La Formula 1 cerca di salvare la stagione, poche speranze per altri campionati

Il 21 marzo Ayrton Senna avrebbe compiuto 60 anni. Una ricorrenza che avrebbe permesso di ricordare il grande pilota brasiliano e che invece è passata in secondo piano: sono giorni , meglio settimane, molto difficili per il motorsport e per molti campionati: il pessimismo comincia a prendere piede. Dal momento che non è possibile fare previsioni sul ritorno alla normalità gli organizzatori degli eventi a due e quattro ruote devono ragionare su ipotesi a medio termine. Questo comporta inevitabilmente una compressione delle gare nella seconda parte dell’anno ed allora si deve inesorabilmente fare i conti sulla disponibilità dei circuiti che più di un certo numero di gare ovviamente non possono ospitare.
In questo clima di incertezza bisognerà poi fare i conti con il fattore economico, i budget messi, spesso faticosamente, insieme corrono il rischio di diventare carta straccia infatti sono già molti gli sponsor, a loro volta in difficoltà, ad avere comunicato l’intenzione di voler rivedere gli accordi, se non di annullarli, e senza ..pecunia, dollari o euro, non si va lontani. Un problema in più per i team principal e per i direttori sportivi.
Non è neppure da sottovalutare il fatto che molte località non sono disponibili a rinunciare, nel periodo estivo, ai proventi del flusso turistico a favore dell’organizzazione di una gara che blocca hotel e altre strutture per soli 3-4 giorni, l’annullamento del Gran Premio di Montecarlo ne è un esempio.
L’operazione salvataggio potrebbe, in linea di massima, garantire qualche maggiore sicurezza ai campionati che hanno la denominazione “mondiale”: MotoGP e Superbike, Formula E, mondiale rally, WTCR e alcuni, uno o due, campionati GT. Per gli altri, soprattutto per le gare nazionali, al momento, è notte buia e le prospettive non sono rosee.
Probabilmente anche il motorsport dovrà, volente o nolente, sottoporsi a un’operazione maquillage che potrebbe diventare un look definitivo anche per l’avvenire. Da tempo in tutti i Paesi si è dato il via a un proliferare di nuovi campionati, di nuove categorie e sottocategorie, che alla resa dei conti di significato sportivo ne hanno poco, di interesse ancora meno, e che sono serviti solo per soddisfare gli interessi di pochi e a creare illusioni tra giovani piloti attratti da “titoli” che non portano a nulla se non a svuotare il portafoglio paterno.
In questo panorama i riflettori sono soprattutto puntati sulla Formula 1 che rimane sempre sul podio virtuale degli sport più seguiti. Sono giorno di frenetici confronti tra Media Liberty, FIA, Team e circuiti per arrivare a ricomporre il mosaico dei Gran Premi con l’obiettivo di arrivare almeno alla disputa di 18 gare sfruttando sia il mese dia agosto, tradizionalmente di vacanza, e magari prolungando di un mese la fine delle “ostilità”, ovvero sino a metà dicembre.
Eccetto Montecarlo che ha ufficialmente buttato la spugna e l’Olanda che per voce di Jas Lammers ha avanzato l’ipotesi di essere sulla stessa linea mentre in Francia, al Paul Ricard, si attende l’evoluzione della situazione, tutti gli altri non hanno nessuna intenzione di rinunciare alla loro gara a incominciare da Silverstone e soprattutto dal Vietnam ove gli organizzatori hanno preso una chiara posizione: "Attualmente il comitato del popolo di Hanoi e il Vietnam Grand Prix LLC stanno lavorando instancabilmente insieme alla F1, alla Fia e a tutte le parti interessate per trovare all'evento la miglior strada possibile, così da garantire la sicurezza di tutti i partecipanti."
Media Liberty il cui bilancio potrebbe andare incontro a uno sprofondo rosso ovviamente ha tutto l’interesse a trovare una soluzione non per niente Ross Brawn si è già espresso sottolineando il concetto che ai team sarà richiesta la disponibilità alla massima flessibilità e che l’intenzione è quella di partire il 7 giugno con la gara di Baku, la capitale dell’Azerbaigian. Stando però alle ultime notizie anche la gara di Baku é a rischio dal momento che il coronavirus sta dando anche là dei segnali di presenza e tutto sarebbe aggravato dal fatto che in ogni caso è un circuito cittadino e le autorità locali cominciano ad avere seri dubbi .
Monza attende serenamente le decisioni infatti il suo posizionamento nel week end del 6 settembre, potrebbe essere un appuntamento di “metà stagione”. alla luce dei recuperi, di un’Olanda in agosto dopo l’Hungaroring e con lo spostamento di Bahrain e Cina prima del finale di Abu Dhabi.
Non ha nascosto ottimismo Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI: “Penso e spero che la gara di Monza sia in un periodo abbastanza sicuro. Si pensa di ripartire con il GP dell’Azerbaigian a Baku la prima settimana di giugno. Poi ci dovrebbero essere le altre gare nello stesso mese, poi quelle di luglio e ad agosto si dovrebbero recuperare alcune gare delle cinque rinviate, a fine mese ci sarebbe il Belgio e dopo veniamo noi. Le conseguenze della pandemia inevitabilmente avranno una lunga e pesante coda sotto il profilo economico alla quale il Paese dovrà far fronte. Porterà, tuttavia, anche una voglia di Formula 1 estrema, pensiamo che Monza possa svolgersi con normalità e che anzi si possa avere una maggiore presenza di pubblico, perché ci sarà qualcuno in crisi di astinenza al quale non basterà vedere la gara alla tv e che vorrà entrare nel circuito, nel paddock. La gente che vuole esserci e vivere tutto dal vivo sentendo il rombo dei motori, penso che Monza possa essere un obiettivo abbastanza raggiungibile”.
Molto lucido l’intervento di Stefano Domenicali, oggi CEO Lamborghini ma con una parte del cuore sempre a Maranello: "Sul tavolo della F1 c'è il tema operativo legato al calendario, ai contratti, ai vincoli che ci sono per avere un calendario minimo per far sì che il sistema possa autofinanziarsi, Ci sono tante squadre che vivono dalle revenue garantite dal sistema, ma se non ci sono un certo numero di gare garantite in una stagione, possono saltare tanti accordi che non possono garantire introiti. Il primo tema è partire con una definizione più o meno certa di un calendario con un minimo di 18 gare.”
Più passionale ma realistica la lettera aperta con cui Toto Wolf, il team principal Mercedes, si è rivolto indistintamente a tutto il popolo di tifosi della F.1: “Amiamo tutti le corse, qualunque siano i nostri colori: argento, rosso, gialloviola o bluarancio. Per noi che amiamo le corse la prospettiva di aspettare ancora diverse settimane prima di sentir rombare i motori è davvero fastidiosa. Ma dobbiamo anche avere ben chiaro in mente che la battaglia sportiva, le corse di auto, sono prima di tutto intrattenimento. Prendiamo tutti con estrema serietà il nostro sport, perché lo amiamo. Ma non dobbiamo smettere di guardare le cose da un più ampio punto di vista. E da quel punto di vista la cosa più importante è, prima di ogni altra, la salute di tutti noi, tifosi, addetti ai lavori, esseri umani. Il benessere di tutti noi”.(Franco Liistro)
ULTIMA ORA:
Rinviato anche il Gran Premio dell’Azerbaigian
Purtroppo,come adombrato nella news, i dubbi sono divenuti realtà. Nella mattinata di lunedì gli organizzatori del Gran Premio hanno comunicato l’impossibilità di organizzare la gara per il 7 giugno: anche in Azerbaigian il corona virus comincia a diffondersi e le frontiere sono state chiuse. Non essendo possibile fare previsioni sul ritorno alla normalità ecco che si è preferito non annullare ma chiedere un rinvio ( ma a quando?) della calendarizzazione della gara, questo il comunicato ufficiale:
“Il rinvio è stato concordato dopo ampie discussioni con la Formula 1, la Fia e il Governo dell'Azerbaigian, è il risultato della pandemia globale per il Covid-19D-19 ed è stato interamente basato sulla guida di esperti fornita dalle autorità competenti. La principale preoccupazione è la salute e il benessere del popolo azero, dei tifosi e dello staff dei partecipanti al campionato. Condividiamo la delusione dei tifosi per non godere della corsa, ma continueremo a lavorare a contatto con la F.1, la Fia e il Governo dell'Azerbaigian per monitorare la situazione e annunciare una nuova data più avanti nella stagione 2020. Tutti i biglietti per il GP continueranno a essere validi: appena la nuova data sarà confermata, tutti gli spettatori saranno informati di conseguenza sulle opzioni disponibili. I pensieri di tutti vanno a coloro che sono direttamente e indirettamente colpiti dalla pandemia di coronavirus, ringraziamo tutti i nostri sostenitori, clienti e partner per la comprensione e non vediamo l'ora di darvi il benvenuto a Baku più avanti nel corso dell'anno. Nel frattempo, l'invito è di stare a casa e stare bene".
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Il presidente della FIA, Jean Todt: "Insieme, ce la faremo"
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