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HAMILTON A UN PASSO DAL MONDIALE; DISASTRO FERRARI, ORA E’ UN TUTTI CONTRO TUTTI

 

Suzuka.Dopo la pole è arrivata per Hamilton la vittoria n° 70, la sesta sulle ultime sette gare, la quarta consecutiva. Numeri aridi che però significano essere a un passo dal quinto titolo mondiale grazie ai 67 punti di vantaggio su Vettel con ancora solo quattro gare da disputare. Tra 15 giorni per Hamilton, ad Austin, e per la Mercedes potrebbe scattare il primo festeggiamento mentre per il titolo Costruttori ci vuole ancora pazienza.

La Mercedes dopo la gara di Spa non ha più sbagliato un colpo grazie a due piloti che sanno fare squadra con un Hamilton al limite della perfezione e grazie a una squadra compatta e determinata di cui Toto Wolff, sempre lucido nelle decisioni, tiene tutti i fili.

Di contro la Ferrari proprio dopo Spa si è illusa di aver superato la Mercedes ma da quel momento ha solo collezionato una serie di errori che sono oramai nella “sala degli orrori “ della F.1. Hanno sbagliato sicuramente i piloti con Vettel in testa: il tedesco ha messo in mostra una fragilità psicologica che potrebbe essere oggetto di studio da parte di Freud. Ma ha sbagliato soprattutto la squadra con Arrivabene in primis dal momento che è lui il responsabile della gestione del team.

Dopo Monza la squadra in pratica si è spaccata, una parte non ha accettato la scelta dei piloti per il 2019 proprio nel momento in cui Raikkonen stava dando segnali importanti e soprattutto c’era bisogno del suo supporto poi è scoppiato il dissidio tecnico: Binotto abituato ad avere le spalle coperte da Marchionne si è venuto a trovare solo e senza difese mentre Arrivabene era convinto di essere lui il toccasana….. La gara di Singapore che in Ferrari pensavano di avere in mano è stata una mazzata per poi arrivare a Suzuka e commettere, per via dell’ansia di recuperare su una Mercedes che volava, errori da principianti in qualifica come la scelta delle gomme.

Mentre Arrivabene invocava, sabato, la necessità di un tattico, di uno “che annusi la pista”, (ma Lui che ci sta a fare?),e si tirava fuori da ogni processo decisionale a Vettel saltavano i nervi fino a dichiarare…” sembriamo diventati una squadra di idioti”. Domenica Arrivabene ha cercato di ammorbidire la tensione parlando di normali discussioni. E’ un vero peccato, così si rischia di rovinare una stagione che ha riavvicinato la Ferrari ai suoi tifosi e rifatto nascere tante speranze. Di certo è urgente un intervento del vertice Ferrari per riportare ordine e chiarire ruoli e gerarchie.

Il Gran Premio del Giappone ha visto una Mercedes che ha impostato come meglio non poteva la gara: Hamilton in testa, Bottas a difendere la posizione, il ritmo neppure esasperato tanto per risparmiare il motore. Il solo a disturbarli a distanza è stato Verstappen che ha disputato una gran gara macchiata però dai due episodi che hanno coinvolto prima Raikkonen e poi Vettel. Se la Red Bull avesse solo una ventina di cavalli in più……

Bravo Verstappen ma ancora più bravo Ricciardo che partito dalla quindicesima mattonella è riuscito ad arrivare a un paio di secondi dall’olandese. Ricciardo è sempre lui, bravo e determinato nei sorpassi, purtroppo ha pagato lo sgarbo di aver detto no al rinnovo contrattuale e la Red Bull…..non gli ha più messo disposizione una monoposto degna di tal nome. Un harakiri da parte del team, con più punti portati da Ricciardo probabilmente il team avrebbe potuto insidiare il secondo posto nella classifica costruttori alla Ferrari.

Alle loro spalle Raikkonen e Vettel. Il finlandese ha fatto una corsa anonima come a inizio anno, Vettel ha corso con rabbia, con la rabbia del leone ferito. Ma la rabbia non è certo la migliore consigliera. Perché forzare il sorpasso su Verstappen? Un eccesso che lo ha ributtato indietro, in pratica in quel momento il tedesco ha dato l’addio forse ai sogni mondiali.

Dietro i soliti sei buona la gara delle due RP Force India e della Haas con Grosjean ma ancora più interessante il duello tra Sainz e Gasly. Il giovane francese sta migliorando di gara in gara ma il prossimo anno in Red Bull sarà altra musica, da lui si attenderanno risultati almeno però i motori Honda stanno crescendo in barba ai giudizi dello scorsi anno della McLaren che è passata ai motori Renault con risultati ancora peggiori….chiedere ad Alonso e Vandoorne.

Ed ora ad Austin ove si corre tra quindici giorni, la prima delle tre gare sud americane. C’è ancora tempo per qualche rivincita.

Hanno detto:

Toto Wolff: «Il campionato non è ancora finito, dovremo continuare a spingere forte nei prossimi appuntamenti negli Stati Uniti e Messico. Abbiamo tanti punti di vantaggio su Vettel e sulla Ferrari, ma non abbiamo ancora le mani sul trofeo. Adoro la mentalità della nostra squadra, siamo continuamente in competizione e puntiamo sempre a migliorarci. Il punto di svolta della stagione? Il Gp del Belgio, dopo quella gara abbiamo preso tanta fiducia e abbiamo studiato a fondo la macchina. La strategia vincente scelta in qualifica rispetto alla Ferrari?Non guardiamo mai gli altri, Avevamo il tempo necessario di pensare quale mescole montare ed abbiamo deciso di puntare sulle supersoft per avere un solo giro cronometrato. Bottas? E' difficile vincere quando ci sono degli ordini di scuderia di mezzo. Allo stesso tempo e' difficile rimanere motivati, ma lui comprende la situazione e lo ha capito anche dopo Sochi».

Lewis Hamilton:«È stato tutto fantastico, sono felicissimo, un weekend indimenticabile. È stato uno show! Vincere qui, su quella che considero la pista più bella del mondo, è davvero bellissimo….Un passo alla volta, non vogliamo cantare vittoria troppo presto, anche se non vedo l'ora di correre ad Austin. Oggi c'è stato un bel gap tra me e Vettel ma non è finita, spero di fare bene ad Austin».

Valtteri Bottas: «Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, è stata una gara perfetta . È andato tutto bene fin dall'inizio, poi a metà gara ho cominciato a sentire il degrado delle gomme. Oggi il nostro obiettivo era quello di arrivare al traguardo prendendo più punti possibile».

Sebastian Vettel: «Verstappen ha detto che non c'era spazio? Per me sì, sennò non provavo. C'era un gap e ho provato, lui non ha aperto, non potevamo fare la curva insieme. Poi è stato un disastro, ero indietro e senza safety car. Penso che il sesto posto sia stato il massimo. La macchina si è danneggiata dopo il contatto con Max ma andava forte. Quando i risultati sono questi non è facile per tutti noi. Lavoriamo forte tutto l'anno, le ultime gare sono state difficili per tutti, per me, per la squadra, per la gente in pista e anche a casa. A volte non so che dire perché non è stato giusto per noi. Qualche volta la vita in pista è brutta, ma adesso andiamo ad Austin e spingiamo come dei matti, poi vediamo.Il titolo mondiale, ormai, sembra a un passo da Hamilton? Penso che loro stiano gestendo il ritmo perché potrebbero andare ancora più forti. Ad ogni modo la nostra macchina, nonostante fosse danneggiata, è andata bene e sono contento di questo».

Maurizio Arrivabene: «Le discussioni generano soluzioni, il silenzio fa paura. Oggi abbiamo reagito molto bene, senza le vetture danneggiate il podio sarebbe stato alla nostra portata. In alcuni casi l'arrabbiatura ci sta, detto questo discutere non significa aver fratture o problemi di altra natura però oggi le cose sono state fatte bene, la vettura andava forte nonostante i danni subiti. I ragazzi sono stati bravi, la squadra ha lavorato bene e hanno lavorato bene anche i piloti. Tutti quanti hanno avuto una reazione d'orgoglio. Mancano 4 gare, la situazione è molto difficile ma non si deve mollare».

Max Verstappen: «Il contatto con Vettel? In quella curva non poteva superarmi ed è stato un peccato che si sia girato in testacoda. Pensavo di avere una possibilità di sorpassare Bottas negli ultimi giri ma la macchina era danneggiata soprattutto sul fondo. All'inizio con le supersoft era difficile guidare con stabilità, poi dopo il pit-stop sono riuscito ad avere un buon ritmo».

Mario Isola, Responsabile Pirelli Racing:“Oggi sapevamo che le temperature così elevate rispetto ai giorni scorsi avrebbero aggiunto una sfida ulteriore su un tracciato così impegnativo per i pneumatici. Un consumo elevato si è registrato su alcune monoposto in particolare nelle fasi conclusive di una gara con numerose rimonte tra i piloti. Il periodo di safety car poco dopo il via ha consentito a quasi tutti di effettuare un solo pit stop, con alcuni stint molto lunghi su tutte e tre le mescole. Molti hanno concluso il gran premio su pneumatici medium, equivalenti in termini di mescola ai soft 2017, nonostante questi non fossero stati usati a lungo nel corso del weekend e soprattutto con condizioni meteo così diverse”.(Louis Brown)

ORDINE DI ARRIVO DOPO 53 GIRI:

1.Lewis Hamilton (Mercedes) - 1.27'17"062
2. Valtteri Bottas (Mercedes) - 12"919
3. Max Verstappen (Red Bull-Renault) - 14"295
4. Daniel Ricciardo (Red Bull-Renault) - 19"495
5. Kimi Raikkonen (Ferrari) - 50"998
6. Sebastian Vettel (Ferrari) - 1'09"873
7. Sergio Perez (RP Force India-Mercedes) - 1'19"379
8. Romain Grosjean (Haas-Ferrari) - 1'27"198
9. Esteban Ocon (RP Force India-Mercedes) - 1'28"055
10. Carlos Sainz (Renault) - 1 giro
11. Pierre Gasly (Toro Rosso-Honda) - 1 giro
12. Marcus Ericsson (Sauber-Ferrari) - 1 giro
13. Brendon Hartley (Toro Rosso-Honda) - 1 giro
14. Fernando Alonso (McLaren-Renault) - 1 giro
15. Stoffel Vandoorne (McLaren-Renault) - 1 giro
16. Sergey Sirotkin (Williams-Mercedes) - 1 giro
17. Lance Stroll (Williams-Mercedes) - 1 giro

Classifica campionato piloti:
1.Hamilton 331; 2.Vettel 264; 3.Bottas 207; 4.Raikkonen 196; 5.Verstappen 173; 6.Ricciardo 146; 7.Perez, Hulkenberg, Magnussen 53; 10.Alonso 50; 11.Ocon 49; 12.Sainz 39; 13.Grosjean 31; 14.Gasly 28; 15.Leclerc 21; 16.Vandoorne 8; 17.Stroll, Ericsson 6; 19.Hartley 2; 20.Sirotkin 1.

Classifica campionato costruttori:
1.Mercedes 538; 2.Ferrari 460; 3.Red Bull-Renault 319; 4.Renault 92; 5.Haas-Ferrari 84; 6.McLaren-Renault 58; 7.RP Force India-Mercedes 43; 8.Toro Rosso-Honda 30; 9.Sauber-Ferrari 27; 10.Williams-Mercedes 7.

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