MONTEZEMOLO NON CI STA E SI RIBELLA AL..."CARTELLINO ROSSO" DI MARCHIONNE, IN ARRIVO J.ELKANN O ALTAVILLA?

Torino. Sembra di essere tornati indietro di decenni e la storia si ripete, questa volta però i protagonisti non sembrano disposti a subire e inevitabilmente escono scheletri dagli armadi e altre verità vengono a galla.
L'oggetto del contendere è quel "cavallino" che conta milioni di tifosi nel mondo poco interessati a queste tristi vicende e allo spettacolo poco decoroso cui stanno assistendo da qualche giorno e il cui epilogo dovrebbe avere la parola "FINE" a metà settimana.
Il "cavallino" é sempre stato un simbolo sportivo ma non solo dal momento che Ferrari é stato ed é sinonimo di tecnologia e sopratutto ha avuto il merito di coagulare gli umori, le speranze , i sogni di un vero esercito di supporter .
Sembrava che da ventitre anni la Ferrari avesse trovato i giusti equilibri dopo la gestione disastro di Piero Fusaro che era arrivato all'assurdo di bocciare l'ingaggio di Ayrton Senna mossa che aveva destabilizzato il team, fatto perdere il mondiale a Prost e costretto Fiorio a lasciare Maranello.
Con Montezemolo, che veniva da esperienze non certo esaltanti come quella della Cinzano, della RCS Cinema e dei Mondiali di Calcio, nel giro di poche stagioni la Ferrari é tornata al top, grazie a scelte che definire perfetta è sin poco, e i titoli mondiali sono arrivati a catena mentre a livello vendite la Casa di Maranello ha raggiunto risultati ...d'oro.
Tutto però, come nelle favole, ha un inizio e una fine più o meno lieta. In questi ultimi tempi il feeling tra Montezemolo, la famiglia Agnelli e Marchionne ha conosciuto momenti non certo facili e quello che era sembrato un legame indissolubile si è andato pian piano sfilacciando.
Il primo segnale è venuto dal non rinnovo della presenza di Montezemolo nel consiglio di amministrazione Fiat di fine luglio. Quello, sottovalutato dai più, è stato il primo segnale che la stella Montezemolo era destinata a spegnersi nella galassia del mondo Fiat, pardon Fiast.Chrysler,
Su queste pagine eravamo stati, unici, buoni profeti ed eravamo stati coperti da commenti ironici e da smentite più che altro di ufficio.
Nelle ultime due settimane la situazione è precipitata sino ad arrivare a Monza...Sabato Montezemolo si é preso la scena, cosa in cui lui é un super, e ai microfoni di mezzo mondo oltre a smentire tutto ha tessuto le lodi sul suo operato e ha tentato una finale "mozione degli affetti" difendendo il lavoro fatto e i programmi futuri.
Tutto inutile ovviamente e di certo il risultato del Gran Premio d'Italia non ha aiutato la "causa" del Presidente: una macchina ferma, Raikkonen al nono posto, strategie di pit stop sbagliati, pessimismo dilagante anche di Alonso.
Per la prima volta nella storia di Monza né il presidente Fiat né l'amministratore delegato hanno fatto atto di presenza quasi a sottolineare il distacco. E Marchionne poi ha risposto duramente, le sue parole sono state un vero macigno..."Bene i risultati economici ma male oramai da anni quelli sportivi, la Ferrari deve vincere.....Nessuno é insostituibile neppure Montezemolo". Come dire ...Caro Montezemolo la giostra é arrivata all'ultimo giro.... In questa situazione la Ferrari F.1 rischia una deflagrazione interna difficile da controllare anche perchè Marchionne si rende conto che anche il prossimo anno ben difficilmente si potrà tornare alla vittoria.
La soluzione dell'affaire dell'estate 2014 potrebbe trovare soluzione già a breve. Forse, la sostituzione di Montezemolo non é facile e nè si conoscono i programmi strategici che riguardano la Ferrari.
E allora Montezemolo é partito alla riscossa con un grido di...dolore e di allarme...."Vogliono che la Ferrari diventi un'azienda americana"... Ecco il motivo della guerra latente in atto da mesi. Una presa di posizione che certamente gli attirerà molte simpatie e potrebbe però accelerare l'addio.
Ma chi al suo posto? si è parlato dello stesso Marchionne che però difficilmente lo farà dal momento che é conscio che prima che la Ferrari torni a vincere ci vorranno non uno, non due forse tre anni o più.
Si é parlato di Haral Wester, il presidente della Maserati, che é già stato in Ferrari ma non riscuote molte simpatie a Maranello ove ha lasciato non molti amici. Si é parlato di Flavio Briatore che però ha altri disegni per la testa mirando alla successione di Bernie Ecclestone. Si é parlato di Lapo Elkann i cui rapporti con Marchionne però sono pessimi. Si é parlato di Andrea Agnelli che però sarebbe costretto a lasciare la Juventus cosa cui é sicuramente poco propenso essendo la Juventus un gioiello, uno dei pochi rimasti, della Famiglia.
Marchionne ha parlato di uomo di azienda...E allora il cerchio si stringe.. a John Elkann o ad Alfredo Altavilla, l'uomo che conta in Fiat dopo Marchionne, tarantino, 51 anni, in Fiat dal 1951 ed ora Chief Operating Officer Europe, Africa and Middle East e sopratutto Head of Business Development e membro del Group Executive Council (GEC) dal 1° settembre 2011.
Nessuno dei due ha però quel profilo sportivo che sarebbe necessario ma a questa carenza si può rimediare con un "acquisto" e in giro anche in Italia qualcuno c'è....non si chiama Mattiacci.(Franco Liistro)