09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Ciao Alex, campione di coraggio e leggenda dello sport

Alessandro "Alex" Zanardi è stato molto più di un semplice campione sportivo; è un simbolo universale di resilienza, coraggio e rinascita umana. Nato a Bologna il 23 ottobre 1966, la sua passione per la velocità si è manifestata fin da giovanissimo, iniziando con i kart. Con talento e determinazione, ha scalato le gerarchie del motorsport, passando per la Formula 3 e la Formula 3000 con ottimi risultati.

Il debutto in Formula 1 arriva nel 1991, correndo per team come Jordan, Minardi e Lotus, dimostrando sprazzi di grande talento. Tuttavia, è negli Stati Uniti che Zanardi trova la sua vera consacrazione. Nel 1996 sbarca nel campionato CART (Champ Car) con il team di Chip Ganassi, diventando rapidamente un idolo delle folle americane.

La sua guida aggressiva, spettacolare e il suo carisma sono ineguagliabili. Indimenticabile è "The Pass", il leggendario sorpasso su Bryan Herta al Cavatappi di Laguna Seca nell'ultimo giro della gara del 1996. Alex domina la categoria, laureandosi campione nel 1997 e nel 1998, celebrando ogni vittoria con i suoi celebri e spettacolari "donuts".

Dopo una breve e sfortunata parentesi di ritorno in F1 con la Williams, Alex torna negli Stati Uniti nel 2001, pronto a stupire ancora. Ma il 15 settembre 2001, la sua vita cambia per sempre al Lausitzring, in Germania, durante una gara del campionato CART.

Dopo un testacoda, la sua vettura viene centrata a oltre 300 km/h da un altro concorrente, in un impatto di una violenza inaudita. Alex perde entrambe le gambe ed è a un passo dalla morte, sopravvivendo miracolosamente grazie al tempestivo intervento medico. È qui che inizia la vera, straordinaria leggenda di Alex Zanardi. Invece di arrendersi al dolore e alla disperazione per la perdita, Alex si concentra su ciò che gli è rimasto, affrontando la riabilitazione.

"Quando mi sono svegliato, non ho guardato la metà che mancava, ma la metà che era rimasta", dirà in seguito, ispirando il mondo intero. Con una forza d'animo incredibile, non solo torna a camminare con protesi, ma incredibilmente torna anche a correre in automobile.

Guida vetture appositamente modificate nel campionato WTCC con BMW, tornando persino a vincere diverse gare sul palcoscenico mondiale. Ma la sua inesauribile fame di sfide lo spinge verso nuovi orizzonti, portandolo a scoprire il paraciclismo e l'handbike.

La dedizione che metteva nei motori si trasferisce in questo nuovo sport, con allenamenti massacranti e una determinazione feroce. I risultati sono a dir poco leggendari e lo portano nell'Olimpo sportivo. Ai Giochi Paralimpici di Londra 2012, Alex conquista il mondo, vincendo due medaglie d'oro e una d'argento nell'handbike. L'immagine di lui che solleva la sua handbike al traguardo di Brands Hatch diventa una delle foto più iconiche della storia dello sport moderno. Non sazio, ripete l'impresa ai Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro 2016, portando a casa altre due medaglie d'oro e un altro argento, alla soglia dei cinquant'anni, dimostrando un'atletica inesauribile.

Nel corso degli anni colleziona anche numerosi titoli mondiali, dominando le competizioni di paraciclismo su strada e a cronometro. Zanardi non si ferma qui e decide di affrontare anche il triathlon estremo, partecipando alle durissime competizioni Ironman. Completa sfide massacranti in tempi record per atleti paralimpici, nuotando, pedalando con le braccia e spingendo la carrozzina olimpica.

Diventa un vero e proprio ambasciatore dello sport per tutti, fondando "Obiettivo3" per avviare allo sport persone con disabilità. Ma il destino ha in serbo un'altra terribile prova per lui.

Il 19 giugno 2020, durante la staffetta benefica "Obiettivo Tricolore", Alex perde il controllo della sua handbike sulle colline toscane. Si scontra violentemente contro un camion che viaggiava in senso opposto, riportando gravissimi traumi cranici e facciali. L'Italia e il mondo intero trattengono il respiro ancora una volta.

Alex affronta mesi di terapie intensive, numerosi e delicati interventi, intraprendendo un nuovo, lunghissimo percorso di riabilitazione neurologica. Le notizie sulle sue condizioni arrivano con parsimonia, protette dalla famiglia che ne tutela la privacy in questa dura battaglia. Tuttavia, il suo spirito aleggia forte su tutto il movimento paralimpico, ricordandoci costantemente il valore inestimabile della tenacia.

La grandezza di Zanardi non risiede solo nelle sue innumerevoli vittorie, ma nella sua straordinaria capacità di trasformare le tragedie in opportunità. Ci ha insegnato che i limiti sono spesso solo illusioni della nostra mente, e che con passione, sorriso e ironia si può superare ogni avversità. Alex Zanardi rimane il più grande inno alla vita che lo sport ci abbia donato.

Il destino ha voluto che l'addio ad Alex sia avvenuto proprio il 1° maggio, nello stesso giorno in cui, trentadue anni fa, il mondo dei motori pianse la morte di Ayrton Senna. Un filo invisibile sembra legare queste due leggende che, in modi diversi, hanno scritto le pagine più intense e indimenticabili della storia dello sport.

A poche ore dalla triste notizia, sia il mondo dello sport che le massime istituzioni politiche hanno voluto rendere omaggio alla sua straordinaria figura, ricordandolo non solo per le vittorie, ma per la sua impareggiabile lezione di vita.

Sergio Mattarella: "Come l'intera Italia avverto profondo dolore per la morte di Alex Zanardi. Sportivo di eccelse qualità, ha dimostrato straordinaria personalità anche dopo il gravissimo incidente che ha subito. Divenuto campione paralimpico, è stato per tutti questi anni punto di riferimento di tutto lo sport, amato e ammirato anche per il coraggio, la resilienza e la capacità di trasmettere entusiasmo. La sua figura ha rappresentato punto di riferimento anche oltre il mondo dello sport e lo rimarrà nel ricordo degli italiani. Esprimo alla famiglia la vicinanza della Repubblica".

Giorgia Meloni (Presidente del Consiglio): Ha espresso il dolore dell'intera nazione con un messaggio profondamente commosso sui social: "L'Italia perde un grande campione e un uomo straordinario, capace di trasformare ogni sfida della vita in una lezione di coraggio, forza e dignità. Alex Zanardi ha saputo rialzarsi ogni volta, affrontando anche le prove più dure con una determinazione, una lucidità e una forza d'animo davvero eccezionali. Con le sue imprese sportive, con il suo esempio e con la sua umanità ha dato a tutti noi molto di più di una vittoria: ci ha donato speranza, orgoglio e la forza di non arrendersi mai. Grazie di tutto, Alex."

Luciano Buonfiglio, presidente del CONI: "Perdiamo un grande campione e un grande uomo, capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del CONI. Ho invitato tutte le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a partecipare al dolore della famiglia e a rendere omaggio alla memoria di Alex Zanardi, osservando un minuto di raccoglimento in tutte le manifestazioni sportive del weekend in Italia".Stefano Domenicali (Presidente e CEO della Formula): "Sono profondamente rattristato dalla scomparsa del mio caro amico Alex Zanardi. Era una persona davvero di grande ispirazione, come uomo e come atleta. Porterò sempre con me la sua forza straordinaria. Ha affrontato sfide che avrebbero fermato chiunque, eppure ha continuato a guardare avanti, sempre con il sorriso e una determinazione testarda che ha ispirato tutti noi. Mentre la sua perdita si fa sentire profondamente, la sua eredità rimane forte."

Geronimo La Russa, Presidente ACI: “Ci lascia un campione dello sport, ma soprattutto un esempio di resilienza, capace di lottare contro ogni difficoltà.  Zanardi sia stato un’icona della passione per i motori e per lo sport, vissuta con perseveranza e dedizione, oltre ogni limite fisico e personale. A lui dedicheremo nel fine settimana un momento di raccoglimento in ogni gara automobilistica e, in futuro, non mancheranno occasioni speciali per rinnovare la memoria e il ricordo di Alex”.

Mario Andretti: "Alex è stato la persona più incredibile che abbia mai incontrato. Il suo spirito era indistruttibile. Ci ha insegnato ogni giorno cosa significhi davvero avere coraggio".

FIA (Federazione Internazionale dell'Automobile): "dall'incidente che gli ha cambiato la vita fino a diventare medaglia d'oro paralimpica, lo ha reso uno dei concorrenti più ammirati dello sport e un simbolo intramontabile di coraggio e determinazione."

Luca Pancalli (Presidente del Comitato Italiano Paralimpico): "Alex non è stato solo un campione straordinario, è stato la locomotiva del nostro movimento. Ha cambiato la percezione della disabilità nel nostro Paese e nel mondo, facendo capire che la vera impresa non è vincere una medaglia, ma vivere la vita al massimo delle proprie possibilità".

Bebe Vio, schermitrice e campionessa paralimpica: "A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l'enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità. A Rio 2016 sei stato il mio cicerone nel villaggio paralimpico e poi abbiamo realizzato il sogno insieme. A Tokyo 2020 non c'eri, ma eri un faro per tutti noi. È stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita".  (Franco Liistro)