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Oltre all’arrivo della Fiat 500 Hybrid a Mirafiori sono iniziati lavori nella Palazzina Uffici

Torino. Torino ha celebrato un nuovo capitolo della sua storia automobilistica: la Fiat 500 Hybrid è arrivata in città e la produzione è già partita nello storico stabilimento di Mirafiori.Questo traguardo, con il contemporaneo avvio dei lavori di riqualificazione della Palazzina Uffici del complesso di Mirafiori, conferma il ruolo di Torino come cuore pulsante dell’industria automobilistica italiana e simbolo di innovazione e tradizione. All’evento hanno partecipato circa 200 persone, per le istituzioni, erano presenti Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente della Regione, Alberto Cirio e il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Ad accoglierli il Presidente di Stellantis, John Elkann, l’Amministratore Delegato, Antonio Filosa, il Responsabile delle Attività Europee, Emanuele Cappellano, l’Amministratore Delegato del Brand FIAT e Responsabile Global Marketing di Stellantis, Olivier Francois.

IL PROGETTO DI RINNOVAMENTO DELLA PALAZZINA UFFICI

Il progetto ha come obiettivo la trasformazione della storica palazzina di Mirafiori in un luogo di lavoro contemporaneo, che rispecchi le nuove esigenze ma allo stesso tempo custodisca l’anima del passato.

L’intervento interesserà una superficie di 61.000 metri quadrati e si articolerà su cinque piani di uffici fuori terra e due piani interrati. Particolare attenzione sarà dedicata alla valorizzazione della facciata, lunga 200 metri e rivestita in pietra di Finale, e all’installazione di 1.670 nuove finestre, che assicureranno luminosità e comfort agli ambienti interni. Sono previsti oltre 400 parcheggi interni e 128 stazioni di ricarica elettrica. I parcheggi esterni saranno oltre 1400.

Il progetto è stato seguito in tutte le sue fasi direttamente dal team di architetti e ingegneri interni che fanno parte di Real Estate Stellantis. Il loro punto di forza è stato quello di interpretare le esigenze aziendali e di tradurle in un progetto che metta le persone di Stellantis al centro. Un lavoro di squadra al fine di coordinare i contributi di tutti i team interni all’azienda. Il risultato finale è un lavoro collettivo che rispecchia la specificità e lo spirito dell’azienda

Il ritorno alle radici per Stellantis significa guardare al futuro consapevole del proprio passato. Ispirato da questa visione, il progetto adotta un linguaggio compositivo che accosta ai materiali pregiati e storici della Palazzina nuovi elementi spaziali, materici e tecnologici in un armonioso contrasto di valorizzazione reciproca. 

Porte in legno massello, vetri di Murano, mosaici e pavimentazioni in marmo verranno accostati ad elementi e materiali innovativi Il necessario ammodernamento degli spazi storici avverrà attraverso la rigenerazione architettonica rispettando l’esistente, senza frizioni, con l’utilizzo di palette cromatiche morbide e armoniche, raggiungendo i più alti standard di qualità edilizia.Il principale elemento innovativo del progetto è la trasformazione degli spazi chiusi sopra l’ingresso principale in logge verdi. Questo gesto permette all’area verde e urbana antistante di entrare all’interno dell’iconica Palazzina.La nuova connessione che ne deriva permette un dialogo aperto reciproco verso la Città, già famosa per i suoi viali e giardini, un dialogo fatto di verde e di luce.

È proprio l’uso della luce il secondo elemento che guida Stellantis nell’innovare l’edificio e lega alla Città di Torino, che già aveva scelto la luce come elemento di riconoscimento attraverso le installazioni di Luci di Artista. Eterea e leggera ma al contempo energia vibrante, la luce rappresenterà la nuova vita che torna a pulsare nel cuore di Mirafiori. Percepibile attraverso le nuove grandi logge trasparenti e l’intera facciata la luce svelerà l’anima dell’edificio. Piccole logge verdi verranno inoltre distribuite lungo la monumentale facciata rivestita di pietra di Finale per generare altre aperture degli spazi interni verso l’esterno. 

Gli storici frangisole, elemento iconico del fabbricato, verranno sostituiti con nuove doghe metalliche che rappresenteranno il terzo elemento innovativo del ProgettoPur mantenendo la funzione originaria di controllo del microclima interno, i nuovi frangisole costituiranno anche un elemento di design con colori e geometrie progettati per un effetto visivo dinamico al variare della luce naturale.

Il grande atrio storico, con le sue arcate ed il piano sovrastante in affaccio, verrà enfatizzato assumendo il ruolo di Piazza interna al fabbricato, snodo urbano dell’edificio e punto nevralgico nella distribuzione interna degli spazi. I 5 piani di uffici saranno inoltre completamente ristrutturati per generare spazi di lavoro moderni e confortevoli, con particolare attenzione al Wellbeing delle persone che vivranno i nuovi spazi. La nuova sede avrà inoltre una grande caffetteria al suo interno, sale riunioni, servizi per i dipendenti, parcheggi, archivi e spazi tecnici.

Il Progetto inoltre ha come obiettivo un edificio ad energia annuale positiva, dotato di pannelli fotovoltaici e controllo integrato centralizzato di tutti gli impianti. L’intervento è volto al raggiungimento di certificazioni per edifici sostenibili ed eco-compatibili con alti standard di efficienza energetica per la riduzione delle emissioni di CO2. Il progetto è stato seguito in tutte le sue fasi direttamente dal team di architetti e ingegneri interni che fanno parte di Real Estate Stellantis.Il loro punto di forza è stato quello di interpretare le esigenze aziendali e di tradurle in un progetto che metta le persone di Stellantis al centro. Un lavoro di squadra al fine di coordinare i contributi di tutti i team interni all’azienda. Il risultato finale è un lavoro collettivo che rispecchia la specificità e lo spirito dell’azienda

L’intervento del Presidente di Stellantis, John Elkann

Per iniziare questa giornata non poteva esserci luogo migliore della Palazzina Uffici alle mie spalle, un luogo che simboleggia innovazione, lavoro e passione per le automobili che, a 86 anni dalla sua inaugurazione, si rinnova a partire da oggi con l’avvio ufficiale dei lavori, forte del suo passato, ma soprattutto guardando al futuro: entro il 2027 ospiterà migliaia di colleghi, a ribadire ancora una volta il ruolo centrale che Torino riveste per Stellantis.

Questo ruolo è legato allo sviluppo del complesso di Mirafiori da oltre 126 anni. Perché crediamo nelle nostre persone, nelle loro competenze e nella loro creatività; perché crediamo nella libertà che la mobilità per tutti rappresenta; e perché crediamo nel dare ai nostri clienti la massima libertà di scegliere come e quando muoversi.

Il lancio di oggi della Fiat 500 ibrida è un chiaro segnale che il nostro impegno per queste libertà rimane forte come sempre. Un’auto che sappiamo essere molto amata dai nostri clienti. Un'auto molto desiderata da tanti, che vogliono la 500, ma che, nello stesso tempo, non tutti vogliono la 500 elettrica.

Vorrei essere chiaro. La nostra fiducia in un futuro elettrico rimane immutata. Quando è arrivato il momento di intraprendere il percorso verso le emissioni zero, abbiamo risposto alla chiamata, e in nessun altro luogo più che qui a Torino. La bellissima 500 Elettrica, che produciamo qui a Mirafiori dal 2020, ne è una chiara dimostrazione.

Abbiamo fatto di tutto per essere 'pronti per il futuro', così come i nostri colleghi dell'industria europea.  Ma se siamo pronti, il mercato certamente non lo è. E per mercato intendo le persone, i clienti....la maggior parte dei nostri clienti ha inviato un messaggio chiaro. Non sono disposti a farsi dire quale auto acquistare. Vogliono riavere la loro libertà di scegliere l'auto più conveniente per loro.

Oggi, qui, rispondiamo alla loro richiesta ampliando la loro scelta. Da oggi, oltre alla Fiat 500 elettrica, offriamo loro la possibilità di scegliere una Fiat 500 ibrida. Pratica, ecologica, sicura, confortevole, versatile e accessibile.

La nostra responsabilità è sempre stata e sarà sempre quella di operare nel modo migliore, nel rispetto di tutte le regole. Regole che non facciamo noi e che la realtà sta dimostrando che sono sbagliate. Ovvero non sono adeguate allo scopo per cui sono state scritte: una transizione efficace e sostenibile da un punto di vista sociale ed economico che i cittadini europei possano abbracciare. Semplicemente non riconoscono la realtà sul campo. Per questo motivo, insieme al governo italiano, abbiamo insistito affinché quelle regole fossero modificate rapidamente. Non per frenare l'elettrificazione, ma per attuare un piano realistico che consenta di raggiungere gli obiettivi di elettrificazione in modo da rafforzare l'Europa come produttore, invece di ridurla a un mercato per altri.

Noi e i nostri colleghi abbiamo intrattenuto un dialogo intenso con la Commissione europea durante tutto l'anno e a tutti i livelli. Si è trattato di scambi apprezzati, franchi e aperti, che hanno presentato i fatti reali così come li viviamo noi, i nostri clienti e tutto il nostro ecosistema. Come industria, abbiamo elaborato un pacchetto di proposte positive concrete, prontamente realizzabili e di buon senso, che, insieme, possono iniziare a risollevare l'industria automobilistica europea da quello che rischia di essere un declino irreversibile, pur continuando a perseguire gli obiettivi ambientali di decarbonizzazione della Commissione………..

A questo punto desidero esprimere il nostro sincero ringraziamento al Governo italiano, in particolare al Ministro Adolfo Urso, qui presente, e a tutti i suoi collaboratori del MIMIT per il lavoro costruttivo svolto insieme per superare le difficoltà di questa transizione senza precedenti. Il loro sostegno continua ad essere fondamentale per fare capire ai decisori di Bruxelles che esiste un'altra strada per arrivare dove tutti vogliamo essere nei prossimi anni.

Vorrei estendere lo stesso ringraziamento alle Regioni e ai Comuni in cui siamo presenti con i nostri stabilimenti, e in particolare oggi al Piemonte attraverso il Presidente Alberto Cirio e il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, oltre naturalmente ai nostri concessionari, ai nostri fornitori e ai sindacati con cui siamo costantemente in dialogo per stimolare la domanda e di conseguenza la produzione.

Insieme esprimiamo la stessa richiesta, abbiamo lo stesso inderogabile obiettivo. E possiamo dire di essere tutti d’accordo su un nuovo e tempestivo quadro normativo che consenta ai costruttori di produrre e commercializzare le auto che i clienti desiderano e soprattutto vogliono comprare. (F.L.)

 

 

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