NEGLI SCATTI DI CARLO BORLENGHI BARCHE E MARE COME NON LI AVETE MAI VISTI

Milano. Da ben 36 anni frequenta tutti i mari della Terra per immortalare le regate più famose. Nella sua lunga esperienza di fotografo Carlo Borlenghi non ha sviluppato solo una grande sensibilità nel cogliere i momenti salienti delle varie sfide veliche, soprattutto ha maturato una sua personale ricerca dell’armonia tra uomo, vela e mare che si concretizza in immagini di straordinaria bellezza.
Di questi scatti, tanto ammirevoli da sembrare più opera di un pittore che di un fotografo di barche, una selezione compone una mostra aperta a Milano, fino al 29 marzo, presso la Dream Factory in corso Garibaldi 117.
In ogni immagine traspare perfettamente il significato stesso del titolo della mostra: “io Sento”. Come spiega lo stesso Carlo Borlenghi nella prefazione al catalogo, “la fotografia di vela è la mia vita e il mio lavoro… al punto che io stesso ora farei fatica a discernere le due cose. Il trucco è non farlo… e così continuo a vivere il mio lavoro e a lavorare alla mia vita in una serie quasi infinita di immagini di vele, scie, spruzzi, barche e regate”.
Convinto che la foto più bella sia sempre quella che deve ancora scattare e grazie anche alle nuove tecnologie che permettono di “esplorare vie espressive” impensabili ai tempi dei pionieri della fotografia di vela, Borlenghi cerca l’attimo tutto speciale e irripetibile che appaga l’animo, la vista, la perfezione di forme e di contatto tra i vari interpreti: l’uomo appunto, il manufatto, l’acqua, l’elemento atmosferico. E generalmente trova questa incredibile alchimia e la fa subito sua.
Rispetto ai fotografi degli esordi quali i Rosenfeld e la famiglia Beken di Cowes che nei loro scatti fissavano la bellezza delle forme e l’eleganza dei movimenti delle barche di quei tempi, Borlenghi deve fare i conti con barche che “sono diventate sempre più brutte, sgraziate e ineleganti, cessando di amalgamarsi armoniosamente col mare stesso”. Proprio per questo spiega che è andato “a ricercare quell’eleganza perduta nei particolari, nell’ombra di una vela riflessa sull’acqua, nello sforzo di un marinaio che a prua si oppone alla forza del vento e dell’onda, nelle geometrie effimere di incroci di vele, di luci, di uomini”.
Il suo è un appagamento intimo ma anche molto generoso nei confronti del pubblico. Perché “se tornato a riva ho catturato un po’ di quella bellezza e posso trasmetterla a chi non c’era, allora io Sento di aver dato, come i pionieri di allora, un senso alla mia fotografia di vela”.
Possiamo solo sperare che questa magnifica iniziativa milanese non solo si ripeta con altre immagini fra le tante scattate da Carlo Borlenghi, ma che diventi itinerante e appaghi così il maggior numero possibile di amanti della bella fotografia e dello sport velico. (Rossella Dallò)