Paolino Gagliardo: candidato alle elezioni regionali del Piemonte per difendere l’auto a Torino (Video)

Torino.Paolino Gagliardo, esperto di fama internazionale del settore automobilistico, definito "visionario della mobilità", annuncia la sua candidatura alle prossime elezioni regionali della Regione Piemonte.
Racconta brevemente la tua carriera da top manager nel settore automobilistico.
Già manager del Gruppo FIAT (per i marchi Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Abarth) a Torino, ho ricoperto importanti ruoli presso FCA (Fiat Chrysler Automobiles), guidando lo sviluppo di nuovi prodotti e Marchi, sviluppando anche i business delle auto classiche e del racing. Con una carriera di calibro mondiale nel settore automotive e dei trasporti, ho conseguito un MBA presso la Columbia University di New York, prima di dedicarmi a marchi automobilistici di spicco in Europa, Stati Uniti e Asia. Inoltre, ho ricoperto ruoli chiave alla Ford Motor Company, contribuendo ad esempio al rilancio del marchio Mustang, e successivamente allo sviluppo di Trenitalia, partecipando al lancio dell'Alta Velocità, e del Gruppo Piaggio, dove ho svolto incarichi manageriali di sviluppo in Europa e in Oriente. Incarichi con importanti impatti sociali che hanno portato valore aggiunto concreto e benefici a tutte le parti coinvolte.
Qual è il principale obiettivo della tua candidatura in Regione Piemonte?
Intendo mettere le mie competenze, in questo momento particolarmente delicato, al servizio della città di Torino e della Regione Piemonte. Con l'auspicio di rilanciare la sua eccellenza nel settore industriale dell’auto.Inoltre, uno dei miei principali obiettivi è quello di riportare la produzione della Fiat 500 a Mirafiori, Torino: un’operazione industrialmente ed economicamente concretizzabile, che non solo accrescerebbe il prestigio del marchio, in quanto farebbe ritorno, dalla Polonia, al Made in Italy che si merita, ma garantirebbe di rilanciare la storica ma attualissima eccellenza industriale e produttiva nel capoluogo piemontese e all’intera regione, diminuendo gli ammortizzatori sociali, la cassa integrazione e gli esodi di vario genere e contrastare la depauperizzazione dell’intero settore.
Cosa hai pensato dopo che Carlos Tavares ha annunciato il ritorno della produzione di un modello Fiat in Italia?
Come ho già detto tempo fa, nulla è impossibile, e avevo ragione.In seguito alle dichiarazioni di Carlos Tavares, AD di Stellantis, dopo l’incontro con i sindacati tenutosi a Torino, è confermato che la produzione della Fiat 500 può tornare a Mirafiori, Torino, in Regione Piemonte, proprio come sostengo e ho sostenuto per settimane.Con il susseguirsi di questo tipo di operazioni Torino si riaffaccerebbe sul panorama automotive internazionale, affermando ulteriormente la propria eccellenza nel settore.Si tratta di un piccolo passo verso la giusta direzione, verso un’industria a 360° che consentirebbe un incremento della forza lavoro, un importante ritorno economico e una corretta valorizzazione di addetti ai lavori e filiera dei fornitori.Nella mia lunga carriera ho imparato che la programmazione del prodotto, la ricerca e lo sviluppo a livello locale e nazionale sono la chiave per la crescita sistematica e sostenibile di una grande azienda. Ripartire dal territorio per costruire qualcosa di grande, con il contributo di tutti gli individui del settore, senza spostarsi dal nostro Piemonte, dalla nostra Torino, dalla nostra Mirafiori.
Parlaci della tua idea di transizione elettrica
Al giorno d’oggi, nel settore automobilistico, è più che mai necessario adoperarsi per perseguire le zero emissioni. Questo, però, deve essere un obiettivo non ‘pianificato’ e diretto dall’alto, ma da rendere accettabile nel mercato, da raggiungere con riguardo e rispetto verso il consumatore italiano, gli addetti ai lavori, la filiera dei fornitori, senza penalizzare oltremodo i motori endotermici ed ibridi di ultima generazione già a basse emissioni. L’elettrico rappresenta ancora un segmento elitario all’interno del panorama della mobilità regionale e nazionale, e va reso democratico ed accettabile per una transizione alla portata di tutti. Non è possibile né rispettoso ignorare le necessità e le possibilità dei cittadini, forzando a un acquisto dispendioso e, nella maggior parte dei casi, non sostenibile se non a pochi.
Cosa servirebbe per rilanciare l’industria dell’auto a Torino, in Regione Piemonte?
Il settore automobilistico si basa sui volumi, sulla quantità, perché i margini sono ristretti. Detto questo, quando parlo del riportare la 500 a Mirafiori intendo questo: non allontanare la produzione, basarsi sulle eccellenze che già abbiamo, valorizzandole. Riportare a Torino la produzione rappresenterebbe già un passo significativo. Inoltre, gioverebbe al sistema facilitare l’incontro fra l’azienda e i propri consumatori, le persone. Per fare questo bisogna continuare a lavorare, discutere, agevolare la presenza di Stellantis in Italia, consapevoli dell’eccellenza globale che rappresenta ma senza dimenticarsi del cuore, del nucleo pulsante dell’industria, Torino e il Piemonte.
Hai parlato in diverse occasioni della potenzialità della Regione Piemonte e di Torino di attrarre investimenti oltreoceano. Parlaci di questa possibilità.
Avvalendomi della rinomata eccellenza dell’industria automotive torinese e piemontese punto ad attirare investimenti dagli Stati Uniti d’America e dall’Oriente a Torino. Lo scopo è quello di accrescere la forza lavoro e riportare il capoluogo, polo innovativo d’Italia e d’Europa nel settore, alla sua passata e fiorente economia, in aggiunta e non in concorrenza con le altre sue rinomate eccellenze.Sono per metà americano, conosco bene il mercato e le strutture. Gli USA sono Stati individuali ben differenti fra loro. Fra questi, molti cercano possibilità di investimento reciproco oltreoceano, alcuni mi hanno già contattato. C’è un interesse e un’attenzione particolare verso Torino e verso il Piemonte. Bisogna lavorare per limare e definire accordi con i singoli Stati. Sono possibilità estremamente interessanti che porterebbero benefici economici rilevanti, aumenterebbero anche la forza lavoro. (Dav.D’Am.)
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Paolino Gagliardo si presenta