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LA PRIMA POLE E’ DI HAMILTON, SORPRENDONO RICCIARDO, MAGNUSSEN E KVYAT

 

Melbourne. Il primo “start your engine” della stagione non ha fatto che confermare il pronostico della vigilia. Ovvero la attuale superiorità, e affidabilità, delle power unit Mercedes : ben quattro nelle prime due file.

La prima pole stagionale porta la firma di Lewis Hamilton ma le sorprese e novità non sono mancate e così finalmente si è assistito a un turno di qualifiche interessante e all’insegna delle sorprese anche se questo era previsto prima del via.

Ci si è messa anche la pioggia a rendere ancora più incerto il menu delle qualifiche e alla fine ci si trova di fronte a una griglia di partenza che è l’antipasto di un Gran Premio su cui è meglio non fare pronostici. Troppe sono le variabili in campo cui non è detto che i team, dai piloti ai tecnici, siano in grado di rispondere ad incominciare dai consumi avendo i piloti solo 140 litri di carburante..

Se la pole di Hamilton era in fin dei conti scontata non era in programma l’errore di Rosberg che ha così perso la prima fila a tutto vantaggio, ed è la prima sorpresa, della Red Bull di Daniel Ricciardo, un italo- australiano scoperto da Marco Zecchi, anche lui mezzo australiano ed ex logistico della Ferrari, che lo portò al debutto sulle piste europee nella Formula Master per poi vederselo sfilare dalle mani dalla multinazionale “con le ali”.

Da un australiano, Mark Webber, presente ai box Red Bull, ad un altro australiano Ricciardo per la gioia dei supporter della terra dei canguri. La sua prima fila, a tre decimi da Hamilton, è frutto anche di un azzardo con le gomme intermedie ma di certo i primi giri veri di Ricciardo hanno messo a tacere le tante critiche sulla scelta della Red Bull di un pilota che sino ad ora di veri “colpi cronometrici” non ne ha messo in carniere neppure uno. Ciò non toglie che la preoccupazione di Alonso di trovarsi subito davanti una Red Bull si è avverata. Ma non era la grande malata?

In seconda fila a fianco di Rosberg un’altra sorpresa: la McLaren di Kevin Magnussen che è al debutto in F.1 dopo aver vinto nel 2013 le World Series Renault. Magnussen è figlio d’arte, come Rosberg, e sta percorrendo lo stesso programma che a suo tempo fu stilato per Hamilton da Ron Dennis. E combinazione Ron Dennis è tornato ora sul ponte di comando della McLaren e lo abbiamo visto con gli occhi lucidi e fregarsi le mani vedendo il tempo del suo nuovo pupillo.

In terza fila finalmente una Ferrari, l’unica nei primi dieci, quella di Alonso mentre Raikkonen è ben più indietro dopo essere andato a “baciare” le protezioni a bordo pista. La gara sarà altra cosa forse ma di certo la rossa non è sembrata un fulmine di guerra e in più forse in casa Ferrari c’è ancora molta confusione sulla scelta e rendimento delle nuove gomme Pirelli. I sei decimi di distacco da Hamilton non sono di certo noccioline. In altri tempi si sarebbe parlato di disastro, nell’attuale situazione di totale e generale incertezza il giudizio deve rimanere sospeso. Il vero responso viene dalla gara !!

Le sorprese continuano in griglia con il sesto e ottavo posto delle due Toro Rosso. Se di Vergne già si conoscono pregi e difetti ha lasciato stupefatti la prestazione di Daniil Kvyat, altro debuttante nel Circus: l’anno passato correva, vincendo, nella GP3.

Esame di riparazione in gara per Hulkenberg e Massa che saranno uno dei principali ostacoli per il trio Button, Raikkonen e Vettel che cercheranno di esibirsi in una spettacolare “remuntada” sempre che le monoposto, oramai un concentrato di tecnologia, sappiano accompagnare le volontà o speranze dei piloti al volante.

In definitiva in parte ha deluso la Force India di Perez solo in sedicesima posizione dopo essere stato tra i più brillanti nei test, lo stesso dicasi per la Sauber: tredicesima con Sutil e diciassettesima con Gutierrez ma peggio ha fatto la Lotus che chiude lo schieramento con entrambi i piloti. Evidentemente in Lotus si stanno ancora spremendo i cervelli per capire i nuovi propulsi mentre in casa Red Bull e Toro Rosso l’annullamento del ritardo è a buon punto. (John Sturm)

LA GRIGLIA DI PARTENZA:

1.Lewis Hamilton (Mercedes W05) - 1'44"231 - Q3
2.Daniel Ricciardo (Red Bull RB10-Renault) - 1'44"548 - Q3
3.Nico Rosberg (Mercedes W05) - 1'44"595 - Q3
4.Kevin Magnussen (McLaren MP4/29-Mercedes) - 1'45"745 - Q3
5.Fernando Alonso (Ferrari F14-T) - 1'45"819 - Q3
6.Jean-Eric Vergne (Toro Rosso STR9-Renault) - 1'45"864 - Q3
7.Nico Hulkenberg (Force India VJM07-Mercedes) - 1'46"030 - Q3
8.Daniil Kvyat (Toro Rosso STR9-Renault) - 1'47"368 - Q3
9.Felipe Massa (Williams FW36-Mercedes) - 1'48"079 - Q3
10.Jenson Button (McLaren MP4/29-Mercedes) - 1'44"437 - Q2
11.Kimi Raikkonen (Ferrari F14-T) - 1'44"494 - Q2
12.Sebastian Vettel (Red Bull RB10-Renault) - 1'44"668 - Q2
13.Adrian Sutil (Sauber C33-Ferrari) - 1'45"655 - Q2
14.Kamui Kobayashi (Caterham CT05-Renault) - 1'45"867 - Q2
15.Valtteri Bottas (Williams FW36-Mercedes) - 1'48"147 - Q3 **
16.Sergio Perez (Force India VJM07-Mercedes) - 1'47"293 - Q2
17.Max Chilton (Marussia MR03-Ferrari) - 1'34"293 - Q1
18.Jules Bianchi (Marussia MR03-Ferrari) - 1'34"794 - Q1
19.Marcus Ericsson (Caterham CT05-Renault) - 1'35"157 - Q1
20.Romain Grosjean (Lotus E22-Renault) - 1'36"993 - Q1
21.Pastor Maldonado (Lotus E22-Renault) - no time - Q1
22.Esteban Gutierrez (Sauber C33-Ferrari) - 1'35"117 - Q1 **
** Penalizzati di cinque posizioni per sostituzione del cambio

 

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