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Formula E: trionfo Jaguar, incredibile rimonta di Mitch Evans in gara 2, deludono Porsche, Citroen e DS

Berlino. Lo storico e ruvido cemento dell'aeroporto di Tempelhof ha fatto da cornice a una Gara 2 al cardiopalma per l'E-Prix di Berlino, ottavo round del Campionato Mondiale ABB FIA Formula E. In una domenica dove l'imprevedibilità ha regnato sovrana, a spuntarla in un finale ad altissima tensione è stato il neozelandese Mitch Evans. Il pilota della Jaguar ha conquistato una vittoria che ha il sapore dell'impresa, regalando al team britannico un successo fondamentale in ottica iridata al termine di una gara pazzesca.

La giornata era iniziata sotto una luce completamente diversa, illuminata dal talento del padrone di casa Wehrlein. Il pilota della Porsche aveva entusiasmato il pubblico tedesco conquistando al mattino una splendida pole position, battendo in qualifica la sorprendente DS Penske di Barnard e la Citroën di Nick Cassidy.

Allo spegnimento dei semafori, Wehrlein è scattato perfettamente, cercando di imporre il proprio ritmo e gestire l'energia fin dalle prime battute, fattore critico su un tracciato noto per l'elevato degrado degli pneumatici. Tuttavia, come da tradizione in Formula E, la gara si è presto trasformata in un'estenuante partita a scacchi a 300 km/h. Il gruppo è rimasto incredibilmente compatto, con un continuo rimescolamento delle posizioni agevolato dalle strategie legate all'Attack Mode e ai Pit Boost.

È proprio in questa fase centrale di puro caos tattico che Mitch Evans ha iniziato a tessere il suo capolavoro. Partito dalle retrovie dopo una qualifica a dir poco disastrosa che lo aveva relegato alla 17esima piazzola in griglia, il "Kiwi" della Jaguar ha orchestrato una rimonta che rimarrà negli annali della categoria. Sfruttando al millimetro l'energia immessa e immagazzinata nella prima metà di gara e dimostrando un tempismo perfetto nell'attivazione della potenza extra, Evans ha iniziato a risalire il gruppo, sorpasso dopo sorpasso.

Nel frattempo, la corsa perdeva inesorabilmente alcuni dei suoi grandi protagonisti. Una collisione ha costretto al ritiro anticipato Cassidy (Citroën), compromettendo pesantemente le ambizioni in campionato del neozelandese, mentre anche l'olandese Nyck de Vries (Mahindra) è stato costretto ad alzare bandiera bianca prima del traguardo, chiudendo anzitempo un weekend complicato.

Nelle battute finali, la battaglia per la vittoria si è definitivamente infiammata. Evans, spinto da un passo gara inarrestabile, si è sbarazzato della concorrenza residua prendendo il comando delle operazioni con autorità. Alle sue spalle, il britannico Rowland ha estratto letteralmente il massimo dalla sua monoposto Nissan, riuscendo a difendere la seconda posizione con i denti dagli attacchi finali.

Pascal Wehrlein, che aveva accarezzato il sogno della vittoria casalinga partendo dalla pole, ha dovuto cedere il passo al degrado e alla gestione dell'energia, accontentandosi comunque di un terzo posto davanti alla propria tifoseria, portando a casa punti vitali per la classifica Costruttori della Porsche.

Ai piedi del podio ha chiuso un arrembante Sébastien Buemi (Envision Racing), autore di una corsa di esperienza, seguito dalla seconda Nissan di Norman Nato, che certifica l'ottima domenica della casa giapponese. Sesta piazza per il campione del mondo in carica Jake Dennis (Andretti), capace di un'altra gestione energetica brillante, davanti a Edoardo Mortara (Mahindra), Jean-Éric Vergne (Citroën) e Felipe Drugovich (Andretti), nono. A chiudere la top 10 e la zona punti è stato lo svedese Joel Eriksson (Envision).

Il trionfo di Evans a Berlino rimescola prepotentemente le carte nella corsa al titolo, dimostrando ancora una volta che nel campionato 100% elettrico nulla è scontato fino all'ultima curva. La Jaguar esce dalla trasferta tedesca con rinnovata ferocia, pronta a ricaricare le batterie in vista dei prossimi decisivi appuntamenti europei di una dodicesima stagione sempre più elettrizzante.

I VOTI:

Jaguar TCS Racing - Voto: 10. Al momento sono il team di riferimento assoluto sul passo gara. La loro powertrain ha un'efficienza energetica impressionante, e la lucidità strategica mostrata ai box per orchestrare la rimonta di Evans dalla 17esima piazza è stata magistrale. Hanno lanciato un messaggio spaventoso alla concorrenza: anche quando sbagliano completamente la qualifica, hanno il potenziale tecnico per dominare la domenica.

Nissan Formula E Team - Voto: 8,5. Ottimi, davvero. Sono stati la vera spina nel fianco per chi puntava alla vittoria. Rowland ha guidato in modo sublime, sfruttando ogni milliwatt e difendendo la posizione con i denti. Aggiungendo la top 5 di Nato, la squadra giapponese certifica di avere tra le mani un pacchetto vettura estremamente competitivo e solido.

TAG Heuer Porsche - Voto: 7. Da un lato c'è l'indiscutibile velocità pura sul giro secco, confermata dalla splendida Pole Position di Wehrlein. Dall'altro, si è palesato un limite evidente nella gestione del degrado degli pneumatici e dell'efficienza nel corpo a corpo. Portano a casa un podio fondamentale per il Costruttori davanti al pubblico amico, ma scattando dal palo il sapore è decisamente quello dell'occasione persa.

Envision Racing & Andretti - Voto: 7. Le due squadre si confermano i "mastini" della griglia. Forse in questo weekend è mancato il guizzo per lottare per la vittoria pura, ma l'immensa esperienza di volpi come Buemi (4°) e del campione in carica Dennis (6°) ha compensato alla grande, massimizzando il risultato attraverso una gestione energetica impeccabile.

DS Penske - Voto: 6. Un weekend a due facce, fatto di grandi illusioni e ritorni alla dura realtà. La qualifica mattutina è stata esaltante, con un Barnard in stato di grazia capace di piazzare la monoposto a un soffio dalla pole di Wehrlein e far sognare il box. In gara, però, la brillantezza sul giro secco si è scontrata con un passo decisamente meno solido. La vettura ha mostrato una certa vulnerabilità nel corpo a corpo e una gestione strategica dell'energia non ancora all'altezza di Jaguar o Nissan nelle fasi di Attack Mode. Barnard ha lottato con il coltello tra i denti, ma è stato inesorabilmente risucchiato dal gruppo chiudendo appena fuori dalla zona punti. Manca ancora quel salto di qualità nell'efficienza in gara per concretizzare le ottime prestazioni della mattina

Citroën - Voto: 5. Un weekend da dimenticare in fretta, o perlomeno da analizzare severamente. Nonostante gli ottimi lampi in qualifica (Cassidy in top 3), la gara è stata disastrosa. Il ritiro di Cassidy per incidente è una mazzata durissima per le sue ambizioni iridate, e i punticini raccolti da Vergne servono solo a muovere la classifica. Vergne oramai è un fuoco…di paglia.  C'è bisogno di molta più concretezza.

Mahindra - Voto: 4,5. Continuano a soffrire. Il ritiro di de Vries e una gara anonima per Mortara nelle retrovie dimostrano che il team indiano sta ancora faticando a trovare la quadra in una stagione che si sta rivelando più in salita del previsto.

HANNO DETTO:

Mitch Evans: "Questa per me segna la sedicesima vittoria. A livello di strategia, partivamo dalle retrovie, quindi abbiamo azzardato l'uso di un set di gomme nuove. Penso che questo abbia aiutato un po', ma anche l'essere pazienti in gara e lasciare che le occasioni si presentassero da sole. Ho visto un paio di piloti intorno a me quando Oliver [Rowland] ha anticipato un po' l'attacco, ma ho avuto ottime indicazioni dal team: mi hanno detto di rimanere paziente per poi sferrare un grande attacco alla fine, ed è servito. Tutto il merito va alla squadra per avermi guidato in questa impresa. Non me lo aspettavo di certo quando mi sono svegliato oggi.In macchina devi leggere bene la gara e capirne le sensazioni, ma ho un team fantastico alle mie spalle. Facciamo molta preparazione pre-gara, e anche durante; non dipende tutto da una sola persona: è uno sforzo collettivo. Penso che negli anni della GEN3 si sia visto che, a prescindere che si tratti di me o di altri piloti alla guida della Jaguar TCS Racing, alla fine di questo tipo di gare siamo sempre lì davanti. Tutto il merito al team; oggi è stato davvero un lavoro di squadra."

Oliver Rowland: "Sabato stavamo discutendo di strategia e abbiamo preso la coraggiosa decisione di non usare le gomme nuove in qualifica, perché sentivamo che i quattro pneumatici [nuovi, in gara] avrebbero potuto rappresentare un vantaggio, oltre al fatto di partire dietro e risparmiare così molta energia. Il momento difficile era decidere quando spingere, e penso che all'inizio siamo riusciti a risparmiare parecchia energia: siamo stati in grado di farci strada verso le prime posizioni. Ho avuto un paio di piccoli problemi alla fine con l'ultimo ATTACK MODE, che probabilmente mi hanno impedito di vincere, ma devo essere davvero felice del fine settimana e del secondo e terzo posto [nei due round]. È stato un ottimo modo per riprenderci: avanti con Monaco. Ci sono ancora alcune cose su cui devo lavorare a livello personale nel giro secco, cercando semplicemente di tirare fuori qualcosina in più dalla macchina, ma credo fermamente che cinque podi su otto gare non sia un cattivo modo per iniziare l'anno, quindi penso che ce la giocheremo fino alla fine."

Pascal Wehrlein: "Prima di tutto, oggi è stata una giornata fantastica con il primo posto in qualifica e l'arrivo a podio. Di nuovo una buona giornata, una bella gara, un buon passo, e sia Mitch [Evans] che Oli [Rowland] avevano gomme fresche per la gara, quindi in pratica è come se non avessero fatto la qualifica, il che rappresenta un vantaggio. Ero di fatto la prima macchina con gomme usate, quindi possiamo esserne felici."

Taylor Barnard: "Il team ci ha dato una vettura incredibile per le qualifiche di oggi e siamo stati ripagati con un fantastico secondo posto in griglia. Ma, come abbiamo purtroppo già visto spesso in questa stagione, abbiamo faticato a trovare il giusto passo in gara per concretizzare questa posizione in un risultato. Per Monaco, il nostro focus dovrà essere questo. Quindi ora tutte le nostre energie sono rivolte al prossimo evento."

Maximilian Günther: "Sono deluso da come si è concluso il weekend. Avevamo costruito una buona gara e avevamo la possibilità di portare a casa punti importanti, fino a quando non abbiamo avuto un problema durante la procedura di Full Course Yellow. La nostra strategia era buona e abbiamo davvero dato il massimo. Resto comunque ottimista per Monaco. Abbiamo mostrato un ottimo passo sul giro secco a Berlino, come si è visto dalla nostra prestazione nelle prove libere. Ora dobbiamo solo fare tutto il possibile per trasformare questo grande potenziale in ottimi risultati!"

Dan Ticktum: "Oggi abbiamo azzeccato la strategia partendo dal fondo, ma una volta che le gomme si sono surriscaldate, non avevamo più aderenza. Purtroppo, Tempelhof è uno dei circuiti peggiori per la gestione delle temperature degli pneumatici e non credo che avremmo potuto fare molto di più. È deludente, ma ho fiducia che a Monaco avremo più passo e che dovremmo essere in grado di conquistare dei buoni punti."

Pepe Martí: "Oggi è stata una di quelle giornate che non vorresti mai vivere. Avevamo la strategia giusta e quando è arrivato il momento di farci strada, mi si è presentata la scelta tra sopravvivere e attaccare di nuovo al giro successivo, oppure rischiare di essere buttato fuori. Oggi ho scelto di sopravvivere e mi ritrovo con una macchina pulita e intatta, ma ne sono uscito senza punti, quindi non so se cambierò il mio approccio per la prossima volta in cui avremo una gara di gruppo [pack race]. È stata una gara sfortunata, ma in questo momento ci stiamo muovendo nella giusta direzione, la squadra sta facendo un ottimo lavoro, la strategia è sempre buona e il passo sul giro secco c'è sicuramente. Ci riorganizzeremo per cercare di fare punti a Monaco."(John Sturm)

Così all’arrivo:

1 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 37 giri

2 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 0"822

3 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1"111

4 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1"639

5 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 4"424

6 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 5"940

7 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 6"325

8 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 7"604

9 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 8"491

10 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 8"965

11 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 10"216

12 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 11"712

13 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 12"747

14 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 13"212

15 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 14"774

16 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 14"873

17 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 15"342

18 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 36"559

Classifica campionato piloti:

1.Wehrlein 101 punti; 2.Evans 98; 3.Mortara 93; 4.Rowland 83; 5.Müller 75; 6.Cassidy 69; 7.Dennis 66; 8.Da Costa 65; 9.Buemi 55; 10.Martí 25.

 

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