Logo

F.1: prova di forza della Mercedes, Antonelli entra nella leggenda, patatrac Ferrari

Monza (nostro inviato.  Alla fine rimane il rumore. Quello delle tribune di Monza quando Kimi Antonelli taglia il traguardo, alza il pugno e capisce di aver appena fatto qualcosa che in Italia mancava da sessant’anni. Ma prima di quel momento c’è stata una gara folle, piena di ribaltamenti, errori, strategie, incidenti e duelli. Una gara che sembrava destinata a essere il pomeriggio della Ferrari e che invece si è trasformata nella domenica perfetta della Mercedes e del suo pilota italiano. Antonelli parte diciannovesimo e vince il Gran Premio d’Italia 2026, George Russell arriva secondo, Max Verstappen terzo. E la Ferrari, davanti al proprio pubblico, vive una delle giornate più amare della stagione.

La fotografia della vigilia sembrava raccontare tutt’altra storia. Pierre Gasly aveva conquistato una pole sorprendente con l’Alpine, Russell gli era rimasto accanto in prima fila e dietro c’erano le Ferrari di Charles Leclerc e Lewis Hamilton. Monza aspettava la Rossa. Leclerc, soprattutto, sembrava avere l’occasione per regalare alla marea di tifosi ferraristi una domenica da ricordare. Antonelli, invece, era costretto a partire dal fondo dopo la penalizzazione legata alla power unit. Il leader del campionato doveva risalire il gruppo, ma nessuno poteva immaginare fino a dove sarebbe arrivato.

Alle 15 le monoposto si allineano. Le tribune sono una distesa di rosso, ma in mezzo alle bandiere Ferrari cominciano a comparire anche quelle italiane con il numero 12. Si spengono i semafori e Gasly scatta bene, riuscendo a conservare la prima posizione. Russell gli resta attaccato, mentre dietro le Ferrari partono con l’idea di entrare subito nella lotta per il podio. Verstappen è aggressivo, Piastri cerca spazio e Antonelli, dalle retrovie, comincia immediatamente a guadagnare terreno.

La prima variante è già un concentrato di tensione. Hamilton prova a infilarsi all’interno, Leclerc difende e il duello fra le due Ferrari finisce con Hamilton largo sulla ghiaia, costretto a perdere diverse posizioni. Il britannico protesta via radio, ma la gara è appena iniziata e davanti c’è ancora Leclerc, apparentemente in controllo della situazione.

Sembra l’inizio di una giornata difficile ma non drammatica per la Ferrari. Sembra solo…Perché dopo appena due giri Monza ammutolisce. Leclerc arriva alla Parabolica sotto pressione di Piastri, perde il controllo della sua Ferrari e finisce violentemente contro le barriere. La macchina si danneggia pesantemente, il monegasco è costretto al ritiro e la direzione gara espone la bandiera rossa. Leclerc esce dalla vettura sulle proprie gambe e viene sottoposto ai controlli del caso, fortunatamente senza conseguenze fisiche. Ma per la Ferrari è un disastro sportivo. La macchina che doveva guidare l'assalto alla vittoria è già fuori.

Il pubblico resta incredulo. In pochi minuti la domenica della Ferrari cambia completamente volto. Hamilton è rimasto in gara, ma è precipitato nel gruppo dopo il duello alla prima variante. Leclerc è fuori. E mentre i meccanici ricostruiscono le barriere, nei box Mercedes cominciano a fare calcoli. La gara viene fermata e la ripartenza arriva dopo una lunga pausa. Russell è davanti, Gasly gli è accanto, Verstappen è pronto a inserirsi. Hamilton deve risalire. Antonelli deve fare qualcosa di ancora più difficile: risalire quasi tutto il gruppo.

Quando la gara riparte, Antonelli sembra avere fretta soltanto in apparenza. La sua rimonta è aggressiva, ma mai disperata. In rettilineo sfrutta la scia, alla staccata prende il rischio necessario e poi torna subito a proteggere le gomme. La Mercedes è veloce e il suo pilota lo capisce immediatamente. Una macchina dopo l’altra viene superata. Intanto davanti Russell prende il comando e prova a costruire il proprio vantaggio. Gasly, dopo la straordinaria pole del sabato, deve invece iniziare a difendersi. Verstappen non gli lascia respiro e le McLaren di Norris e Piastri rimangono in agguato. La Red Bull dell'olandese sembra particolarmente efficace nei sorpassi e Verstappen riesce a liberarsi degli avversari davanti a sé, riportandosi stabilmente nella zona del podio.

Norris e Piastri fanno la loro gara. Non sono abbastanza veloci per giocarsi la vittoria, ma sono abbastanza competitivi per approfittare di qualsiasi errore davanti. I due piloti McLaren si controllano, mentre alle loro spalle Hamilton cerca disperatamente di rientrare nella lotta per le prime posizioni. Il ferrarista è protagonista di una gara molto diversa da quella immaginata al via. La macchina ha il passo per rimanere nella zona dei punti, ma il traffico e la partenza complicata lo costringono a una lunga rincorsa. Hamilton deve superare, difendere e soprattutto gestire una Ferrari che, senza Leclerc, è ormai tutta sulle sue spalle.

Davanti, invece, Antonelli continua a risalire. Quando arriva a ridosso delle posizioni che contano davvero, il pubblico comincia a rendersi conto che non è più soltanto una bella rimonta. È qualcosa di più. Il distacco dai leader diminuisce giro dopo giro e la Mercedes numero 12 comincia ad apparire sempre più spesso sui maxischermi del circuito.

La strategia diventa allora fondamentale. Durante una Virtual Safety Car, Antonelli rientra ai box e monta gomme medie nuove. Russell decide di rimanere fuori con le hard già utilizzate. In quel momento la scelta sembra quasi una scommessa: Russell conserva la posizione, Antonelli perde tempo ai box. Ma il vantaggio della gomma fresca comincia lentamente a emergere.

La Mercedes di Antonelli diventa sempre più veloce. Il pilota italiano spinge, ma soprattutto riesce a mantenere un ritmo costante. La macchina davanti a lui sembra avvicinarsi a ogni giro. La rimonta cominciata dal diciannovesimo posto si trasforma nella possibilità concreta di vincere la gara.

Verstappen è ancora lì. L'olandese prova a tenere il passo delle Mercedes, ma il vantaggio strategico di Antonelli comincia a pesare. La Red Bull deve accontentarsi di difendere il podio. Dietro, Norris e Piastri si contendono il quarto e quinto posto, in una McLaren che oggi non ha abbastanza per mettere seriamente in discussione la vittoria ma che porta comunque entrambe le vetture nelle prime cinque posizioni.

Gasly, invece, vive il lato amaro della Formula 1. Partito dalla pole, vede lentamente scivolare via il sogno. La sua Alpine non riesce a mantenere il ritmo delle Mercedes, della Red Bull e delle McLaren e il francese finisce per essere risucchiato nella lotta per le posizioni immediatamente successive.

E poi c’è Antonelli. Quando la Mercedes numero 12 arriva alle spalle di Russell, la gara cambia definitivamente. È un duello interno che vale tutto. Russell è il compagno di squadra, ma anche il principale rivale di Antonelli nella corsa al Mondiale. Il britannico non può concedere nulla. Antonelli sa che potrebbe avere una sola occasione. La prima arriva e non va a buon fine. La seconda è ancora più rischiosa. Antonelli prova a infilarsi, finisce largo e mette due ruote sulla ghiaia. Per qualche istante sembra che la grande rimonta possa trasformarsi in un errore decisivo.

Ma il pilota italiano non si scompone. Rientra, riprende il ritmo e torna a mettere pressione a Russell. È qui che emerge la differenza tra una gara semplicemente veloce e una gara da campione. Antonelli non forza il sorpasso successivo. Aspetta. Studia. Sa che le gomme di Russell sono ormai più stanche e che il tempo gioca dalla sua parte. Quando arriva l'occasione, la sfrutta al cinquantesimo giro. La Mercedes numero 12 prende la scia, si avvicina e completa il sorpasso. Antonelli è davanti.

Russell prova a rispondere, ma ormai non c'è più abbastanza gomma. Verstappen è terzo e non riesce a inserirsi nella lotta per la vittoria. Norris e Piastri sono alle sue spalle, separati da pochissimo, mentre Hamilton continua a difendere il risultato Ferrari. Per la Scuderia, il sesto posto del britannico è una magra consolazione. La domenica che doveva essere quella della riscossa davanti ai tifosi si è trasformata in un pomeriggio da dimenticare. Leclerc fuori dopo un incidente alla Parabolica, Hamilton lontano dal podio e una Mercedes che invece festeggia sul circuito italiano.

È il paradosso di Monza. Il pubblico arriva con il sogno Ferrari e se ne va applaudendo un pilota italiano della Mercedes. Gli ultimi giri sono una passerella per Antonelli, ma anche una prova di concentrazione. Non deve commettere errori. Non deve esagerare. Dietro di lui Russell è ormai troppo lontano per tentare un ultimo assalto, Verstappen non può più recuperare e le McLaren sono impegnate nella loro battaglia per le posizioni.

Antonelli attraversa l'Ascari. Poi la Parabolica. Apre il gas. Il rettilineo di Monza sembra infinito….Bandiera a scacchi. Andrea Kimi Antonelli ha vinto il Gran Premio d'Italia. Il distacco su Russell è di 3”857, quello su Verstappen di 14”718. Norris chiude quarto, davanti a Piastri. Hamilton è sesto, Gasly settimo. Arvid Lindblad, Franco Colapinto e Yuki Tsunoda completano la zona punti. Più indietro arrivano Bortoleto, Hulkenberg e Sainz, mentre Fernando Alonso e Lance Stroll sono costretti al ritiro insieme a Leclerc.

Antonelli prende il trofeo, guarda le tribune e sorride. Intorno a lui ci sono Russell e Verstappen, ma per qualche secondo sembra che sul podio ci sia soltanto lui. È il primo italiano a vincere il Gran Premio di casa dal 1966, quando a Monza aveva trionfato Ludovico Scarfiotti. Sessant'anni dopo, l'attesa è finita.

E non è una vittoria arrivata per caso. Antonelli ha cominciato dal diciannovesimo posto, ha attraversato il gruppo, ha superato Hamilton e Verstappen nel corso della rimonta, ha sfruttato alla perfezione la strategia Mercedes e alla fine ha battuto Russell in pista. La Virtual Safety Car e le gomme fresche hanno contribuito all'impresa, ma senza il ritmo e la freddezza del pilota italiano non sarebbe bastato.  Per Russell, invece, il secondo posto ha un sapore diverso. Il britannico ha condotto a lungo la gara e per gran parte del pomeriggio ha avuto la vittoria nelle proprie mani. Ma la scelta di rimanere fuori durante la fase strategica gli ha lasciato una vettura con gomme meno competitive nel finale. Quando Antonelli è arrivato, non aveva più gli strumenti per difendersi.

Verstappen porta a casa un terzo posto prezioso e ancora una volta dimostra di essere lì quando c'è da raccogliere qualcosa. La Red Bull non aveva abbastanza per battere le Mercedes, ma l'olandese ha sfruttato ogni occasione e ha chiuso davanti alle due McLaren. Norris e Piastri, rispettivamente quarto e quinto, portano punti importanti alla squadra e confermano una McLaren competitiva, anche se mai realmente in lotta per il successo.

Gasly può invece guardare la classifica con sentimenti contrastanti. La pole di sabato aveva fatto sognare l'Alpine e per qualche giro anche la vittoria non sembrava impossibile. Alla fine il francese è settimo, ma resta comunque protagonista di uno dei weekend più sorprendenti della stagione.

E poi c'è la Ferrari. È impossibile raccontare Monza senza parlare del disastro rosso. Leclerc , nei giorni scorsi aveva detto di essere pronto a a fare una magia…Infatti partiva terzo e aveva davanti a sé il pubblico di casa della Ferrari, ma la sua gara è durata appena pochi giri. Il crash alla Parabolica ha provocato la bandiera rossa e tolto alla Scuderia una delle sue principali possibilità di vittoria. Hamilton, dopo il contatto alla prima variante, è stato costretto a una lunga rimonta e alla fine ha salvato un sesto posto che non può certo soddisfare le aspettative del Cavallino.

Mentre il popolo Ferrari osserva in silenzio, Antonelli festeggia con la Mercedes. Un italiano, sì, ma con la macchina tedesca. E forse proprio questo rende la giornata ancora più particolare: Monza non ha avuto la vittoria Ferrari che sognava, ma ha comunque trovato il suo eroe. Un eroe nato a Bologna, cresciuto con il mito della Formula 1 italiana e oggi capace di mettere il proprio nome accanto a quello dei grandi.

Con questa vittoria Antonelli porta a sette i successi stagionali e allunga ulteriormente in testa al Mondiale. Il suo vantaggio su Russell sale a 66 punti. Mercedes consolida anche la propria leadership tra i Costruttori, mentre la stagione entra nella sua fase decisiva con un campionato che comincia ad assumere sempre più chiaramente i contorni di una sfida interna alla squadra tedesca.

Il 6 settembre 2026 sarà ricordato soprattutto per un'immagine: Antonelli che passa sotto la bandiera a scacchi e sente esplodere Monza. Diciannovesimo alla partenza. Primo all'arrivo. In mezzo, una rimonta impossibile, una Ferrari distrutta, un compagno di squadra battuto, un campione del mondo come Verstappen alle spalle e sessant'anni di attesa da cancellare. Monza aveva bisogno di un italiano. Antonelli le ha dato una leggenda.
LE PAGELLE:

Mercedes — 10: È difficile trovare un difetto nella domenica della Mercedes. Vince il Gran Premio d’Italia con Andrea Kimi Antonelli partendo dalla diciannovesima posizione e piazza George Russell al secondo posto. Il risultato racconta già quasi tutto, ma non racconta la qualità del lavoro fatto dal muretto e dai piloti. La W17 si dimostra velocissima sui lunghi rettilinei di Monza e soprattutto molto efficace nella gestione delle gomme. La strategia con la Virtual Safety Car permette ad Antonelli di montare gomme medie nuove, mentre Russell rimane in pista con le hard. Nel finale la differenza si vede tutta. Antonelli arriva negli scarichi del compagno, lo mette sotto pressione, rischia anche di finire nella ghiaia e poi completa il sorpasso decisivo. Una doppietta che certifica il dominio Mercedes e che permette alla squadra di allungare ulteriormente nel Mondiale Costruttori. Gara praticamente perfetta.

Red Bull — 8: Non vince, ma porta Max Verstappen sul podio e lo fa dopo una gara nella quale l’olandese deve combattere parecchio. Verstappen parte quinto, si fa immediatamente vedere nelle prime fasi e per un momento riesce anche a mettere pressione a Russell per la leadership. La Red Bull, però, non ha il passo necessario per tenere dietro le Mercedes nel lungo periodo. La strategia contribuisce comunque a salvare il risultato: Verstappen monta gomme dure durante la Virtual Safety Car e nel finale deve costruirsi nuovamente il podio con una serie di sorpassi. La battaglia con Piastri è particolarmente intensa, con l’olandese costretto a lavorare fino alla fine. Terzo posto meritato e prezioso, anche se oggi contro questa Mercedes c’era davvero poco da fare.

McLaren — 7,5: Una gara solida, ma con la sensazione che mancasse qualcosa per entrare davvero nella lotta per il successo. Lando Norris chiude quarto e Oscar Piastri quinto, con i due compagni separati da appena due decimi al traguardo. La McLaren conferma quindi di essere competitiva anche a Monza, ma non riesce a trasformare il ritmo in una minaccia concreta per Mercedes e Red Bull. Piastri è particolarmente coinvolto nelle prime fasi della gara e proprio la sua pressione contribuisce all’errore di Leclerc alla Parabolica. Nel finale Norris riesce a precedere il compagno e porta a casa il miglior risultato possibile dietro alle tre vetture più veloci. Non è una domenica da applausi scroscianti, ma nemmeno una bocciatura: punti pesanti e doppia macchina nella top five.

Alpine — 7: Il weekend era cominciato come una favola e finisce con un risultato comunque dignitoso. Pierre Gasly aveva conquistato una pole clamorosa, la prima della sua carriera, facendo sognare Alpine e tutto il paddock. In gara, però, la macchina non riesce a conservare quel livello di prestazione. Gasly perde progressivamente terreno e conclude settimo. Franco Colapinto, dall'altra parte del box, chiude nono e completa una buona gara, recuperando anche dopo un momento fuori pista. Il risultato finale è dunque positivo per la squadra, ma resta inevitabile la sensazione del "cosa sarebbe successo se". Partire davanti a tutti a Monza e non riuscire nemmeno ad avvicinarsi al podio lascia un piccolo rimpianto.

Racing Bulls — 7: Arvid Lindblad conquista un ottimo ottavo posto e porta punti importanti alla squadra, mentre Liam Lawson chiude quattordicesimo. La Racing Bulls sfrutta bene una gara piena di incidenti e situazioni imprevedibili e riesce a portare una vettura nella top ten. Lindblad corre con ordine, evita i guai e alla fine raccoglie quello che la gara gli offre. Lawson, invece, non riesce a trasformare la sua posizione di partenza in un risultato altrettanto interessante. Una domenica comunque positiva per la squadra, soprattutto considerando la concorrenza.

Audi — 6,5: Doppio arrivo a punti sfiorato ma non raggiunto: Gabriel Bortoleto chiude undicesimo e Nico Hülkenberg dodicesimo. La nuova Audi dimostra di avere una buona consistenza sul passo gara e soprattutto di essere in grado di rimanere lontana dai problemi in una corsa molto movimentata. Manca però quel guizzo che avrebbe potuto portare almeno una delle due vetture nella zona punti. Bortoleto è il più vicino, ma deve accontentarsi dell'undicesimo posto. Prestazione ordinata, senza acuti.

Williams — 5,5: Carlos Sainz porta la Williams al tredicesimo posto, mentre Alexander Albon chiude diciassettesimo. Il circuito di Monza, sulla carta, avrebbe dovuto adattarsi alle caratteristiche della vettura grazie ai lunghi rettilinei, ma il risultato non conferma le aspettative. Sainz corre una gara pulita e porta la macchina al traguardo, ma resta lontano dalla zona punti. Albon, partito penalizzato e costretto a una gara di rimonta, non riesce a risalire abbastanza. Weekend complicato.

Haas — 5,5: Oliver Bearman è quindicesimo ed Esteban Ocon sedicesimo. La Haas non riesce a sfruttare completamente il caos della gara e rimane fuori dalla zona punti. Non ci sono errori clamorosi né episodi particolarmente negativi, ma manca semplicemente la velocità necessaria per inserirsi nella lotta. Un risultato che fotografa una domenica anonima.

Cadillac — 5: Sergio Perez chiude diciottesimo e Valtteri Bottas diciannovesimo, con entrambe le vetture lontane dalla zona punti. La squadra americana paga soprattutto il ritmo sul giro e non riesce a sfruttare le numerose occasioni offerte dalla gara. In un Gran Premio segnato da incidenti e ritiri, portare entrambe le vetture al traguardo ha comunque un valore, ma il risultato sportivo rimane deludente.

Haas — 5,5: Oliver Bearman è quindicesimo ed Esteban Ocon sedicesimo. La Haas non riesce a sfruttare completamente il caos della gara e rimane fuori dalla zona punti. Non ci sono errori clamorosi né episodi particolarmente negativi, ma manca semplicemente la velocità necessaria per inserirsi nella lotta. Un risultato che fotografa una domenica anonima.

Cadillac — 5: Sergio Perez chiude diciottesimo e Valtteri Bottas diciannovesimo, con entrambe le vetture lontane dalla zona punti. La squadra americana paga soprattutto il ritmo sul giro e non riesce a sfruttare le numerose occasioni offerte dalla gara. In un Gran Premio segnato da incidenti e ritiri, portare entrambe le vetture al traguardo ha comunque un valore, ma il risultato sportivo rimane deludente.

Ferrari — 4: Il voto è inevitabilmente basso perché il Gran Premio d’Italia doveva essere il momento della Ferrari e si trasforma invece in un'altra occasione persa. Leclerc parte terzo, Hamilton quarto e la Scuderia ha entrambe le vetture nelle prime quattro posizioni. Dopo pochi chilometri, però, tutto crolla. Hamilton e Leclerc entrano subito in una situazione complicata alla prima variante, con il britannico che finisce largo e perde terreno. Poi arriva il disastro vero: Leclerc perde il controllo alla Parabolica al secondo giro e va violentemente contro le barriere, provocando la bandiera rossa. Il monegasco è illeso, ma la sua gara finisce lì. Hamilton rimane l'unica Ferrari in pista e deve rimontare dopo il caos iniziale. Alla fine arriva sesto, ma il risultato è troppo poco per una squadra che partiva con ambizioni da podio e che davanti al proprio pubblico avrebbe dovuto giocarsi la vittoria. Monza, ancora una volta, diventa una ferita.

Aston Martin — 4: Weekend da dimenticare. Fernando Alonso e Lance Stroll sono entrambi costretti al ritiro e la squadra non riesce quindi a portare nemmeno una vettura al traguardo. Stroll si ferma per un problema idraulico, mentre Alonso rientra ai box per un sospetto danno alla vettura. In una gara nella quale anche squadre meno competitive sono riuscite a raccogliere qualcosa, Aston Martin rimane a mani vuote.(John Sturm)

COSI’ALL’ARRIVO:

1.Andrea Kimi Antonelli Mercedes 53 giri

2.George Russell Mercedes +3”857

3.Max Verstappen Red Bull +14”718

4.Lando Norris McLaren +19”056

5.Oscar Piastri McLaren +19”253

6.Lewis Hamilton Ferrari +24”655

7.Pierre Gasly Alpine +27”351

8.Arvid Lindblad Racing Bulls +45”136

9.Franco Colapinto Alpine +47”353

10.Yuki Tsunoda Red Bull +58”187

11.Gabriel Bortoleto Audi +1’05”187

12.Nico Hülkenberg Audi +1’06”187

13.Carlos Sainz Williams +1’14”117

14.Liam Lawson Racing Bulls +1’15”609

15.Oliver Bearman Haas +1’18”958

16.Esteban Ocon Haas +1 giro

17.Alexander Albon Williams+1 giro

18.Sergio Perez Cadillac +1 giro

19.Valtteri Bottas Cadillac +2 giri

Classifica pilot: 1 Kimi Antonelli 267; 2 George Russell 201; 3 Lewis Hamilton 191; 4 Lando Norris (Regno 171; 5 Charles Leclerc 155; 6 Max Verstappen 127; 7 Oscar Piastri 116; 8 Isack Hadjar 71: 9 Liam Lawson 51; 10 Pierre Gasly 41; 11 Arvid Lindblad 29; 12 Franco Colapinto 21; 13 Oliver Bearman 18; 14 Gabriel Bortoleto 10; 15 Carlos Sainz Jr. 6; 16 Nico Hulkenberg 6; 17 Alexander Albon 5; 18 Esteban Ocon 3; 19 Fernando Alonso 3; 20 Yuki Tsunoda 1

 Classifica Costruttori: 1 Mercedes 468; 2 Ferrari 346; 3 McLaren 287; 4 Red Bull Racing 204; 5 Racing Bulls 75; 6 Alpine 62; 7 Haas F1 Team 21; 8 Audi 16; 9 Williams 11; 10 Aston Martin 3

Corsanews.it - Redazione: Corso Galileo Ferraris 103 - 10128 Torino Italy - Copyright © 2003-2025. All rights reserved.

Web Master: Laura Cerbara