La Formula 1 riparte: accordo per salary cap e prima bozza di calendario, Todt annuncia l’addio

Parigi. L’ opera sotto traccia di Ross Brawn comincia a dare i suoi frutti. Giorno dopo giorno le tessere del mosaico per poter ripartire stanno andando al loro posto anche se ancora nulla è definito. Il problema del tetto di spesa di ogni team dopo la riunione dei giorni scorsi sembra avviato a soluzione, il compromesso sembra, come sempre, essere stato trovato.
I team maggiori erano partiti da 170 milioni, ovviamente esclusi gli ingaggi dei piloti e dei top manager, mentre i team minori si erano attestati sui 100, cifra che non era stata ritenuta accettabile dalle squadre ufficiali dei Costruttori che senza dubbio hanno costo di progettazione, ricerca e sviluppo da cui non si può ragionevolmente prescindere. Alla fine la proposta che sarebbe stata accettata è di 135 milioni che nel 2022 scenderebbero a 130 con l’entrata in vigore dei nuovi regolamenti.
Contenti tutti? Si direbbe di sì anche se un taglio del budget a disposizione comporterà, per i team più importanti, dei ridimensionamenti a livello di personale e di strutture. Ma chi e come il tutto sarà controllato? Quali escamotages i team alla fine si inventeranno nel caso non riuscissero a contenere le spese.?
Ma Ross Brawn ha un compito da parte di Liberty Media ben più importante: riuscire a fare partire il campionato il prima possibile, tenendo al contempo in considerazione sia la salute delle squadre, sia quella degli spettatori dopo l'annullamento della prima gara stagionale in Australia e del Gp di Monaco, e il rinvio a data da destinarsi dei GP di Bahrain, Vietnam, Cina, Spagna, Canada e Francia.
Nei giorni scorsi hanno voluto dire la loro anche Bernie Ecclestone e l’ex presidente della FIA Max Mosley, entrami contrari a un a ripresa delle ostilità per il 2020 non è certo dello stesso parere Liberty Media sia per non accrescere le difficoltà della maggioranza dei team cui verrebbero meno le risorse economiche derivanti dal contributo degli sponsor con il rischio di non vederli più al via il prossimo anno sia per salvare il proprio bilancio che dovrà anche fare il conto con il salasso del titolo in borsa ove c’è da registrare un pesante -45%.
Per quanto riguarda il numero di gare Liberty Media punta a mettere a far disputare almeno 15 gare, un numero che permetterebbe di evitare contenziosi sempre pericolosi in materia di diritti televisivi, anche utilizzano sue volte lo stesso circuito.
La bozza di calendario più accreditata prevede il via il 5 Luglio in Austria, a Zeltweg ,sul circuito di proprietà della Red Bull e le prime tappe saranno tutte in Europa e a porte chiuse anche se questa soluzione spingerà i promoter dei singoli circuiti a chiedere inevitabilmente uno sconto sulla quota contrattuale da pagare a Liberty Media, non potendo contare sul ricavato dei biglietti venduti. Ma la situazione di emergenza potrebbe rendere inutile ogni rivendicazione in materia invocando la clausola di forza maggiore.
Chi potrebbe ospitare anche due gare consecutive potrebbe essere il circuito di Silverstone in data 19 e 26 luglio.Silverstone si presta perfettamente a questa scelta dal momento che ben sette scuderie su dieci (Mercedes, Red Bull, McLaren, Renault, Racing Point, Haas e Williams) hanno sede in Gran Bretagna anche a pochi passi dalla pista mentre i tre team (Ferrari, Toro Rosso e Alfa Romeo) potrebbero essere ospitati dagli alberghi situati nei pressi della pista con la possibilità di effettuare le revisioni di routine nei box del circuito inglese.
E ‘ stata invece accantonata l'ipotesi di correre una gara nel senso tradizionale, e una nel senso opposto, sia perchè la pista di Silverstone non ha l'omologazione FIA per poter correre in senso inverso, sia per i costi eccessivi relativi al nuovo posizionamento delle barriere e delle vie di fuga.
Torna in corsa anche il circuito di Barcellona, sempre a porte chiuse, il cui direttore ha però posto come condizione di rivedere la la quota 2020 e alla garanzia di poter vedere nel calendario di F1 la gara spagnola nel calendario almeno sino al 2022.
Il mondiale proseguirà con alcune gare europee (tra cui Monza) a porte chiuse da svolgersi tra agosto e settembre, poi tutta la carovana i sposterà a Singapore per poi correre in Giappone , Cina e Vietnam. Rimangono invece il lista di attesa i Gp di Azerbaijan e Russia, così come Canada, Usa, Messico e Brasile. Ad ospitare le ultime gare della stagione, a dicembre o male che vada a gennaio 2021, saranno il Bahrain e Abu Dhabi.
Tra una riunione e l’altra Jean Todt ha trovato il tempo di parlare con diverse testate giornalistiche, tra queste il mensile tedesco Auto Motor und Sport. Per fare il punto della situazione e per annunciare che al termine del mandato il prossimo anno non si ricandiderà:
"Nonostante io ami quello che faccio e ho tanta passione ed energia per questo, anche se me dovessero chiedermelo, non cambierò gli statuti. L’emergenza Coronavirus? Abbiamo creato un team di crisi che si riunisce per via telematica a distanza di pochi giorni. Discutiamo su come possiamo contribuire al mondo, adesso e anche dopo la crisi, perché anche in questo caso ci saranno conseguenze. È tempo di pensare, di riorganizzare i valori, di stabilire le priorità. Ora stiamo realizzando per la prima volta quanto siamo vulnerabili. Fino ad oggi abbiamo vissuto troppo spesso nella nostra bolla, trascurando ciò che sta accadendo nel mondo. È anche tempo di renderci conto che abbiamo l’opportunità unica di cambiare le cose che ci sono sfuggite di mano e raddrizzarle di nuovo. In un certo senso la crisi può essere vista come un’opportunità, ma è importante trarre le giuste conclusioni e fare i passi giusti. Stiamo parlando del futuro. A volte è meglio impiegare una settimana in più per prendere le decisioni giuste.Bisogna essere umili e mostrare responsabilità. Viviamo in un mondo in cui enormi somme vengono investite in armi nucleari, possiamo volare sulla luna, sviluppiamo auto autonome, ma comprendiamo ancora troppo poco di noi stessi: ora affrontiamo un virus in gran parte sconosciuto che viaggia e infetta il mondo senza accorgersene. Spero che tutti capiscano i segni e stabiliranno priorità diverse in futuro".
Volente o nolente Jean Todt dovrà affrontare questo difficile momento poi probabilmente lo attende un seggio nella commissione ONU della sicurezza automotive e stradale. Guarda caso uno dei suoi principali cavalli di battaglia in questi anni. Nei prossimi mesi inizierà la battaglia delle candidature …. Flavio Briatore, Alejandro Agag, Toto Wolff? Al momento la piazza non sembra offrire di più. Sullo sfondo però c’è sempre l’ombra del grande tessitore….Bernie Ecclestone e chiunque sarà il prescelto dovrà avere il suo ok.
Sarà la storia a giudicare l’operato di Todt. Di certo ha fatto meglio, ma ci voleva ben poco, del suo predecessore Max Mosley ma Jean Marie Balestre, Monsieur le President , a capo della federazione francese dal 1978 al 1991 e della FIA dal 1985 al 1993, è ancora davanti di molte lunghezze. (Marc Canone)