Carlo Sainz cala il tris, è lui il Matador della 42^ Dakar

Qiddiya. La 42^ edizione della Dakar si è chiusa, con il trionfo tra le auto di Carlos Sainz che trionfa così a 57 anni per la terza volta in carriera, nel 2010 con Volkswagen e nel 2019 con Peugeot le altre vittorie. Il qatariota, campione olimpico, Nasser Al-Attiyah le ha provate davvero tutte per recuperare dopo la foratura di martedì, dominando la tappa difficile di giovedì e quella molto più corta e agevole, l’ultima, che ha portato la carovana da Haradh a Qiddiya in soli 167 chilometri cronometrati.
Alla fine però il Matador, soprannome datogli dopo i due titoli mondiali rally, ha saputo gestire al meglio i 18′ minuti accumulati nella decima frazione e ha chiuso con 6’21 di margine in tranquillità e senza rischi. Battuto per la seconda piazza invece il francese Stephane Peterhansel che partiva questa mattina con soli 6″ di distacco dal rivale di Toyota ma oggi ha fatto decisamente peggio, chiudendo a 9’58 dal leader in classifica generale.
La gara di Mister Dakar, 80 successi di tappa. 6 Dakar con la moto e 7 con auto, è stata piuttosto strana forse condizionata dalla leadership di Sainz ma di sicuro non è stato il Peterhansel che siamo abituati a vedere districarsi in modo superlativo tra problemi di navigazione e asperità del terreno.O forse, cosa probabile, al francese cominciano a pesare i 55 anni e un fisico cui è stato richiesto tutto e di più.
Significativi i primi commenti a caldo del vincitore: ““Solo io, Al-Attiyah e Peterhansel sappiamo quanto è stata dura fin dal primo giorno. Sono molto felice per questa vittoria dietro cui ci sono tanti sforzi e molto lavoro. Ringrazio Red Bull e ovviamente il mio co-pilota Lucas Cruz. Questo risultato non è male per un veterano anche perché bisogna lavorarci molto per arrivarci, grazie anche alla mia famiglia che mi sostiene. Tornerò il prossimo anno? Aaaah, è molto presto: chiedetemelo più avanti“, è stato il primo commento del pilota spagnolo.
Alle spalle dei tre piloti che hanno in pratica monopolizzato la corsa un ottimo Al Rajhi su Toyota, in pratica il primo degli umani che ha avuto ragione del sud africano Giniel De Villiers,uno che di Dakar ne mastica da anni, e l’argentino Orlando Terranova, vincitore della prima tappa ma è stato un fuoco di paglia.
Alonso, e il super esperto Marc Coma, ha chiuso in tredicesima posizione dopo aver disputato una grande tappa che lo ha visto lottare per la vittoria di tappa per poi chiudere quarto. La posizione finale in classifica dello spagnolo è alla resa dei conti una mezza delusione. Puntare su di lui per la vittoria finale, come in molti speravano per ridare immagine alla Dakar, era un azzardo non da poco ma almeno essere nella top ten era dato abbastanza probabile e doveva essere un obbiettivo da centrare. Alonso certo è stato bersagliato da una fortuna non favorevole ma forature, rotture e dover far da te essendo l’assistenza lontana in una corsa del genere sono all’ordine del giorno e da mettere in preventivo. Questa è la Dakar !!
Obiettivo raggiunto (53^ posizione finale) da Andrea Schiumarini ed Enrico Gaspari, che alla guida del Mitsubishi Pajero WRC+, sono riusciti a concludere la loro Dakar, nonostante i tanti inconvenienti meccanici. Una prova impegnativa e non priva di momenti difficili, che però i due piloti forlivesi sono sempre riusciti a risolvere con determinazione, esperienza e una buona dose di ottimismo.
“Concludere la Dakar 2020 –ha detto Andrea Schiumarini appena sceso dalla sua vettura– era il nostro primo obiettivo, e ci si siamo riusciti. Abbiamo lottato in ogni momento, su ogni tipo di terreno ed in ogni condizione. Non abbiamo mai perso la nostra positività cercando sempre il modo per risolvere tutti i problemi, che non sono stati pochi. Come sempre la Dakar è un evento che mette a dura prova, fisicamente e mentalmente. La vittoria è anche quella di superare queste due settimane che sono difficili, ma uniche. Arrivare sul podio è stata la cosa più bella che abbiamo fatto, e farlo con tutta la squadra di RTEAM, che ci ha supportato in questi giorni, è stato importante per me. Ringrazio tutti coloro che mi hanno permesso di vivere questa mia seconda Dakar; sponsor, famiglia ed amici, che da casa mi hanno sempre trasmesso tantissima energia. Su quel podio erano tutti con me.” Anche questa è la Dakar !!
Una Dakar, quella 2020, alquanto anomala, quasi lontana parente della Dakar africana e pure delle edizioni in Sud America. Lo stesso Peterhansen ha sottolineato che i distacchi significativi sono stati provocati da errori di navigazione. Le tante temute dune del deserto hanno mietuto meno vittime del previsto come pure sono stati i tratti su asfalto…”percorriamo dei tratti a velocità quasi folle al volante di auto pesanti e non preparate per questo. E alla fine corriamo per chilometri come se avessimo un coltello puntato alla gola”, ha detto Mister Dakar.
Chissà se Thierry Sabine, l’ideatore della Dakar, allora Parigi – Dakar, lassù dal cielo, ha applaudito i protagonisti della 42esima edizione della sua creatura. Probabilmente sì, la Dakar in fin dei conti è sempre la Dakar anche se ha perduto negli anni molto del suo appeal e della caratteristica di avventura delle prime edizioni.(John Sturm)
Classifica finale Dakar 2020:
1.CARLOS SAINZ - LUCAS CRUZBAHRAIN JCW X-RAID TEAM 42H 59' 17''
2.NASSER AL-ATTIYAH - MATTHIEU BAUMEL TOYOTA GAZOO RACING +6' 21''
3.STÉPHANE PETERHANSEL- PAULO FIUZABAHRAIN JCW X-RAID TEAM +9' 58''
4.YAZEED AL RAJHI - KONSTANTIN ZHILTS OVOVERDRIVE TOYOTA +49' 10''
5.GINIEL DE VILLIERS - ALEX HARO BRAVO TOYOTA GAZOO RACING +1H 07' 09''
6.ORLANDO TERRANOVA- BERNARDO GRAUE X-RAID MINI JCW TEAM +1H 12' 15''
7.BERNHARD TEN BRINKETOM – COLSOUL TOYOTA GAZOO RACING +1H 18' 34''
8.MATHIEU SERRADORI - FABIAN LURQUIN SRT RACING +1H 59'
9.YASIR SEAIDANKUZMICH – ALEXY RACE WORLD TEAM +3H 42' 17''
10.WEI HAN - MIN LIAOGEELY AUTO SHELL LUBRICANT TEAM +3H 51' 07''