Pier Guidi-Calado-Giovinazzi in trionfo, c’è una Ferrari che vince….nel WEC

Imola. Come da previsioni è stata una gara incerta fino all’ultimo metro. La Ferrari ha conquistato la 6 Ore di Imola, secondo appuntamento del WEC., con la 499P #51 di Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi. Una vittoria sudata, figlia di una corsa rimescolata dalla Safety Car a due ore dalla fine, che ha rilanciato le speranze degli avversari, alla resa dei conti la magia di Giovinazzi, autore della pole position sabato, ha premiato.
Dalla 6 Ore di Imola escono premiate la Ferrari, la BMW e l’Alpine che è stata la vera sorpresa della giornata a dimostrazione che oltre Alpi c’è ancora qualcuno che di motorsport ne mastica molto. Il podio per l’Alpine è una vera boccata di ossigeno che servirà da traino alla storica Maison che è molto impegnata nel lancio di diversi modelli commerciali che a leggere le cronache potrebbero essere una vera sorpresa a livello di vendite.
Di contro a leccarsi le ferite sono soprattutto Toyota e Porsche che negli ultimi campionati hanno dettato legge. La prima vettura della Casa giapponese è solo quinta con Buemi-Hartley-Hirakawa mentre la prima vettura della marca tedesca è ancora più indietro, all’ottavo posto con Estre-L. Vanthoor-Campbell. E come sempre non ha certo brillato la Peugeot che ha perso il confronto “domestico” con l’Alpine e alla fine la prima 9X8 è solo in nona posizione con Di Resta-Jensen-Vergne, un equipaggio che in partenza lasciava spazio a ben altre speranze. Non meglio ha fatto la tanto attesa Cadillac. Cadillac V-Series.R sono apparse in difficoltà, con la migliore, la #12 del Team Jota, solo decima. Peggio ancora la gemella #38, addirittura 16ª
La 499P #51 è stata impeccabile per gran parte della gara, comandando le operazioni fino a quando una Safety Car riportato tutti a stretto contatto annullando gli sforzi di oltre tre ore di gara ma non ha azzerato i distacchi. Ma Giovinazzi & C. non hanno battuto ciglio e hanno trovato la forza di tornare davanti nel momento decisivo, precedendo di circa dieci secondi la BMW #20 di Van der Linde, Rast e Frijns, brava a sfruttare ogni occasione con intelligenza tattica.
Sul terzo gradino del podio, come detto, è salita l’Alpine #36 di Schumacher, Gounon e Makowiecki, protagonista di una gran gara nelle ultime due ore. Ai piedi del podio ancora una Ferrari , la 499P #83 di AF Corse, che con Kubica, Ye e Hanson è stata per molto tempo in scia dei “cugini” , comunque il team italiano può consolarsi con la vittoria nella classifica riservata ai team privati.
Solo in quindicesima posizione la 499P #50 protagonista però di una rimonta travolgente dal fondo dopo che Fuoco è stato colpito dalla Toyota di Buemi con conseguente foratura.
Se la 6 Ore di Imola è stata ricca di emozioni è stato merito non solo delle HYPERCAR perchè lo stesso è avvenuto dalle LMGT3. A vincere è stata la Porsche #92 del team Manthey, condotta da Riccardo Pera, Richard Lietz e Ryan Hardwick. Una vittoria colta con una strategia perfetta, soprattutto nel finale, quando la BMW #46 del Team WRT, con Valentino Rossi, Van Der Linde e Al Harthy sembrava avere la vittoria in pugno, vittoria sfumata per uno Stop&Go inflitto a Valentino per un contatto con la Ferrari #21.
Rossi si produceva in una furiosa, quanto inutile, rimonta e doveva alla fine accontentarsi del secondo posto, sul podio anche la Lexus #78 di Masson, Robin e Gehrsitz, davanti alla gemella #87 e alla Ferrari #54 di Rigon, Castellacci e Flohr. Nel finale, la Corvette #81 ha battuto la #33 nella lotta per il sesto posto, mentre le Iron Dames hanno portato la loro Porsche #85 all’ottava posizione comunque davanti alle McLaren e alle Ford penalizzate da infrazioni in regime di Virtual Safety Car. (Ale.Fanin.)
Così all’arrivo dopo 6 Ore:
1 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 212 giri
2 - Rast-Frijns-S. Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 8"490
3 - Gounon-Makowiecki-Schumacher (Alpine A424) - Alpine - 12"450
4 - Kubica-Ye-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 20"597
5 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 23"210
6 - Marciello-Magnussen-D. Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 25"516
7 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 31"478
8 - Estre-L. Vanthoor-Campbell (Porsche 963) - Penske - 41"280
9 - Di Resta-Jensen-Vergne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 50"904
10 - Lynn-Nato-Stevens (Cadillac V-Series.R) - Jota - 53"300
11 - Andlauer-Christensen-Jaminet (Porsche 963) - Penske - 1'14"220
12 - Duval-Jakobsen-Vandoorne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'15"285
13 - Chatin-Habsburg-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 1'16"135
14 - Jani-Pino-Varrone (Porsche 963) - Proton - 1'17"150
15 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1 giro
16 - Bamber-Bourdais-Button (Cadillac V-Series.R) - Jota - 2 giri
17 - Riberas-Sorensen (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 4 giri
18 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 4 giri
19 - Hardwick-Pera-Lietz (Porsche 911) - Manthey - 19 giri
20 - Rossi-Al Harthy-K. Van Der Linde (BMW M4) - WRT - 19 giri
21 - Robin-Gehrsitz-Masson (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 19 giri
22 - Umbrarescu-Schmid-Lopez (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 19 giri
23 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 20 giri
24 - Van Rompuy-Andrade-Eastwood (Corvette Z06) - TF Sport - 20 giri
25 - Keating-Edgar-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 20 giri
26 - Frey-Gatting-C.Martin (Porsche 911) - Iron Dames - 20 giri
27 - Leung-Gelael-Sato (McLaren 720S) - United Autosports - 20 giri
28 - Sousa-Tuck-Barker (Ford Mustang) - Proton - 20 giri
29 - DeBoer-Barrichello-Hasse Clot (Aston Martin Vantage) - R.S.Leman - 20 giri
30 - Shahin-Boguslavskiy-Farfus (BMW M4) - WRT - 21 giri
31 - Ried-Hodenius-M.Martin (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 21 giri
32 - Cottingham-Baud-Saucy (McLaren 720S Evo) - United Autosports - 21 giri
33 - Schiavoni-Cressoni-Cairoli (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 21 giri
34 - Gattuso-Levorato-Olsen (Ford Mustang ) - Proton - 21 giri