SPECIALE MONZA: la Mercedes F1 W10, la conferma

Monza. Flessione Mercedes, dopo cinque anni di dominio assoluto? Neppure per sogno: se sarà in grado di confermare le prestazioni della prima metà di campionato la F1 W10 potrebbe addirittura essere la migliore monoposto della stella a tre punte dell’era ibrida.
Dopo le vittorie a ripetizione, le doppiette, le infinite pole-position della Mercedes nel 2019 sono sempre di più quelli che si chiedono quali siano i segreti tecnici della stella a tre punte. Quali le caratteristiche che la rendono una monoposto praticamente imbattibile.

Ebbene, per capirne qualcosa di più basta fare un passo indietro di qualche mese, tornare ai tempi della presentazione della F1 W10 e rifarsi alle parole di Andy Cowell, uno dei suoi padri, che all’epoca dichiarava “...la Mercedes W10 è una monoposto progettata in maniera organica. Ogni singolo componente è stato pensato in funzione delle performance dell’intera macchina.
L’aerodinamica, ad esempio è stata studiata per avere una grande efficienza e ridurre i consumi. Questo, unito alle caratteristiche del propulsore Mercedes, permetterà di non usare tutti i 110 kg di carburante concessi per la gara. E partire con cinque chili in meno ci consentirà non solo di essere più veloci di due o tre decimi al giro, ma anche di stressare meno gli pneumatici”.
Affermazioni scontate, al limite della banalità, si potrà dire ma che, a ben guardare, sintetizzano i segreti tecnici dell’ennesima monoposto grigia che sta monopolizzando il mondiale Formula 1 2019.
Un modello che, per continuare a vincere, è cambiato in molte aree, mantenendo però alcune caratteristiche base dei precedenti modelli. Concetti collaudati nel biennio 2017/2018, in alcuni casi estremizzati, in altri profondamente rivisti. Prendiamo ad esempio la questione passo. Nel 2017 aveva stupito la scelta della Mercedes di avere un passo molto lungo, mentre i suoi avversari, Ferrari in testa, avevano optato per macchine molto compatte.
Ebbene, nel 2019 i progettisti della scuderia anglo-tedesca hanno deciso di non allungare ulteriormente il passo, per ospitare serbatoi carburante più capienti, ma al contrario di sfruttare al massimo i 3725 mm di interasse, per avere un miglior comportamento in curva e soprattutto gestire in maniera ottimale gli pneumatici 2019 della Pirelli. Non solo, anche quest’anno la Mercedes ha deciso di non eccedere nella ricerca di un assetto “rake” esasperato (vettura inclinata verso l’anteriore), come fa invece la Red Bull, preferendo invece sfruttare il corpo vettura per generare il carico aerodinamico.

Detto del passo, veniamo alle altre caratteristiche tecniche della F1 W10. A partire dal musetto, che è rimasto simile a quello del 2018, nella parte anteriore, per restringersi decisamente in corrispondenza dell’attacco alla scocca. Il disegno delle “zanne” di supporto è stato invece esasperato, per aumentare la portata d’aria del flusso d’aria che si incunea sotto la monoposto. La vera novità della F1 W10 è però rappresentata dall’ala anteriore, notevolmente semplificata per regolamento (via i profili laterali aggiunti, detti anche “upper flap” e aumento della larghezza larghezza da 180 cm a 200 cm).
In quest’area gli aerodinamici di Brackley hanno optato per una gestione dei flussi d’aria che investono l’ala anteriore diametralmente opposta a quelli della Ferrari: mentre l’ala anteriore della SF90 sfrutta il concetto “out wash” (i flussi d’aria vengono diretti all’esterno delle ruote anteriori), la Mercedes 2019 rimane invece fedele ad un disegno più convenzionale, detto anche “in-wash”, che incanala i flussi all’interno delle ruote e verso l’alto.

Strettamente correlato al disegno dell’ala anteriore, quello delle sempre più complesse appendici aerodinamiche laterali o barge board, più basse per regolamento rispetto a quelle del 2018, e quello dei deviatori di flusso a “ponte”, che sovrastano la presa d’aria delle fiancate, il cui compito è quello di trattare una sempre maggiore quantità d’aria che investe la parte bassa delle fiancate.
A proposito di queste ultime, anche in questo caso la Mercedes non si è fatta condizionare dalla concorrenza, che nelle ultime due stagioni aveva proposto soluzioni decisamente più esasperate.
Le prese d’aria della F1 W10 più schiacciate e allargate, rispetto alla F1 W09, e la miniaturizzazione delle fiancate, nella parte iniziale, assicurano una riduzione della sezione frontale della vettura, minore resistenza aerodinamica e consumi ridotti. Il fatto che nel 2019 la Mercedes abbia estremizzato tutti i concetti vincenti della monoposto campione del mondo 2018 è visibile anche nella “sciancratura” dalle parte bassa delle fiancate e nella rastremazione posteriore, decisamente più accentuate. Questo lavoro di miniaturizzazione ha riguardato anche il disegno del cofano del motore, più stretto del precedente, mentre la pinna posteriore è rimasta quasi invariata, ma nella parte posteriore funge da supporto per un piccolo profilo alare aggiunto (T-wing), di derivazione McLaren .

Rispetto allo scorso anno la Mercedes ha rinunciato al complicato mono sostegno dell’ala posteriore, passando ad un duplice supporto, che si ispira chiaramente alle scelte operate dalla Ferrari in questi ultimi anni.
E veniamo alla power-unit, rivista in molti elementi, per migliorare le performance e l’affidabilità. Sempre secondo Andy Cowell, responsabile del dipartimento performance powertrain, “... nel 2019 sono stati fatti passi avanti nel processo di combustione e sul recupero di energia. L’accorpamento di MGU-H, inverter e MGU-K ha creato un sistema più efficiente, che dovrebbe migliorare il rilascio di energia in gara”.
Per alimentare la nuova power-unit è cambiato anche il disegno della presa d’aria motore, che mantiene la suddivisione in tre aree, per dividere i flussi di alimentazione del motore, da quelli destinati a raffreddare l’ERS. Modificati anche il sistema di raffreddamento, per migliorare la fluidodinamica interna e la sospensione posteriore, sempre di tipo pull rod.
I SEGRETI DELL’ANTERIORE
Nell’analisi tecnica dei segreti vincenti della F1 W10 un discorso a parte va fatto per la sospensione anteriore (disegno N.5), vero punto di forza della Mercedes 2019. Cominciamo a dire che è di tipo push rod, con il triangolo inferiore molto alto, inserito in una carenatura che ingloba anche il braccio di sterzo, per non interferire coi flussi d’aria che investono le fiancate. Una logica evoluzione della sospensione 2018? Non proprio: il cinematismo Mercedes è diventato argomento di discussione a partire dal Gran Premio di Montecarlo, quando alcune riprese televisive hanno evidenziato come i bracci della sospensione anteriore delle Mercedes W10 si muovessero quando le monoposto di Hamilton e Bottas affrontavano i tornanti più stretti. Perchè? Osservando attentamente la sospensione anteriore della F1 W10 si può notare come i bracci del triangolo superiore non siano direttamente collegati al portamozzo, ma leggermente distaccati da esso, grazie alla presenza di una protuberanza verticale, detta “bracket”.
Sfruttando il bracket è possibile disallineare il punto di attacco del triangolo superiore della sospensione, rispetto a quello inferiore migliorando, a quanto pare, la stabilità del mezzo e la precisione di guida. Ma non è tutto. Nel disegno dell’avantreno Mercedes è visibile un secondo bracket, che connette il puntone della sospensione, col portamozzo e determina gli spostamenti in altezza della scocca. Pare che, sfruttando questa geometria, quando il pilota sterza il punto di attacco del push rod si possa muovere, la ruota giri e trascini la scocca verso il basso, abbassando il centro di gravità della monoposto.
Non trattandosi di una sospensione idraulica si tratta di un sistema perfettamente legale, che permette agli pneumatici di lavorare in condizioni ottimali e di andare più facilmente in temperatura, rispetto ad altre monoposto. Una soluzione tecnica geniale, che depone a favore della creatività dei progettisti di Brakley e spiegherebbe perchè, mentre altre Formula 1 hanno problemi a mandare in temperatura le gomme (leggi Ferrari), la Mercedes si troverebbe perfettamente a suo agio con le Pirelli 2019.(Testi e disegni di Paolo D’Alessio)