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Alla 6 Ore di Spa una nuova doppietta Toyota, Ferrari sul podio, delude ancora la Peugeot

Spa.  Terza gara e terza vittoria  della Toyota  nel mondiale Endurance. Il dominio della Casa giapponese sembra non conoscere ostacoli anche se i diretti avversari  Ferrari, in primis, poi Porsche e Cadillac cercano si scalfire l’egemonia delle GR010  e in parte ci riescono  ma solo accorciando il gap.

La gara sul mitico percorso delle Ardenne  ha visto in griglia  schierate ben 13 hypercar essendo l’ultima gara  in calendario prima della 24 Ore di Le Mans. Pur essendo quella di Spa solo una 6 Ore era considerata come una prova generale, un collaudo finale  delle vetture e delle strutture tecniche  per affrontare  quello che da tutto il mondo è considerato  come la gara clou  della stagione.  L’esame  a livello top è stato superato dalla Toyota ma questo lo si dava per scontato, la Ferrari ha agguantato un terzo posto  confermandosi seconda forza del campionato con due vetture  in continua crescita a livello competitivo, difficilmente però in una gara regolare  potranno già impensierire le Toyota. Ruoli da comprimari  lo avranno pure la Porsche e la Cadillac che pure  è la sorpresa più lieta  di questo avvio di campionato.

Continua invece il calvario della Peugeot, Anche a Spa le due 9X8 sono state solo spettatrici  non essendo mai riuscite a tenere il ritmo delle prime. Il team sta svolgendo un duro lavoro a livello affidabilità ma balza agli occhi la totale assenza di velocità. L’obiettivo Le Mans, tanto proclamato in diverse occasioni, sembra oggi ben lontano se non impossibile da raggiungere e non sono certo confortanti  i piazzamenti finali di Spa: un tredicesimo posto  con Di Resta-Jensen-Vergne e un diciassettesimo con Duval-Menezes-Müller come lasciano alquanto perplessi le dichiarazioni a fine gara  del direttore tecnico di Peugeot Motorsport: “Le nostre due vetture hanno tagliato il traguardo senza grossi problemi meccanici, il che è positivo. La scelta delle gomme all'inizio non è stata facile, volevamo essere sicuri e abbiamo scelto le gomme da bagnato per garantire ai piloti una partenza più facile su questa pista complicata con diversi settori pericolosi. Abbiamo avuto un solo problema con un sensore di rifornimento obbligatorio sulla #94. La #93 è stata colpita al posteriore e ha dovuto terminare la gara con la carrozzeria danneggiata che ha comportato una perdita di prestazioni. In termini di affidabilità delle vetture, abbiamo disputato una gara pulita, il che è positivo. Non eravamo nel ritmo, né durante le prove libere e la sessione di qualifiche, quindi dobbiamo lavorare su questo. Per prepararci a Le Mans, dobbiamo continuare a lavorare sulla nostra affidabilità”.

La Toyota si è imposta agilmente nella 6 ore di Spa, terzo round del mondiale WEC. I giapponesi nelle Ardenne hanno imposto il loro ritmo anche se le Ferrari hanno provato a farsi vedere in avvio ma determinante è stata la scelta delle gomme. Le Ferrari al via hanno sfruttato al meglio l’aver montato gomme da bagnato  ma hanno  pagato il rientro ai box anticipato per cambiare le gomme quando la pista si è asciugata. Le due Toyota con gomme slick già al via hanno tenuto il ritmo  di un bravissimo Giovinazzi,   autore di una grande partenza da vero formulista, poi sono state loro a dettare il ritmo con soste perfette ed hanno via via  incrementato  il vantaggio.

Le Ferrari  invece sono rimaste coinvolte in una lotta serrata  con la Porsche e con la Cadillac risoltasi con un gran finale  di James Calado che a poche centinaia di metri dalla bandiera a scacchi ha avuto ragione della Porsche 963 di Cameron,

Purtroppo quella della Ferrari di  Pier Guidi-Calado-Giovinazzi  è stata l’unica ad arrivare     al traguardo in quanto la seconda, con Antonio Fuoco alla guida,  ha avuto uno stop violento all’uscita del box contro le barriere   a causa delle gomme non in temperatura. E non è stato il solo a pagare la nuova  regola che proibisce l’utilizzo delle termocoperte. La stupidità di questa norma è emersa drammaticamente nel freddo delle Ardenne e potrebbe avere un seguito nella notte di Le Mans. Moltissimi sono stati i testacoda e le uscite di pista fin dai giri di formazione a causa della pista bagnata e della temperatura molto bassa e la gara ha vissuto molti altri incidenti: spettacolare  come quello che ha coinvolto  Renger van der Zande sulla seconda Cadillac alla  Eau Rouge. Una toccata con conseguente   testacoda ha coinvolto Jacques Villeneuve sulla Vanwall con la Ferrari di Francesco Castellacci.

In classe LMP2  Questa volta Pierson-Blomqvist-Jarvis con la Oreca della  United Autosport  ha avuto la peggio nel confronto con  la Oreca WRT di Andrade-Kubica-Delétraz. In una sosta ai box in contemporanea a pochi giri dalla fine   la WRT è stata la più veloce  a fare ripartire la vettura e a guadagnare la settima posizione Sfortunata la Prema:  a  Caldarelli-Bortolotti-Pin è stato  imposto uno stop and go di 3' per  aver superato i limiti della pista e sul podio sono saliti Smiechowski-Scherer-Costa del team Inter Europol.

Della Ferrari  sul podio nella top class ha  fatto meglio  la Ferrari  vincitrice nella classe  GTE-AM con Lilou Wadoux  (una donna vincente  al volante !!) Luis Perez Companq e Alessio Rovera che hanno interrotto il predominio della Corvette. Questo il commento di Rovera: “E’ stata una gara intensa ma davvero bella. Abbiamo iniziato la stagione con uno ‘zero’ a Sebring e dopo il secondo posto di Portimao vincere qui in Belgio è molto importante per me e tutta la squadra. I miei compagni hanno fatto un lavoro eccezionale, temevamo la pioggia, ma tutto è andato per il meglio, strategia compresa. Luís è stato coraggioso ad andare con le slick nelle insidiose condizioni iniziali e Lilou ha portato al vertice la macchina, che era velocissima dopo l’ottimo lavoro di messa a punto svolto durante le prove. Vincendo abbiamo centrato l’obiettivo prefissato. Ora attendiamo Le Mans, in palio ci sono 50 punti, dobbiamo continuare su questa strada”.(Marc Canone)

Così all’arrivo:

1 - Conway-Kobayashi-Lopez (Toyota GR010) - Toyota - 148 giri -

2 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010) - Toyota - 16"637

3 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari - 1'14"439

4 - Cameron-Christensen-Makowiecki (Porsche 963) - Penske - 1'17"264

5 - Bamber-Lynn-Westbrook (Cadillac V-LMDh) - Cadillac - 1 giro

6 - Ye-da Costa-Stevens (Porsche 963) - Jota - 1 giro

7 - Andrade-Kubica-Delétraz (Oreca 07-Gibson) - WRT - 2 giri

8 - Pierson-Blomqvist-Jarvis (Oreca 07-Gibson) - United AS - 2 giri

9 - Smiechowski-Scherer-Costa (Oreca 07-Gibson) - Inter Europol - 2 giri

10 - Ugran-Viscaal-Caldarelli (Oreca 07-Gibson) - Prema - 2 giri

11 - Lubin-Hanson-Albuquerque (Oreca 07-Gibson) - United AS - 2 giri

12 - Gelael-Habsburg-Frijns (Oreca 07-Gibson) - WRT - 2 giri

13 - Di Resta-Jensen-Vergne (Peugeot 9X8) - Peugeot - 2 giri

14 - Dumas-Pla-Mailleux (Glickenhaus 007) - Glickenhaus - 2 giri

15 - Vaxiviere-Canal-Milesi (Alpine A470-Gibson) - Alpine - 2 giri

16 - Negrão-Rojas-Caldwell (Alpine A470-Gibson) - Alpine - 2 giri

17 - Duval-Menezes-Müller (Peugeot 9X8) - Peugeot - 2 giri

18 - Heinemeier Hansson-Fittipaldi-Rasmussen (Oreca 07-Gibson) - Jota - 3 giri

19 - Pin-Bortolotti-Kvyat (Oreca 07-Gibson) - Prema - 4 giri

20 - Perez Companc-Wadoux-Rovera (Ferrari 488) - AF Corse - 8 giri

21 - Keating-Varrone-Catsburg (Chevrolet Corvette) - Corvette - 8 giri

22 - Al Harty-Dinan-Eastwood (Aston Martin Vantage) - TF Sport - 8 giri

23 - Tincknell-Hardwick-Robichon (Porsche 911) - Proton - 9 giri

24 - Bovy-Gatting-Frey (Porsche 911) - Iron Dames - 9 giri

25 - Alessi-Mann-de Paw (Ferrari 488) - AF Corse - 9 giri

26 - James-Mancinelli-Riberas (Aston Martin Vantage) - Northwest - 9 giri

27 - Kimura-Huffaker-Serra (Ferrari 488) - Kessel - 9 giri

28 - Hoshino-Stevenson-Fujii (Aston Martin Vantage) - D'Station - 10 giri

29 - Ried-Pedersen-Andlauer (Porsche 911) - Dempsey-Proton - 10 giri

30 - Schiavoni-Cressoni-Picariello (Porsche 911) - Iron Lynx - 11 giri

31 - Schiavoni-Cressoni-Picariello (Porsche 911) - Iron Lynx - 12 giri

 

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