09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Si accendono le luci sull’Audi Revolut F.1 (video)

Berlino. “Oggi molteplici pezzi del puzzle hanno trovato collocazione”, ha dichiarato Gernot Döllner, CEO di AUDI e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Audi Motorsport, durante la presentazione del team. “È impressionante vedere come l'intensa fase di preparazione stia dando i propri frutti e come le performance di tutti i soggetti coinvolti si vadano rafforzando di giorno in giorno. Per la prima volta, la portata del progetto è sotto gli occhi di tutti. Siamo pronti ed entusiasti di debuttare in Formula 1: l’università del motorsport”.

Audi è pronta a scendere in pista in Australia l'8 marzo nella massima serie dell'automobilismo sportivo. La monoposto Audi R26 è mossa da una power unit sviluppata internamente nel sito d’eccellenza di Neuburg an der Donau e denominata AFR 26 Hybrid. La prima accensione della power unit installata all'interno del telaio 2026 è avvenuta a dicembre 2025 presso lo stabilimento di Hinwil. Il 9 gennaio, il team ha completato il primo rollout presso il circuito di Barcellona in occasione del filming day riservato ai newcomer in F1.

La Formula 1 sta vivendo l’evoluzione più radicale della propria storia: nel 2026, la serie vivrà la 77ª stagione, caratterizzata da nuovi regolamenti tecnici. Le monoposto saranno dotate dell’aerodinamica attiva, con i profili lungo le “ali” anteriori e posteriori regolabili in funzione delle diverse fasi di gara. La precedente soluzione volta a favorire i sorpassi, rappresentata dal Drag Reduction System (DRS), sarà sostituita dalla “modalità boost” che fornirà la massima potenza elettrica con la semplice pressione di un pulsante. Con una potenza sino a 476 CV il motore elettrico si allineerà, sostanzialmente, al propulsore a combustione V6 1.6 turbo, forte di circa 544 CV e alimentato mediante carburante sostenibile che Audi sviluppa in esclusiva con lo specialista britannico bp.

Oltre alla livrea della monoposto e ai partner della squadra, il Team Principal Jonathan Wheatley e Mattia Binotto, Responsabile del Progetto Audi F1, hanno presentato a Berlino la nuova livrea del team e le tute dei piloti che il brasiliano Gabriel Bortoleto e il tedesco Nico Hülkenberg indosseranno durante la stagione 2026. La collezione dedicata ai fan sarà disponibile sul sito web del team e al portale adidas – partner ufficiale per l'abbigliamento Audi in Formula 1 – a partire dal 19 febbraio. L’abbigliamento Audi Revolut F1 Team è stato sviluppato quale espressione di un'identità aziendale distintiva che prevede colori specifici e una nuova famiglia di caratteri tipografici.

L’esclusivo allestimento dell'ex centrale termica “Mitte” ha offerto agli ospiti un'anteprima del concept visivo del team attraverso uno spettacolo coinvolgente e la presenza sia di auto da corsa storiche che hanno contrassegnato l’epopea Audi nel motorsport sia dell’Audi di serie più potente mai realizzata. La Granturismo elettrica Audi RS e-tron GT performance è infatti caratterizzata da una cavalleria pressoché in linea con l'Audi R26 di Formula 1, complice la potenza massima di 925 CV.

Il prossimo appuntamento per l'Audi Revolut F1 Team sarà lo shakedown delle monoposto di nuova generazione previsto a Barcellona a porte chiuse dal 26 al 30 gennaio. Durante le sessioni di test ufficiali in Bahrain (11-13 febbraio e 18-20 febbraio), l'Audi R26 completerà gli ultimi giri di prova prima del debutto ufficiale in un Gran Premio di Formula 1.

L'impegno a lungo termine per raggiungere l'apice del motorsport è parte del radicale rinnovamento dell’Azienda che mira a diventare più veloce, più snella e più efficiente. La Formula 1 costituisce un progetto strategico volto a evidenziare l’innovazione tecnologica, culturale e imprenditoriale del Brand e la sua nuova filosofia di design. Ha lo scopo d’ispirare tanto i Clienti quanto l’intera organizzazione aziendale. L’attività di sviluppo e le competizioni si collocano all'interno di un quadro economicamente sostenibile: il budget cap esteso a tutti i team garantisce costi e condizioni chiaramente definiti, mentre la portata globale della Formula 1 consente un forte posizionamento del Brand e ottime opportunità di sponsorship. Complici i radicali cambiamenti regolamentari, in primis il maggiore apporto elettrico alla propulsione e il ricorso ai carburanti sostenibili, il contesto è ideale per il debutto Audi nella massima serie dell’automobilismo sportivo.

Il motorsport fa parte del DNA Audi e ha sempre costituito una straordinaria “palestra” per il progresso tecnologico e l'innovazione. Dalla prima auto da Gran Premio a motore centrale alla trazione integrale quattro nei rally, ai propulsori Diesel, ibridi ed elettrici a Le Mans sino alla Formula E e alla Dakar, Audi ha portato al successo ogni progetto sportivo con determinazione, coraggio, perseveranza e spirito di squadra, aprendo nuove strade. L'impegno in Formula 1 si basa sui medesimi presupposti.

Binotto detta la linea: "Mondiale? Obiettivo 2030, il 2026 è solo il campo base"

Niente fuochi d'artificio verbali, nessun guanto di sfida lanciato prematuramente verso Maranello o Brackley. Nella cornice post-industriale di Berlino, dove Audi ha svelato la sua identità definitiva per il debutto in Formula 1, Mattia Binotto ha scelto la via del pragmatismo radicale. Il leader del progetto dei Quattro Anelli ha raffreddato subito le aspettative di chi pensava un colosso tedesco subito vincente: la scalata, ha avvertito l'ex team principal della Ferrari, è appena iniziata e la vetta è ancora lontana.

"Non siamo qui per fare numero, ma non siamo nemmeno qui per vendere illusioni. Il nostro obiettivo è lottare per il titolo nel 2030", ha scandito Binotto. "Chi si aspetta di vederci dominare già nel 2026 non conosce la complessità della Formula 1 moderna. È come scalare l'Everest: oggi abbiamo appena stabilito il campo base. La vetta è lassù, la vediamo, ma la salita richiede ossigeno, tempo e passaggi intermedi. Non saremo i migliori subito. Dobbiamo essere realisti: ci confrontiamo con avversari che sviluppano ibridi da oltre un decennio. Non mi aspetto di avere il miglior motore della griglia alla prima gara in Bahrain. La priorità del 2026 non è la prestazione pura immediata, ma l'affidabilità e la comprensione del pacchetto. Abbiamo il pieno controllo del nostro destino, producendo tutto in casa, ma il gap di esperienza iniziale è un fatto fisico, non un'opinione".

Nico Hülkenberg conosce tutto il necessario per filtrare i problemi di gioventù della macchina e sa cosa serve per sviluppare una vettura, Gabriel ha la fame di chi vuole dimostrare di appartenere a questo mondo. È il mix che ci serviva per questa fase di transizione. La pazienza è necessaria, la mediocrità no. Dobbiamo restare umili, ma ogni giorno dobbiamo diventare un po' più pericolosi per i nostri rivali. Siamo Audi, e Audi corre per vincere. Solo, non succederà domani mattina".

 Hülkenberg e Bortoleto lanciano la sfida Audi da Berlino

 Nico Hülkenberg e Gabriel Bortoleto hanno tenuto a battesimo la R26, offrendo due prospettive opposte ma complementari di questa nuova avventura. Da una parte la fredda consapevolezza del veterano che sa cosa lo aspetta; dall'altra l'entusiasmo incontenibile del giovane che realizza il sogno di una vita.

Nico Hülkenberg: "Ho imparato in tanti anni di paddock a distinguere tra l'ambizione pura e la capacità reale di realizzarla. Quello che sento qui oggi è diverso. Si respira una serietà profonda, un'energia speciale. Non siamo qui per vendere fumo, siamo un team di lavoro vero con una visione a lungo termine. Essere con Audi proprio all'inizio, al 'giorno uno', è un privilegio unico. Sappiamo che la strada è in salita e che l'inizio sarà duro, ma siamo allineati. Io e Gabriel andiamo d'accordo, l'atmosfera è sana. Costruiremo qualcosa di speciale, ma servirà metodo.

Gabriel Bortoleto è il cuore pulsante del progetto. Il giovane talento brasiliano, promosso titolare in un momento di svolta epocale per la F1 (nuovi regolamenti 2026), non ha nascosto l'emozione: "Correre per i Quattro Anelli è l'opportunità della vita. Sento il peso della responsabilità, certo, ma soprattutto una motivazione incredibile. Audi ha vinto ovunque: Le Mans, i Rally... far parte di questa storia è un onore che va oltre le parole. Sono qui per imparare da Nico e dalla squadra, ma anche per spingere. Voglio crescere insieme a questa macchina. Dobbiamo dimenticare tutto quello che è successo prima, questo è un nuovo inizio. Sono pronto a dare tutto per scrivere questo capitolo".

Rassegna Stampa

La strategia del realismo adottata da Mattia Binotto ha spiazzato molti: niente proclami di vittoria immediata, ma una timeline lunghissima che sposta il bersaglio grosso al 2030. Una mossa che ha diviso la critica internazionale: da una parte chi loda la trasparenza, dall'altra chi teme che i Quattro Anelli abbiano chiesto troppo tempo ai propri tifosi. Ecco come la stampa estera ha letto il debutto della R26.

Germania

La Bild, solitamente sensazionalistica, sceglie un titolo agrodolce: "Audi frena prima di partire: il sogno mondiale rinviato al prossimo decennio". Il tabloid sottolinea come l'onestà di Binotto sia "una medicina amara ma necessaria" per un pubblico abituato a vincere subito. "Non ci saranno miracoli tedeschi nel 2026", sentenzia il giornale, "ma Hülkenberg è la garanzia che non faremo brutta figura".

Più tecnica l'analisi di Auto Motor und Sport: la bibbia dei motori tedesca loda la strategia comunicativa dell'ex Ferrari: "Binotto ha tolto il bersaglio dalla schiena della squadra. Parlare di 2030 è un'assicurazione sulla vita contro i fallimenti iniziali. Audi ha capito che la F1 non è il WEC: qui i soldi non comprano il tempo. La Power Unit di Neuburg è l'incognita, ma l'approccio è quello giusto: umiltà prima della gloria".

Regno Unito

Dall'altra parte della Manica, dove risiede il cuore della F1, l'accoglienza è stata più fredda. I media inglesi, abituati a vedere i grandi costruttori come Toyota, BMW e Honda fallire e ritirarsi, leggono nelle parole di Binotto una prudenza forse eccessiva.

Autosport parla di "Bagno di realtà”: "Fissare l'obiettivo al 2030 è una mossa astuta o una dichiarazione di debolezza? Cinque anni in F1 sono un'era geologica. Binotto chiede una pazienza che i consigli di amministrazione raramente concedono se i risultati non arrivano. La coppia Hülkenberg-Bortoleto è solida, ma il telaio dovrà fare un salto qualitativo rispetto a quello Sauber".

Sky Sports UK, il commento è sferzante: "Audi è entrata nella stanza, ma si è seduta in fondo. Binotto sa che il 2026 sarà un bagno di sangue contro Mercedes e Red Bull e sta già gestendo la delusione dei fan. È la strategia del 'sottopromettere per sovraperformare' portata all'estremo".

Italia

E in Italia? La stampa nostrana si è concentrata quasi esclusivamente sulla figura del manager. I giornali hanno notato un Binotto diverso da quello, spesso sulla difensiva, visto a Maranello.

Gazzetta dello Sport, si legge tra le righe una certa ammirazione per la nuova libertà del manager: "Un Binotto 'tedesco' che non deve più giustificare ogni vite al lunedì mattina. A Berlino abbiamo visto un leader che non vende sogni, ma progetti industriali. La Ferrari è il passato, questa è la sua vera scommessa: costruire, non gestire".

Autosprint pone l'accento sulla sfida tecnica: "La scalata dell'Everest citata da Binotto non è retorica. L'Italia guarda con curiosità: riuscirà l'uomo che ha ricostruito i motori Ferrari a creare una Power Unit vincente dal foglio bianco in Germania? Se il 2030 è la meta, il 2026 sarà il suo vero esame di maturità lontano dalla Motor Valley".(John Sturm)

VIDEO

20 gennaio: La presentazione dell’Audi Revolut F.1 a Berlino

 https://www.youtube.com/@corsanewslive/videos