09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

IN LIBRERIA: L’INCREDIBILE TRIONFO DELLA FULVIA HF AL “MONTE” DEL 1972 (autore MATTIA LOSI)

 

losi

 

Milano. Nella sala conferenze dell’ACI Milano una platea di campioni di rally e addetti del settore si è radunata per la presentazione del libro di Mattia Losi (Edizioni Ephedis, pagine 192, 23 euro) in cui l’autore, ascoltando i racconti di Sandro Munari e di Ariella Mannucci vedova di Mario, ricostruisce una delle pagine più gloriose della squadra Lancia Corse al 41° Rally di Montecarlo. Il giornalista si rivede ragazzino di 10 anni sui banchi di quinta elementare mentre i suoi idoli indiscussi Sandro Munari e Mario Mannucci affrontano l’edizione del 1972 della terribile corsa di quell’anno.

Scrivendo in prima persona (qualche capitolo di storia personale avrebbe potuto tralasciarli senza nulla togliere al racconto) porta il lettore dentro l’abitacolo della Fulvia rivivendo passo dopo passo tutte le emozioni , i sentimenti e i dubbi dei suoi eroi vissuti negli oltre 3mila km dell’avvicinamento a Montecarlo e poi dei due giorni finali del percorso comune farciti di prove speciali e conrolli cronometrici. LA HF è quasi a fine carriera, per quanto in Officina Lancia Corse abbiano rivisto ogni componente meccanico per regalarle qualche cavallo in più.

Il lavoro di fino porta alla Fulvia 1.6 160 Cv. Troppo pochi rispetto alle grandi rivali della Porsche 2.4 litri e potenza quasi doppia e soprattutto dello squadrone francese delle Alpine che possono contare sulla stessa potenza della HF ma su 160 chili in meno. E poi ci sono le Datsun 2.4 e anche le Fiat 124 (la rivale torinese è già proprietaria della Lancia con conseguente messa in Cig dei lavoratori e ha in mente di chiudere le linee di produzione della Fulvia con conseguente messa in Cig dei lavoratori).

Nessun giornale, neppure italiano, accredita l’auto italiana di un pronostico favorevole, anzi la danno sconfitta in partenza. Non hanno fatto i conti, però, con la straordinaria coppia formata da “Il Drago” e “Il Maestro” (il nomignolo con cui tutti i concorrenti conoscono il grande navigatore Mannucci che, come dice Sandro “non sbaglia mai”) e nemmeno con le incognite del clima bizzarro che caratterizza questa corsa su e giù per i monti tra Alpi e mare.

Tra racconto e sensazioni si scoprono anche i caratteri dei due eroi, mentre la HF fa il suo dovere risparmiando la meccanica grazie alla maestria del pilota e alle note minuziose e più che precise del navigatore. Cosa che non riesce alla fine alle rivali, in primis alle Alpine, specie a quella di Darniche-Mahé che per qualche prova passano in testa a Munari-Mannucci penalizzati di 2 minuti per avere timbrato una prova con 3 secondi di anticipo. La loro Renault proprio all’ultima decisiva “speciale” non parte per la rottura del cambio.

L’Incredibile svolta lascia dubbioso il Drago che non capisce come mai la notizia arrivi solo all’ultimo minuto quando la HF è già sulla pedana dello start. Il direttore sportivo Cesare Fiorio si sgola dalla radio di bordo ma non può spiegare che i ricognitori Daniele Audetto e il suo pilota Bruno Ferraris sono bloccati dalla polizia francese che non ha creduto al loro “scherzetto” con cui avevano già dribblato il divieto di transito sul percorso (che veniva chiuso un’ora prima del via).

Lo si scoprirà dopo qualche pagina e soprattutto dopo che i “nostri eroi”, passando tra ali di fan sventolanti il “tricolore”, hanno superato il trionfale traguardo finale. A dispetto di tutti i pronostici e delle caratteristiche della HF numero 14 con la scritta a caratteri cubitali “Lancia Italia” sul cofano. La lettura di queste pagine porta chi è a digiuno di corse a scoprire molti personaggi della mitica Lancia Corse e alcuni meccanismi della preparazione della gara nonché le “trovate” del direttore sportivo Fiorio, come il posizionamento delle assistenze lungo i percorsi e o come la scelta dei pneumatici, e del suo braccio destro Audetto. E’ proprio una “incredibile corsache costringerà la Fiat a rivedere i suoi piani produttivi . (Rossella Dallò)