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La Renault chiude in testa, primi lampi Mercedes, Williams.....la Cenerentola?

Montmelò. E’ calato il sipario  sulla prima tornata di test, ora i tecnici hanno a disposizione due giorni  per esaminare e comparare tutti i dati per effettuare le prime vere scelte  in temini di configurazioni che  saranno ulteriormente verificate la prossima settimana, sempre a Barcellona, prima di deliberare le monoposto che si vedranno nella prima griglia di partenza  in Australia.  E  con ogni probabilità anche quelle monoposto non saranno eguali a quelle che vedremo  dopo due o tre gare.

La prima quattro giorni di test si è chiusa con la Renault di Hukenberg che ha fatto segnare il miglior tempo poco meglio della Toro Rosso con Albon e della seconda Renault, quella di Ricciardo. Le monoposto della Casa francese sembrano aver compiuto un bel passo avanti come pure i motori Honda: le monoposto della squadra di Faenza  in qusti giorni sono sempre state tra le migliori e i motori Honda sembrano improvvisamente essere guariti dal male di rottura e di scarsa potenza  che erano stati all’ordine del giorno  in McLaren negli ultimi anni.

Alle spalle di questi tre le due Mercedes che, come avevamo previsto mercoledì,  per la prima volta hanno messo il muso fuori.  Niente di eccezionale ma evidentemente dopo giorni a studiare gomme, mappature, configurazioni,  con una pazienza  fuori del comune, finalmente le Stelle d’Argento  si sono avventurate in giri più veloci seppure quasi sempre con gomme medie e sempre rigorosamente con il pieno di carburante. Solo nel finale  sia Bottas che Hamilton hanno potuto girare con gomme morbide. Tanto è bastato per rianimare tutto  il paddock e riportare l’attenzione sul box  dei campioni del mondo.

Sempre bene e regolare Charles Leclerc  che ha fatto meglio di Norris e di Giovinazzi lo stakanovista di giornata  con ben 154 giri sul gruppone .

Chiudono la classifica dei tempi migliori le due Williams che sembrano avere non pochi problemi  tanto che già si parla di qualche testa pronta a cadere, in primis quella di Paddy Lowe, ex tecnico Mercedes  approdato alla Williams nel 2017.  Il primo a lamentarsi del ritardo è stato Kubica che non ha nascosto il suo malumore e disappunto….” In pratica su quattro giorni abbiamo girato solo oggi, ci sono ancora tante cose da verificare prima di un giudizio su quali saranno i nostri obiettivi e abbiamo troppo poco tempo perr mettere a posto tutto…..”(Jorge Caceres).

 I migliori tempi di giovedì 21:

  1. Hulkenberg (Renault) 1'17"393 (24 giri)
  2. Albon (Toro Rosso) 1'17"637 (136)
  3. Ricciardo (Renault) 1'17"785 (34)
  4. Bottas (Mercedes) 1'17"857 (57)
  5. Hamilton (Mercedes) 1'17"977 (58)
  6. Leclerc (Ferrari) 1'18"046 (138)
  7. Norris (McLaren) 1'18"431 (132)
  8. Giovinazzi (Alfa Romeo) 1'18"511 (154)
  9. Grosjean (Haas) 1'18"563 (64)
  10. Magnussen (Haas) 1'18"720 (66)
  11. Gasly (Red Bull) 1'18"780 (146)
  12. Stroll (Racing Point) 1'19"664 (72)
  13. Russell (Williams) 1'20"997 (17)
  14. Kubica (Williams) 1'21"542 (48).

 

COME RICONOSCERE LE CINQUE MESCOLE DURANTE I TEST

 

Mario Isola, responsabile F.1 e Car Racing:“Siamo soltanto all’inizio del lavoro, ma il comportamento dei pneumatici è finora in linea con quanto avevamo previsto, con un divario pari a sei o sette decimi tra ciascuna mescola. Più nel dettaglio, al momento tra C2 e C3 ci sono circa sei decimi, così come tra C3 e C4, le mescole più usate in questa prima settimana di test. Le temperature invernali hanno contribuito ad alcuni casi di graining, un fenomeno che dovrebbe sparire con le condizioni più calde che troveremo qui in campionato. Ci sono molte variabili da considerare se si vogliono confrontare questi test con quelli del 2018. Quest’anno, ad esempio, ci sono nuovi regolamenti tecnici che interessano l’aerodinamica e le monoposto sono più pesanti. Inoltre abbiano notato un’evoluzione dell’asfalto di Barcellona rispetto al 2018, ora più abrasivo e con maggiore aderenza meccanica. In questi giorni le monoposto hanno dimostrato un livello molto alto in termini di performance e affidabilità, grazie anche alle condizioni meteo favorevoli. Nella seconda sessione il lavoro dei Team dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle prestazioni, esplorando così tutte le potenzialità della gamma P Zero 2019”.

 

 

 

 

 

 

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