La Ferrari parte con il piede giusto, presentata la Alfa Romeo C38

Montmelò. Ed eccoci ad un’altra stagione di F.1. Ufficialmente il mondiale 2019 hapresoil via con la prima quattro giorni di test sul circuito di Barcellona con l’assenza di rilievo dell Williams che scenderà in pista solo mercoledì nonostante le promesse verbali di Claire Williams di vedere già in pista la monoposto sin dal primo giorno.
Di prima mattina a rubare a tutti la scena sono stati antonio Giovinazzi e Kimi Raikkonen che con il team principal Vasseur hanno presentato la monoposto dell’Alfa Romeo.
L’Alfa, per quello che riguarda la livrea ha scelto di confermare le colorazioni della passata stagione, col bianco e il rosso assoluti protagonisti della grafica. L’unica differenza rispetto al passato sarà la maggiore presenza del rosso nella parte anteriore della vettura (soprattutto e il logo del Biscione nella zona del cofano motore, quest’ultimo ben visibile agli appassionati.
Andrea Resta e Luca Furbatto, due progettisti fuoriusciti da Maranello, sembra proprio che abbiano fatto un bel lavoro e sotto i cofani certamente c’è qualcosa di innovativo magari da provare per poi …suggerire ai cugini della Haas e al fratello maggiore di Maranello.
Il pool tecnico Maranello – Svizzera – Stati Uniti sembra lavorare in perfetta armonia e soprattutto sincronia .Magari a qualcuno verrà da storcere il naso ma questa,forse, è la strada che la F.1 dovrà seguire se si vuole veramente abbattere i costi a livello di ricerca tecnologica una volta superati tanti pregiudizi e regolamenti mentre appare molto più difficile il risparmio a livello di primeggiare in termini di hospitality, un settore in cui si spendono milioni come se piovesse: con quale utilità e ritorno di immagine è ancora tutto da vedere.
La C38: l’ala anteriore, presenta 5 flap, come da regolamento, è di lunghezza inferiore a quella vista sulle altre monoposto. Il muso, più largo e piatto, presenta sull’estremità del naso tre aperture. Una centrale, sulla punta:mentre le altre due laterali fungono da convogliatori.
Le fiancate, più snelle rispetto alla sua antenata, riprendono la fisionomia dei condotti separati già sviluppata l’anno scorso sulla C37: si vedono delle bocche di ingresso più sagomate e ridotte.
Per quanto riguarda il posteriore, lo scarico conferma la disposizione già adottata dalla Haas con i terminali posti in verticale, sopra a quello principale. L’ala posteriore, sorretta da due piloni, lascia intravedere profonde feritoie a livello degli endplate, e frange in fondo alla paratia.
Poi finalmente si sono accesi i motori e il primo semaforo verde della stagione con la sorpresa che i propulsori, versione 2019, sono ben più rumorosi di quelli delle passate stagioni. Undici i piloti in pista a inanellare giri su giri con l’obiettivo di verificare il funzionamento di tutte le componenti e soprattutto l’affidabilità . In questa fase anche i rilevamenti cronometrici hanno un’importanza relativa dal momento che è impossibile valutare il quantitativo di carburante a bordo o fare paragoni veritieri dal momento che i tempi sono spesso ottenuti con differenti tipologie di mescole dei pneumatici.
Per la cronaca il miglior tempo è stato quello della Ferrari con Vettel che ha “digerito” ben 169 giri poi Sainz e Grosjean. Molto atteso era Verstappen al debutto con il tanto criticato propulsore Honda che sembra aver superato brillantemente il primo test in casa Red Bull e ne sono testimoni i 128 giri percorsi senza intoppi particolari.
A seguire Raikkonen e la prima Toro Rosso di Kvyat che si avvia a una stagione di riparazione per smetire chi in Red Bull lo ha inesorabilmente bocciato. Solo ottavo e nono tempo per Bottas, al pomeriggio, e per Hamilton, al mattino. La sensazione è che il primo pensiero sia stato in Mercedes solo il programma di verifica del pacchetto, come al solito, senza la minima preoccupazione del cronometro. La confema è venuta dal fatto che entrambi i piloti hanno girato sempre con gomme medie a differenza della maggioranza che ha girato con le soft.
Martedì, si replica dalle 9 alle 18: in pista Hamilton e Bottas (Mercedes), Leclerc (Ferrari), Gasly (Red Bull), Ricciardo e Hulkenberg (Renault), Magnussen (Haas), Norris (McLaren), Stroll (Racing Point), Giovinazzi (Alfa Romeo) e Albon (Toro Rosso).(Jorge Caceres)
I tempi del lunedì:
- Vettel (Ferrari) 1'18"161 (mescola C3, 169 giri)
- Sainz (McLaren) 1'18"558 (C4, 119)
- Grosjean (Haas) 1'19"159 (C3, 65)
- Verstappen (Red Bull) 1'19"426 (C3, 128)
- Raikkonen (Alfa Romeo) 1'19"462 (C3, 114)
- Kvyat (Toro Rosso) 1'19"464 (C4, 77)
- Perez (Racing Point) 1'19"944 (C3, 30)
- Bottas (Mercedes) 1'20"127 (C2, 69)
- Hamilton (Mercedes) 1'20"135 (C2, 81)
- Hulkenberg (Renault) 1'20"980 (C2, 65)
- Ricciardo (Renault) 1'20"983 (C2, 44)
Pirelli: tre colori ma cinque mescole
Parte la nona stagione consecutiva di Pirelli quale global tyre partner in Formula 1. Come tradizione, i pneumatici 2019 presentano caratteristiche diverse rispetto alla stagione precedente: ecco tutte le novità della gamma, al debutto in pista sulle monoposto attuali in questa prima settimana di test.

TRE COLORI E CINQUE MESCOLE
In tutti i GP del 2019 i pneumatici presenteranno solo tre colori: bianco per la mescola più dura a disposizione in quel weekend, giallo per la media e rosso per la più tenera. Le mescole disponibili per questa stagione però sono cinque, numerate da 1 (la più dura) a 5 (la più morbida). Tutte e cinque saranno disponibili nei test pre-stagione di Barcellona: per distinguerle, C1 e C5 non avranno le consuete bande laterali, a differenza di C2, C3 e C4, rispettivamente in bianco, giallo e rosso. Questa marchiatura particolare sarà presente solo durante i test collettivi nel corso del campionato (oltre a questi, due giorni dopo il Gran Premio del Bahrain e due dopo la gara in Spagna), mentre nei weekend di gara ci saranno sempre e solo i tre colori, completi di bande laterali.
PROTOTIPI PER I TEST
Durante i test saranno disponibili anche pneumatici senza marcature: si tratta di prototipi utilizzati per valutare sviluppi in ottica futura. Il calendario dei test Pirelli per il 2020 si completerà con test che vedranno tutti i Team impegnati separatamente nel corso dell’anno. Dettagli e calendario saranno comunicati in seguito.
DIVERSE TEMPERATURE E PRESSIONI
Altra novità del 2019 è la riduzione della temperatura massima delle termocoperte per i pneumatici posteriori a 80°, mentre rimane invariata quella per gli anteriori, fissata a 100°. Questa soluzione favorirà il warm-up dei pneumatici anteriori e ridurrà il rischio di graining, specialmente con basse temperature ambientali. Di conseguenza sarà ridotta, rispetto al passato, la pressione minima alla partenza per le gomme posteriori.
BATTISTRADA RIDOTTO
In tre GP del 2018 (Spagna, Francia e Gran Bretagna) erano stati utilizzati pneumatici con battistrada ridotto, su circuiti caratterizzati da un asfalto nuovo. Questa soluzione, adottata per prevenire il surriscaldamento superficiale, si è rivelata molto efficace. Visti i risultati, per la stagione 2019 la fascia del battistrada è stata ridotta di un valore in famiglia con quello dei pneumatici usati per quelle tre gare. La costruzione dei pneumatici sarà quindi esattamente la stessa in tutti i Gran Premi.
NUOVI CINTURATO INTERMEDIATE E FULL WET
I nuovi Cinturato Green intermediate sono stati progettati per coprire una maggiore varietà di condizioni rispetto al 2018 e per garantire un punto di crossover sia con i pneumatici slick sia con quelli da bagnato estremo, offrendo quindi prestazioni migliori. Anche i full wet sono stati completamente rinnovati, con un profilo ridisegnato per consentire una maggiore resistenza all’aquaplaning e una migliore guidabilità in condizioni estreme.
NESSUN PNEUMATICO BACK-UP DA BAGNATO
Nella gamma 2018 erano state omologate due versioni di pneumatici intermedi e da bagnato estremo: una adatta a temperature più elevate, l’altra per condizioni più fredde. Quest’anno ci aspettiamo una maggiore versatilità sia dall’intermedio sia dal wet, quindi entrambi saranno disponibili in un’unica versione.
FINESTRE D’UTILIZZO PIÙ AMPIE
Le temperature d’esercizio (working range) dei pneumatici 2019 sono più alte in modo da ridurre il rischio di overheating. Questo consentirà a tutti i pneumatici di avere una finestra d’utilizzo più ampia.
C1 110-140°C
C2 110-135°C
C3 105-135°C
C4 90-120°C
C5 85-115°C
(C1 la più dura, C5 la più morbida)
VIDEO
Presentazione Alfa Romeo Racing
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Mario Isola spiega le gomme Pirelli
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