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VERSTAPPEN PASSEGGIA, VETTEL ALZA BANDIERA BIANCA E HAMILTON E’ IL CAMPIONE !!

 

Città del Messico.  Hamilton è campione del mondo per la quarta volta. La laurea  è arrivata al termine di una gara che ha avuto uno svolgimento inaspettato. A vincere è stato Max Verstappen che  porta così, a venti anni, a tre le vittorie in F.. Il giovane olandese partito a mille   ha preso subito la testa recuperando  il distacco da Vettel, una mossa fortunata perché  ha evitato di essere coinvolto nelle toccate che hanno visto protagonisti Vettel e Hamilton.

Verstappen  una volta preso la testa ha imposto il suo ritmo facendo tempi record e creando subito il buco con Bottas cui stava benissimo il secondo posto  grazie il quale è sempre più vicino al secondo posto di Vettel nella classifica piloti. Per il pilota della Red Bull è stata quasi una passeggiata dato che sia Bottas che Raikkonen  ben si sono guardati da tentare di infastidirlo.

Al contrario ad avere i problemi sono stati Vettel ed Hamilton da cui si attendeva una ben diversa gara. Per Vettel era l’ultima occasione di tentare di diminuire,almeno, lo svantaggio per tentare di giocare le sue carte nelle ultime due gare. E’ quindi incomprensibile  che il pilota tedesco abbia un po’ perso la testa, vistosi superato da Verstappen, di tentare di stare davanti a un Hamilton scatenato e determinato sin dalla seconda curva.

La toccata giustamente giudicata come un normale episodio di gara ha in pratica messo fuori dalle posizioni di vertice i due piloti.  Entrambi doveva vano rientrare ai box per cambiare musetto Vettel e gomme, per via di una gomma tagliata, Hamilton.

A quel punto è iniziata una gara ben diversa dalle aspettative. Per entrambi una rincorsa verso le posizioni migliori. Con Verstappen oramai imprendibile per Vettel c’era la sola speranza di arrivare sul podio.  Per Hamilton il titolo diventava matematico entrando nei primi dieci. Un’impresa impossibile per Vettel che a dieci giri dalla bandiera a scacchi quando ha saputo  a quanto ammontava il suo distacco almeno da Raikkonen  non ha potuto trattenere un “mamma mia…sono troppi, impossibile” era il segnale di una resa, dell’alzare bandiera bianca  dopo 55 giri compiuti con il coltello tra i denti, spingendo al limite dell’impossibile per impedire a Hamilton di realizzare il sogno.

Hamilton ha cercato di rimontare  pur tra tante difficoltà causa anche di danni al fondo della monoposto ma con estrema pazienza  ha giro dopo  giro avuto ragione dei piloti che lo precedevano e poi dopo un duello stellare con Alonso ha sperato la barriera che lo divideva dal prendere punti, punti preziosi nel  caso Vettel fosse riuscito nel miracolo.

E così con due gare di anticipo Hamilton mette in bacheca il suo quarto titolo e vista l’età, trentadue anni, potrebbero esserci altre …occasioni  Vettel e Verstappen permettendo.

Se Hamilton è il presente. Con Vettel, il futuro  è certamente di Verstappen che oggi ha guidato  in modo perfetto e alla fine era fresco come se avesse fatto una passeggiata  e non settantuno giri su una monoposto di F.1. E Verstappen, fresco di rinnovo con la Red Bull, si trova in mano  anche una monoposto che oggi è quasi allo stesso livello di Mercedes e Ferrari, non grazie al pacchetto propulsivo ma grazie al perfetto mix telaio e motore. Se solo la Renault, che in Messico ha visto tornare ai box tutte, ad incominciare da Ricciardo,  le  sue monoposto eccetto quella di s riuscirà a fare un ulteriore sforzo allora sì che ci sarebbero tre team in corsa per il titolo mondiale.

Alla Ferrari rimangono due gare (Brasile e Abu Dhabi) per rendere meno amaro il risultato finale. A Maranello hanno fatto uno sforzo immenso  per chiudere il buco con la Mercedes. In parte ci sono riusciti ma solo in parte  perché le monoposto d’argento hanno qualcosa in più. Dopo le prime gare tutto sembrava facile  e forse il successo a Montecarlo ha illuso gli uomini del presidente Marchionne. Poi qualche gara sufficiente ma dopo la pausa estiva è iniziato un declino irreversibile mentre la Mercedes veniva prepotentemente alla ribalta.

Di chi la colpa? Troppo difficile dare una risposta. Ci sono stati errori dei piloti sicuramente  ma qualcosa  casa è uscito anche dal controllo di Arrivabene e Binotto, tecnico ancora senza un’esperienza pari al ruolo affidatogli. O forse ci si è illusi  di aver avuto ragione del “mostro” o si è sperato in qualche rinuncia degli avversari. Illusione !!!

Toto Wolf imperturbabile ha guidato l’evoluzione della monoposto che piaceva poco a Hamilton  e molto, invece a Bottas. E dal Gran Premio del Canada ecco una nuova monoposto che piaceva sempre meno a Bottas e sempre più ad Hamilton che, finita l’estate, ha inanellato un filotto di cinque successi su sei gare. Merito di tutto un team molto coeso guidato da quell’Allison che la Ferrari, non anni fa, ha licenziato di brutto.

Il grande artefice  del successo però è stato Hamilton che ha disputato una stagione da gran campione.  Pole a ripetizione , vittorie e sopratutto nessun ritiro. Più di così. Al di là delle simpatie e del tifo non si può non ammettere che questo quarto titolo è più che meritato e che nel 2017 il pilota della Mercedes è stato il migliore in assoluto.

Prima è arrivato il titolo Costruttori, poi quello piloti. Come ci diceva melanconicamente  sabato, dopo le qualifiche, un giornalista italiano “ Non basta una buona Ferrari  per avere ragione  di una Mercedes di fenomeni …”

Poche feste nel box Mercedes, tutti avevano fretta di ripartire, Wolf e Lauda in testa. Già lunedì a Parigi in FIA  si discuterà delle poche modifiche regolamentari in ottica 2018 ma sul tavolo ci sono ben altri argomenti.  Prima di tutto si affronterà il discorso motori. La tendenza è di tornare a propulsori in cui l’elemento elettrico conti meno e di tornare a motori…. rumorosi. Red Bull tentenna dato che il contratto con Renault  avrà pure una fine e c’è l’Aston Martin che sta pensando al grande passo, Ferrari e Mercedes  sono allineate per un …ritorno all’antico. Come la pensi la Honda  ancora non si sa.(Alfonso Lopez)

ORDINE DI ARRIVO DOPO 71 GIRI:

1.Max Verstappen (Red Bull-Renault) -  1h.36'26"550
2.
Valtteri Bottas (Mercedes) - 19"678
3. Kimi Raikkonen (Ferrari) - 54"007
4. Sebastian Vettel (Ferrari) - 1'10"078
5. Esteban Ocon (Force India-Mercedes) - 1 giro
6. Lance Stroll (Williams-Mercedes) - 1 giro
7. Sergio Perez (Force India-Mercedes) - 1 giro
8. Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 1 giro
9. Lewis Hamilton (Mercedes) - 1 giro
10. Fernando Alonso (McLaren-Honda) - 1 giro
11. Felipe Massa (Williams-Mercedes) - 1 giro
12. Stoffel Vandoorne (McLaren-Honda) - 1 giro
13. Pierre Gasly (Toro Rosso-Renault) - 1 giro
14. Pascal Wehrlein (Sauber-Ferrari) - 1 giro
15. Romain Grosjean (Haas-Ferrari) - 1 giro

Classifica campionato piloti:

1.Hamilton 333; 2.Vettel 277; 3.Bottas 262; 4.Ricciardo 192; 5.Raikkonen 178; 6.Verstappen 148; 7.Perez 92; 8.Ocon 83; 9.Sainz 54; 10.Stroll 40; 11.Massa 36; 12.Hulkenberg 34; 13.Grosjean 28; 14.Magnussen 19; 15.Vandoorne 13; 16.Alonso 11; 17.Palmer 8; 18.Wehrlein, Kvyat 5.

Classifica  campionato costruttori:
1.Mercedes 595; 2.Ferrari 455; 3.Red Bull-Renault 340; 4.Force India-Mercedes 175; 5.Williams-Mercedes 76; 6.Toro Rosso 53; 7.Renault 48; Haas 47; 9.McLaren 24; 10.Sauber 5

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