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Norris e Verstappen impressionano subito, la Ferrari fa sperare, Mercedes…osserva e Alpine deve dimagrire

Sakhir. Il deserto del Bahrain ha dato il suo primo verdetto: la Formula 1 2026 è ufficialmente iniziata. Sotto i riflettori di Sakhir, le nuove monoposto hanno svelato i primi segreti di un regolamento che ha stravolto aerodinamica e motori. In cima alla tabella tempi brilla Lando Norris, che con la sua McLaren MCL40 ha fermato il crono sull'1:34.669, beffando per soli 129 millesimi il rivale di sempre, Max Verstappen.

Nonostante il miglior tempo di McLaren, l’impressione è che i valori in campo siano ancora tutti da decifrare, con team che hanno seguito programmi radicalmente diversi. Mentre Mercedes e Alpine sembrano giocare a nascondino con il cronometro, l'Aston Martin ha dato segnali di vita importanti. La sensazione generale è che, dietro i primi tre, ci sia un "pacchetto di mischia" compattissimo dove anche un solo decimo guadagnato con la gestione dell'ibrido farà la differenza tra la zona punti e l'anonimato.

Le auto 2026 sono visibilmente più agili ma "nervose". L'assenza dei condotti Venturi ha reso le monoposto meno incollate al suolo nelle curve veloci, costringendo i piloti a correzioni frequenti. La vera sfida, però, si gioca sul volante: gestire l'aerodinamica attiva e i flussi di energia elettrica richiede un carico cognitivo superiore rispetto al passato.

Analisi Tecnica: chi sorprende e chi sembra dover rincorrere:

McLaren (MCL40): La vettura papaya appare la più equilibrata. Norris ha trovato subito il feeling, confermando la bontà del pacchetto aerodinamico "snello". La velocità pura c'è, ma il focus è stato sulla gestione dell'energia della nuova Power Unit Mercedes.

Red Bull (RB22): Verstappen ha macinato ben 136 giri, la distanza di oltre due GP. La RB22, spinta dal primo motore Red Bull-Ford, ha impressionato per affidabilità e stabilità nelle zone di frenata rigenerativa, dove il nuovo sistema ERS è cruciale.

Ferrari (SF-26): Terzo tempo per Charles Leclerc (+0.521), che ha lavorato molto sull'assetto meccanico. La SF-26 presenta soluzioni coraggiose sui micro-deflettori sopra il diffusore. Settimo Lewis Hamilton, apparso ancora in fase di adattamento ai sistemi di bordo della Rossa, ma autore di run costanti.

Mercedes (W17): A Brackley hanno scelto la via della prudenza. George Russell e Kimi Antonelli non hanno cercato il tempo, lavorando quasi esclusivamente sulla mappatura del sistema "X-Mode" (l'aerodinamica attiva). La W17 è apparsa molto stabile nei curvoni veloci, segno che i problemi di saltellamento degli anni passati sono un ricordo. Tuttavia, le bocche sono cucite sulle prestazioni della Power Unit: si dice che abbiano girato con modalità di recupero energia molto conservative.

Aston Martin (AMR26): È stata la giornata del riscatto per Fernando Alonso. Dopo i problemi di raffreddamento visti a Barcellona, la vettura firmata (in parte) da Newey ha finalmente mostrato i muscoli. L’integrazione con il motore Honda sembra ora più fluida. Alonso ha chiuso con il sesto tempo, concentrandosi su stint medi. L'assetto appare ancora molto rigido, ma la velocità di punta sul rettilineo principale è tra le più alte registrate oggi.

Alpine (A526): La "nuova" Alpine motorizzata Mercedes è la vera incognita. Pierre Gasly e Franco Colapinto hanno svolto un programma speculare, accumulando chilometri senza guasti. La vettura sembra "sana", ma manca ancora di quel guizzo necessario per impensierire i top team. Il team principal ha dichiarato che il focus è tutto sulla riduzione del peso, dato che la A526 è apparsa leggermente sopra il limite minimo nelle verifiche serali.

Racing Bulls (RB02): Il team di Faenza continua a essere il laboratorio avanzato di Milton Keynes. Liam Lawson ha impressionato per la precisione nei feedback tecnici. La RB02 condivide molte soluzioni meccaniche con la Red Bull madre, e si vede: è una delle vetture più reattive nei cambi di direzione. Hanno testato diverse configurazioni di ali mobili, cercando il miglior compromesso tra drag e carico per la gara della prossima settimana.

Haas & Williams: Le sorprese di giornata. Esteban Ocon ha portato la Haas in quarta posizione, dimostrando una solidità inaspettata. La Williams è stata la stakanovista del giorno, completando ben 145 giri totali tra Albon e Sainz.

Luci e ombre per Audi e Cadillac. Se Nico Hulkenberg ha portato l'Audi in top 10 nonostante un breve stop tecnico, la Cadillac (con Perez e Bottas) ha sofferto di più, accusando distacchi pesanti e concentrandosi esclusivamente sulla validazione dei sistemi base.

Hanno detto a fine giornata:

Lando Norris: "Essere in cima fa piacere, ma oggi contava solo capire come reagisce la MCL40 al vento. La macchina è reattiva e, onestamente, più divertente da guidare di quanto temessi, anche se scivola molto di più rispetto all'anno scorso."

Max Verstappen: "Abbiamo fatto quasi tre gran premi oggi. Il motore Red Bull-Ford spinge forte e la distribuzione dell'energia è costante. Non abbiamo cercato la prestazione pura, ma la base è solida. Siamo dove volevamo essere."

Charles Leclerc: "Il feeling iniziale è stato buono. La sfida più grande? Gestire la batteria. Bisogna decidere esattamente dove usare la potenza nel giro. Non siamo ancora al livello della Red Bull sui long run, ma siamo vicini."

Lewis Hamilton: "Trovare l'equilibrio con questa nuova aerodinamica è difficilissimo. La macchina è vivace, si muove molto, ma è più facile da 'riprendere' quando scappa. Mi sto godendo ogni chilometro con questa nuova sfida."

Kimi Antonelli: "L'accelerazione è brusca, quasi violenta. Peccato per il problema tecnico che mi ha fermato nel pomeriggio, ma i pochi giri fatti mi hanno dato fiducia."

Fernando Alonso: "Honda è forse un po' indietro lato Power Unit rispetto ai riferimenti, ma abbiamo tempo. Il campionato si giocherà tutto nella seconda metà di stagione."

Toto Wolff (Mercedes): Il manager austriaco è apparso sulla difensiva riguardo alle voci sulla legalità della sua Power Unit: "Il nostro motore è legale, la FIA lo ha confermato. Consiglio ai rivali di guardare in casa propria prima di guardare in casa nostra."

Frédéric Vasseur: "Soddisfatto dell'affidabilità. Abbiamo portato soluzioni aerodinamiche uniche e i dati della galleria del vento coincidono con la pista. Lewis e Charles parlano la stessa lingua, il che accelera lo sviluppo."

Laurent Mekies.: "Vedere la nostra prima Power Unit fatta in casa girare per 136 giri senza un sussulto è la nostra vittoria più grande oggi. Max è già in uno stato di forma incredibile."

LA RASSEGNA STAMPA:

L'Équipe (Francia): "Il Risveglio del Gigante Rosso?"

Il quotidiano francese dedica l'apertura alla solida prestazione della Ferrari, ma con una nota di cautela: "Hamilton in rosso non è più un miraggio, ma la SF-26 è ancora un rebus aerodinamico. Mentre McLaren vola sul giro secco, la Ferrari sembra aver costruito una fortezza di affidabilità. Attenzione però ad Audi: il loro debutto è stato più dignitoso di quanto i tempi suggeriscano."

Auto Motor und Sport (Germania): "L'Efficienza Red Bull spaventa"

Sempre molto attenti ai dati tecnici, i tedeschi pongono l'accento sulla Power Unit di Milton Keynes: "Verstappen ha girato come un orologio. Mentre gli altri lottano con l'integrazione del software tra motore termico ed elettrico, la Red Bull-Ford sembra nata pronta. La 'nimble car' di Adrian Newey (per quanto riguarda il concept iniziale) è la più stretta del lotto: meno resistenza all'avanzamento, più velocità pura."

The Race (Regno Unito): "L'enigma Mercedes e la freccia Norris"

Il portale britannico si focalizza sulla "guerra fredda" tecnica: "Lando Norris ha dato spettacolo, ma nel paddock si sussurra che la Mercedes stia giocando al gatto col topo. Il tempo perso da Antonelli per un 'banale' problema elettrico nasconde forse una mappatura conservativa? La W17 è la vettura che tutti osservano con sospetto, temendo un dominio motoristico simile a quello del 2014."

La Gazzetta dello Sport: "Leclerc, battito cardiaco e gestione batteria"

La Rosea analizza la nuova sfida mentale dei piloti: "Non è più solo questione di piede pesante. Leclerc e Hamilton oggi sono sembrati degli ingegneri alla guida. Gestire il 'boost' elettrico richiede una strategia da scacchista. La Ferrari c'è, è vicina ai migliori, ma la Red Bull ha mostrato un passo gara che, per ora, appartiene a un altro pianeta." (John Sturm)

Mercoledì 11 febbraio, i migliori tempi del giorno:

1 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'34"669 - 58 giri

2 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'34"798 - 136

3 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'35"190 - 80

4 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'35"578 - 115

5 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'35"602 - 54

6 - George Russell (Mercedes) - 1'36"108 - 56

7 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'36"433 - 52

8 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'36"765 - 49

9 - Nico Hulkenberg (Audi Sauber) - 1'36"861 - 73

10 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'37"437 - 68

11 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'37"629 - 30

12 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'37"945 - 75

13 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'38"221 - 77

14 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'38"828 - 58

15 - Gabriel Bortoletoo (Audi Sauber) - 1'38"871 - 49

16 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'39"150 - 49

17 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'39"883 - 36

18 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'40"330 - 28

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