6 0re di Imola: la Toyota spegne le speranze della Ferrari, Alpine ai piedi del podio, disastro Cadillac e Peugeot, Genesis e Aston Martin sperano ….

Imola. Imola ruggisce, ma non grida vittoria per il Cavallino: la 6 Ore 2026 esalta la Toyota, mentre la Ferrari di Giovinazzi, Calado e Pier Guidi resta “perla nell’ostrica” di una gara che avrebbe potuto e dovuto essere italiana. Una domenica che ha unito passione, tensione tecnica e colpi di scena regolamentari, lasciando però un retrogusto amaro ai tifosi di casa, e un messaggio chiaro: nel nuovo WEC 2026 la forza non è solo nei motori, ma nelle strategie.
Imola si è confermata una delle tappe più cariche di pathos del WEC, con la presenza dello starter d’eccezione Kimi Antonelli, leader del mondiale di Formula 1, che ha salutato il pubblico dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari in un clima di grande festa motociclistica e sportiva. La 6 Ore di Imola 2026 resterà nell’immaginario come un esordio di stagione che ha mescolato storia, tensioni tra Case e tecnica sofisticata, lanciando un Mondiale 2026 che promette altri duelli simili nei prossimi appuntamenti del WEC.
Dal punto di vista regolamentare, la 6 Ore ha mostrato come il nuovo package aerodinamico e le restrizioni di consumo abbiano premiato soprattutto chi ha saputo leggere meglio il ritmo gara e la gestione delle gomme, regalando un vantaggio relativo alla Toyota nelle fasi di uscita da pit stop e rientro al ritmo. La Ferrari resta in pole position per il campionato in termini di stima e di risultati recenti mentre la cronaca lascia aperte le domande sulle modeste prestazioni di Peugeot e Cadillac che evidentemente non hanno saputo interpretare al meglio i nuovi regolamenti. La sorpresa, ma è anche una conferma, viene dall’ Alpine, ai piedi del podio mentre per Genesis e Aston Martin il debutto è stato più che positivo ma per arrivare “lassù” il cammino è ancora lungo e difficile.
Alle 13.00, sotto un cielo da pista da record, il Tamburello accoglie le Hypercar con la Ferrari #51 di James Calado che si issa subito tra i primi, trascinata dal ritmo cattivo e dalla confidenza con la pista. Miguel Molina scivola tra le curve come in un video‑gioco, ma la Toyota #8 di Brendon Hartley non perde un colpo: stabilità, precisione, zero errori, quel “freddo” giapponese che sa trasformare il ritmo in vantaggio cronometrico.
Nelle prime due ore, però, il WEC si trasforma in un’arena di bandiere gialle e decisioni ferree: la #50 Ferrari e la Cadillac #12 si vedono infliggere pesanti drive‑through per non aver rispettato le zone di limitazione, mentre la Peugeot #93 finisce nella ghiaia al Tamburello e peggio capita alla vettura #87. La Virtual Safety Car spezza la continuità della Ferrari regalando alla Toyota l’opportunità di giocarsi un undercut perfetto, con pit stop maiuscoli e passaggi puliti.
È qui che emerge la differenza: la Toyota #8, con Buemi, Hartley e Hirakawa, sfrutta la finestra ideale per scavalcare la vetta e portarsi in testa, lasciando la Ferrari #51 di Giovinazzi, Calado e Pier Guidi a inseguire un vantaggio che non riuscirà più a colmare. La Ferrari resta “perla” della gara: ritmo, determinazione, passione e soprattutto un Antonio Giovinazzi che è il vero padrone della 499P mentre qualche suo compagno di ventura è in evidente calo di rendimento. Il secondo posto, comunque prestigioso ma non è quello in cui speravano a Maranello e per cui la pole di Giovinazzi aveva illuso.
Sul podio, la Toyota #7 sale sul terzo gradino, in un’azione di team work perfetto tra le due vetture giapponesi, che hanno sfruttato al meglio le fasi di caos e gli errori degli avversari. La Ferrari #51 chiude seconda, con Giovinazzi che conferma la sua classe e capace di tenere il ritmo anche quando la pressione è massima.
Nella classe LMGT3, la vittoria va a una BMW ufficiale, con François Van Rompuy che resiste alle pressioni delle due Lexus e delle Mercedes AMG, tra sorpassi incrociati e accelerazioni da cardiopalma. Dietro, Antares Au, Lexus e Mercedes AMG si contendono il podio in un duello serrato che ha reso la LMGT3 una delle classi più spettacolari della giornata.
Hanno detto:
Brendon Hartley: "È fantastico vincere con la TR010 al debutto. La strategia è stata perfetta e abbiamo gestito bene il gioco di squadra con la #7 che ci ha aiutato a difendere la prima posizione."
Sébastien Buemi: "Bello tornare alla vittoria dopo tanto tempo. Queste ultime gocce di pioggia ci hanno messo in difficoltà perché eravamo in testa e dovevamo spingere ma stando attenti a non fare errori. Un grande inizio, saremo competitivi nelle prossime gare."
Ryo Hirakawa: "Vincere qui a Imola ha un sapore speciale. Sapevamo che le Ferrari sarebbero state velocissime sul giro secco, ma ci siamo concentrati sul ritmo gara. Negli ultimi stint la macchina era perfetta."
Kamui Kobayashi: "È una vittoria di squadra. Abbiamo imparato molto dal prologo e dai test. Battere Ferrari in Italia richiede una gara perfetta, e oggi lo è stata."
Antonio Giovinazzi: "C’è un po’ di delusione perché partire davanti e non vincere a Imola fa male. Abbiamo faticato un po’ più del previsto con le temperature dell'asfalto nel pomeriggio, ma il potenziale della 499P resta altissimo."
Antonello Coletta (Responsabile Ferrari Endurance): "La gara è stata intensa. Abbiamo dimostrato di avere la velocità, ma i nostri avversari sono stati chirurgici nelle fasi di bandiera gialla e traffico. Analizzeremo i dati per capire dove abbiamo perso quei secondi decisivi."
Ferdinand Habsburg: "Essere qui a lottare stabilmente con i giganti è un orgoglio. Imola non perdona e la gestione dei cordoli è stata brutale, ma la macchina ha risposto bene. Il passo è solido, ci manca solo un piccolo step per il podio costante."
Philippe Sinault (Team Principal Alpine): "Siamo soddisfatti della prestazione complessiva. Abbiamo gestito bene le strategie e i piloti sono stati impeccabili nel traffico, che oggi era davvero caotico. Usciamo da Imola con punti pesanti."
André Lotterer: "È l'inizio di un lungo viaggio. Sapevamo che Imola sarebbe stata una sfida incredibile per una macchina nuova, specialmente per la visibilità e il traffico. La base della GMR-001 è 'sana' e risponde bene alle modifiche. L'obiettivo oggi era finire la gara e raccogliere dati, e ci siamo riusciti."
Dani Juncadella: "Gestire il traffico delle GT qui con una vettura nuova è stato affascinante e complesso. Abbiamo imparato più in queste 6 ore che in mesi di test privati."
Emmanuel Esnault, Team Principal Peugeot: "Questo è un risultato deludente perché non siamo stati in grado di convertire la nostra ottima prestazione in qualifica in risultati in gara. Ora dobbiamo analizzare sia le prestazioni che la strategia per capire cosa sia successo. C'è molto lavoro davanti a noi, e la squadra rimane pienamente impegnata e concentrata sui prossimi appuntamenti, a partire da Spa-Francorchamps."
Loïc Duval: "Ho avuto una buona partenza, ma sapevo che sarebbe stato difficile tenere dietro alcune vetture. Abbiamo commesso un piccolo errore strategico durante il pit stop e abbiamo perso quattro posizioni. Ci mancava anche un po' di ritmo."
Malthe Jakobsen: "Una giornata molto dura con entrambe le PEUGEOT 9X8 fuori dalla top 10. Ce ne andiamo con zero punti, che non è l'inizio di stagione che speravamo. Prenderò gli aspetti positivi delle qualifiche e ora guardiamo avanti verso Spa-Francorchamps."
Théo Pourchaire: "Il mio ritmo era buono nel primo stint, ma ho faticato a sorpassare un'Aston Martin su questa pista molto stretta. Il traffico è difficile da gestire, specialmente con le auto GT3. Anche la gestione degli pneumatici è piuttosto impegnativa."
Paul Di Resta: "È sempre difficile partire così indietro, ma stavamo facendo progressi seguendo il piano della squadra. Sfortunatamente, Nick ha commesso un piccolo errore con le gomme fredde uscendo dai box. È la sua prima gara, non è facile."
Nick Cassidy: "Questa non è la gara che speravo a Imola. Ho avuto un testacoda nel mio giro d'uscita che ha compromesso il resto del mio stint. È frustrante perché avremmo potuto ottenere un risultato migliore."
Stoffel Vandoorne: "L'inizio del mio doppio stint è stato sotto una pioggia leggera ed eravamo tra i più veloci in quelle condizioni. Sfortunatamente, eravamo già troppo indietro in classifica e non potevamo fare nient'altro. Non è stata la gara che speravamo. Non vedo l'ora di correre a Spa."
Robin Frijns: "Abbiamo faticato un po' più del previsto rispetto alle libere. Il bilanciamento non era perfetto con l'aumentare delle temperature, ma la M Hybrid V8 sta diventando sempre più affidabile. Abbiamo chiuso in zona punti, che era il target minimo." (Ale.Fanin.)
Così all’arrivo:
1 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 213 giri
2 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 13"352
3 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 41"187
4 - Felix Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 59"385
5 - Frijns-Rast (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'00"543
6 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'00"901
7 - Magnussen-Marciello (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'01"506
8 - Bamber-Bourdais (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'01"995
9 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - A.M.Thor - 1 giro
10 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1 giro
11 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1 giro
12 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1 giro
13 - Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1 giro
14 - Riberas-Sorensen (Aston Martin Valkyrie) - A.M.Thor - 1 giro
15 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001 Hypercar) - Genesis - 2 giri
16 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3 giri
17 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 19 giri
18 - McDonald-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 19 giri
19 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 20 giri
20 - Cottingham-Boguslavskiy-Guven (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 20 giri
21 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 20 giri
22 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 20 giri
23 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 20 giri
24 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 20 giri
25 - Newell-Pauwels-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 20 giri
26 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 20 giri
27 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 21 giri
28 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 21 giri
29 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001 Hypercar) - Genesis - 24 giri
30 - Au-Fleming-Kirchhofer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 34 giri
31 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 42 giri