Capolavoro di Nico Müller: prima vittoria in Formula E, anche Citroen e Nissan sul podio

Berlino. Il Tempelhof Airport si tinge dei colori della Porsche, ma a trionfare in Gara 1 del Berlin E-Prix non è il beniamino di casa atteso alla vigilia, bensì lo svizzero Nico Müller. Con una prestazione maiuscola, caratterizzata da una gestione dell'energia e del passo gara letteralmente chirurgica, Müller ha conquistato oggi la sua primissima vittoria nel campionato mondiale Formula E. Un trionfo dal sapore incredibilmente dolce per la casa di Stoccarda, che festeggia un risultato di immenso prestigio proprio davanti al pubblico amico e consolida il suo strapotere tecnico.
La corsa, valida come settimo round di questa spettacolare stagione, ha offerto i consueti colpi di scena fin dal via. Allo spegnimento dei semafori, l'attenzione del pubblico era tutta per la prima fila, monopolizzata da Mortara (su Mahindra) e da Wehrlein (Porsche). Mortara, straordinario in mattinata nel centrare la sua quarta pole position in carriera su questo specifico e ruvido circuito, è scattato in modo impeccabile, mantenendo salda la leadership nelle primissime fasi di gara e tenendo a bada un gruppo di inseguitori compatto e subito molto aggressivo. Ma ancora una volta la pole position non gli avrà portato fortuna.
La prima delusione della giornata si è però arrivata poco dopo e ha avuto come protagonista proprio Pascal Wehrlein. Il pilota tedesco, uno dei principali candidati al titolo e grandissimo favorito sulla carta per la vittoria odierna, è stato vittima di una foratura. Un imprevisto che ha compromesso irrimediabilmente la sua gara, costringendolo a una sosta ai box d'emergenza che lo ha fatto sprofondare nelle retrovie. Wehrlein ha tagliato il traguardo in un'anonima diciannovesima posizione: una battuta d'arresto pesantissima in ottica iridata.
Uscito di scena il capitano, è stato Müller a caricarsi tutto il peso e l'orgoglio della Porsche sulle spalle. Sfruttando alla perfezione il tempismo per le attivazioni dell'Attack Mode e calcolando magistralmente le scie nel gruppo di testa, lo svizzero ha preso il comando delle operazioni nella seconda metà della gara. Nel finale, Müller ha dovuto respingere con i denti gli assalti feroci di uno scatenato Cassidy: il neozelandese della Citroën ci ha provato in ogni modo a sferrare l'attacco decisivo, ma si è dovuto accontentare della piazza d'onore, confermando comunque un eccellente stato di forma.
A completare il podio è stato Rowland. L'inglese della Nissan ha tirato fuori i muscoli in una gara che è diventata sempre più tattica con il passare dei giri, riuscendo a tenersi alle spalle un combattivo Mortara. Il pilota svizzero della Mahindra, pur sognando di convertire la partenza dal palo in una vittoria, porta a casa un quarto posto che vale oro. I punti incamerati oggi, infatti, uniti al pesantissimo "zero" del rivale Wehrlein, gli consentono di balzare in testa alla classifica generale del campionato piloti.
Alle spalle del quartetto di testa ha chiuso Dennis (Andretti), che ha preceduto sotto la bandiera a scacchi la Jaguar di Evans e la Cupra Kiro di Marti. Hanno completato la zona punti Barnard (DS Penske), Nyck de Vries (Mahindra) e Antonio da Costa (Jaguar), il quale ha strappato il decimo posto dopo una qualifica molto difficile in cui non era riuscito ad accedere alla fase dei duelli.
Ecco una rapida analisi del rendimento delle principali scuderie protagoniste di Gara 1 sull'asfalto del Tempelhof:
Porsche: da un lato c'è l'enorme soddisfazione per la vittoria in casa e la conferma di una monoposto tecnicamente al vertice, capitalizzata al massimo da un perfetto Nico Müller. Dall'altro, pesa tantissimo lo zero di Wehrlein (19° per foratura): un colpo di sfortuna che è costato caro nella rincorsa al titolo piloti.
Mahindra: concreta e veloce. La vettura ha confermato di avere un passo micidiale sul giro secco con la pole position di Mortara. In gara è forse mancato il guizzo finale per tenere dietro i primissimi, ma il 4° posto di Mortara (che vale la leadership mondiale) e i punti portati a casa da de Vries certificano uno stato di grazia per il team indiano.
Citroën: aggressiva e bilanciata. Cassidy ha lottato come un leone, sfiorando il colpaccio. Il secondo posto è la prova che la monoposto francese ha un'ottima gestione dell'energia e non ha alcun timore reverenziale verso Porsche sempre che dal box non vengano sbagliate le strategie. Vergne oramai ha iniziato il viale del tramonto, sembra quasi disinteressato.
Nissan: il podio di Rowland è il risultato dell'esperienza del campione in carica unita a una vettura che, sulla distanza di gara e nella gestione della bagarre, si conferma una certezza granitica.
Jaguar: una qualifica opaca ha compromesso la gara di entrambi i piloti, costringendoli a correre in difesa. I piazzamenti di Evans e la bella rimonta di Da Costa (fino al 10° posto) servono a limitare i danni e muovere la classifica, ma per Gara 2 servirà ritrovare esplosività al sabato mattina.
Andretti, Cupra Kiro : Hanno fatto il loro lavoro in modo pulito, inserendo Dennis, Marti e Barnard nella top 10. Si confermano pronte ad azzannare ogni punto lasciato per strada dai top team.
DS Penske: il team franco-americano esce dal sabato del Tempelhof con sensazioni contrastanti e l'impressione di dover ancora sbloccare il pieno potenziale della propria monoposto su questo tracciato atipico. Barnard: il giovane britannico ha disputato una gara matura e cerebrale. Partendo a metà schieramento, ha saputo tenersi fuori dai guai nel sempre caotico pacchetto di mischia di Berlino, gestendo l'energia con grande precisione fino a centrare una solida zona punti. Ha capitalizzato al massimo ciò che la vettura gli permetteva oggi. Gunther sembra un pilota che ha già dato il meglio e che vive alla giornata, un po’ come il team che tra tre mesi lascerà per fare posto ai cugini della Opel.
Il double-header di Berlino è però arrivato soltanto a metà dell'opera. Domani le monoposto elettriche torneranno a sfrecciare tra i lunghi curvoni e i rettilinei del Tempelhof per Gara 2 (Round 8). C'è da aspettarsi una feroce voglia di riscatto da parte degli sconfitti di oggi, con Wehrlein pronto a tutto per recuperare terreno e Mortara chiamato subito a difendere la sua neonata leadership mondiale. Ma,al momento, sotto il cielo della capitale tedesca, la scena è tutta per Nico Müller e per un trionfo lungamente atteso. (John Sturm)
Così all’arrivo:
1 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 39 giri
2 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 4"798
3 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 5"252
4 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 5"898
5 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 8"117
6 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 8"917
7 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 10"142
8 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 10"529
9 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 11"141
10 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 13"051
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 13"836
12 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 14"336
13 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 14"596
14 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 14"889
15 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 15"178
16 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 16"036
17 - Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 17"195
18 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 18"138
19 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 49"681
Classifica campionato piloti
1.Mortara 87 punti; 2.Wehrlein 83; 3.Müller 75; 4.Evans 73; 5.Cassidy 69; 4.Da Costa 65; 7.Rowland 64; 8.Dennis 58; 9.Buemi 43; 10.Martí 25.