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Formula E: Wehrlein (Porsche) domina gara 1 e si prende la testa del Mondiale

Londra.  Pascal Wehrlein sceglie il momento più importante della stagione per piazzare una delle vittorie più pesanti del suo percorso in Formula E. Il pilota della Porsche conquista Gara 1 del London E-Prix, al termine di una corsa nella quale velocità, gestione dell’energia e strategia si sono intrecciate fino a consegnargli un successo dal valore enorme. Il tedesco partiva dalla pole position e, dopo una gara costruita con grande attenzione, ha tagliato il traguardo davanti a Jake Dennis, con António Félix da Costa a completare il podio.

Non è soltanto una vittoria. È un successo che cambia la fisionomia del campionato proprio alla vigilia dell’ultima gara della stagione. Wehrlein, infatti, arriva alla bandiera a scacchi con cinque punti di vantaggio su Dennis nella classifica piloti. Il britannico della Andretti, che corre davanti al pubblico di casa e che prima del weekend era al comando del Mondiale, deve così accontentarsi del secondo posto, mentre Mitch Evans resta ancora matematicamente in corsa per il titolo.

La giornata londinese era cominciata nel migliore dei modi per Porsche. Wehrlein aveva conquistato la pole position, mentre Nico Müller aveva portato l’altra Porsche in seconda posizione. Una prima fila tutta interna che ha rappresentato soltanto la seconda doppietta in qualifica nella storia della squadra tedesca in Formula E. Dietro le due vetture di Stoccarda si era piazzato Mitch Evans con la Jaguar, mentre Dan Ticktum aveva ottenuto il quarto tempo. Jake Dennis era invece costretto a partire dalla quinta casella.

Per Wehrlein erano arrivati anche tre punti supplementari grazie alla pole, un dettaglio tutt’altro che secondario in un campionato deciso da distacchi minimi. Dennis, inoltre, aveva dovuto fare i conti con un episodio controverso durante le qualifiche, quando era stato coinvolto insieme a Nyck de Vries in un episodio di impeding con contatto. La situazione non aveva impedito al pilota Andretti di qualificarsi, ma lo aveva costretto a preparare una gara di rimonta.

Allo spegnimento dei semafori Wehrlein non sbaglia nulla. La Porsche scatta dalla pole e mantiene il comando, mentre Müller protegge la seconda posizione. Alle loro spalle Evans prova a rimanere agganciato alle due vetture tedesche, consapevole che Londra rappresenta l’ultima occasione per rimettere in discussione un campionato rimasto aperto fino alla fine. Dennis, invece, deve costruire la propria gara con pazienza.

Il circuito dell’ExCeL aggiunge un elemento particolare alla sfida. La pista londinese è infatti uno dei tracciati più caratteristici del calendario di Formula E: parte all’interno del centro espositivo e poi si sviluppa all’esterno, tra le strade dei Royal Docklands. Un circuito corto, tecnico e impegnativo, nel quale il livello di aderenza può cambiare rapidamente e nel quale la gestione energetica assume un peso decisivo.

Wehrlein lo sa bene e nelle prime fasi non ha bisogno di prendere rischi inutili. Il tedesco detta il ritmo, mentre dietro di lui la lotta per le posizioni comincia lentamente ad accendersi. In Formula E, però, la posizione in pista racconta soltanto una parte della storia. Con il PIT BOOST e l’ATTACK MODE da gestire, il vero equilibrio della gara si costruisce spesso lontano dai tradizionali duelli ruota contro ruota.

Porsche sembra avere il controllo della situazione, ma Jaguar rimane pronta a sfruttare qualsiasi occasione. Evans rappresenta una minaccia concreta e la squadra britannica cerca di mantenere aperta la possibilità di cambiare la strategia durante la finestra delle soste obbligatorie. La partita è ancora lunga e, soprattutto, una neutralizzazione può cambiare completamente il volto della gara. È esattamente ciò che accade quando la corsa entra nella sua fase decisiva.

Lucas di Grassi finisce contro le barriere alla curva 9. La sua Lola Yamaha ABT rimane ferma e la direzione gara è costretta a neutralizzare la competizione con una Full Course Yellow per permettere ai commissari di recuperare la vettura. È un episodio che, in apparenza, potrebbe sembrare soltanto una parentesi nella corsa, ma che invece diventa il momento decisivo del London E-Prix.

La neutralizzazione arriva infatti nel momento perfetto per Wehrlein. La Porsche può effettuare il PIT BOOST mentre il gruppo procede sotto cautela. Quella che normalmente sarebbe una perdita di tempo significativa si trasforma così in una sosta molto meno penalizzante. La squadra tedesca sfrutta alla perfezione la finestra strategica e permette al proprio pilota di mantenere un enorme vantaggio tattico sugli avversari.

È qui che la Gara 1 comincia davvero a prendere la direzione di Wehrlein. Il pilota Porsche torna in pista nella posizione ideale e, una volta ripristinata la normale velocità di gara, può concentrarsi sulla gestione del vantaggio. Dietro di lui, invece, il gruppo deve ancora risolvere la questione delle posizioni e delle strategie. Dennis capisce che quella è la sua occasione per recuperare terreno.

Il britannico non si tira indietro. La sua Andretti comincia a risalire la classifica e Dennis affronta con decisione i duelli che gli si presentano davanti. Il suo obiettivo è chiaro: conquistare il maggior numero possibile di punti e impedire che Wehrlein trasformi la Gara 1 in una fuga definitiva verso il titolo.

La rimonta di Dennis diventa uno degli elementi più interessanti del finale. Il pilota di casa riesce a superare gli avversari che lo precedono e si porta fino alla seconda posizione. Non è abbastanza per impedire la vittoria di Wehrlein, ma è un risultato fondamentale per il campionato.

In una gara normale, un secondo posto potrebbe essere considerato un risultato eccellente. A Londra, invece, ha il sapore di una limitazione dei danni. Dennis era arrivato all’appuntamento conclusivo con la pressione di chi sa di avere tutto il campionato da difendere. Il risultato ottenuto sabato gli permette almeno di rimanere a stretto contatto con il rivale. Davanti a tutti, però, c’è Wehrlein.

Il tedesco non commette errori nella fase finale. La Porsche dimostra di avere la situazione sotto controllo e il vantaggio cresce fino a diventare sufficiente per permettere al pilota di affrontare gli ultimi giri senza dover rispondere agli attacchi degli inseguitori.

La bandiera a scacchi arriva con Wehrlein primo e Dennis secondo, staccato di circa cinque secondi. Da Costa completa il podio e consegna alla Jaguar un risultato prezioso in una giornata importante anche per la lotta tra i costruttori. Per Wehrlein è la terza vittoria della stagione. Ma il numero che conta davvero è quello della classifica iridata. Il successo gli permette di ribaltare la situazione e di presentarsi alla Gara 2 da leader del campionato.

È un cambiamento significativo perché, prima del weekend londinese, la situazione ai vertici era estremamente equilibrata. Dennis comandava con 146 punti, Evans lo seguiva a quota 144 e Wehrlein era terzo con 141. Soltanto cinque punti separavano i primi tre piloti alla vigilia del finale londinese.

Adesso il quadro è cambiato. Wehrlein è davanti a tutti e Dennis deve inseguire. Evans è ancora matematicamente vivo, ma la situazione per il pilota Jaguar si è complicata. Il titolo, comunque, resta aperto fino all’ultima gara. È proprio questo il motivo per cui il risultato di Gara 1 assume un peso enorme. Wehrlein non ha semplicemente vinto una gara: ha conquistato la posizione migliore possibile in vista della sfida decisiva.

La sua prestazione è stata costruita fin dalla qualifica. La pole position gli ha permesso di partire davanti a tutti e di evitare il traffico nelle prime fasi. La prima fila tutta Porsche ha poi dato alla squadra una situazione tattica ideale. La macchina tedesca ha potuto controllare il ritmo e gestire le proprie risorse senza dover affrontare immediatamente una battaglia nelle prime curve.Poi è arrivato il momento della Full Course Yellow.

 In Formula E gli episodi di questo tipo possono trasformare completamente una gara. A Londra è successo ancora una volta. L’incidente di di Grassi ha creato la finestra perfetta per il PIT BOOST di Wehrlein e ha permesso alla Porsche di effettuare la sosta in condizioni estremamente favorevoli.

Da quel momento la corsa ha assunto un’altra fisionomia. Gli avversari hanno dovuto inseguire, mentre Wehrlein ha potuto concentrarsi sulla gestione del vantaggio. Il tedesco ha sfruttato la situazione con freddezza e non ha concesso agli inseguitori una vera occasione per riaprire la lotta.

Dennis, invece, ha dovuto fare il contrario. Ha dovuto attaccare. Il secondo posto finale racconta quindi due gare diverse. Da una parte quella quasi perfetta di Wehrlein, costruita sulla pole, sulla gestione e sulla strategia Porsche. Dall’altra quella di Dennis, costretto a rimontare dalla quinta posizione e capace comunque di arrivare alle spalle del leader.

Per Andretti il risultato ha un valore enorme anche perché mantiene Dennis pienamente dentro la lotta per il titolo. Cinque punti, in Formula E, possono essere recuperati in un attimo. Ma ora il vantaggio psicologico è tutto dalla parte di Wehrlein. Il tedesco ha infatti dimostrato di essere riuscito a trasformare la pressione in rendimento proprio quando la stagione lo richiedeva. La sfida per il titolo è così arrivata all’ultimo atto.

E c’è un ulteriore elemento che rende ancora più particolare il weekend londinese. La Gara 2 sarà infatti l’ultima corsa dell’era GEN3 della Formula E. Dopo questa stagione il campionato entrerà nell’epoca GEN4, con monoposto più leggere e più performanti, e il finale di Londra rappresenta quindi la chiusura di un ciclo tecnico.

Anche il circuito dell’ExCeL è al passo d’addio. La Formula E lascerà Londra per trasferirsi a Brands Hatch nella stagione 2026/27. La pista che ha caratterizzato il finale del campionato per diverse stagioni si prepara dunque a salutare il Mondiale elettrico. E proprio in questo scenario Wehrlein ha scritto una delle pagine più importanti della sua stagione.

Il pilota Porsche era arrivato a Londra da terzo in classifica. Dopo Gara 1 è il leader. In poche ore ha trasformato un distacco di cinque punti dal vertice in un vantaggio di cinque punti sul principale rivale. È una rimonta costruita attraverso la pole position, una partenza senza sbavature, una gestione intelligente della corsa e soprattutto la capacità della Porsche di leggere alla perfezione il momento della neutralizzazione.

Dennis, invece, può guardare alla Gara 2 con la consapevolezza di aver limitato i danni. Il secondo posto gli permette di rimanere vicino al rivale e gli consegna ancora una concreta possibilità di conquistare il titolo davanti al pubblico britannico.

Evans dovrà invece sperare in una combinazione di risultati favorevole, ma il pilota Jaguar non è ancora fuori dai giochi.Tutto, quindi, è rimandato alla domenica.

La Gara 1 ha consegnato a Wehrlein il vantaggio, ma non ancora il titolo. Ha messo Porsche nella posizione migliore, ma non ha chiuso definitivamente la sfida. Dennis ha ancora una possibilità di ribaltare il risultato e Londra, con la sua pista imprevedibile e le sue strategie spesso decisive, è il luogo perfetto per un ultimo colpo di scena.

Il campionato è arrivato al momento in cui ogni dettaglio può diventare decisivo. Un punto conquistato in qualifica, una posizione guadagnata in pista, una neutralizzazione, un sorpasso o una scelta strategica possono cambiare il nome del campione.Per ora, però, il nome davanti a tutti è quello di Pascal Wehrlein.

Il tedesco ha vinto Gara 1 del London E-Prix 2026 e si è preso la leadership del Mondiale. Alle sue spalle c’è Jake Dennis, staccato di cinque punti e pronto a giocarsi tutto nell’ultima gara. Più indietro, ma ancora matematicamente in corsa, c’è Mitch Evans.

La prima sentenza di Londra è dunque arrivata: Wehrlein ha trasformato la pole in vittoria e la vittoria in leadership mondiale.Ora resta una sola gara. Una sola gara per decidere il campione. Una sola gara prima che la GEN3 lasci il posto alla nuova era della Formula E. E all’ExCeL, dopo una Gara 1 dominata dalla strategia Porsche, il Mondiale è pronto a vivere il suo ultimo, definitivo duello.

Hanno detto:

Pascal Wehrlein. «Giornata perfetta, con la Pole Position e la vittoria in gara. Un enorme grazie al team, perché è esattamente così che dovevamo iniziare questo weekend: competitivi in tutte le sessioni di prove, molto competitivi in qualifica, con entrambe le vetture in prima fila. E poi, in gara, ovviamente abbiamo avuto la strategia giusta: fermarci ai box tardi e gestire la situazione nel caso ci fosse stata un’interruzione. Alla fine è successo, quindi ne abbiamo tratto vantaggio. Da lì in poi si trattava semplicemente di portare a casa la vittoria. Il distacco era piuttosto ampio, quindi ho potuto gestire e conquistare questo successo, che era molto importante. Tutto si deciderà nell’ultima gara e oggi abbiamo fatto un lavoro straordinario. Cercheremo di ripeterci domani. Oggi abbiamo completato il 50%, quindi domani sarà molto importante.»

Jake Dennis: «Onestamente, sono davvero contento di come abbiamo gestito la gara come squadra e personalmente. Credo che, sinceramente, il secondo posto fosse il massimo che potessimo ottenere oggi. Una volta riuscito a superare Dan [Ticktum], alla fine, la gara è diventata abbastanza semplice. Io e Pascal [Wehrlein] eravamo piuttosto simili per quanto riguarda l’energia, ma credo che ci siano state diverse situazioni che ci hanno complicato le cose, come Nico [Mueller] che rallentava. Però, onestamente, siamo ancora in corsa per domani. È tutto ciò che possiamo fare. Avrebbe potuto facilmente andare nella direzione opposta: avremmo potuto finire 15°. Invece siamo arrivati secondi, abbiamo fatto dei bei sorpassi e la macchina è competitiva. Spero soltanto che domani sia una sfida corretta. Insomma, è davvero una situazione da “vincere o andare a sbattere”. Ci siamo già trovati in questa situazione e l’ho sempre detto: nessuno si ricorda del secondo classificato. Quindi voglio scendere in pista e provare a vincere questa cosa. Gomiti larghi.»

António Félix da Costa: «Abbiamo visto i giochi che stava facendo Porsche, ma avevano la posizione in pista necessaria per farlo. Non è necessariamente quello che vogliamo vedere e l’ho già sentito dire da altre persone: che fossero giochi sporchi. Ma li hanno fatti, quindi va bene così. Purtroppo per Mitch [Evans], è stato davvero sfortunato con il tempismo della Full Course Yellow. Io sono stato fortunato: sono riuscito a rientrare ai box durante l’interruzione e, sì, a conquistare questa posizione in pista nelle prime posizioni. Poi c’è stata una bella battaglia con Dan [Ticktum]. Questa volta siamo stati un po’ più corretti rispetto all’ultima! Lui si è comunque mosso un po’, ma sono contento di aver conquistato il podio e di aver mantenuto in vita il campionato costruttori. Domani sarà una giornata divertente e tesissima. Un vantaggio di cinque punti non significa nulla. Con due vetture che conquistano punti per ciascun team, la situazione può cambiare molto, molto rapidamente, sia in positivo che in negativo. Quindi, abbiamo il ritmo, abbiamo il pacchetto giusto, e anche loro. Domani sarà davvero una bella sfida.»

Taylor Barnard: «Segnare i miei primi punti davanti al pubblico di casa è una sensazione davvero speciale, soprattutto perché abbiamo disputato una delle nostre migliori gare dall’inizio della stagione. Siamo stati un po’ fortunati con la procedura di Full Course Yellow, perché siamo riusciti a effettuare il nostro PIT BOOST nel momento giusto. Un grande grazie al team per tutto il lavoro che ha fatto. Domani ci concentreremo sull’obiettivo di migliorare le nostre prestazioni in qualifica e di confermare il buon risultato ottenuto sabato.»

Maximilian Günther: «Partire dall’ultima fila e riuscire a chiudere al 12° posto è stata una buona rimonta. Tuttavia, oggi avevamo ancora il potenziale per fare meglio. Siamo stati penalizzati dalla procedura di Full Course Yellow durante la finestra dei pit stop, perché in quel momento il team poteva ovviamente occuparsi di una sola vettura. Ora dobbiamo prepararci al meglio per la gara di domani. Speriamo di essere competitivi in qualifica e poi di chiudere la stagione nel migliore dei modi.»

Nick Cassidy: «È stata una gara difficile oggi e alla fine abbiamo chiuso al 9° posto. Credo che come squadra abbiamo fatto un buon lavoro e che abbiamo collaborato molto bene, ma la Full Course Yellow ha complicato le cose e ha condizionato lo svolgimento della gara. Abbiamo continuato a lottare fino alla fine e siamo riusciti a portare a casa alcuni punti. Grazie a tutti i membri del team per il duro lavoro. Ora ci concentreremo sulla gara di domani, cercando di chiudere la stagione nel migliore dei modi.»

Jean-Éric Vergne: «La qualifica è andata abbastanza bene e sono partito dalla P8. Ho avuto un’ottima partenza e sono riuscito a risalire fino alla P6, ma dopo è andato storto tutto ciò che poteva andare storto. Ho attivato l’Attack Mode poco prima della Full Course Yellow, permettendo così alle vetture davanti a me di beneficiare della situazione, mentre noi abbiamo perso molto tempo e diverse posizioni. Anche la parte finale della gara è stata un po’ caotica, quindi è stata semplicemente una di quelle giornate in cui le cose non vanno per il verso giusto. Stasera resetteremo tutto e guarderemo alla gara di domani come a una nuova opportunità.» (John Sturm)

 Gara 1

1 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 39 giri

2 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 5"777

3 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 22"308

4 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 23"729

5 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 24"480

6 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 27"579

7 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 28"969

8 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 30"540

9 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 31"547

10 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 33"880

11 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 41"574

12 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 41"964

13 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 42"361

14 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 47"982

15 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 58"243

16 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1 giro

Classifica campionato piloti

1.Wehrlein 169; 2.Dennis 164; 3.Evans 148; 4.Rowland 134; 5.Da Costa 128; 6.Mortara 126; 7.Cassidy 106; 8.Müller 102; 9.De Vries 94; 10.Buemi 87.

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