09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

La “folle idea” di Giorgio Schon….alla Pechino – Parigi con una Ferrari 308 del 1976

 

Milano. Chiamarla pazza idea è dire poco. Quattordicimila chilometri dalla capitale cinese a quella francese sono già una sfida ai limiti del possibile per qualsiasi “quattro ruote”, farla con una Ferrari 308 GT4 del 1976, per quanto preparata per affrontare migliaia di km di strade sterrate e dal fondo accidentato, è davvero quasi una follia.

Lucida follia a sentire Giorgio Schon e il suo coequipier Enrico Guggiari, cui spetta di risolvere gli eventuali problemi meccanici. Entrambi hanno l’entusiasmo di ventenni e la consapevolezza di adulti classe 1946 con l’esperienza di oltre mille competizioni alle spalle.

L’idea è nata un anno fa e, dice Guggiari durante la presentazione alla concessionaria Rossocorsa di Milano, “quando Schon mi telefonò per propormi questa avventura ho impiegato forse tre  minuti per dirgli di sì”. Ed è solo di qualche giorno fa, ci rivela Schon, la soluzione per il trasferimento dell’auto a Pechino. Inizialmente destinata a un lungo e rischioso viaggio per nave, ora raggiungerà il via in aereo.

 Nel frattempo la Ferrari GT4 è stata sottoposta a una totale rivisitazione da parte di Rossocorsa. Iniziati nell’aprile dello scorso anno i lavori si sono protratti fino a febbraio 2019. Per saperne di più il pilota ci rimanda niente meno che a Ivano Barletta “già capo macchina di Schumacher”.

Ma partiamo dalla scelta della Ferrari 308 Gt4 gruppo 4 da rally preparate da Michelotto sul finire degli anni settanta (appartenuta a Tognana, altro famoso pilota di auto rally d’epoca) per la partecipazione, per la prima volta, alla Pechino-Parigi: nasce dalla volontà di far vivere alla marca di Maranello un’esperienza inedita in un ambito completamente sconosciuto al suo DNA di auto sportiva derivata dall’esperienza delle competizioni su pista. A livello tecnico le motivazioni sono indotte dalle notevoli doti dinamiche e dalla guidabilità della vettura.

A questo si aggiunge il lungo lavoro di Barletta. La vettura è stata completamente smontata, sono state eliminate parti non essenziali (la “rossa ora pesa 1250 chili, oltre 200 kg in meno) per ricavare spazi di stivaggio dei pezzi di ricambio (l’assistenza sul percorso è vietata da regolamento e i partecipanti devono risolvere da soli gli eventuali problemi!!!), gli effetti personali e persino una tenda per le notti sotto il cielo (posta dietro i sedili anteriori insieme a una delle due ruote di scorta, l’altra è sul tetto). Così, ad esempio, i fari retrattili sono stati sostituiti da fari frontali; gli scarichi sono stati deviati sulle fiancate posteriori.

Come si saprà, la 308 GT4 fu la prima auto nella storia della Casa di Maranello ad adottare lo schema V8 con motore centrale di 2926 cc con distribuzione bialbero e alimentazione a 4 carburatori doppio corpo che assicurano una potenza di 225 cv nella versione stradale. Dotata di sospensioni indipendenti, monta quattro freni a disco autoventilanti, ha un cambio manuale a 5 rapporti con differenziale autobloccante e monta ruote in lega da 14 pollici. Disegnata da Bertone, fu presentata al Salone di Parigi nel 1973.

Per scelta, per non limitare ulteriormente i consumi “il motore non è stato esasperato e ora arriva fino a 7700 giri/minuto”. Secondo le prove effettuate nei giorni scorsi da Schon, si aggirano a basse velocità intorno ai 6 km/litro mentre in pista scendono fino alla metà (3 km/l). L’autobloccante posteriore ha una nuova taratura; il radiatore è stato rifatto in alluminio; i bracci delle sospensioni – continua Barletta – sono stati rinforzati, così come tutte le parti a rischio della Ferrari, come i due para coppa dell’olio.

Insomma, tutta la struttura è stata ampiamente rinforzata e irrigidita in funzione dell’impiego su strade sterrate e su asfalto accidentato, mentre l’abitacolo è stato protetto con un robusto roll-bar a gabbia avente parzialmente funzione portante e la meccanica incapsulata e riparata da una slitta sotto-scocca in avional dello spessore di 1 centimetro. Si era pensato di rifare anche il parabrezza

Particolare attenzione, ovviamente, è stata rivolta all’assetto, capace di sopportare le più dure sollecitazioni trasmesse dalle numerose buche ed asperità del terreno. Per la gommatura si è optato per Pirelli CN 36 di misura 205/70R14 per asfalto e Pirelli Scorpion 205/75R15 per gli sterrati, che hanno anche il compito di accrescere l’altezza da terra della vettura sulle strade più difficili.

Senza offendere nessuno, questa nuova avventura del duo Schon-Guggiari è una “pazza idea” molto affascinante, e di sicuro sarà una vera impresa portarla a termine. Si parte il 1° giugno da Pechino per arrivare al traguardo di Place Véndome a Parigi il 7 luglio. Tanti auguri ai piloti e alla Ferrari Rossocorsa e chissà che non riescano a ripetere l’exploit tricolore della prima edizione della corsa.(Rossella Dallò)

Pechino-Parigi: 14000 km, le curiosità

Quasi la metà della circonferenza del globo terrestre da percorrere in 36 giorni, con solo quattro giornate di riposo (un camp di 40 tende nel deserto dei Gobi, “per fortuna ci hanno riservato una tenda già montata”, commenta Giorgio Schon): questa è il Peking to Paris Motor Challenge, settima edizione della rievocazione della vittoria della Itala di Borghese-Barzini-Guicciardi nel 1907.

 Un percorso che si snoda attraverso 11 nazioni, su strade prevalentemente sterrate e tratturi come i temibili deserti della Mongolia e del Kazakistan. 108 vetture prenderanno il via il sabato 1. giugno dal Pechino con l’obiettivo di ritrovarsi la domenica 7 Luglio in Place Vendome a Parigi. Quanti riusciranno a concludere l’impresa? Arrivare, a volte, è già come una vittoria.

Qui di seguito alcune curiosità in cifre e l’itinerario completo della gara:

4: gli equipaggi italiani in gara

11: le nazioni attraversate

14: le auto “Pioneer & Vintage Cars” costruite tra il 1907 e il 1931

18: le auto “Vintageant Cars” costruite tra il 1932 e il 1947

20: i Paesi del mondo rappresentati con i propri piloti

33: le auto “Classic Cars” fino a 2000 cc costruite tra il 1948 e il 1975

36: i giorni di gara, incluse le 4 soste tecniche

43: le auto “Classic Cars” oltre 2000 cc costruite tra il 1948 e il 1975

65: le prove speciali cronometrate

103: il numero di gara della Ferrari 308 Gt4 di Schon-Guggiari

108: gli equipaggi al via

da 400 a 650: i chilometri in media da percorrere ogni giorno

700 cc: il veicolo più piccolo, il Contan Mototri Tricycle del 1907

7.668 cc: l’auto più grande, la Rolls Royce Phantom I del 1929

14.000 chilometri il percorso totale.

Pirelli è coinvolta nell’operazione anche con un piano di comunicazione digitale attraverso lo sviluppo di un panel di storie con relative immagini, video e resoconti dei protagonisti per seguire la gara in tutte le sue fasi. Le storie verranno pubblicate sul digital magazine www.pirelli.com che saranno distribuite sui principali canali social media di Pirelli: Facebook, Instagram e Twitter.

Verrà istituita inoltre anche una pagina Facebook dedicata organizzata da Rossocorsa che ogni sera raccoglierà in diretta le impressioni dell’equipaggio Schon-Guggiari, il quale, proprio grazie alla singolarità della scelta della vettura, sarà oggetto di forte interesse che coinvolgerà i media nazionali ed internazionali anche attraverso le notizie diramate dall’ufficio stampa della gara (Endurance Rally Association – www.endurorally.com) con iniziative speciali e pubblicazioni.