Per la sesta volta Vesco – Salvinelli, su Alfa Romeo 6C 1750 SS del 1929, mettono la firma sulla 1000 Miglia. Il “Biscione” monopolizza il podio!!

Brescia. Dopo 5 giornate di gara, 1900 chilometri percorsi e oltre 400 auto storiche in movimento, si è conclusa a Brescia la 43^ edizione rievocativa della 1000 Miglia. Un'edizione speciale, che ha riportato in vita l'itinerario a forma di "otto" delle epiche edizioni anteguerra, unendo simbolicamente, oltre che il Nord e il Sud, anche l'Est della costa adriatica all'Ovest di quella tirrenica.
Per la sesta volta consecutiva a laurearsi campioni sono ancora loro, Andrea Vesco e Fabio Salvinelli, che, alla guida sempre della loro Alfa Romeo 6C 1750 Ss, hanno preceduto Daniel Andres Erejomovich e Gustavo Llanos con la loro 6C 1500 Ss del 1929, riuscendo anche a strappargli il primo posto al termine della quarta giornata di gara poi terzi a salire su podio Tonconogy-Ruffini su una 6C 1750 Gs del 1931. Una straordinaria tripletta a dimostrazione della grande tradizione sportiva del Biscione che ancora oggi è capace di emozionare grazie alle sue doti dinamiche uniche.
I ferraristi Roland Hotz e Giordano Mozzi si sono aggiudicati il Ferrari Tribute 1000 Miglia a bordo di una F8 Spider, mentre Mirco Magni e Federico Giavardi su Polestar 4 hanno vinto la settima edizione della 1000 Miglia Green.
E’ stato un podio quindi tutto Alfa Romeo che non può non ricoprire di orgoglio chi lavora nell’industria automobilistica italiana e non può non essere di stimolo agli attuali responsabili della Casa del Biscione a riportare in alto l’Alfa Romeo e a far sì che occupi il posto che merita nelle classifiche di mercato e magari anche del motorsport che ora sembra essere passato in secondo posto a favore di altre discipline sportive.
E a testimoniarlo in gara c’era anche la l’Alfa Romeo 1900 Super Sprint del 1956, proveniente dalla collezione di Stellantis Heritage e abitualmente esposta al Museo Storico Alfa Romeo di Arese. A bordo di questa coupé “gran turismo” vi era il team Luna Rossa, quale suggello della partnership tra la squadra velica più amata d’Italia e il marchio di nobile sportività italiana dal 1910.
Le due eccellenze nazionali, infatti, camminano insieme verso la prossima America’s Cup, che per la prima volta si disputerà in Italia, nello scenario del Golfo di Napoli. E se è vero che le emozioni non hanno bisogno di parole, bastava guardare l’Alfa Romeo 1900 Super Sprint muoversi tra i tornanti e le irte salite con quella miscela inconfondibile di eleganza e carattere sportivo che ne ha fatto, negli anni Cinquanta, la coupé prediletta dai gentleman driver e oggetto del desiderio del boom economico.
I ferraristi Roland Hotz e Giordano Mozzi si sono aggiudicati il Ferrari Tribute 1000 Miglia a bordo di una F8 Spider, mentre Mirco Magni e Federico Giavardi su Polestar 4 hanno vinto la settima edizione della 1000 Miglia Green.
Una corsa, un viaggio, un rito collettivo. La Freccia Rossa ha attraversato borghi, città d'arte, passi appenninici e piazze festanti, trasformando ogni tappa in un'istantanea d'Italia. Il percorso ha seguito le vene dell'Italia minore, quelle che non sempre finiscono nei dépliants, ma che restituiscono l'anima più autentica del Paese. Dopo il via da Viale Venezia, gli equipaggi hanno raggiunto Ferrara, con la magia serale del Castello Estense, per poi, il giorno seguente, raggiungere la Capitale attraverso le curve del Mugello e le terre della Val d'Orcia.
La terza tappa, all'alba, ha salutato Roma tra i palazzi ancora addormentati, arrampicandosi fino a Orvieto e Arezzo, prima dell'abbraccio serale di Cervia. Da li, il passaggio spettacolare nel cuore della Versilia, con il transito all'interno dell'Accademia Navale di Livorno e le curve storiche del Passo della Cisa. Il ritorno ha reso omaggio all'Italia padana: Cremona, Soncino, Franciacorta. E infine, Brescia, che ha accolto le auto e i loro equipaggi con la Festa della musica e un'ovazione degna della Corsa più bella del mondo, a Brescia dove tutto è iniziato nel lontano 1927 e anche quest’anno il passaggio di questo straordinario “museo viaggiante” ha suscitato entusiasmo e curiosità tra i numerosissimi spettatori che si sono assiepati lungo i circa 1900 km del percorso. (Gius.Dazz.)