione dei cinquant’anni dall’omologazione sportiva della celebre 308 Gruppo 4, un’automobile che ha segnato un capitolo fondamentale nella storia del motorsport internazionale e che rappresenta una pietra miliare nel percorso evolutivo dell’azienda Michelotto. Michelotto Gruppo 4 Tributo è una vettura contemporanea e moderna, ideata e sviluppata con il medesimo rigore ingegneristico e con l’approccio industriale con cui Michelotto progetta e realizza da oltre cinquant’anni auto da competizione e stradali ad alte prestazioni per i primari costruttori automobilistici mondiali.

La genesi della vettura si intreccia con i ricordi di una stagione irripetibile dell’automobilismo sportivo e trae origine da una cena organizzata da Francesco Calzavara (fondatore di AC Motorsport e imprenditore padovano, con una precedente esperienza professionale in Michelotto) insieme a Michelotto e ad alcuni compagni d’avventura del progetto USA con la F40 Competizione. Un momento di condivisione che ha fatto riemergere ricordi, storie, emozioni e aneddoti di una stagione irripetibile dell’automobilismo sportivo, alcuni dei quali ascoltati per la prima volta dallo stesso Giuliano Michelotto.

Racconti che hanno ripercorso le tappe più significative degli oltre cinquant’anni di storia della Michelotto, azienda che nelle proprie officine ha realizzato, tra le altre, le versioni da competizione di vetture come la Stratos e la 308 GR4. Proprio il progetto della 308 GR4 rappresentò un momento fondamentale nella storia dell’azienda e portò all’incontro con l’Ingegner Enzo Ferrari, che incoraggiò Giuliano Michelotto a proseguire nello sviluppo della vettura. Alla fine del 1982, la categoria Gruppo 4 cessò di esistere per lasciare spazio alla nuova categoria Gruppo B, nel quadro dei regolamenti della FIA, aprendo una nuova fase nella storia dell’automobilismo sportivo che avrebbe visto nascere, tra le altre, la 288 GTO.

La forza evocativa di quei ricordi ha fatto nascere in Francesco Calzavara il desiderio di ripercorrere le tappe di quella celebre avventura e di scrivere un libro in grado di catturare lo spirito e le atmosfere di quella incredibile parentesi di vita nel corso del progetto: “L’avventura Americana della F40 Competizione”.

Lo stesso gruppo di ragazzi, motivati da Giorgio Gomiero, CEO del Michelotto Group e dallo stesso Francesco Calzavara, ha proposto a Giuliano Michelotto un progetto che celebrasse la storia di questa azienda e del suo fondatore, una vettura che custodisse nel nome la sua eredità più preziosa: la Michelotto Gruppo 4 Tributo. Accogliendo l’iniziativa, Giuliano Michelotto ha messo a disposizione del progetto il patrimonio distintivo della propria realtà aziendale, mettendo in campo ingegneria, maestranze, competenze, relazioni nel settore automotive e un know-how maturato in oltre mezzo secolo di attività.

Come tutti i progetti che nascono chiari negli intenti condivisi, tutte le forze si sono compattate in modo naturale: Francesco fonda AC Motorsport, promotrice dell’iniziativa, la Michelotto assume il ruolo tecnico, dando forma concreta ad un progetto destinato a rendere tributo non solo alla storia e alle attività di Giuliano Michelotto ma, altresì, a tutte le maestranze dell’azienda.

La Michelotto Gruppo 4 Tributo nasce con l’obiettivo di far rivivere l’emozione pura e l’autenticità delle grandi vetture da competizione dell’epoca d’oro del motorsport, integrando soluzioni tecniche e costruttive all’avanguardia. Ogni scelta meccanica e strutturale è stata guidata dal medesimo rigore ingegneristico che caratterizza da oltre cinquant’anni l’operato dell’engineering padovana. Considerando le sue caratteristiche tecniche, questa vettura è destinata a chi vuole provare forti emozioni, sia in pista che su strada, in piena sicurezza. Il propulsore è un autentico tributo all’ingegneria motoristica, capace di garantire una risposta pronta, lineare ed emozionante a qualsiasi regime di rotazione.  Trattasi di un’unità a 8 cilindri a V di 90° da 3.400 cm³ di cilindrata, montata in posizione posteriore-centrale trasversale per ottimizzare la distribuzione dei pesi e la dinamica di marcia. Il basamento e le testate sono interamente realizzati in lega leggera ad alta resistenza. La distribuzione è affidata a 4 alberi a camme in testa (due per bancata) con 2 valvole per cilindro, accoppiati a un sistema di iniezione elettronica di ultima generazione calibrato per carburante a 98 RON. Le quote di alesaggio (83 mm) e corsa (79 mm) definiscono un’architettura votata al raggiungimento di regimi di rotazione elevati. Il motore eroga una potenza massima di 380 CV a 8.250 giri/min e sviluppa una coppia massima di 37 Kg/m, che uniti al peso di soli 950 Kg in ordine di marcia regalano un allungo vigoroso e una sonorità inconfondibile.

Coerentemente con la filosofia della vettura, la catena cinematico-trasmissiva è studiata per garantire un coinvolgimento di guida totale e senza filtri intermedi. La trazione posteriore è servita da un cambio trasversale posizionato in blocco con il motore all’interno di un carter compatto in lega leggera. La trasmissione a 5 rapporti più retromarcia adotta un sistema ad innesti frontali con risucchio (back-cut teeth), configurabile con 8 serie diverse di rapporti.  L’azionamento avviene tramite leva manuale con selettore, offrendo al guidatore un feedback tattile e acustico di assoluta precisione a ogni innesto.

L’eccellenza strutturale della Michelotto Gruppo 4 Tributo risiede nell’impiego sinergico di materiali nobili ad elevate prestazioni meccaniche.  La struttura portante è costituita da un telaio tubolare ad elementi elittici e pannelli in materiale composito avanzato. A tutela dell’incolumità degli occupanti, il rollbar di sicurezza è direttamente integrato nella struttura del telaio.

 La carrozzeria tipo berlinetta a due porte e due posti è interamente realizzata in materiale composito per contenere al massimo le masse. Gli ampi cofani anteriore e posteriore con apertura integrale consentono un accesso agevole alle componenti meccaniche, alle sospensioni e al vano motore.

La dinamica del veicolo è sviluppata per offrire una precisione chirurgica sia nell’impiego stradale che tra i cordoli di un circuito.  L’assetto prevede sia all’anteriore che al posteriore uno schema a triangoli sovrapposti, ricavati dal pieno, abbinato ad ammortizzatori e barre stabilizzatrici regolabili su entrambi gli assi, consentendo di personalizzare finemente il setup dinamico della vettura.

Il comando di sterzo è affidato a una cremagliera diretta priva di filtri per restituire un feeling immediato sulle ruote anteriori. L’impianto frenante conta su pinze a 4 pistoni sulle quattro ruote, che agiscono su dischi autoventilanti da 345 x 28 mm all’anteriore e 328 x 28 mm al posteriore. Dall’abitacolo, il pilota può intervenire direttamente per regolare la ripartizione della frenata tra asse anteriore e posteriore.

La vettura calza cerchi in lega leggera da 8,5′′×18′′ all’anteriore e 11′′×18′′ al posteriore, equipaggiati con pneumatici ad altissime prestazioni Pirelli Trofeo RS specificamente sviluppati per garantire massima aderenza e costanza di rendimento.  L’abitacolo a due posti è concepito attorno alla figura del guidatore. I sedili anatomici con scocca in materiale composito sono finemente rivestiti in Alcantara e dotati di cinture di sicurezza a 4 punti per assicurare un contenimento perfetto in curva.

Grazie all’esteso impiego di fibra di carbonio e leghe leggere, il peso complessivo della vettura si attesta su soli 950 kg (valore misurato con tutti i liquidi a livello, esclusa la benzina). Tale valore, abbinato al serbatoio carburante da 74 litri e alla potenza di 380 CV, garantisce un rapporto peso-potenza straordinario. (Gius.Dazz.)

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