09/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Gli argentini Juan e Margarita Tonconogy (Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport del 1931) sono la coppia regina della 1000 Miglia 2026

Brescia. La "Freccia Rossa" ha salutato i concorrenti sopravvissuti alla galoppata attraverso l’talia e ancora una volta, su questo tracciato leggendario, hanno brillato le Alfa Romeo. L’edizione 2026 sarà ricordata come quella della grande rivincita argentina: Juan e Margarita Tonconogy, a bordo della Alfa Romeo 6C 1750 Gran Sport del 1931, hanno firmato un’impresa che resterà negli annali, strappando il trono a un Andrea Vesco che ha cercato fino all'ultimo metro di difendere il suo primato.

La coppia argentina è al suo quarto successo avendo già vinto nel 2013, 2016 e 2018 mentre Vesco, secondo con una Alfa Romeo 6C 1750 SS Spider Zagato del 1929, ha dovuto cedere il trono 2026 anche se rimane il vero imperatore della 1000 Miglia in virtù dei suoi nove successi: di cui sei consecutivi: 2016, 2017 e 2018 con Andrea Guerini; 2020 con il padre Roberto Vesco; 2021, 2022,2023, 2024 e 2025 con Fabio Salvinelli.

Trionfano nel Ferrari Tribute 1000 Miglia Vittorino Battaglia e Giordano Mozzi su 488 Spider del 2019, mentre In Gran Turismo Experience si sono imposti Shimitzu Ryotaro e Jari-Matti Latvala.

La Coppa delle Dame ha regalato uno dei momenti più intensi: Silvia Marini e Francesca Ruggeri, sulla loro Cisitalia 202 SMM del 1947, hanno tenuto testa a gran parte del gruppo maschile. Il loro passaggio nel cuore di Siena ha strappato applausi a scena aperta. La vittoria è il frutto di una capacità di lettura delle medie orarie che ha rasentato la perfezione.

Lo svolgimento della gara è stato un martirio di precisione. Partito da Brescia sotto un sole splendente, il serpentone degli oltre 430 equipaggi ha inaugurato un percorso inedito attraversando per la prima volta la Val Trompia e la Val Gobbia, con il Controllo Timbro alla sede della Beretta per celebrarne i 500 anni di storia, prima del bagno di folla a Lumezzane e sul Garda. Attraversato il Veneto, il convoglio ha intrapreso la discesa verso gli Appennini, superando il Passo dell’Abetone a quota 1388 metri sotto una brezza frizzante.

La terza frazione ha celebrato l’incanto della Toscana e del Lazio, tra le prove cronometrate sulle mura di Lucca e la spettacolare sosta pranzo in una piazza del Campo a Siena avvolta come da tradizione dal Tricolore.

La risalita verso l'Adriatico nella quarta tappa ha regalato momenti di rara intensità come il passaggio sul sagrato della Basilica di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola ad Assisi per l'omaggio a San Francesco a ottocento anni dalla scomparsa, il transito nella suggestiva Gola del Furlo e la spettacolare scalata nel cuore del Titano per il Controllo Timbro in piazza della Libertà a San Marino.

Infine l'ultima e decisiva frazione partita da Rimini. Una tappa che ha visto il convoglio sfilare davanti al Castello Estense di Ferrara per poi concedersi l'ultimo pranzo nella splendida cornice delle Fruttiere di Palazzo Te a Mantova, accolto dal calore del pubblico in centro storico. Nel pomeriggio, prima del rientro a Brescia, le vetture hanno affrontato gli ultimi Controlli Timbro toccando il 4º Reggimento artiglieria controaerei "Peschiera", Guidizzolo, Castiglione delle Stiviere e Montirone, fino al Controllo Orario finale delle ore 15:00 che ha fatto da preludio alla passerella d'onore.

E il cerchio si è chiuso così dove tutto è iniziato. Il convoglio della 1000 Miglia 2026 ha fatto il suo emozionante rientro a Brescia, superando la storica rampa di viale Venezia dopo aver coperto quasi 2000 chilometri di strade mozzafiato. Cinque tappe intense che hanno coniugato la tecnica di 144 prove cronometrate e 8 prove di media alla bellezza senza tempo dei paesaggi attraversati, confermando la Freccia Rossa come la corsa più bella del mondo.

Quando, oggi, l'Alfa 1750 di Tonconogy ha varcato l'arrivo in Viale Venezia, il boato del pubblico ha certificato la fine di una maratona meccanica senza eguali. Non è stata solo una corsa, ma una prova di resistenza psicologica. I vincitori hanno domato la meccanica anteguerra come se fosse un'estensione del loro corpo, mentre gli sconfitti hanno onorato lo spirito del duello sportivo fino all'ultima bandiera a scacchi.

La 1000 Miglia 2026 chiude il sipario, lasciandoci il ricordo di un'epopea dove il tempo non si misura solo in ore, ma nel battito di un motore che rifiuta di spegnersi.

E’ finita l’edizione numero 99 di 1000 Miglia. Ora lo sguardo punta già al 2027, all’anno del Centenario. Una corsa che tornerà alla classica collocazione a fine maggio, nella settimana che va dal 22 al 29. L’appuntamento è per una 1000 Miglia pronta a regalare tante altre novità, ma anche le forti emozioni di sempre.  (Gius.Dazz.)