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IN RICORDO DI GERARD DUCAROUGE, IL "DUCA" DELLE CORSE NON SOLO DI F.1

Parigi. Gerard Durarouge, nato a Paray-le-Monial il 23 ottobre del 1941,, si é spento il 24 febbraio. Il "Duca", come era soprannominato nel mondo delle corse non c'é più. La notizia non ha meritato la dovuta risonanza, a tristezza si aggiunge tristezza per questa melanconica poca o scarsa attenzione.

Già perché Gerard Ducarouge è stato uno dei più importanti ingegneri del motorsport mondiale. Una carriera iniziata a metà degli anni ’60 con la Matra, progettando insieme a Bernard Boyer la vettura iridata di Jackie Stewart del 1969.

Ha lavorato anche nell'endurance collezionando parecchi successi, come alla 24 Ore di Le Mans, con la Matra-Simca. Nel decennio successivo è passato alla Ligier, contribuendo alla conquista del primo trionfo in F.1 della monoposto transalpina. E’ infatti il 19 giugno del 1977, quando sul tracciato di Anderstorp, Jacques Laffite vince il G.P. di Svezia. Due anni più tardi la Ligier, sarà protagonista nel mondiale di F.1, lottando con la Ferrari.

Dopo una breve parentesi all’Alfa Romeo Autodelta tra il 1982 e l’83, Ducarouge è approdato alla Lotus, da un anno orfana del grande Colin Chapman. L’inizio non è stato privo di difficoltà, ma la scuderia inglese ha iniziato a risorgere nel 1985 ingaggiando un giovane talento brasiliano... Ayrton Senna da Silva.

. Dopo la prima affermazione in F.1, al G.P. del Portogallo ad Estoril, Senna collezionerà altri 15 successi ed un numero enorme di pole position. Il sodalizio tra Senna e Ducarouge verrà meno al termine del 1987, quando il paulista firmerà per la McLaren di Ron Dennis. Una colpo basso per la Lotus, al punto che per sua stessa ammissione, Ducarouge si metterà pure a piangere per una reazione nervosa.

Rotto quell’incantesimo, per il team inglese è iniziato il viale del tramonto ed il tecnico francese, chiude il suo rapporto a fine 1988 per tornare in Francia e collaborare con la Lola-Larrousse fino al 1990.

Nel ’94, “il Duca”, fa ritorno al suo primo amore, la Ligier, in qualità di direttore tecnico. Ma questa avventura sarà brevissima, perché dopo pochi mesi, il tecnico abbandonerà definitivamente il Circus. Una delle ragioni di questa repentina decisione, è stata la scomparsa del suo pupillo, Ayrton Senna, nel G.P. di San Marino di quello stesso anno.

Da allora Ducarouge lo si é visto molto poco sui circuiti, rarissime sono state le sue apparizioni per lo più per salutare vecchi amici o per dare un'occhiata dal vivo ai nuovi giovani piloti e per rimanere aggiornato sull'evoluzione delle monoposto.Oramai però i suoi interessi erano altri e la vita privata più importante del mondo in cui fu protagonista e tecnico rispettato ed ascoltato.

Sopraffatto da un male incurabile, “il Duca”, si è spento il 24 febbraio, dopo una lunga malattia.(L.C.)

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