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6 ORE DI SHANGHAI: PRIMO MATCH POINT PER LA PORSCHE

Shanghai. Domenica 6 novembre si disputerà l’ottava e penultima gara della stagione del World Endurance Championship. Un anno fa, a Shanghai, la Porsche ha festeggiato in anticipo la vittoria nel Campionato del mondo costruttori. L’obiettivo di questa sei ore sul circuito cinese di Formula 1 è niente meno che la difesa di quel titolo. In questa stagione, il team Porsche ha già vinto cinque gare con le sue due 919 Hybrid ed è in testa al Campionato del mondo costruttori con 263 punti, davanti ad Audi (204) e Toyota (174). Con l’attuale vantaggio di 59 punti, la squadra potrebbe iniziare a festeggiare, se il distacco fosse di almeno 44 punti dopo sei ore di gara. 

Come programmato, Porsche parteciperà all'intera stagione del WEC 2017 mentre non ci sarà più l'Audi. Finora, Porsche ha tratto un enorme vantaggio dal programma LMP1 in termini di conoscenza e innovazione per le vetture della serie, in particolare dalla 24 Ore di Le Mans.

Essere troppo rilassati in questa lotta per il Campionato 2016 sarebbe sbagliato, avverte Fritz Enzinger. Il Vice Presidente LMP1 sottolinea l’esperienza dell’anno scorso: “Alla gara finale in Bahrain nel 2015 ci sembrava abbastanza semplice aggiudicarsi il titolo piloti. Avevamo una vettura favorita e per il trofeo ci bastava un quarto posto. Ma la battaglia per il titolo si è dimostrata una sfida snervante e siamo arrivati quinti a causa di problemi tecnici. All'epoca ci è andata bene solo perché la vettura gemella ha combattuto con successo per la vittoria. Abbiamo imparato che in una gara di sei ore può succedere di tutto, sia alla prima curva dopo la partenza sia nei minuti finali, come quest’anno a Le Mans. La sfida principale è sempre quella di completare la distanza senza problemi.”

Il direttore del team, Andreas Seidl ha così analizzato: “L'impostazione del circuito di Shanghai tende a soddisfare le caratteristiche della 919 meglio del Fuji Speedway dove siamo stati di recente. Ma contano tantissimi fattori e nelle due ultime gare abbiamo visto che la concorrenza è almeno al nostro stesso livello. Ad Austin, così come a Fuji, abbiamo avuto problemi con la nostra vettura numero 2, poiché il frontale ha raccolto dalla pista molta gomma di pneumatici, disturbando così l’equilibrio dell’auto finché non abbiamo sostituito il muso. A Shanghai vogliamo nuovamente lottare per le prime posizioni con la nostra 919 Hybrid, tanto collaudata quanto affidabile, e dare prova di un altro gioco di squadra ineccepibile.”

Nel Campionato del mondo piloti, il trio composto da Romain Dumas (FR), Neel Jani (CH) e Marc Lieb (DE) è in testa alla classifica con 140 punti, davanti ai meglio classificati piloti di Toyota (117) e Audi (111,5).

A Shanghai, per garantirsi una vittoria anticipata del titolo, i piloti Dumas/Jani/Lieb dovrebbero portare a 26 punti l’attuale vantaggio di 23. L’equipaggio della Porsche gemella, Timo Bernhard (DE), Brendon Hartley (NZ) e Mark Webber (AU), con un bottino di 93,5 punti è al quarto posto. 

La Porsche 919 Hybrid, prodotta a Weissach, sviluppa una potenza complessiva di oltre 900 CV. Il suo motore a combustione è un rivoluzionario propulsore con downsizing della cilindrata: il compatto motore benzina V4 a due litri sovralimentato spinge l’asse posteriore con quasi 500 CV. Due differenti sistemi di recupero dell’energia, energia frenante dall’asse anteriore ed energia dei gas di scarico, alimentano una batteria agli ioni di litio che, opportunamente gestita, trasmette l’energia al motore elettrico dell’asse anteriore fornendo una spinta supplementare di oltre 400 CV. (M.G.)

Commenti prima della gara:

Timo Bernhard: “Quello di Shanghai non è un circuito facile, ma correrci mi piace abbastanza. Solo la prima curva non mi è del tutto congeniale: a chiocciola, piega verso destra e sembra non finire mai, diventa sempre più stretta ed è lenta. Superata questa curva, il tracciato presenta velocità in curva molto diverse. Ci sono alcune curve medio-veloci e qualche combinazione di curve in cui la vettura deve essere posizionata con precisione.”

Brendon Hartley: “Dopo avere sfiorato la vittoria nell’ultima gara di Fuji, ora è molto improbabile che il nostro equipaggio della vettura numero 1 riesca a difendere il titolo del Campionato del mondo piloti. Comunque, possiamo fare la nostra parte per garantire a Porsche il titolo del Campionato del mondo costruttori, quindi ci batteremo per più vittorie. Il circuito di Shanghai dovrebbe essere adatto alla nostra 919 Hybrid.”

Mark Webber:
“Dopo l’epica battaglia di Fuji con i nostri avversari, non vedo l’ora di arrivare a Shanghai dove mi aspetto un’impresa simile. Credo che la Porsche 919 sia perfettamente adatta al tracciato di Shanghai, che piace molto a tutti e tre. Chiaramente, l’obiettivo per il weekend è quello di salire sul gradino centrale del podio ma, come abbiamo visto negli ultimi quattro dei cinque appuntamenti, per questa sei ore è necessario che tutto fili alla perfezione, una cosa che siamo perfettamente in grado di fare.”

Romain Dumas:
“A Shanghai dobbiamo fare tutto il possibile per tornare alla nostra abituale buona forma. Fin dalla 24 Ore di Le Mans siamo stati in difficoltà, ma per un motivo che dobbiamo ancora individuare. Di sicuro, finire quarti o quinti non rispecchia le nostre capacità. Dobbiamo riacquistare la nostra forza originale.”

Neel Jani: “Finora, a Shanghai è sempre andata bene con la 919, e mi aspetto che saremo ancora davanti. Ma sarà dura. L’obiettivo è chiaro: per il Campionato del mondo piloti dobbiamo finire la gara davanti alle nostre dirette avversarie, vale a dire la Toyota numero 6 e l'Audi numero 8. Ma entrambe saranno forti. La classica filosofia delle gare di endurance è morta da tempo. Il livello nel WEC è estremamente elevato ed è una corsa di velocità dal primo all’ultimo giro. Dopo sei ore di gara, vincere o perdere è solo questione di secondi. Il nostro punteggio è buono, ma dobbiamo sfruttare il nostro pieno potenziale in ogni singolo turno.” 

Marc Lieb:
“Le ultime quattro gare non sono andate bene. Per il momento cruciale del Campionato vogliamo riscattarci riportando a Shanghai le prestazioni che ci si aspetta da noi e che soddisfano i nostri standard. L’emozione è garantita.”

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