Formula E: sul circuito del mito la strategia premia Oliver Rowland e la Nissan

Montecarlo. Montecarlo non perdona mai. Tra gli stretti muretti del Principato, dove la storia dell'automobilismo trasuda da ogni singolo guardrail, la Gara 2 della Formula E non ha smentito le caratteristiche di questo campionato che sta riscuotendo sempre maggiore successo e interesse e lo dimostrano le tribune sempre più stracolme: nessun rombo di pistoni, ma solo il sibilo elettrico e il rumore del carbonio strappato ad accompagnare una corsa che, dal primo all'ultimo giro, ha tolto il respiro agli spettatori non solo a quelli sulle tribune.
Il copione iniziale sembrava scritto per Dan Ticktum e la sua Cupra Kiro. Il britannico aveva pennellato una qualifica perfetta, strappando la pole position ad António Félix Da Costa per un'inezia. Ma a Monaco, si sa, la partenza dal palo è una promessa illusoria se non supportata dai nervi saldi. E la leadership di Ticktum è svanita presto inghiottita dalla frenesia di chi, alle sue spalle, aveva fame di gloria.
L'equilibrio si è spezzato irrimediabilmente alla Nouvelle Chicane. Edoardo Mortara, con una staccata al limite dell'impossibile e, forse, della ragione, si è lanciato in un attacco scriteriato, finendo per speronare l'incolpevole Da Costa. Le ambizioni del portoghese si sono sgretolate sull'asfalto assieme ai detriti della sua vettura, facendolo sprofondare nelle retrovie, mentre la direzione gara abbatteva su Mortara la scure di dieci inesorabili secondi di penalità.
In quel momento di caos, Nico Müller ha provato a calare il jolly. Lo svizzero, con una strategia aggressiva e azzardata, ha attivato l'Attack Mode prima di tutti, lanciandosi in una danza furiosa tra i cordoli che lo ha proiettato dall'undicesima fino alla prima posizione. Un lampo di pura adrenalina, destinato però a consumarsi in fretta perché, mentre gli altri si sfidavano a viso aperto in una vera e propria battaglia sportiva, Oliver Rowland tesseva la sua tela.
Partito dall'ottava casella, l'inglese della Nissan è stato il vero scacchista della gara. Paziente, glaciale e calcolatore, ha amministrato l'energia della sua batteria come un alchimista, scivolando via indenne mentre intorno a lui andava in scena il disastro: Norman Nato a muro, Buemi e Günther aggrovigliati al tornantino del Loews, contatti ruvidi tra Vergne e Müller.
Ogni scontro, ogni Full Course Yellow, è stato per Rowland un tassello in più verso il capolavoro. Quando il gruppo di testa ha iniziato a soffrire la sete di energia, l'inglese è balzato al comando con una spinta implacabile. Dietro di lui, l'inossidabile leader iridato Mitch Evans e l'opportunista Felipe Drugovich raccoglievano i frammenti della battaglia per piazzarsi sul podio.
Il destino ha voluto che fosse ancora un botto, l'ennesimo di Barnard contro le barriere a due giri dal termine, a far calare definitivamente il sipario. Dietro la safety car, Oliver Rowland ha potuto finalmente alzare le braccia al cielo: non ha conquistato Monaco con la forza ma con la lucidità dei campioni, scrivendo una pagina di pura magia sul circuito del mito.
La top ten se la sono spartiti Nissan, Porsche, Jaguar, Mahindra. Fa impressione l’assenza di Kupra e soprattutto di Citroen con Vergne e Cassidy a occupare addirittura le due ultime posizioni mentre DS Automobiles ha fatto meglio (si fa per dire, con il tredicesimo posto di Gunther e il 15esimo di Barnard. Che succede all’interno del motorsport Stellantis che mai nella sua storia ha messo a segno una serie di risultati così negativi perdipiù nella gara di casa?
Commenti di due “ospiti”:
Lando Norris, campione del mondo piloti di Formula 1: "Questa è la prima gara in assoluto di Formula E a cui assisto e sono entusiasta! Ci sono un sacco di ragazzi che conosco che corrono qui e le gare sono sempre belle da vedere: c'è sempre caos, carneficina ed è sempre imprevedibile – tutto ciò che si desidera dal motorsport! Sono cresciuto con molti di questi ragazzi o ci ho corso insieme. Il livello dei piloti qui è altissimo, il meglio che si possa trovare. Stai guardando una categoria che ha atleti di altissimo livello, tra i migliori al mondo – è qualcosa che mi piace guardare e di cui mi piace far parte.In futuro avevo in programma di fare qualche giro su una vettura di Formula E. Ho parlato con Jake [Dennis] e con altri ragazzi che hanno guidato qui. Non tutto è correlato tra le due categorie Formula 1 e Formula E] ma ci sono sempre cose che si possono imparare parlando e ascoltando i piloti che sono al vertice di questa disciplina."
David Coulthard,ex pilota di F1: "Questa è la più grande accelerazione che abbia mai provato a Monaco. Pensando a dove l'ho portata io rispetto a quello che faranno questi ragazzi... Loro proveranno qualcosa che nessuno ha mai sperimentato nelle corse. Sono senza parole! Che macchina! Non si possono assolutamente paragonare la GEN3 e la GEN4. La GEN3 e la GEN3 Evo sono lo stato dell'arte per la loro epoca, ma la GEN4 con la trazione integrale... ogni uscita di curva è un'accelerazione mai vista prima. Una volta superato il punto di corda, ti rendi conto che la macchina può sopportare tutto ciò che le chiedi. Semplicemente non è normale. Sta ridefinendo il concetto stesso di auto da corsa. Ho guidato molte vetture nel corso degli anni e ho un'idea di come possa essere la trazione integrale, ma un'auto sotto i 1000 kg con oltre 800 cavalli vecchio stile... beh, è uno scatto impressionante. La prima volta che ho attraversato il tunnel è stato come l'iperguida di Star Wars! Ci sono passato migliaia di volte, ma mai in quel modo."
I commenti dei protagonisti a fine gara:
Oliver Rowland: "È passato quasi un anno dall'ultima volta che sono salito sul gradino più alto del podio. È stata una gara pazzesca, alcuni piloti hanno deciso di adottare strategie diverse, io ho mantenuto un ritmo elevato. È stato davvero difficile mantenere la disciplina: sapevo che dovevamo rispettare dei target di energia più alti, ma restare disciplinati e tenersi fuori dai guai è stato fondamentale per noi. Non si sa mai se entrerà una safety car, il che fa alzare i target. Ero piuttosto sicuro di quello che stavo facendo e la squadra mi ha tenuto costantemente informato. Ero fiducioso."
Felipe Drugovich: "È fantastico ottenere questo risultato in questa pista, adoro questo posto. Penso di essere andato a podio ogni volta che ho corso qui, quindi sono felice di mantenere viva questa striscia. Che posto per ottenere il mio primo podio in Formula E, ne sono davvero, davvero felice. Un grande ringraziamento alla squadra che ha avuto pazienza con me nei primi round, quando non ero minimamente vicino al podio, e ora stiamo facendo grandi cose, quindi grazie a loro."
António Félix da Costa: "Non so se essere felice o arrabbiato per la quantità di volte in cui sono stato tamponato in questa stagione e per le gare che ci sono state sottratte in questo modo; non potevo crederci, proprio al primo giro, quando pensavo che gli altri se la stessero ancora prendendo con calma. Sono stato colpito da dietro, sono andato in testacoda e sono finito in fondo al gruppo, ma grazie a una buona strategia della squadra e prendendomi molti rischi, come potete vedere dalla mia macchina, sono riuscito a risalire davanti. Devo rivedere l'accaduto, ma penso che la Full Course Yellow sia uscita in un momento favorevole per me, quella iniziale, e poi si è trattato solo di gestire l'energia fino alla fine. Congratulazioni a questi ragazzi, è stata una gara fantastica, e sono felice di essere sul podio oggi con loro dopo quello che è successo."
Cyril Blais, Team Principal Citroen Racing Team: "Inutile girarci intorno, è stato un fine settimana impegnativo per la squadra. Oggi ci sono stati dei segnali incoraggianti in qualifica, in particolare da parte di Jean-Éric, ma non siamo riusciti a tradurli in risultati in gara. Entrambi i piloti hanno faticato a trovare fiducia nella vettura, specialmente in frenata, e in Formula E questo fa una differenza significativa. Gli incidenti durante la gara hanno aggravato la situazione. Ora dobbiamo fare tesoro di quanto imparato a Monaco, riorganizzarci e tornare più forti al prossimo appuntamento."
Nick Cassidy: “È stata una giornata dura nel complesso. Eravamo già in difficoltà durante le FP3, lottando con il bilanciamento e la confidenza in frenata, e questo ha reso le cose difficili fin dall'inizio. Il contatto a metà gara ha di fatto azzerato le nostre possibilità, il che è deludente. C’è chiaramente del lavoro da fare, ma abbiamo imparato molto in questo fine settimana e sfrutteremo questa esperienza per il futuro."
Jean-Éric Vergne: "Le qualifiche sono state un aspetto davvero positivo per noi oggi e partire dalla P4 ci ha dato una buona opportunità, ma purtroppo non siamo riusciti a concretizzarla in un risultato. Ho faticato a trovare fiducia sui freni durante la gara e, dopo il contatto, è stato molto difficile recuperare. È frustrante perché abbiamo mostrato del potenziale, ma dobbiamo capire perché non siamo riusciti a portarlo in gara."
Edoardo Mortara: “Abbiamo preso una penalità per il contatto con Antonio Félix da Costa che è andato in testacoda mentre stavamo lottando con Jean-Éric Vergne. Mi scuso con Antonio per l'accaduto, ma la Formula E è piena di questi momenti in cui si corre fianco a fianco e, se spingi anche solo di pochi centimetri di troppo, puoi causare il caos. Sfortunatamente, questo ci è costato un podio qui a Monaco. Questo è l'aspetto negativo. Da quello positivo, abbiamo dimostrato di avere una buona macchina. Siamo stati competitivi sia in qualifica che in gara. Questo è un ottimo segno in vista delle prossime corse. Con la vettura che ho a disposizione quest'anno, sento che tutto è possibile.”
Nyck de Vries: “Nel complesso è stato un fine settimana positivo. Oggi è stata ovviamente una giornata impegnativa, partendo dalla quindicesima posizione, ma siamo riusciti a portare a casa qualche punto e penso che vada bene così. Qui a Monaco siamo stati in grado di mostrare chiaramente il passo della vettura, quindi credo che questo sia l'aspetto su cui dobbiamo concentrarci in vista delle restanti gare di questa stagione.”
Dan Ticktum: “Questo weekend mi lascia sensazioni contrastanti. Conquistare due pole position consecutive è stato un risultato incredibile sia per me che per la squadra, ma le gare non sono andate nel modo ideale. È stato un insieme di fattori: la macchina era difficile da guidare con le gomme calde e ci sono state alcune decisioni strategiche generali, quindi sì, un fine settimana a metà. Dobbiamo rimetterci al lavoro e capire perché fatichiamo così tanto quando le temperature degli pneumatici si alzano, ma sono davvero orgoglioso di tutti per la doppia pole e non vedo l'ora di correre a Sanya.”
Pepe Martí: “Oggi non è stata una gran gara. Non essere entrati nei duelli in qualifica è stata un'opportunità mancata e poi in gara, pur essendo vicini a un buon risultato, abbiamo faticato molto. Abbiamo fatto fatica a rimontare e abbiamo faticato anche a gestire l'energia rispetto agli altri piloti intorno a noi. Fa schifo finire il weekend con un DNF (ritiro), soprattutto dopo il podio di ieri, ma sono entrato in curva affiancato a Nick [Cassidy] e lui era in Attack Mode, quindi non avevo intenzione di difendere la posizione in modo troppo aggressivo. C'è stato un contatto, le ruote si sono incastrate e non ho potuto fare nulla per evitarlo. Voltiamo pagina e pensiamo alla prossima gara a Sanya.” (Marc Canone)
Così all’arrivo di gara 2:
1 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 28 giri
2 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1"165
3 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 3"448
4 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 10"442
5 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 10"891
6 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 17"854
7 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 18"073
8 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 18"380
9 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 18"950
10 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 19"622
11 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 19"895
12 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 21"119
13 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 29"160
14 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 41"244
15 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 45"359
16 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 54"175
17 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'06"715
18 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'08"04
Classifica campionato piloti:
1.Evans 128 punti; 2.Rowland 109; 3.Mortara 103; 4.Wehrlein 101; 5.Müller 81; 6.Da Costa 80; 7.Dennis 74; 8.Cassidy 71; 9.Buemi 65; 10.De Vries 41.