La 6 Ore di Spa si chiude nel segno di una doppietta Porsche, Ferrari sul podio, flop della Toyota

Spa. Will Stevens/Callum Ilott hanno vinto con la Jota Porsche #12 la 6 Ore di Spa, terzo atto del World Endurance Championship. Il team britannico legato al costruttore tedesco ha vinto sul circuito delle Ardenne, una volta tanto non bagnato dalla pioggia, precedendo Estre/ Vanthoor/ Lotterer (Porsche Penske Motorsports #6) ed a Fuoco/Nicklas / Molina (Ferrari #50).
La superiorità della Porsche, manifestatasi sin dalla prima gara in Qatar, è stata netta e nulla hanno potuto soprattutto Toyota ancora in difficoltà dopo anni di totale superiorità e la Ferrari anche se Pier Guidi e compagni hanno molto da recriminare per una decisione dei commissari di prolungare la gara per il tempo che è durato il regime di bandiera rossa. In quel momento la Ferrari 50 era al comando con un buon margine di vantaggio, quanto probabilmente sarebbe bastato per difendersi nper qualche giro ovvero per una decina di minuti.
Il primo colpo di scena della giornata è arrivata è arrivato dopo 90 minuti di gara con un contatto tra la BMW Hypercar #20 di Rast, la Porsche 963 #38 JOTA di Hanson e la BMW M4 GT3 #46 in curva 8. La BMW colpiva la Porsche #38 che finiva contro le barriere insieme alla BMW di Valentino Rossi/ Al Harthy/ Martin.
La Proton Competition #99, autrice di un ottimo avvio, continuato a tenere il comando grazie a Jani che vantava un piccolo margine di vantaggio sulla Ferrari #51 e sulla Porsche ufficiale #5. Porsche perdeva intanto una delle sue pedine più importanti: alla terza ora la 963 #5 di Christensen è infatti finiva contro le barriere di Blanchimont quando era provvisoriamente in terza piazza. Questo ha permesso alla Ferrari #51 di diventare sempre minacciosa alle spalle della Porsche #99 Proton Competition, Alessandro Pier Guidi non ha mancato l’occasione di scavalcare la 963 #99 di Jani.
A quel punto le Ferrari prendevano la corsa in mano allungando nei confronti della Porsche con Pier Guidi e Fuoco in grande evidenza poco prima di uno spettacolare incidente provocato della Cadillac #2 di Earl Bamber. Il pilota neozelandese finiva contro le barriere sul rettilineo del ‘Kemmel dopo aver commesso un errore clamoroso nell’affrontare il doppiaggio della BMW M4 GT3 #31 del Team WRT. Non ci sono state fortunatamente conseguenze per l’ex vincitore della 24h Le Mans, in lotta nella Top10 con Proton Competition Porsche #99.
Bandiera rossa e gara sospesa con tutte le vetture incolonnate sul rettilineo di fronte ai box in attesa che gli addetti provvedessero alla riparazione delle barriere La direzione gara con una decisione, unica sino ad ora, a quel punto, mancavano 1 h e 44 ‘ minuti allo scadere delle 6 ore interpretava la sosta come una neutralizzazione della gara e decideva di protrarre la gara dello stesso tempo (1 h.44). Per le Ferrari era la fine dei sogni dal momento che entrambe avrebbero dovuto fermarsi al box per il rifornimento mentre gli altri, Porsche innanzitutto, avevano appena fatto “il pieno” e quindi erano in condizioni di arrivare a fine gara
Le due Ferrari hanno quindi controllato la ripartenza ma classifica è ben presto cambiata e le due Porsche hanno controllato con margine ogni ipotetico ritorno da parte dei rivali. Per la Porsche è la prima vittoria sul circuito di Spa là dove la Toyota ha vinto ben sette volte. La classifica al termine delle 6 Ore dice: due Porsche, due Ferrari che hanno fatto meglio delle Toyota che ha chiuso solo sesta con Buemi , Hartley e Hirakawa.
Se questa doveva essere la gara di collaudo per la 24 Ore di Le Mans che si corre esattamente tra un mese allora la Porsche pone la sua candidatura toccherà alla Ferrari e al team giapponese recuperare lo svantaggio e spostare l’ago della bilancia anche se una 6 Ore è cosa ben diversa da una 24 Ore.
Difficilmente altri potranno inserirsi nella lotta per i tre gradini del podio.
A Spa la Alpine ha vinto il derby con la Peugeot ma il nono e decimo posto di certo non è motivo di gran gloria e non induce a speranze di un piazzamento onorevole. In entrambi i team si sottolineano i grandi progressi compiuti ma sino ad grandi frutti non se ne sono visti.
Ma mentre in casa Alpine si pensa a lungo termine dal momento che De Meo, il CEO del brand, ha già confermato la presenza a lungo termine in casa Peugeot l’orizzonte è tutt’altro che chiaro e Carlos Tavares non si è ancora espresso in proposito. Girano voci, solo voci?, di un passo indietro di Peugeot già pesantemente impegnata in Formula E che è un cavallo di battaglia del manager portoghese a favore della partecipazione nel campionato Endurance dell’Alfa Romeo che forzatamente ha bisogno di un rafforzamento di immagine, soprattutto sportiva.
Anche a Spa Isotta Fraschini, quindicesima all’arrivo, e Lamborghini hanno recitato il ruolo di comparse. Indubbiamente il debutto in questo campionato è sempre pieno di incognite ma soprattutto dalle vetture realizzate nella Motor Valley era lecito aspettarsi molto di più dopo tre gare. Per l’Isotta Fraschini questo è sicuramente un anno di apprendistato, già si parla di una sterzata a livello piloti, giovani, inesperti e paganti che poco riescono a dare allo sviluppo e anche il ruolo del team Duqueine che gestisce le auto in pista sembra a essere a rischio. (Phil. Demeunieur)
Così all’arrivo:
1 - Stevens-Ilott (Porsche 963) - Jota - 141 giri
2 - Estre-Lotterer-L. Vanthoor (Porsche 963) - Penske - 12"363
3 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'14"020
4 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'17"710
5 - Jani-Andlauer (Porsche 963) - Proton - 1'26"326
6 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010) - Toyota - 1'34"955
7 - Conway-Kobayashi-de Vries (Toyota GR010) - Toyota - 1'38"331
8 - Kubica-Shwartzman-Ye (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'49"162
9 - Chatin-Gounon-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 2'07"089
10 - Jensen-Müller (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1 giro
11 - Marciello-Wittmann-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1 giro
12 - Lapierre-Schumacher-Vaxiviere (Alpine A424) - Alpine - 1 giro
13 - Frijns-Rast-S. Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1 giro
14 - Di Resta-Duval (Peugeot 9X8) - Peugeot - 2 giri
15 - Serravalle-Bennett-Vernay (Isotta Fraschini Tipo6) - Isotta F. - 3 giri
16 - Shahin-Schuring-Lietz (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 11 giri
17 - Malykhin-Sturm-Bachler (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 11 giri
18 - Schiavoni-Cressoni-Perera (Lamborghini Huracan) - Iron Lynx - 11 giri
19 - Bovy-Frey-Gatting (Lamborghini Huracan) - Iron Dames - 11 giri
20 - Cottingham-Costa-Saucy (McLaren 720S) - United AS - 11 giri
21 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 11 giri
22 - Mateu-Bastard-Sorensen (Aston Martin Vantage) - D'Station - 11 giri
23 - Roda-Pedersen-Olsen (Ford Mustang) - Proton - 11 giri
24 - Hardwick-Robichon-Barker (Ford Mustang) - Proton - 11 giri
25 - Robin-Schmid-Miyata (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 12 giri
26 - James-Mancinelli-Riberas (Aston Martin Vantage) - Heart - 12 giri
27 - Koizumi-Baud-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 12 giri
28 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 12 giri
29 - Kimura-Masson-Lopez (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 13 giri