Logo

Il Giorno del Giudizio a Brackley: Mercedes svela la W17 …è la rinascita?

Brackley.  C’è un’elettricità diversa nell'aria gelida del Northamptonshire: è la fine di un’attesa durata due anni. Quando i teli sono scivolati via dalla nuova Mercedes-AMG F1 W17, la sensazione netta è stata quella di aver premuto il tasto "Reset" sulla storia recente della Formula 1. Bisogna dimenticare le vetture enormi e pesanti a cui ci eravamo abituati fino alla scorsa stagione. La W17 appare scioccante per quanto è compatta, quasi "nervosa" nelle sue proporzioni ridotte. È la prima figlia della rivoluzione regolamentare 2026 e, a giudicare dagli sguardi compiaciuti degli ingegneri, a Brackley sono convinti di aver trovato, ancora una volta, la chiave magica che trovarono nel 2014.

Visivamente, la W17 è un taglio netto col passato. La livrea torna a un argento quasi totale, nudo carbonio in molte zone per risparmiare ogni grammo, spezzato solo da lampi di verde neon che sembrano scorrere come energia liquida lungo le fiancate. Ma è la tecnica a far discutere.

James Allison ha svelato una macchina che sembra trasformarsi da ferma. Il sistema di aerodinamica attiva è integrato in modo spaventosamente pulito: le ali non sembrano parti separate, ma estensioni organiche del telaio pronte ad appiattirsi (X-Mode) o alzarsi (Z-Mode) istantaneamente. Le pance laterali sono le più estreme mai viste: cortissime e scavate, quasi a suggerire che il nuovo motore non abbia bisogno di respirare come i vecchi V6.

E proprio il motore è il cuore di questa scommessa. Il nuovo propulsore, privo dell'MGU-H e con una ripartizione di potenza 50/50 tra termico ed elettrico, è stato definito "il progetto più complesso nella storia di Brixworth", la factory ove nascono le power unit Mercedes.  

Toto Wolff, con l'aria di chi ha giocato una partita a scacchi lunghissima, ha aperto le danze mettendo subito le cose in chiaro:"Non guardiamo a questa macchina come a un'evoluzione, ma come a una rinascita. Abbiamo sofferto in silenzio negli ultimi anni, sacrificando risorse sulla W16 per assicurarci che la W17 fosse perfetta. Il regolamento 2026 azzera i vantaggi di tutti. Oggi partiamo tutti dallo stesso punto, ma credo che il nostro team abbia interpretato le regole sull'energia meglio di chiunque altro. Non nascondo che l'obiettivo è tornare a dominare, non solo vincere."

Sul fronte tecnico, James Allison ha offerto una prospettiva affascinante sulle sfide di guida:

"La W17 è una bestia diversa. Senza il vecchio carico aerodinamico e con gomme più strette, la macchina ballerà molto di più. La sfida non è stata disegnare la forma, ma capire come far lavorare insieme il motore e l'aerodinamica attiva. Se il pilota sbaglia il timing del 'boost' o dell'ala mobile, perde mezzo secondo in un rettilineo. È un'ingegneria brutale."

George Russell, ormai leader indiscusso e veterano del team, ha gli occhi di chi sente l'odore della battaglia: "Ho aspettato questo momento per tutta la mia carriera. Una macchina nuova, regole nuove, campo libero. Ho passato l'inverno al simulatore e la W17 è incredibilmente reattiva, ti chiede di guidare d'istinto, quasi come un kart. La gestione della batteria sarà una partita a scacchi a 300 all'ora, e io mi sento pronto a dare scacco matto."

Accanto a lui, Kimi Antonelli, non più il rookie timido dell'anno scorso, mostra una sicurezza disarmante: "Il 2025 è stato l'anno dell'apprendimento, il 2026 deve essere l'anno dell'attacco. Questa macchina si adatta molto meglio al mio stile di guida naturale rispetto alla precedente. È nervosa, richiede input rapidi. Toto e George sanno che non sono qui per fare il secondo. Se la macchina è veloce quanto sembra, ci divertiremo."

Lasciando la sede di Brackley, rimane una certezza: la Mercedes non ha costruito la W17 per partecipare. L'ha costruita per schiacciare la concorrenza sul nascere, replicando l'era ibrida del 2014. Se le simulazioni sul nuovo motore termico/elettrico sono corrette……saranno dolori per tutti.

La  W17 è fatta su misura più per Russell o più per Antonelli?

Il regolamento 2026 non ha solo cambiato i motori; ha cambiato la fisica di come si porta al limite una Formula 1. E analizzando le caratteristiche della W17 – passo corto, gomme strette, meno carico aerodinamico e una coppia elettrica brutale – emerge un quadro affascinante: questa macchina sembra disegnata per esaltare l'istinto di Kimi Antonelli e mettere a dura prova il perfezionismo di George Russell.

Ecco i tre motivi tecnici per cui l'ago della bilancia potrebbe pendere verso il giovane italiano.

1. La "Sindrome del Kart": passo corto e reattività

La W17 è 20 cm più corta e 10 cm più stretta della W16. Non è più un "transatlantico" che va guidato con linee rotonde e pulite; è una macchina nervosa, agile, che scarta improvvisamente.

Russell è un maestro dello stile "geometrico". La sua forza è la preparazione della curva, la fluidità, la capacità di portare velocità in percorrenza con un posteriore stabile. La W17, essendo più leggera e con meno carico, non gli permetterà di essere così "rotondo". Richiederà correzioni continue, uno stile "sporco" che George certo non ama.

Invece Antonelli è un pilota "di reazione". Il suo background recente (Kart, F2 fino al 2024) è basato su mezzi con un rapporto peso/potenza elevato e poco carico aerodinamico. Lui è abituato a una macchina che "balla". La W17, che richiede di essere aggredita e corretta col volante in millisecondi, risponde esattamente al linguaggio del corpo che Kimi usa naturalmente. Per lui, questa macchina è solo un kart molto veloce.

2.La Frenata Rigenerativa e l'Inserimento "Digitale"

Il nuovo motore 2026 recupera un'enorme quantità di energia (350 kW) in frenata. Questo crea un effetto "freno motore" molto aggressivo sul posteriore, che può causare instabilità all'ingresso di curva.

 George ama staccare forte ma dritto, per poi inserire l'auto con precisione millimetrica. Se il posteriore si muove in frenata perde fiducia.

Kimi usa spesso il sovrasterzo in ingresso per far girare la macchina. Lui non teme un posteriore leggero in frenata; anzi, lo sfrutta per puntare il muso verso la corda più velocemente. Con la W17, che avrà bisogno di aiuto per ruotare nelle curve lente a causa delle gomme anteriori più strette, la capacità di Kimi di far "scivolare" il retro per chiudere la curva sarà un'arma probabilmente vincente.

3.L'Aerodinamica Attiva: Gestire il "Caos"

Con le ali che si aprono e chiudono (X-Mode/Z-Mode), il bilanciamento dell'auto cambierà drasticamente più volte nello stesso giro. La macchina avrà tanto carico in curva e pochissimo in rettilineo, ma il momento di transizione sarà critico.

Russell è un pilota cerebrale. Vuole capire perché la macchina fa una cosa. Ma con l'aerodinamica attiva, le sensazioni cambiano troppo in fretta per essere analizzate razionalmente mentre si guida.

Antonelli non ha bisogno di capire l'equazione, sente solo il grip disponibile. Questa capacità di adattamento istantaneo ("sentire col sedere", come dicono i vecchi meccanici) è fondamentale quando il carico aerodinamico sparisce e riappare artificialmente.

La sfida tra Ingegnere e Artista

George Russell ha l'esperienza e la capacità di settare la macchina al meglio, probabilmente vincerà la battaglia del venerdì e del setup. Ma la domenica, quando le gomme calano, la macchina diventa leggera e instabile e bisogna gestire 1000 cavalli la W17 sembra un abito sartoriale cucito addosso all'aggressività naturale di Kimi Antonelli. (John Sturm)

 

Corsanews.it - Redazione: Corso Galileo Ferraris 103 - 10128 Torino Italy - Copyright © 2003-2025. All rights reserved.

Web Master: Laura Cerbara