Formula E: la DS Automobiles saluta con la prima vittoria di Barnard, Pascal Wehrlein ( Porsche) è il campione del mondo

Londra. Doveva essere una gara di calcoli, prudenza e nervi saldi. È diventata invece una delle finali più movimentate della storia recente della Formula E. A Londra, nell'ultima gara della stagione 2025-26, succede praticamente di tutto: sorpassi, strategie, duelli ruota a ruota, contatti e una classifica mondiale che cambia più volte nel corso dei 35 giri. Alla fine, però, il verdetto è doppio e premia due protagonisti diversi. Taylor Barnard conquista la prima vittoria della sua carriera e diventa il più giovane vincitore di una gara di Formula E, mentre Pascal Wehrlein, nonostante una domenica difficilissima e un quattordicesimo posto sotto la bandiera a scacchi, si laurea campione del mondo per la seconda volta.
L'atmosfera all'ExCeL di Londra è quella delle grandi occasioni. Non è una gara come le altre: è l'ultimo appuntamento della stagione, l'ultima corsa dell'era GEN3 e l'ultima volta che il campionato elettrico corre sul circuito londinese prima del trasferimento a Brands Hatch e dell'arrivo della GEN4 nel 2027. Il paddock sa che sta per chiudersi un'epoca e, contemporaneamente, deve ancora essere scritto il capitolo più importante della stagione: quello del titolo mondiale.
Dopo una prima gara che aveva completamente rimescolato la classifica, Pascal Wehrlein arriva alla domenica da leader del campionato. Il pilota Porsche aveva conquistato la vittoria nella gara del sabato, portandosi davanti a Jake Dennis e Mitch Evans nella lotta per il titolo. Ma il margine è tutt'altro che rassicurante. Dietro di lui ci sono ancora diversi piloti matematicamente in corsa e, con una gara intera da disputare, ogni punto può cambiare il destino della stagione.
La qualifica sembra mettere Wehrlein nella posizione ideale. Il tedesco arriva fino alle fasi decisive dei duelli e si schiera in terza posizione. Davanti a lui, però, c'è una sorpresa importante: Nyck de Vries conquista la pole position, con Edoardo Mortara al suo fianco. I due piloti Mahindra occupano così tutta la prima fila, mentre Wehrlein parte dalla seconda insieme a Nico Müller. Mitch Evans è quinto, mentre Jake Dennis è costretto a partire molto più indietro, dalla sedicesima posizione. È un dettaglio che, a posteriori, diventerà fondamentale per la storia del campionato.
Quando le monoposto si schierano sulla griglia, la tensione è palpabile. De Vries sa di avere davanti a sé una grande opportunità. Wehrlein, invece, deve pensare soprattutto alla classifica. Non ha bisogno di dominare la gara: deve semplicemente impedire agli avversari di costruire una rimonta sufficiente per strappargli il titolo.
Il semaforo si spegne e De Vries scatta bene dalla pole. La Mahindra mantiene la testa, mentre Mortara rimane alle sue spalle. Wehrlein riesce a conservare la terza posizione e nelle prime battute sembra voler controllare la situazione senza prendere rischi inutili. Dietro di lui, però, il gruppo è già molto più agitato. La Formula E è una disciplina nella quale la posizione in pista non racconta mai tutta la storia della gara: bisogna tenere conto dell'energia, delle attivazioni dell'Attack Mode e della possibilità che una strategia apparentemente conservativa si trasformi improvvisamente in un vantaggio.
I primi giri sono quindi una partita a scacchi ad alta velocità. I piloti cercano di non consumare troppo, osservano le mosse degli avversari e aspettano il momento giusto per utilizzare la potenza supplementare. Wehrlein rimane davanti, ma la sua Porsche non sembra avere il margine necessario per controllare tranquillamente la corsa. La pressione aumenta mentre alle sue spalle i rivali iniziano a guadagnare terreno.
Tra questi c'è Taylor Barnard. Il britannico non è partito nelle prime posizioni, ma la sua gara cresce progressivamente. Barnard evita di bruciare subito le proprie possibilità e costruisce una rimonta paziente. Il ritmo è buono, la gestione dell'energia è efficace e, soprattutto, il pilota della DS Penske sembra avere sempre una risposta alle mosse degli avversari.
La gara entra così nella fase centrale con De Vries ancora al comando e Mortara in seconda posizione. Wehrlein, invece, comincia a perdere terreno. È qui che il campionato entra realmente nel vivo. Ogni posizione persa dal tedesco potrebbe permettere agli inseguitori di riaprire una lotta che sembrava ormai indirizzata verso la Porsche.
Mitch Evans è uno degli uomini più pericolosi. Il pilota Jaguar non ha intenzione di arrendersi e sfrutta ogni occasione per recuperare. La sua rimonta diventa una minaccia concreta per Wehrlein, mentre davanti la battaglia per la vittoria si fa sempre più serrata. La Jaguar, inoltre, è impegnata anche nella lotta per il titolo a squadre contro Porsche. La posta in palio, dunque, è enorme su entrambi i fronti.
Anche Jake Dennis prova a risalire dalla sedicesima posizione. Per il pilota Andretti è una situazione quasi disperata, ma il campionato ha già dimostrato di poter cambiare volto in pochi secondi. Dennis deve recuperare posizioni e sperare che Wehrlein perda terreno. Il problema è che il traffico londinese è intenso e ogni sorpasso comporta un rischio.
A poco a poco, però, Barnard diventa il protagonista inatteso della gara. La sua DS Penske si porta sempre più vicino ai primi. Il britannico non si limita a difendersi: attacca, sfrutta le opportunità e interpreta perfettamente la fase strategica della corsa. Quando la gara entra nel suo ultimo terzo, Barnard è ormai pienamente dentro la lotta per il podio.
È proprio in questo momento che la gara prende una piega completamente imprevedibile. Wehrlein viene coinvolto nella bagarre. Il tedesco perde posizioni e scivola indietro nel gruppo. La situazione diventa improvvisamente critica: il campione in carica non è più nelle prime posizioni e gli avversari iniziano a intravedere una possibilità concreta di ribaltare la classifica mondiale.
Per qualche minuto, la sensazione nel paddock è che il titolo possa cambiare padrone. Ogni sorpasso viene seguito con attenzione quasi maniacale. I monitor del circuito mostrano continuamente una classifica virtuale diversa. Evans continua a spingere, Dennis cerca di recuperare, mentre Wehrlein è costretto a combattere nel traffico.
Poi arriva un altro momento decisivo. Nel tentativo di guadagnare una posizione, Wehrlein si trova coinvolto in un contatto con Joel Eriksson. La Porsche perde ulteriore terreno e il tedesco precipita ancora più indietro. È una situazione paradossale: il pilota che era arrivato a Londra con l'obiettivo di difendere il titolo si ritrova a pochi giri dalla fine fuori dalla zona punti. Eppure, proprio quando sembra che tutto possa sfuggirgli di mano, la situazione iridata torna dalla sua parte.
Dennis non riesce a trasformare la propria rimonta nel risultato necessario. Evans, dal canto suo, deve fare i conti con il distacco dai primi. Il pilota Jaguar avrebbe bisogno di una combinazione praticamente perfetta di risultati per completare il sorpasso in classifica, ma la gara non gli offre più il tempo necessario.
Mentre la battaglia per il campionato si decide alle sue spalle, davanti Taylor Barnard continua la sua corsa verso la storia. Il britannico ha ormai messo nel mirino Nyck de Vries. La Mahindra ha condotto gran parte della gara, ma Barnard arriva alla fase conclusiva con un ritmo impressionante. De Vries prova a difendersi, Mortara resta in agguato e per qualche istante sembra che tutti e tre possano giocarsi la vittoria fino all'ultima curva. È una sfida tutta britannica per il pubblico di casa, anche se De Vries e Mortara hanno altri piani. Barnard, però, non sembra intenzionato a lasciarsi sfuggire l'occasione.
Gli ultimi giri diventano una questione di sangue freddo. Non basta essere veloci: bisogna scegliere il momento esatto per attaccare, proteggere l'energia e non commettere un errore che potrebbe vanificare tutto. Barnard riesce a fare proprio questo. La sua guida è aggressiva quando serve e prudente nei punti decisivi.
De Vries prova a rimanere incollato alla DS Penske. La Mahindra cerca una risposta, ma il margine è ormai troppo ridotto perché il pilota olandese possa costruire un attacco decisivo. Mortara è lì, pronto a sfruttare qualsiasi duello, ma anche lui deve arrendersi alla velocità del britannico.
Poi arriva l'ultimo giro. Barnard affronta le ultime curve sapendo che davanti a lui non c'è soltanto una vittoria. C'è un pezzo di storia della Formula E. Quando attraversa il traguardo, il britannico può finalmente lasciarsi andare all'esultanza. È il suo primo successo nella categoria ed è anche un record: Barnard diventa il più giovane vincitore di una gara di Formula E.
Dietro di lui arriva Nyck de Vries, staccato di appena 0,614 secondi. Edoardo Mortara completa il podio, regalando alla Mahindra una giornata straordinaria con due vetture nelle prime tre posizioni. Mitch Evans chiude quarto, davanti a Sébastien Buemi. Nick Cassidy è sesto, Jean-Éric Vergne settimo e Josep María Martí ottavo. A completare la zona punti sono Oliver Rowland e Norman Nato.
E Wehrlein? Il pilota Porsche taglia il traguardo al quattordicesimo posto. Nessun punto. Nessuna grande prestazione da festeggiare. Nessuna possibilità di celebrare una gara perfetta. Eppure, quando arriva il risultato definitivo, il suo nome è in cima alla classifica mondiale.
Pascal Wehrlein è campione del mondo. Per la seconda volta nella sua carriera, il tedesco conquista il titolo della Formula E. È un risultato che lo porta nella ristrettissima cerchia dei pluricampioni della categoria: prima di lui, soltanto Jean-Éric Vergne era riuscito a vincere due volte il campionato. Il modo in cui arriva il titolo rende tutto ancora più particolare. Wehrlein non domina la gara decisiva. Anzi, rischia persino di perdere il campionato. Deve attraversare una finale piena di difficoltà e aspettare che gli eventi degli avversari gli permettano di conservare il vantaggio accumulato.
È una vittoria di campionato costruita nel corso dell'intera stagione, non nei 35 giri di Londra.
Per Jaguar, però, la domenica porta comunque una grande soddisfazione. Il quarto posto di Mitch Evans contribuisce alla conquista del campionato a squadre da parte della squadra britannica. È un altro trofeo che chiude una stagione intensa e che assume un significato particolare considerando che Evans è arrivato alla sua ultima gara con Jaguar dopo dieci anni insieme. E così, quando le monoposto rientrano ai box, Londra si ritrova con due storie completamente diverse da raccontare.
Da una parte c'è Taylor Barnard, giovane, britannico e alla prima vittoria. Una gara costruita con pazienza e conclusa con un attacco decisivo nel momento migliore. Dall'altra c'è Pascal Wehrlein, che festeggia un titolo conquistato attraverso una delle finali più complicate della sua carriera.
La Formula E saluta Londra con un finale perfettamente coerente con la natura del campionato: imprevedibile, strategico e capace di cambiare volto fino agli ultimi metri. La gara sembrava destinata a essere una semplice questione di gestione del vantaggio. Si è trasformata invece in una battaglia piena di sorprese, con il titolo mondiale in bilico fino alla bandiera a scacchi. Per Barnard è l'inizio di qualcosa di importante. Per Wehrlein è la consacrazione definitiva tra i grandi della categoria. Per la Formula E è il modo migliore per chiudere l'era GEN3. L'ultima immagine della stagione è allora quella di un giovane pilota che festeggia la prima vittoria e di un campione che, dopo una gara da dimenticare, può finalmente alzare le braccia al cielo. Londra ha scelto il modo più spettacolare possibile per chiudere il sipario.
HANNO DETTO:
Pascal Wehrlein: «Prima di tutto, un enorme grazie a tutta la mia squadra. Quello che abbiamo fatto questo weekend è stato ancora una volta straordinario: abbiamo dato il massimo quando dovevamo farlo, sotto pressione. Non crolliamo sotto la pressione: amiamo la pressione, la accogliamo e, anzi, con la pressione diventiamo ancora più forti. È qualcosa di fantastico. Questa sera festeggeremo e ci godremo questo momento, così come faremo nei prossimi giorni. Poi sarò davvero felice di tornare dalla mia famiglia, visto che purtroppo non ha potuto essere qui questo weekend. Ci sono però mio papà e mia sorella. Non vedo l'ora di passare un po' di tempo con loro, poi sarà il momento di resettare, lavorare sulla vettura GEN4 e rendergli la vita ancora più difficile il prossimo anno».
Taylor Barnard: «È la prima volta che piango da tantissimo tempo! Essere il più giovane vincitore di una gara è qualcosa di incredibile e riuscirci davanti al pubblico di casa è semplicemente pazzesco. Qui c'è anche tutta la mia famiglia. In questo momento sono senza parole, non riesco davvero a crederci. Sono state sicuramente delle manovre in cui c'era tutto o niente. L'ho fatto all'ultima curva, entrambe le volte, tra l'altro sfruttando l'ATTACK MODE. Penso sia stata semplicemente una questione di cogliere l'opportunità al momento giusto e di fare una mossa tattica tipica della Formula E. Sinceramente, sono senza parole. Quello è stato probabilmente l'ultimo giro più difficile e più pieno di tensione che affronterò nella mia carriera. Dopo una stagione così dura, la squadra ha lavorato tantissimo. Abbiamo passato tutto l'anno a lavorare senza sosta al simulatore. Le cose non sono mai andate davvero dalla nostra parte, ma oggi penso che tutta la squadra meriti di prendersi una pausa. E, sinceramente, voglio ringraziare tutti loro. I ragazzi oggi sono stati assolutamente fantastici». (John Sturm)
COSI’ GARA 2:
1 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 35 giri
2 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 0"614
3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 6"087
4 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 7"722
5 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 16"754
6 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 17"205
7 - Jean-Éric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 17"864
8 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 18"312
9 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 19"363
10 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 24"990
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 31"219
12 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 35"367
13 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 38"658
14 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 48"737
15 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 49"110
16 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 59"710
17 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - ABT - 1'03"794
18 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1 giro
Classifica campionato piloti:
1.Wehrlein 169 punti; 2.Dennis 164; 3.Evans 160; 4.Rowland 137; 5.Mortara 137; 6.Da Costa 128; 7.De Vries 115; 8.Cassidy 114; 9.Müller 102; 10.Buemi 97.
Classifica campionato squadre:
1.Jaguar 288 punti; 2.Porsche 271; 3.Mahindra 252; 4.Andretti 229; 5.Citroën 182; 6.Nissan 157; 7.Envision 152; 8.Cupra Kiro 128; 9.DS Penske 91; 10.Lola Yamaha ABT 35.
Classifica campionato costruttori:
1.Porsche 498 punti; 2.Jaguar 400; 3.Stellantis 292; 4.Mahindra 251; 5.Nissan 189; 6.Lola 85.