Alla 6 Ore di Spa clamorosa doppietta Ferrari, Alpine sul podio, disastro Porsche e Peugeot , Toyota e Cadillac limitano i danni

Spa. La Ferrari, in formato pigliatutto, conquista il terzo successo in altrettante prove del FIA WEC 2025 grazie alla vittoria firmata alla 6 Ore di Spa-Francorchamps dalla 499P numero 51, affidata a Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi. In seconda posizione la vettura gemella della squadra Ferrari – AF Corse che ha concluso la prova grazie a Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen .
Il Cavallino Rampante consolida così il primato sia nella classifica iridata Costruttori sia nella graduatoria Piloti al termine di un weekend che ha registrato, a Spa, oltre 98 mila presenze in tribuna. Con il risultato ottenuto in gara sale a quota sei il numero di vittorie assolute della 499P dall’esordio nella top class dell’endurance: i tre successi del 2025 (in Qatar, a Imola e in Belgio) si sommano a quelli del 2024 (a Le Mans con la vettura numero 50 di Fuoco-Molina-Nielsen e al COTA con la numero 83 di AF Corse) e alla vittoria alla 24 Ore di Le Mans del Centenario, nel 2023, con Pier Guidi-Calado-Giovinazzi.
La giornata trionfale della Ferrari si è completata con il risultato della classe LMGT3, dove AF Corse ha ottenuto la sua prima vittoria stagionale con la Ferrari 296 numero 21 dell'equipaggio formato da François Hériau, Simon Mann e Alessio Rovera, che a fine gara ha detto: “A inizio weekend non eravamo ancora al top della messa a punto, ma la squadra ha svolto un ottimo lavoro e già nelle seconde libere la Ferrari era davvero bella da guidare. Al team serviva un risultato importante dopo Imola e tutti hanno risposto al meglio nel cercare la rivincita. Spa è un circuito speciale e in gara mi sono veramente divertito fino alla bandiera a scacchi. Aldilà della vittoria, questo è un risultato pesante soprattutto perché riapre totalmente i giochi per la rincorsa al titolo”.
Una Ferrari che non solo vince ma domina nel WEC, terra di conquista negli ultimi anni di Toyota e Porsche, e una Ferrari che è perdente in F.1 !! Dov’è il problema? Non certo nei piloti ma in chi ha il bastone del comando e nei suoi collaboratori. E allora merito ad Antonello Coletta che prima era responsabile del Ferrari Challenge poi promosso al programma WEC. Persona non certo da copertina ma dai meriti indiscussi non per niente il presidente Montezemolo, tanti anni orsono oramai, lo aveva candidato ad affiancare Stefano Domenicali per poi diventare il responsabile della F.1.
La gara è stata caratterizzata da un testa a testa tra le Ferrari e l'Alpine A424 numero 36, che è stata la vera sorpresa di questa 6 Ore e il team francese ha conquistato , a sorpresa, il terzo posto grazie soprattutto a un ottimo Ralf Schumacher , purtroppo la gara della Alpine n° 36 è stata rovinata da un pit stop non programmato nel finale compromettendo così ogni chance di vittoria.
La prima Toyota, quella di Buemi-Hartley-Hirakawa, è solamente quarta davanti alle due Cadillac di Lynn-Nato-Stevens e Bamber-Bourdais-Button; per trovare una Porsche bisogna scorrere la classifica sino al nono posto per trovare la 963 di Estre-L. Vanthoor-Wehrlein.
Peggio ancora ha fatto la Peugeot che pure per le prime due ore era a ridosso dei primi ma un incidente ha messo fuori gara la 9X8 di Duval-Jakobsen-Vandoorne mentre la seconda 9X8, quella di Di Resta-Jensen-Vergne, ha chiuso undicesima, fuori quindi dalla top ten. Per il team francese ancora una gara delusione, qualche miglioramento nelle vetture si intravede ma un team con le tradizioni nell’endurance come la Casa del Leone dovrebbe sempre essere tra le vetture in lotta per il successo e non attaccarsi ogni volta a tante scuse: gli incidenti nelle corse sono spesso la discriminante. (Marc Canone)
Così all’arrivo dopo 6 Ore:
1 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 150 giri
2 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 4"229
3 - Gounon-Makowiecki-Schumacher (Alpine A424) - Alpine - 5"148
4 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 32"760
5 - Lynn-Nato-Stevens (Cadillac V-Series.R) - Jota - 35"966
6 - Bamber-Bourdais-Button (Cadillac V-Series.R) - Jota - 45"357
7 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 46"022
8 - Chatin-Habsburg-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 52"011
9 - Estre-L. Vanthoor-Wehrlein (Porsche 963) - Penske - 1'01"871
10 - Marciello-Magnussen (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'17"326
11 - Di Resta-Jensen-Vergne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'27"554
12 - Andlauer-Christensen-Müller (Porsche 963) - Penske - 1'48"436
13 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 1 giro
14 - Riberas-Sorensen (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 13 giri
15 - Rovera-Heriau-Mann (Ferrari 296) - AF Corse - 13 giri
16 - Gattuso-Levorato-Olsen (Ford Mustang ) - Proton - 13 giri
17 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 13 giri
18 - Sousa-Tuck-Barker (Ford Mustang) - Proton - 13 giri
19 - Drudi-James-Robichon (Aston Martin Vantage) - HoR - 14 giri
20 - DeBoer-Barrichello-Hasse Clot (Aston Martin Vantage) - R.S.Leman - 14 giri
21 - Hardwick-Pera-Lietz (Porsche 911) - Manthey - 14 giri
22 - Robin-Gehrsitz-Nakayama (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 14 giri
23 - Rossi-Al Harthy-K. Van Der Linde (BMW M4) - WRT - 14 giri
24 - Frey-Gatting-C.Martin (Porsche 911) - Iron Dames - 14 giri
25 - Berry-Hodenius-M.Martin (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 14 giri
26 - Cairoli-S.Grove-B.Grove (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 14 giri
27 - Keating-Edgar-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 14 giri
28 - Van Rompuy-Andrade-Eastwood (Corvette Z06) - TF Sport - 14 giri
29 - Cottingham-Baud-Saucy (McLaren 720S Evo) - United Autosports - 17 giri
30 - Kubica-Ye-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 39 giri
Giro più veloce: Antonio Fuoco 1'59"617