ROSBERG IPOTECA LA VITTORIA MA HAMILTON PROMETTE…..VENDETTA

Monaco. Sesta pole in carriera per Nico Rosberg che ha così superato il padre, una pole che equivale a una mezza ipoteca di vittoria sul circuito di Montecarlo ove chi parte al palo ha quasi la vittoria in tasca.
Sorride Rosberg giustamente ma per la Mercedes la gioia di una pole che per il Costruttore ha ritorni di immagine enorme potrebbe tramutarsi in un autogoal dai riscontri clamorosi e difficilmente gestibili.
Dalle ore 15 di sabato 24 maggio è guerra tra Hamilton e Rosberg. Il “trattato” di pace che Toto Wolf, il direttore del team, era riuscito faticosamente e tanta diplomazia a far sottoscrivere ai suoi due piloti è stato infranto almeno secondo le dichiarazioni di Hamilton e poi le parole d Lauda a difesa di Rosberg (l’amicizia con il padre non si scorda) hanno fatto precipitare la situazione.
Tutto per che cosa? Ultimissimo giro con Rosberg in pole…Il finlandese arriva alla curva del Mirabeau , frenata e …imbocca la via di fuga. I commissari sono obbligati a sventolare le bandiere gialle che impongono a concorrenti di limitare la velocità essendoci un “pericolo”. Hamilton che arrivava alle spalle con il miglior tempo nel settore percorso e che quindi aveva la teorica possibilità di far meglio di tutti si è visto costretto ad alzare il piede dall’acceleratore e così la pole è stata messa in cassaforte da Rosberg.
Manovra volontaria o appositamente studiata? Per i commissari, dopo due ore di consiglio, non c’è stato dolo. Ovviamente di parere tutto all’opposto è stato Hamilton che certo non si è trattenuto dal’esprimere il suo pensiero: "Avrei dovuto capire quel che stava per accadere….. Una situazione simile alla rivalità tra Prost e Senna? Ho molto apprezzato il modo con cui Senna reagì...".
Parole durissime che certo non fanno del bene alla F.1 e tantomeno alla Mercedes e di sicuro Lauda avrebbe fatto meglio ad assumere una posizione “super partes” visto il ruolo che ricopre.
Difficile dire se Rosberg ha tentato una furbata ben sapendo che Hamilton ha uno sprint in più. Di certo non ha bloccato la pista, come invece fece una volta proprio a Montecarlo Michael Schumacher, ed i Commissari avrebbero potuto essere più furbi a loro volta. Di certo ora in casa Mercedes si guarda già con preoccupazione al semaforo verde di domenica.
E’ difficile entrare nella testa di un pilota, è difficile ricondurlo alla ragione e poi quando si pensa di esserci riusciti……..Tanto per fare un esempio…..chi ricorda il via di un Gran Premio a Jerez quando Mansell al semaforo verde quasi schiacciò contro il muretto Alain Prost che stava sopravvenendo?
Il pasticcio a fine qualifiche ha fatto passare in secondo piano tutto il resto…la seconda fila tutta Red Bull e la terza tutta rossa Ferrari.
Ancora una volta Ricciardo a preceduto Vettel, ancora una volta Raikkonen non è stato protagonista . Il finlandese è sempre più…desolante. Non riesce proprio a trovare il feeling con la monoposto e comincia a esternare insoddisfazione andando in scia ad Alonso che in settimana ha sottolineato come è più apprezzato all’estero.
Dalla Ferrari non è arrivato nessun commento o sostegno. Non è bello ma il fatto è che a Maranello non si sa quale strategia seguire. Troppa è la paura di ritrovarsi a fine stagione con il solo Raikkonen e senza “top driver”…le sirene McLaren per Alonso si stanno facendo più insistenti l anche per bocca di Ron Dennis che è un grande estimatore dello spagnolo e non perde occasione per non sottolinearlo. Venerdì ha parlato James Allison, il direttore tecnico di Maranello: le solite parole per infondere fiducia e speranza e per esorcizzare il fantasma Adrian Newey, che sta benissimo in Red Bull, ma il cui arrivo per lui significherebbe dare l’addio a Maranello……e intanto Mattiacci tace tutto impegnato a ridisegnare il nuovo organigramma che pare comporti la promozione a suo assistente, in pratica direttore sportivo, di Antonello Coletta, ex studente di Economia e Commercio, attuale responsabile dei programmi sportivi GT e clienti (Challenge Ferrari)……dalla padella alla brace, ma pare sia un’idea del Presidente….
Dietro le sei vetture che monopolizzano le prime tre fila è necessario rendere merito a Vergne e Kvyvat, i due piloti della Toro Rosso, entrambi nei primi dieci, a Kevin Magnussen che oramai ha mandato in pensione nientemeno che Jenson Button e a Perez che sui circuito cittadini quando c’è da schiacciare sull’acceleratore non è secondo a nessuno da vero combattente.
Ed ora la risposta al semaforo verde…..(Franco Liistro)
LA GRIGLIA DI PARTENZA:
1.Nico Rosberg (Mercedes W05) - 1'15"989 - Q3
2.Lewis Hamilton (Mercedes W05) - 1'16"048 - Q3
3.Daniel Ricciardo (Red Bull RB10-Renault) - 1'16"384 - Q3
4.Sebastian Vettel (Red Bull RB10-Renault) - 1'16"547 - Q3
5.Fernando Alonso (Ferrari F14-T) - 1'16"686 - Q3
6..Kimi Raikkonen (Ferrari F14-T) - 1'17"389 - Q3
7.Jean-Eric Vergne (Toro Rosso STR9-Renault) - 1'17"540 - Q3
8.Kevin Magnussen (McLaren MP4/29-Mercedes) - 1'17"555 - Q3
9.Daniil Kvyat (Toro Rosso SRT9-Renault) - 1'18"090 - Q3
10.Sergio Perez (Force India VJM07-Mercedes) - 1'18"327 - Q3
11.Nico Hulkenberg (Force India VJM07-Mercedes) - 1'17"846 - Q2
12.Jenson Button (McLaren MP4/29-Mercedes) - 1'17"988 - Q2
13.Valtteri Bottas (Williams FW36-Mercedes) - 1'18"082 - Q2
14.Romain Grosjean (Lotus E22-Renault) - 1'18"196 - Q2
15.Pastor Maldonado (Lotus E22-Renault) - 1'18"536 - Q2
16.Felipe Massa (Williams FW36-Mercedes) - no time - Q2
17.Esteban Gutierrez (Sauber C33-Ferrari) - 1'18"741 - Q1
18.Adrian Sutil (Sauber C33-Ferrari) - 1'18"745 - Q1
29.Jules Bianchi (Marussia MR03-Ferrari) - 1'19"332 - Q1
20.Max Chilton (Marussia MR03-Ferrari) - 1'19"928 - Q1
21.Kamui Kobayashi (Caterham CT05-Renault) - 1'20"133 - Q1
22.Marcus Ericsson (Caterham CT05-Renault) - 1'21"732 - Q1