6 Ore di Imola: la rivincita della Toyota,Porsche sempre leader del WEC, harakiri Ferrari

Imola. A Imola è andata in onda la seconda gara del campionato WEC con in pista a fare da protagoniste Case come Ferrari, Alpine, BMW, Lamborghini, Cadillac Isotta Fraschini,Peugeot, Porsche,Toyota, tutte reduci dal primo round del campionato , la 1812 km del Qatar, disputatosi sulla pista di Lusail con il trionfo della Porsche. Dopo la qualifica di sabato regnava l’ottimismo in casa Ferrari e dintorni con i primi tre migliori tempi delle due Ferrari 499 P ufficiali a fare da panino alla 499 P dell’AF Corse ma le gare sono ben altra cosa soprattutto se nel corso delle ore si commettono errori di strategia. Tuttavia la Porsche era la più temuta. In gara invece si è imposta la Toyota GR010 di Conway-Kobayashi-de Vries.
La gara è stata in parte condizionata dalle mutevoli condizioni meteo che hanno messo a dura prova gli spettatori della domenica accorsi in massa all’Autodromo del Santerno probabilmente attirati dalla presenza di vetture Ferrari. Oltre 75.000 gli spettatori nei tre giorni. La gara è partita con il sole e nel finale si è corso sul bagnato per l’arrivo prima di un forte vento poi di una pioggia che probabilmente ha favorito maggiormente le vetture meno in lotta per il successo.
Diciamo subito che Toyota, Porsche e Ferrari hanno mantenuto le promesse, piacevoli sorprese le BMW e le Cadillac sorprendenti sul bagnato mentre sono state ben sotto le attese le due nuove Peugeot che hanno sfoggiato per la prima volta l’alettone posteriore che per mesi nella passata stagione era stato considerato un “peccato”. Dalla Casa del Leone ci si aspettava, visto il grande impegno e i test effettuati, ci si aspettava molto di meglio che terminare al nono posto, a due giri, con la 9X8 di Jensen-Müller-Vergne mentre quella di Di Resta-Duval-Vandoorne ha chiuso a 5 giri in quindicesima posizione. Pur essendo la gara del debutto il risultato, il responso della pista, è piuttosto imbarazzante. La Lamborghini con il dodicesimo posto finale ha salvato l’onore del Toro certamente non ha soddisfatto i vertici della Casa di Sant’Agata che non lesinano sostegno e quindi si aspettano un rapido balzo in avanti e di vedere la SC3 nelle posizioni di vertice.
Un’altra prestazione sfortunata per la Isotta Fraschini che paga indubbiamente problemi di gioventù e a questi ci può essere rimedio presso la factory di Michelotto ma la Tipo 6 LMH deve scontare soprattutto l’inesperienza dei suoi piloti Carl Wattana Bennet e Antonio Serravalle il WEC e il più esperto Jean-Karl Vernay da solo non può garantire più di tanto.
Allo spegnimento dei semafori le tre Ferrari hanno mantenuto la testa della corsa mentre già alla prima staccata diverse Hypercar dietro entravano in contatto. A farne le spese un'Alpine, una BMW ed una Peugeot con l'Alpine di Matthieu Vaxiviere che ha tamponato le due vetture davanti a sé)oltre ad una Porsche del team Manthey finita contro le barriere sul rettilineo d'arrivo. La Ferrari ha preso il comando e cominciato a dettare il suo ritmo con le due vetture ufficiali seguite dalla terza 499P di Robert Kubica, scivolato terzo. Dietro di loro seguono da vicino la Porsche di Vanthoor, laToyota di Conway e la Porsche di Makowiecki. Dopo 19 minuti di gara iniziano già i doppiaggi delle Hypercar sulle GT ed in questa fase è bravo Nielsen ad aumentare leggermente il proprio vantaggio sugli inseguitori.
Dopo un’ora le tre Ferrari di Nielsen, Giovinazzi e Kubica sono sempre in testa alla corsa davanti a Vanthoor, Conway e Mackowiecki, Questo sestetto di piloti mantiene un distacco reciproco che continua ad oscillare attorno al secondo e mezzo. Le GT3 iniziano i rientri ai box per i rifornimenti anche le Ferrari pochi minuti dopo la prima ora di gara decidono di iniziare la sequenza di rifornimenti delle Hypercar. Il primo a entrare è Nielsen seguito Giovinazzi e Kubica. Si fermano man mano le inseguitrici della Ferrari e la classifica si rimescola a causa del traffico in pista in uscita dai rifornimenti, oltre che per la necessità di riportare le gomme in temperatura. In testa a questo punto c’è la Ferrari #51 di Giovinazzi, seguita dalla Porsche di Vanthoor e la Toyota di Conway. Dietro di loro seguono la Ferrari di Kubica, la Porsche di Makowiecki e la Ferrari di Nielsen, che nella fase dei pit stop ha perso la leadership della corsa, anche per via del pit-stop più lungo per permettere la sostituzione della posteriore sinistra. La Ferrari di Kubica invece viene penalizzata con un drive through per aver superato un’altra vettura in regime di Full Course Yellow ed il pilota polacco della Ferrari scivola in nona posizione.
La gara finalmente diventa veramente tale verso la quarta ora. La Ferrari #51 mantiene il comando con Calado, la Toyota #7 di De Vries passa la Ferrari #50 di Molina che ha un momento di incertezza alla ripartenza da una neutralizzazione provocata dalla Isotta Fraschini finita a mura, De Vies si porta in testa ma nel frattempo la Porsche #12 si insabbia alla Rivazza, provocando una nuova neutralizzazione. Nell’arco di due giri tutte le vetture rientrano e la classifica vede la Toyota #7 al comando, davanti alla Ferrari #50 e all’inattesa Porsche #6, mentre la #51 scivola in quarta posizione.
Arriva la tanto temuta pioggia: Kobayashi va in grande difficoltà sulla Toyota e Fuoco ne approfitta per riportare in testa la 499P #50. Al termine dello stesso giro il muretto Toyota richiama ai box Kobayashi per montare le gomme da bagnato, mentre le Ferrari proseguono, vista la lieve intensità della pioggia. Dopo pochi giri però il tracciato imolese è ormai completamente bagnato e le Rosse sono costrette a montare in ritardo le gomme full wet. La classifica a due ore dal termine vede così la Toyota #7 al comando, a precedere la Porsche #6 e l’altra Toyota, mentre le tre Ferrari girano in sesta, settima e ottava posizione.
La pioggia rende insidiosa la pista imolese e sono molti i piloti di GT e Hypercar a rendersi autori di lunghi alle varianti, rese scivolose dal maltempo ne fanno le spese la BMW #15 e la Porsche Proton #99 mentre impressiona la BMW #20,quarta, in pratica incollata alla Toyota di Hartley per il podio basso. Dietro di loro Antonio Fuoco inizia a a girare su tempi super e lsi lascia alle spalle la Ferrari #51 di Calado.
Smette di piovere,siamo in pratica alla quinta ora, per il rifornimento la Ferrari #51 e Calado lascia il volante a Pier Guidi, che mantiene le gomme da bagnato. Si fermano la Toyota #8 seguita dalla #7 entrambe per rifornimento e cambio gomme, optando per le slick. Un azzardo si direbbe di sì visto che la Toyota #8 finisce larga in frenata, anche BMW, Porsche e la Ferrari #83 rientrano ai box per passare alle gomme slick. La Porsche Proton #99 finisce nella sabbia causando l’ennesima fase di Full Course Yellow. A quel punto sale in testa la Ferrari #50 di Antonio Fuoco, che però deve eseguire ancora un pit stop.
Gli ultimi trenta minuti diventano così un testa a testa tra la Toyota di Kobayashi e la Porsche di Estre con i vari sorpassi che avvicinano le due vetture ma dopo ogni sorpasso il nipponico riesce a riguadagnare qualche decimo rassicurante né Estre può rischiare più di tanto per non compromettere la leadership in campionato della Porsche e di contro dovrebbe passare in testa e portare il vantaggio a oltre 5 secondi per annullare una penalità di cinque secondi per aver superato in regime di bandiere gialle. Il pilota giapponese però resiste e conquista una meritata vittoria davanti a due Porsche. La miglior Ferrari è la #50 di Fuoco che con una grande rimonta strappa la quarta posizione alla Toyota di Hartley con un gran sorpasso all’ultimo giro. Ma la Ferrari per non aver osato……(Guido.Pedone)
Domenica 21 aprile, così all’arrivo:
1 - Conway-Kobayashi-de Vries (Toyota GR010) - Toyota - 205 giri
2 - Estre-Lotterer-L. Vanthoor (Porsche 963) - Penske - 7"051
3 - Campbell-Christensen-Makowiecki (Porsche 963) - Penske - 25"626
4 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari - 31"469
5 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010) - Toyota - 33"777
6 - Frijns-Rast-S. Van Der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1 giro
7 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari - 1 giro
8 - Kubica-Shwartzman-Ye (Ferrari 499P) - AF Corse - 1 giro
9 - Jensen-Müller-Vergne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 2 giri
10 - Bamber-Lynn (Cadillac V-LMDh) - Cadillac - 2 giri
11 - Button-Hanson-Rasmussen (Porsche 963) - Jota - 2 giri
12 - Bortolotti-Mortara-Kvyat (Lamborghini SC63) - Lamborghini - 2 giri
13 - Chatin-Gounon-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 4 giri
15 - Di Resta-Duval-Vandoorne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 5 giri
16 - Lapierre-Schumacher-Vaxiviere (Alpine A424) - Alpine - 6 giri
17 - Serravalle-Bennett-Vernay (Isotta Fraschini Tipo6) - Isotta F. - 14 giri
18 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4) - WRT - 19 giri
19 - Al Harthy-Rossi-Martin (BMW M4) - WRT - 19 giri
20 - Malykhin-Sturm-Bachler (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 20 giri
21 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 20 giri
22 - James-Mancinelli-Riberas (Aston Martin Vantage) - Heart - 20 giri
23 - Caygill-Pino-Sato (McLaren 720S) - United AS - 20 giri
24 - Van Rompuy-Andrade-Eastwood (Corvette Z06) - TF Sport - 20 giri
25 - Koizumi-Baud-Juncadella (Corvette Z06) - TF Sport - 20 giri
26 - Hardwick-Robichon-Barker (Ford Mustang) - Proton - 21 giri
27 - Mateu-Bastard-Sorensen (Aston Martin Vantage) - D'Station - 21 giri
28 - Cottingham-Costa-Saucy (McLaren 720S) - United AS - 21 giri
29 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 21 giri
30 - Schiavoni-Cressoni-Perera (Lamborghini Huracan) - Iron Lynx - 22 giri
31 - Robin-Boguslavskiy-K. Van Der Linde (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 22 giri
32 - Kimura-Masson-Lopez (Lexus RC F) - Akkodis ASP - 23 giri
33 - Shahin-Schuring-Lietz (Porsche 911 GT3 R) - Manthey - 34 giri
34 - Marciello-Wittmann-D. Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 42 giri