In attesa della monoposto 2021, la parola a Binotto, Sainz e Leclerc nel ruolo di…. #EssereFerrari

Maranello. Per la Ferrari e i suoi uomini il 2020 sarà un anno da ricordare, un anno che deve essere un monito dal momento che un’altra annata così negativa in termini di prestazioni e risultati , la Ferrari, non se la può più permettere. Ed ecco allora che, finalmente, è sceso in campo anche il presidente , nonchè amministratore delegato, John Elkann, che ha voluto rammentare a tutti i componenti del reparto corse….” “la cosa più importante di questa stagione sarà dimostrare la nostra voglia di vincere, servono responsabilità e umiltà. Bisognerà prestare attenzione ad ogni minimo dettaglio: conta tutto”.
Se il presidente giovedì ha parlato ai dipendenti, venerdì Mattia Binotto e i due piloti si sono rivolti al cuore dei milioni di tifosi in tutto il mondo e per caricarli in vista di un 2021 difficile, ma che deve essere un trampolino di lancio per la stagione 2022.
Dopo una serie di stagioni, ricche più di giornate amare che di momenti di gioia, in casa Ferrari ci si è resi conto della necessità di riaccendere la passione attorno alla Rossa. toccando le corde giuste, con un video in cui ha dominato il motto del Cavallino….’#EssereFerrari,
Poche e rapide immagini della monoposto 2021,quella si vedrà dal vivo il 10 marzo, ma largo spazio a un Binotto che è sembrato più determinato del solito parlando dalla Sala delle Vittorie del Museo per ricordare a tutti che la Ferrari c’è ed è la F1, ma soprattutto spazio a Leclerc e Sainz jr che si sono raccontati, prima singolarmente poi in coppia, sottolineando a più non posso l’emozione che si prova ad essere vestiti in Rosso e ad entrare nella factory di Maranello.
Mattia Binotto: “Il 2021 sarà un anno particolarmente impegnativo. Dopo la difficile stagione dello scorso anno sappiamo che questo per noi dovrà essere un campionato all’insegna del riscatto, nel quale sarà importante mostrare la nostra voglia di vincere. Sappiamo che si tratterà di una stagione di transizione, anche per via dei regolamenti che non permettono di cambiare sostanzialmente la vettura, ma semplicemente di portarne in pista una evoluzione. Abbiamo individuato quali sono stati i problemi della SF1000 e abbiamo migliorato la monoposto in tutte le aree concesse dal regolamento: avremo un motore nuovo, un’aerodinamica rivista e un retrotreno modificato. Vogliamo fare bene, non vediamo l’ora di scendere in pista per poterci confrontare con i nostri avversari e verificare la bontà del lavoro che abbiamo svolto. Siamo consapevoli che in stagioni come quella che ci aspetta ogni dettaglio potrà fare la differenza, ed è per questo che abbiamo lavorato su ogni fronte. Vanno in questa direzione anche le scelte fatte nell’area tecnica, perché crediamo che definire nel miglior modo possibile i ruoli e le responsabilità possa mettere in condizione ciascun componente del team di dare il massimo, e questo è ancora più importante in una stagione nella quale bisognerà anche lavorare sulla vettura 2022, che dovrà essere disegnata a partire da un foglio bianco, dal momento che ci sarà un cambiamento radicale di regolamento. Charles e Carlos sono giovani, simili per certi aspetti e, credo, fortissimi. So che non vedono l’ora di scendere in pista e di confrontarsi, ma so che sono consapevoli del fatto che prima di tutto viene la Ferrari e il suo interesse, per questo non ci sono gerarchie. Se saremo così bravi da diventare la forza dominante in Formula 1, allora magari inizieremo a fare certe valutazioni. Ma per il momento non c’è spazio per questi discorsi: prima bisogna recuperare terreno sui nostri avversari”
Carlos Sainz: “La mia passione per le corse è iniziata molto presto, motori e pneumatici sono stati sempre presenti nella mia infanzia. A 2 o 3 anni ho visto per la prima volta un'auto e ci sono subito salito su. Mio padre è stato due volte campione di rally, poi quando avevo 10 o 11 anni a Barcellona ho incontrato Fernando Alonso, Michael Schumacher e mi sono subito innamorato della F1. Da lì, correrci è diventato un obiettivo. Entrare a far parte del mondo Ferrari cambia la vita, regalando momenti che non si dimenticano, come ha raccontato il figlio d'arte: Nel momento in cui firmi e realizzi che diventerai un pilota Ferrari, questo cambia la tua vita completamente. A dicembre ho passato i miei primi giorni in Ferrari, ho conosciuto tutte le persone della fabbrica, gli ingegneri ed i meccanici con cui avrei lavorato. La prima volta che indossi la tuta rossa, o che metti il cappellino, quello è un momento che non potrai mai dimenticare, neanche a 90 anni. Voglio aiutare il team a tornare ad alti livelli, tutti dobbiamo spingere nella stessa direzione, con Charles c'è rispetto e competitività. Non mi sono mai dovuto allenare sulla concentrazione, è un qualcosa che dipende molto anche dalla preparazione fisica. Sono sereno, non dimostro di essere nervoso. Sarà molto difficile battere Charles, ma ci proverò. Sarebbe il massimo, la cosa più importante comunque è quella di far andare bene la Ferrari. Quest'anno sarà importante, poi ne riparleremo quando ci sarà da lottare per il Mondiale. Riusciremo a superare ogni rivalità, ho grande rispetto per la squadra. I test di Fiorano mi hanno colpito, ero nervoso e sapevo che era una giornata speciale, ed anche i tifosi sono speciali"
Charles Leclerc: "La Ferrari è come una famiglia. Essere un pilota della Rossa è sempre un orgoglio. Stare qui vuol dire migliorarsi in ogni aspetto, c’è un team che lavora giorno e notte: questo è uno sport di squadra. La mia firma è stato un momento davvero speciale. Pensavo di sapere cosa volesse dire lavorare qui, ma appena conosci le persone vedi quanto siano concentrate sui dettagli, come tutto sia finalizzato alla performance. ll tutto è finalizzato poi alla prestazione in gara, e io sono qui per battere tutti.Sono contento del 99% di quello che faccio. Ora mi sento meglio, sono cresciuto e sono migliorato nella gestione degli pneumatici nel 2020: ho capito che devo essere aggressivo ma anche conservativo. Normalmente però sono teso più in qualifica che in gara anche se resto un inguaribile ottimista: quando ho un momento difficile provo a trovare il positivo della situazione. Tutto è cambiato dopo Monza, anche la mia popolarità. Lì è stato il massimo. Ferrari è una religione. Soprattutto in Italia si sente la passione delle persone. Anche se sono molto giovane ci ho messo tanto impegno per arrivare fino a qui. Ci stimoliamo l’uno con l’altro in questa squadra: l’importante è che la Ferrari vinca. Ti senti di far parte di questa famiglia. L’obiettivo di quest'anno? Il minimo è fare meglio del 2020 e del sesto posto costruttori. Ovviamente costruire una base solida per il 2022, anno importantissimo che condizionerà gli anni successivi, essendo un progetto di monoposto completamente nuove. Il 2021 non va certo messo da parte, ma è vero che arriviamo da un campionato complicato. Abbiamo imparato molto su dove migliorare anche se col regolamento congelato non abbiamo avuto la possibilità di fare tutte le modifiche che volevamo. Abbiamo fatto delle scelte e vediamo se pagheranno. Abbiamo smesso di soffrire? Vedremo, speriamo! Posso dire che in un progetto nuovo di macchina è sempre difficile saperlo fin quando non la metti giù, abbiamo fatto tante riunioni, ci sono delle cose positive in questa vettura. C’è stato tantissimo lavoro per migliorarla, poi dove saranno gli altri lo sapremo solo in pista" (Al.Fanin.)
IL NUOVO ORGANIGRAMMA…
Le numerose sfide che Scuderia Ferrari Mission affronterà in questa e nelle prossime stagioni richiedono sempre più un’assoluta focalizzazione di tutte le energie sulle priorità tecniche e sportive, con la definizione di ruoli e responsabilità chiare. In verità poche le novità. In pratica Mattia Binotto si è alleggerito di alcuni incarichi, quelli per cui nutriva poca affinità, in considerazione anche del fatto che molto probabilmente sarà assente spesso dai campi di gara per seguire meglio lo stato di avanzamento della monoposto 2022.
Chi si attendeva l’arrivo di qualche pezzo “da novanta” come promesso o anticipato nei mesi scorsi rimarrà di certo deluso…
A Mattia Binotto, Team Principal e Managing Director della Scuderia, riportano, per l’area tecnica: Enrico Cardile (Chassis), Enrico Gualtieri (Power Unit), Laurent Mekies (Racing) e Gianmaria Fulgenzi (Supply Chain).
Con l’obiettivo di essere più efficaci ed efficienti nella ricerca della prestazione la Direzione Chassis sarà organizzata in quattro aree:
---- Vehicle Concept (David Sanchez)
---- Chassis Performance Engineering (Enrico Cardile)
---- Chassis Project Engineering (Fabio Montecchi)
---- Vehicle Operations (Diego Ioverno)
Inoltre, nell’ottica di massimizzare le opportunità di business, l’ente Scuderia Ferrari Commercial, Marketing and Events passa all’interno del Department Brand Diversification, diretto da Nicola Boari.