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Nel giorno degli 80 anni di Munari, tanti, troppi?, problemi per il motorsport, per la la F.1 in primis

Torino. Come avvenuto, due settimane orsono,   nella ricorrenza dei 60 anni che avrebbe compiuto Ayrton Senna anche gli 80 anni di Sandro Munari  sono passati sotto silenzio. Munari è stato il miglior interprete delle potenzialità nei rally del Lancia, con la Flavia, la Fulvia  e con la Stratos grazie alle felici intuizioni di Cesare Fiorio;: una carriera iniziata quasi per caso nel 1964 come navigatore  di Arnaldo Cavallari e proseguita l’anno dopo passando al volante poi proseguita   con tanti squilli accompagnati dal suono dell’inno nazionale,  e il primo fu al Rally di Corsica nel 1967. Una carriera cui è mancata solo una perla: la vittoria al Rally del Kenya. E il Safari per Munari  divenne quasi una ossessione tanto da spingerlo a cercare il successo nella gara africana con ogni mezzo: negli anni ’80 con un’Alfa Romeo  e con una Nissan.  Non sono tempi di festeggiamenti , ognuno festeggia  da solo e così è stato anche per Sandro Munari, il Drago, l’uomo che grazie alla Lancia ci ha fatto conoscere ed amare i rally.

Non sono tempi di festeggiamenti ma sono tempi molto difficili per tutte le discipline del motorsport sia a livello nazionale  che internazionale. A livello nazionale  i prossimi otto mesi del 2020 sono praticamente tabula rasa, difficile sapere quali gare su strada e su pista potranno avere luogo dal momento che non c’è spazio per tutti e quindi una drastica selezione sarà necessaria; ancora una volta, in barba alla passione degli organizzatori, sarà il fattore economico a decidere le scelte  dal momento che i finanziatori, ovvero gli sponsor, di oggi non ci saranno più domani, almeno in gran parte.

A livello internazionale la situazione non è meno complicata anche perché coinvolge Paesi in tutti in continenti  che si trovano ad affrontare situazioni di emergenza in tempi differenti ma FIA e FIM sembrano più che determinate ad assemblare  dei calendari ridotti  con un minimo di gare  per arrivare alla assegnazione del titolo e soprattutto per salvaguardare gli interessi finanziari dei team che rischiano di non poter passare all’incasso dai loro “benefattori”.

La MotoGp si sta muovendo  con l’ipotesi di ripartire a fine maggio con il Gran Premio d’Italia o il 7 giugno a Barcellona. Del tutto da scartare la partenza a metà maggio  con la gara di Le Mans il 17 maggio dal momento che la 24 Ore, in programma  la settimana successiva, è già stata rinviata a settembre.

La Formula E  ha programmato la ripartenza a giugno ma ha il problema di trovare le sedi per dare il via a doppie gare  altrimenti  sarà necessario prolungare  la stagione potrebbe   di uno o due mesi.   Al contrario i campionati turismo sono tutti in altomare: le Case  vanno incontro a una crisi di vendite, già in Italia a marzo si prevede un crollo che potrebbe aggirarsi attorno all’80%, e allora potrebbe diventare imperativo il taglio dei budget  e salvaguardare l’immagine….

In questi giorni si parla in pratica solo  di Formula 1 come se fosse il cardine di tutto il motorsport e probabilmente lo è. Le voci si accavallano e le riunioni a tutti i livelli sono in pratica permanenti. Media Liberty sta facendo di tutto per salvare la situazione anche perché deve trovare una via di uscita  per evitare un crack finanziario  senza eguali visto che in borsa ha già perduto qualcosa come tre miliardi di dollari.

Inaspettatamente ha detto la sua anche Bernie Ecclestone: «Fosse per me nel 2020 non si correrebbe nessuna gara .Penserei a piantarla il prima possibile con discorsi sul nuovo calendario, concentrandomi esclusivamente alla sicurezza delle persone. Nessuno dovrebbe perdere tempo a organizzare qualcosa che non ci sarà, come le Olimpiadi di Tokyo o gli Europei di calcio, già spostati al 2021. Dispiace, ma è l’unica via».

Mentre anche la 500 Miglia di Indianapolis è stata  spostata dal 24 maggio al 23 agosto, la Formula 1 ragiona su come e quando fare iniziare e soprattutto finire questa stagione.. Oramai sono stati definitivamente  cancellati  Australia e Montecarlo  mentre si spera di poter, ma quando?,  disputare Bahrein, Vietnam, Spagna, Olanda e Azerbaigian. Al momento il via sarebbe fissato per il 14 giugno a Montreal ma «Non c’è più del 50% di possibilità che la nostra gara possa disputarsi», hanno fatto sapere gli organizzatori canadesi: una decisione è attesa entro Pasqua né è pensabile  un rinvio in autunno per via delle condizioni climatiche canadesi.

Anche il GP di Francia a Le Castellet (28 giugno) sarebbe in dubbio, così negli ultimi giorni si sta ragionando sull’Austria (5 luglio) ma c’è subito l’intoppo di Silverstone (19 luglio) i cui organizzatori si sono impegnati a dare una conferma entro fine aprile. Tutto dipenderà dalla possibilità di poter fare partire la macchina organizzativa che ha bisogno di tre mesi pieni di lavoro.   Ad oggi sembra molto difficile  comporre un puzzle di queste dimensioni

L’obiettivo di almeno 18 gare sembra molto difficile da centrare, forse 15  è più realistico ma per l’assegnazione del titolo ne bastano 8…..

Per consentire di svolgere un numero di GP sufficienti a distribuire risorse economiche adeguate (per la F1 almeno 15-18), i team hanno approvato altre modifiche: in primo luogo ridurre i fine settimana a due giorni  in modo da potere avere più gare consecutive e la disponibiltà a gareggiare anche nel mee di dicembre e, se serve, anche a gennaio dal momento che nel 2021 vedremo le monoposto identiche (quasi)  a quelle di questa stagione.

Nel frattempo  tutto il mondo dell’automobile si è mosso per fronteggiare l’emergenza coronavirus e anche la Formula 1 ha dato il suo contributo. Il   gruppo delle sette scuderie con base in Inghilterra  (Red Bull, Racing Point, Haas, McLaren, Mercedes, Renault, Williams) hanno risposto  all’appello governativo per fronteggiare l’emergenza sanitaria  unendo le forze nel «Project Pitlane».

Tre le linee guida del piano: re-ingegnerizzare i dispositivi medici già esistenti per renderli più flessibili, far crescere i livelli di produzione e velocizzare i tempi di consegna. Sviluppare in tempi rapidissimi prototipi dal nuovo design per ottenere le certificazioni necessarie e mandarli poi in produzione.

La Ferrari ha messo a disposizione componenti (monitor, video e dei particolari elettrici) destinati alla Siare, azienda emiliana che costruisce ventilatori, nell’ambito di un progetto più ampio che coinvolge anche FCA , Magneti Marelli,e Dallara, ed  è pronta a muoversi ancora se dovessero servire altre componenti.(Franco Liistro)

 

 

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