Ferrari: le “non verità” di Piero Fusaro… 34 anni dopo!!

Martedì 24 dicembre sul quotidiano sportivo torinese è comparsa una lunga intervista a firma Paolo Bramardo, profondo conoscitore e frequentatore del mondo della Formula Uno negli anni ’80 ’90 del secolo scorso, nientemeno che a Piero Fusaro che ricoprì la carica di presidente della Ferrari dal gennaio ’89 a fine ’91 quando fu sollevato dall’incarico per insediare al suo posto Luca Montezemolo.
Dopo tanti anni vissuti nel più completo oblio coltivando i due suoi hobbies: la musica e la collezione di orologi, Fusaro ha rotto il silenzio per raccontarsi e raccontare una parte della storia della Scuderia ovviamente secondo Lui e quindi con pochi riscontri con la realtà. Alla resa dei conti una pagina del quotidiano sprecata dal momento che non ha avuto, o meritato, grande attenzione forse grazie anche all’imminenza delle festività natalizie.
Difficile capire i motivi di questa uscita estemporanea in cui vengono citati fatti ed episodi su cui da molto tempo è stata fatta pienamente luce, documenti alla mano e dichiarazioni degli interessati. Probabilmente la recente pubblicazione, e il successo di vendite, del libro “ Cesare Fiorio, STRATOSferico” deve avere innervosito l’ingegnere.
L’intervista contiene una serie di “perle” che non possono passare inosservate:
Nel 1988 dopo la morte dell’Ingegnere …. Sono stato convocato dall’avvocato Agnelli che mi disse “ Senta Fusaro Ferrari mi ha sempre detto che lei avrebbe dovuto essere il suo successore e quindi la chiamo alla presidenza della Ferrari”…..
Il presidente della Ferrari dal 1984 era Vittorio Ghidella che rimase dopo morte di Ferrari fino a novembre del 1988 quando lasciò il Gruppo Fiat. Cesare Romiti, a metà dicembre, propose al Consiglio di Amministrazione la nomina di Piero Fusaro, uomo FIAT, per anni a fianco dello stesso Ghidella anche nella veste di coordinatore del Comitato Corse, che dettava le strategie del Gruppo nel motorsport, e conoscitore della Ferrari ove era stato anche direttore generale a metà degli anni ’70. Persona di fiducia con il dna del motorsport tanto che nel comunicato di insediamento si leggeva …..”la sua passione lo porterebbe a mettere le ruote anche alle scrivanie”.

Quindi fu una scelta di Cesare Romiti e del CdA Ferrari , l’avv. Agnelli non ha mai influito sulla scelta…..
Quando io tornai in Ferrari la squadra corse era una squadra molto ben equilibrata, molto ben formata con grandi tecnici e grandi piloti e chiesi a Fiorio di venire non tanto perché fosse necessario un direttore della Gestione Sportiva ma perché pensavo potesse apportare alla Ferrari la sua conoscenza dei regolamenti, , sulla loro gestione , sulla gestione degli uomini che seguivano l’evoluzione delle varie norme …..per il resto non c’era bisogno di nulla ……
Anche in questo Fusaro non è molto preciso….
Dopo la scomparsa di Ferrari, Marco Piccinini diede le dimissioni e Ghidella nominò Team Manager Pier Giorgio Cappelli. Fu un inverno trascorso a fare test sotto la guida di John Barnard , il progettista del rivoluzionario cambio al volante. Una monoposto di nuova concezione, la 640, che si rivelò difficile da mettere a punto e il campionato 1989 era alle porte con tecnici in confusione e prospettive non certo positive. Ai primi di marzo Cesare Romiti, sempre molto attento all’immagine e al business Ferrari, decise di rompere gli indugi. La squadra Lancia era al rally del Portogallo. Il sottoscritto, era venerdì, ricevette una telefonata da Romiti in persona……” dica a Fiorio di chiamarmi urgentemente per un incontro lunedì”.
L’incontro ci fu con l’incarico a direttore della Gestione Sportiva Ferrari…. e il martedì Fiorio fece ingresso a Maranello… Fusaro lo seppe la mattina di martedì e Cappelli dieci minuti prima della presentazione ufficiale dal momento che nessuno aveva il coraggio di comunicargli la decisione presa a Torino.
……..Per il resto non c’era bisogno di nulla tanto è vero che cinque giorni dopo vincemmo con Mansell il Gran Premio del Brasile-…… Fiorio con la sua sindrome di salvatore acquisì subito i meriti, è vero che c’era lui, ma il merito era anche degli altri che avevano fatto la macchina e l’avevano sviluppata…….
Quella domenica Fusaro non era a Rio de Janeiro ma nella sua casa in Valsavarenche (Valle d’Aosta) … al mattino il warm up fu un disastro nessuna delle due monoposto riuscì a percorrere più di un giro. Lo stesso Barnard non sapeva più che fare, quasi una resa. A quel punto intervenne Fiorio…” Non sappiamo quale è il problema, è inutile rompersi la testa. Proviamo….cambiamo tutto il cambiabile se il problema è in un particolare magari lo si risolve. “ E Mansell al pomeriggio trionfò, il primo di tre successi stagionali, l’antipasto di un 1990 in cui si sfiorò il successo completo.

Vicenda Senna – Ferrari……come fece Prost a farsi ricevere e confermare dall’avv. Agnelli? L’avv. Agnelli non rifiutava gli incontri, era un uomo di mondo,un grande personaggio, un principe che concedeva udienza quando qualcuno chiedeva di essere ricevuto ….le voci sulla trattativa con Senna sono arrivate anche a Prost e per lui fu facile andare da Agnelli e ottenere la conferma….Prost disse ai quattro venti della conferma e da nessuno venne una smentita . E noi prendemmo atto della situazione. Non vedo cosa altro avremmo potuto fare. Senza contare che il famoso contratto che Fiorio ha sventolato non si può nemmeno dire pre-contratto perché mancava di alcuni principi fondamentali. …….Dal lato Senna era tutto a posto, dal lato Ferrari non è mai esistita la GS SA, se Senna avesse firmato quel contratto lo avrebbe firmato con nessuno perché esisteva la GSA SA (Gestion Sportive Automobile per azioni) non la GS
Prima imprecisione: l’agreement reca la firma di Gestion Sportives S.A….Inegnere perché non controlla? Un’altra imprecisione di Piero Fusaro è che Prost non ha mai né incontrato né parlato con l’avv. Agnelli.
Fiorio avvicinò Senna al Gran Premio di Montecarlo grazie ai buoni uffici di Angelo Orsi, un fotografo molto amico, uno dei pochi, di Ayrton Senna che subito si dimostrò interessato e diede il via a proseguire la trattativa con la clausola tassativa che tutto avrebbe dovuto rimanere top secret sino al momento della firma sul contratto ufficiale che sarebbe stato firmato presso lo studio legale dell’avv. Peter a Lugano (sede, per la precisione, proprio della Gestion Sportives SA). Il pre contratto, in pratica solo un agreement, fu firmato a Londra alla vigilia del G.P. di Silverstone 1990. A quel punto con il pre contratto in mano Fiorio dovette rompere il silenzio e dare la notizia a Fusaro che andò su tutte le furie per essere stato tenuto all’oscuro. L’agreement era talmente valido che Fusaro sottopose l’accettazione da parte della Ferrari alla decisione del CdA che ritenne eccessiva la richiesta anche di una F 40. Lo stesso Senna a Monza confermò, l’anno successivo, di aver firmato un accordo con la Ferrari, documento che non fu approvato dai vertici Ferrari e quindi automaticamente reso nullo. Fusaro per “vendetta” raccontò tutto a Prost che ebbe ben presto l’occasione di vendicarsi con la Ferrari non con Fiorio tanto che Prost lo chiamò in seguito a gestire la scuderia ex Ligier poi Prost F.1.
Così Fusaro cambiò la vita di molti….quella di Senna, sicuramente anche di altri costretti a lasciare Maranello perché avevano il difetto di aver apprezzato il lavoro di Cesare Fiorio.
Il divorzio di Fiorio dalla Ferrari lasciò tutti stupiti per i tempi e i modi in cui si verificò. In realtà non accadde nulla di particolare , a novembre 1991 perché non avevo vinto il mondiale in tre anni e mi sembra giusto dimettermi dalla Ferrari ……mentre gli anni passati con Ferrari sono stati bellissimi gli ultimi tre alla presidenza , evidentemente c’erano altri che non pensavano che dovessi essere io il successore di Ferrari……
Accadde, accadde, ing. Fusaro !! Tanto è vero che a novembre il CdA non le rinnovò la fiducia e Lei si trovò trasferito alla presidenza dell’ANFIA mentre sulla poltrona di successore di Enzo Ferrari prese posto Luca Montezemolo. (Franco LIistro)