La Ferrari celebra i 50 anni dal primo titolo di Niki Lauda intanto Vasseur licenzia Jock Clear

Maranello. In occasione del Gran Premio d'Italia a Monza, la Ferrari rende omaggio al cinquantesimo anniversario del primo titolo mondiale conquistato da Niki Lauda. Era l’anno 1975 e l’austriaco, al volante della Ferrari 312 T, scrisse una pagina fondamentale nella storia del team e dell’azienda che visse il suo culmine proprio all’Autodromo Nazionale, davanti a una marea di tifosi che si arrampicarono ovunque per assistere dal vivo a quel momento. Quella domenica 7 settembre, con il successo di Clay Regazzoni sull’altra Ferrari, e il terzo posto di Lauda, veniva infatti sancito il ritorno al vertice della Scuderia, di nuovo prima tanto nella classifica Piloti che tra i Costruttori, ponendo fine a undici anni di attesa e aprendo un ciclo che sarebbe durato fino al 1979.
Della monoposto del 1975 rimane iconica anche la livrea, che per l’occasione rivivrà sulle monoposto di Leclerc e Hamilton con la carrozzeria speciale sfoggiata al Gran Premio di Miami. Le SF-25, dunque, riporteranno in auge i tratti distintivi della leggendaria 312 T. La tonalità del rosso sarà la stessa della vettura di cinquant’anni fa e non mancheranno le celebri strisce bianche longitudinali sulla carrozzeria, così come i nomi dei piloti scritti in corsivo. Anche i numeri di gara saranno coordinati, in nero, incasellati in una tabella portanumero bianca. L’ala posteriore sarà color argento metallizzato, a ricordare l’alluminio che veniva utilizzato allora, prima che arrivasse la fibra di carbonio. Il cofano che copre la power unit della SF-25 sarà ovviamente bianco, come quello della vettura di Lauda, e anche le ruote avranno un disegno ispirato ai cerchioni dell’epoca.
Tutto il team domenica indosserà divise speciali ispirate alla stagione 1975, sulle quali farà ritorno il logo rettangolare dell’azienda al posto dello scudetto, che sarà solo sulle monoposto. Leclerc e Hamilton avranno tute, scarpe e caschi dedicati, che richiameranno lo stile e i colori dell'epoca, creando un collegamento visivo tra il passato glorioso e il presente della Ferrari. I tifosi, in particolare quelli della Ferrari, sono da sempre protagonisti a Monza, ma al 1975 sono legate alcune delle immagini più iconiche della loro passione. Sono rimaste nella storia le fotografie degli appassionati che non si accontentavano di un posto in tribuna ma cercavano le posizioni migliori da cui vedere la corsa. Tra i punti più ambiti i cartelloni pubblicitari: gli striscioni con gli sponsor del Gran Premio erano infatti intelaiati su impalcature di tubi innocenti ed erano dunque facilmente scalabili. Arrivati in una posizione elevata agli appassionati bastava rompere lo striscione per avere una visione perfetta di quanto avveniva in pista.
La passione dei tifosi di Monza da allora è diventata un simbolo in tutta la Formula 1 al pari dell’invasione di pista di fine gara, al punto che quando, dopo i lavori di ristrutturazione dell’Autodromo avvenuti a inizio anni Duemila, è stato costruito il nuovo podio, si è deciso di orientarlo verso il rettilineo dando le spalla alla Parabolica. Da quella posizione privilegiata, chi ha la fortuna di stappare lo champagne sul gradino più alto a Monza lo fa sotto una vera e propria marea di persone, nella quale il colore dominante è il rosso.
Charles ha provato per due volte quella sensazione favolosa, nel 2019, al suo primo anno in Ferrari, e nella scorsa stagione, il podio di Monza non è sconosciuto nemmeno a Lewis Hamilton, che all’Autodromo Nazionale ha vinto ben cinque volte (2012, 2014, 2015, 2017 e 2018), ma è facile credere che quella di quest’anno sarà un’edizione che l’inglese ricorderà per sempre. Sarà infatti la sua prima volta da pilota della Ferrari, resa ancora più speciale dal ricordo di Lauda, che nella sua carriera ha avuto un’importanza speciale.
Domenica prima del via, i tifosi in Autodromo potranno riabbracciare uno dei piloti più amati della storia della Scuderia ovvero Jean Alesi, portacolori Ferrari dal 1991 al 1995, che pur avendo vinto una sola gara è rimasto nel cuore degli appassionati di Maranello. Il francese sarà al volante di una 412 T2 del 1995, l’ultima monoposto equipaggiata con il mitico motore V12 di Maranello. La vettura sarà preparata e gestita dal dipartimento di F1 Clienti di Ferrari.
La Ferrari ha previsto diverse iniziative per coinvolgere i propri tifosi in occasione del weekend di Monza. Gli appassionati potranno stare vicino ai loro piloti preferiti già mercoledì pomeriggio a Milano al Flagship Store con ingresso in via San Raffaele, dove sarà anche aperto il “Replica pop-in” con i prodotti in serie speciale dedicati alla ricorrenza, e a Palazzo Reale dove è in programma l’evento “Drive to Monza by Peroni Nastro Azzurro 0.0%”. E a partire da giovedì, e per tutto il mese di settembre, gli appassionati che visiteranno il Museo Ferrari di Maranello potranno vedere la Ferrari 312 T guidata da Niki Lauda nella trionfale stagione 1975. Oltre a questa storica monoposto ci sarà anche una vettura nella speciale livrea di Monza questo weekend.
Nonostante i risultati non certo esaltanti di questa stagione iniziata con dichiarazioni che promettevano ben altro, l’atmosfera a Maranello è di festa, e Monza la merita anche perché spesso ha riservato grandi sorprese come avvenne a meno di un mese dalla scomparsa del Drake, era l’11 settembre 1988, quando tutto sembrava perduto ma a due giri dalla bandiera a scacchi il patatrac: Ayrton Senna entrò in collisione con Jean-Louis Schlesser, il brasiliano uscì di pista, lasciando campo libero a Berger e Alboreto, che arrivarono in parata al traguardo.
Un’atmosfera di festa che però non nasconde le crepe che a vario livello e nelle posizioni più diverse si stanno aprendo in quella che dovrebbe essere una struttura monolitica come un Team di Formula 1. E’ in atto un mini fuggi fuggi verso altri lidi, ovvero team concorrenti, di tecnici o collaboratori che erano in dissidio o comunque non condividevano le scelte dello staff tecnico a diretto contatto con Fred Vasseur. Simone Resta, un ex Ferrari non certo di secondo piano, avrebbe già convinto Ioannis Veloudis ed altri tecnici aerodinamici a fare le valige con destinazione Mercedes; il dipartimento comunicazione, che fa capo a Silvia Frangipane Hoffer (ex McLaren), si sarebbe “liberato” di Davide Marchi mentre Vasseur ha provveduto a indicare la porta di uscita a Jock Clear, 61 anni, che così lascerà la Scuderia di Maranello al termine di un’esperienza iniziata nel 2014.
Clear ha coperto ruoli importanti al muretto come responsabile dell’ingegneria e della prestazione, di recente era stato spostato alla gestione della Academy. Al suo posto di Marc Gené, che sarà dunque responsabile della Ferrari Driver Academy che ha appena festeggiato il sesto posto di Oliver Bearman in Olanda e la vittoria del titolo in F3 con Rafael Camara. (Pa.Lelli.)