F.1: Kimi Antonelli trionfa a Suzuka ed è il nuovo leader del Mondiale, a podio anche Piastri e Leclerc

Suzuka. Non è più una sorpresa, è una splendida realtà, è lui il verro “predestinato”. L'Italia dei motori torna a sognare in grande grazie ad Andrea Kimi Antonelli, che sul tracciato di Suzuka, cioè in casa Honda, firma la sua seconda vittoria consecutiva in Formula 1, prendendosi di forza la testa della classifica mondiale. Una gara di nervi, sorpassi e strategia che ha visto il giovane italiano della Mercedes dominare dopo una partenza complicata, piegando la resistenza di un ottimo Oscar Piastri e di un indomito Charles Leclerc
Brivido Mercedes: allo spegnersi dei semafori, il "tempio della velocità" giapponese regala subito il primo colpo di scena. Le due Mercedes, che occupavano l'intera prima fila con Antonelli in pole e Russell secondo, pattinano eccessivamente. Ne approfitta Oscar Piastri, che con uno scatto fulmineo balza al comando alla prima curva. Dietro di lui, anche la Ferrari di Charles Leclerc e la McLaren di Lando Norris riescono a infilarsi, facendo scivolare Antonelli in sesta posizione e Russell in quarta.
Antonelli non si scompone. Con la freddezza di un veterano, l’italiano inizia a ricostruire la sua gara. Al secondo giro infila Lewis Hamilton e si mette a caccia del gruppo di testa. La svolta arriva intorno a metà gara: Oliver Bearman impatta violentemente contro le barriere, rendendo necessario l'ingresso della Safety Car. In quel momento la classifica vede Piastri leader, ma il tempismo della sosta ai box premia Antonelli e penalizza George Russell. Il pilota australiano della McLaren sembra avere il controllo, ma la ripartenza di Kimi è feroce.
Al giro 36, il sorpasso che decide il GP: Antonelli attacca Piastri all'esterno della First Curve, una manovra da antologia che gli spalanca le porte verso il successo. Mentre Antonelli scappa via, accumulando un vantaggio di oltre 13 secondi, alle sue spalle infuria la battaglia per il podio. George Russell, furioso per una strategia che lo ha visto perdere posizioni, tenta il tutto per tutto su Charles Leclerc. Al giro 51, l'inglese passa il ferrarista, ma il monegasco risponde con un controsorpasso capolavoro all'esterno di Curva 1, blindando un terzo posto preziosissimo per il Cavallino.
4.Delusione invece per Max Verstappen: il campione olandese, alle prese con una Red Bull che lui stesso ha definito "inguidabile" via radio, non va oltre l'ottavo posto, preceduto anche da un solidissimo Pierre Gasly su Alpine.
Mercedes: la scuderia di Brackley sembra aver ritrovato il "tocco magico" del 2014. La W17 è attualmente il punto di riferimento, soprattutto per la gestione della nuova Power Unit. Il sistema di recupero energia appare il più efficiente. A Suzuka, la capacità di Antonelli di disporre di potenza elettrica extra a fine rettilineo è stata imbattibile. La gestione dei piloti. Con un Antonelli così esplosivo e un Russell che si sente il leader naturale dopo l'addio di Hamilton, la convivenza potrebbe farsi esplosiva. Toto Wolff deve evitare che la guerra interna favorisca i rivali.
McLaren: la McLaren è la macchina più vicina alla Mercedes come prestazioni pure, ma sta pagando a caro prezzo il passaggio al nuovo regolamento come team cliente. Il telaio della MCL40 è probabilmente il migliore in termini di agilità . Nelle sequenze di curve veloci di Suzuka, Piastri e Norris erano i più rapidi. Però l'integrazione della Power Unit Mercedes "cliente" sta dando problemi di affidabilità elettrica (come visto con il doppio ritiro in Cina). Inoltre, il team sembra faticare a leggere i momenti strategici sotto pressione. Essere "veloci ma fragili" non basta per strappare il titolo ai team ufficiali.
Ferrari: manca il guizzo. La Ferrari è lì, solida e affidabile, ma sembra mancare di quel mezzo decimo necessario per dominare. Charles Leclerc sta estraendo il 110% dal pacchetto, dimostrando maturità nella gestione dell'energia elettrica in gara. L'approccio aerodinamico appare meno estremo rispetto a Mercedes che sembra "trasformarsi" sui rettilinei riducendo il drag in modo drastico. Per vincere il Mondiale, Maranello deve osare di più negli aggiornamenti previsti per la stagione europea.
Confronto Rapido Post-Suzuka
Team Performance PU Telaio/Aero Affidabilità
Mercedes ⭐⭐⭐⭐⭐ ⭐⭐⭐⭐ ⭐⭐⭐⭐⭐
McLaren ⭐⭐⭐⭐ ⭐⭐⭐⭐⭐ ⭐⭐⭐
Ferrari ⭐⭐⭐⭐ ⭐⭐⭐⭐ ⭐⭐⭐⭐⭐
Con questo successo, Antonelli vola a quota 65 punti, superando George Russell (56) e diventando il nuovo punto di riferimento della stagione 2026. La Formula 1 ora si ferma per una pausa di cinque settimane: si tornerà in pista il 3 maggio a Miami, con un Antonelli sempre più consapevole di poter riportare il titolo mondiale in Italia dopo Nino Farina (1950) che fu il primo campione del mondo in assoluto nella storia della Formula 1, vincendo con l'Alfa Romeo e Alberto Ascari (1952, 1953), unico italiano capace di fare il bis e l'ultimo a portare il tricolore sul tetto del mondo, nel 1978 il mondiale fu vinto da Mario Andretti, nato in Istria e di cultura italiana, ma gareggiava con licenza statunitense, quindi ufficialmente il titolo è degli USA.
I commenti nel paddock:
Toto Wolff (Team Principal - Mercedes): "Kimi è un talento generazionale, punto. Ha gestito la pressione della leadership mondiale come se avesse dieci anni di esperienza. Sulle critiche alle regole? Capisco i piloti, ma dobbiamo guardare allo spettacolo. La Formula 1 sta cambiando e noi siamo stati i più bravi a interpretare questa nuova era. George è scontento per la strategia? Parleremo, ma oggi è la festa di Kimi."
Frédéric Vasseur (Team Principal – Ferrari): "Il podio di Charles è meritato e dimostra che siamo la seconda forza in pista per quanto riguarda l'affidabilità e la gestione gara. Tuttavia, non possiamo essere soddisfatti del distacco da Mercedes. Loro sembrano avere una marcia in più nell'efficienza della parte elettrica della Power Unit. Ora abbiamo cinque settimane prima di Miami: sarà una pausa di lavoro intenso a Maranello per portare i primi grossi aggiornamenti aerodinamici."
Andrea Stella (Team Principal - McLaren): "Oscar ha fatto una gara magistrale, la sua partenza è stata perfetta e ha dimostrato che il telaio della MCL40 è eccellente nelle curve di Suzuka. Ma non posso ignorare i problemi di Lando: siamo arrivati qui con l'ultimo sistema ERS disponibile prima di incorrere in penalità. La sfida del 2026 non è solo la velocità, ma la durabilità di questi nuovi componenti ibridi. Siamo preoccupati per la catena di fornitura delle batterie, ma la base della vettura è ottima."
Kimi Antonelli: "Vincere qui è incredibile, Suzuka è un tempio. Dopo la partenza non perfetta ho dovuto mantenere la calma. Sapevo che avevamo il passo, ma gestire l'energia elettrica nei primi due settori è stato come giocare a scacchi. Il sorpasso su Oscar? Sapevo di avere un piccolo vantaggio di batteria in uscita dalla Dunlop e ci ho provato. Dedico questa vittoria ai tifosi italiani: sentire il loro calore anche qui in Giappone è speciale."
Oscar Piastri: "Siamo partiti a razzo e per metà gara ho creduto davvero di poter vincere. Purtroppo la Safety Car è uscita nel momento peggiore per noi, regalando il comando a Kimi. La Mercedes al momento ha qualcosa in più nella gestione dei flussi energetici sui lunghi rettilinei. Noi stiamo migliorando, ma c'è ancora un gap da colmare."
Charles Leclerc: "Sono felice per il podio, ma correre così è frustrante. In qualifica mi sono sfogato via radio perché queste regole sono un 'fottuto scherzo': se spingi troppo in curva, perdi tutto l'ibrido nel rettilineo successivo. In gara la SF-26 è stata solida, ma non avevamo la velocità di punta per impensierire Kimi. Dobbiamo lavorare sodo sugli aggiornamenti per Miami."
Max Verstappen: "La macchina è semplicemente inguidabile. Ogni giro devi resettare le tue aspettative perché non sai mai quanta potenza avrai a disposizione. Inutile girarci intorno: al momento siamo spettatori. Se non cambiamo approccio radicalmente, sarà una stagione molto lunga e penosa."
Pierre Gasly: "Siamo dove pensavamo di essere, ma estrarre punti oggi è stato un lavoro durissimo. La gestione della batteria nei settori veloci è una sfida mentale costante; ti senti come se dovessi sacrificare velocità pura per non restare 'a secco' di energia nel terzo settore. Sono felice di aver tenuto dietro Max (Verstappen), dimostra che il nostro pacchetto è consistente. Un grande applauso a Kimi: vederlo guidare così a 19 anni fa impressione."
Lewis Hamilton: "È stata una giornata difficile. In alcuni momenti mi sentivo come nel 2025: la macchina ha momenti di grande stabilità alternati a improvvise perdite di grip al posteriore. Non sono riuscito a tenere il passo dei primi, e il duello con George mi ha fatto perdere tempo prezioso. C'è ancora molto da sbloccare in questa vettura; sento che il potenziale c'è, ma non abbiamo ancora trovato la 'Stella Polare' per l'assetto ideale." (John Sturm)
La scomparsa dell’ing. Piero Fusaro, presidente Ferrari (dal 1988 al 1991) ma la Ferrari lo sa?

Venerdì 27 marzo è scomparso l’ing. Piero Fusaro, 88 anni, che fu per tre anni, dal dicembre 1988 a fine 1991, il presidente della Ferrari. Dalla Ferrari nessun commento e nessun segno del lutto neppure a Suzuka quasi a voler cancellare un periodo che vide sulla “rossa” piloti come Alboreto, Berger, Mansell, Alesi e Prost con cui sfiorò il titolo mondiale nel 1990 mentre la Ferrari firmò tre successi nel 1989 ( GP del Brasile: Nigel Mansell, GP d'Ungheria: Nigel Mansell, GP del Portogallo: Gerhard Berger) e sei successi nel 1990 (GP del Brasile: Alain Prost,GP del Messico: Alain Prost,GP di Francia: Alain Prost (la vittoria numero 100 della storia Ferrari),GP di Gran Bretagna: Alain Prost, GP del Portogallo: Nigel Mansell,GP di Spagna: Alain Prost)
Piero Fusaro, allora coordinatore del Comitato Corse del Gruppo Fiat, è stato l'uomo scelto da Cesare Romiti, amministratore delegato del Gruppo, per guidare la Ferrari dopo che Vittorio Ghidella aveva lasciato la presidenza e il Gruppo Fiat. Fu una fase di transizione politica e tecnica complessa, in cui la Fiat consolidò il controllo sulla gestione sportiva e industriale.
La sua presidenza fu segnata da tensioni interne conseguenza del profondo lavoro di ricostruzione del reparto corse affidato nel marzo 1989 a Cesare Fiorio. Così Fusaro è passato alla storia come il presidente che disse no all’ingaggio di Ayrton Senna con cui Fiorio aveva raggiunto un accordo per portarlo a Maranello a partire dal 1991 (cosa che gli costò "l'allontanamento" dalla Ferrari ) e per il conflitto con Alain Prost che definì la vettura "un camion" portando al suo licenziamento.
Dopo aver lasciato la Ferrari nel dicembre 1991 (venendo sostituito da Luca Montezemolo) Fusaro continuò la sua carriera nell'automobilismo italiano: fu presidente dell'ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) dal 1992 al 1996. (F.L.)
CLASSIFICA GP GIAPPONE:
1.Kimi Antonelli Mercedes 53 giri
2.Oscar Piastri McLaren +13.722
3.Charles Leclerc Ferrari +15.270
4.Lando Norris McLaren +23.479
5.Lewis Hamilton Ferrari +25.037
6.Pierre Gasly Alpine +32.340
7.Max Verstappen Red Bull Racing +32.677
8.Liam Lawson Racing Bulls +50.180
9.Esteban Ocon Haas F1 Team +51.216
10.Nico Hulkenberg Audi +52.280
11.Isack Hadjar Red Bull Racing +56.154
12.Gabriel Bortoleto Audi +59.078
13.Arvid Lindblad Racing Bulls +59.848
14.Carlos Sainz Williams +65.008
15.Franco Colapinto Alpine +65.773
16.Sergio Perez Cadillac +92.865
17.Fernando Alonso Aston Martin +1 giro
18.Valtteri Bottas Cadillac +1 giro
19.Alexander Albon Williams +2 giri
CLASSIFICA MONDIALE PILOTI:
Andrea Kimi Antonelli 72, 2. George Russell 63, 3. Charles Leclerc 49, 4. Lewis Hamilton 43, 5. Lando Norris 27, 6. Oscar Piastri 21, 7. Oliver Bearman 17, 8. Pierre Gasly 15, 9. Max Verstappen 12, 10. Liam Lawson 10, 11. Arvid Lindblad 4, 12. Isack Hadjar 4, 13. Carlos Sainz Jr. 2, 14. Gabriel Bortoleto 2, 15. Esteban Ocon 1, 16. Franco Colapinto 1
CLASSIFICA MONDIALE COSTRUTTORI:
1 Mercedes 135, 2 Ferrari 90, 3 McLaren 46, 4 Haas F1 Team 18, 5 Red Bull Racing 16, 6 Alpine 16, 7 Racing Bulls 14, 8 Audi 2, 9 Williams 2, 10 Cadillac 0, 11 Aston Martin 0